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CHIESA
tratto dal n. 09 - 1998

FABBRICA DEI SANTI. Parla José Saraiva Martins

Un record del ventennio


A fine ottobre 1998 Giovanni Paolo II avrà proclamato la metà circa dei beati (805 su 1611) e dei santi (280 su 570) dichiarati complessivamente tali dalla Chiesa negli ultimi quattro secoli. E in cantiere ci sono ancora circa duemila cause... Intervista con il prefetto della Congregazione delle cause dei santi


Intervista con José Saraiva Martins di Gianni Cardinale


Nell’ultimo ventennio è il dicastero che forse ha più avuto da fare, soprattutto in rapporto ai secoli precedenti. Stiamo parlando della Congregazione delle cause dei santi, che durante il pontificato di Giovanni Paolo II ha preparato praticamente la metà delle beatificazioni e delle canonizzazioni proclamate complessivamente negli ultimi quattro secoli. Questi dati ce li fornisce il nuovo prefetto della “fabbrica dei santi”, José Saraiva Martins, 66 anni, claretiano, chiamato lo scorso 30 maggio a questo incarico dopo essere stato per dieci anni segretario della Congregazione per l’educazione cattolica. Saraiva Martins, che in passato è stato professore di Teologia e rettore presso la Pontificia Università Urbaniana, è portoghese. In tempi recenti non ci sono stati lusitani alla guida di un dicastero della Curia romana (il cardinale José Da Costa Nunes, scomparso nel ’76, l’antico patriarca delle Indie occidentali, ricoprì per diversi anni la carica di vicecamerlengo del Collegio cardinalizio). In compenso non è inusuale la presenza di claretiani in Vaticano. Negli ultimi decenni due porporati appartenenti a questo ordine hanno guidato dicasteri romani: Arcadio Maria Larraona (morto nel ’73) e Arturo Tabera Araoz (morto nel ’75).
Eccellenza, qual è oggi la struttura della Congregazione e quali le sue competenze e attività fondamentali?
JOSÉ SARAIVA MARTINS: Da quando, nel XII secolo, il papa ha cominciato a riservare a sé la canonizzazione dei servi di Dio, la Santa Sede si è dotata dei necessari strumenti legislativi ed operativi per accertare la santità dei candidati agli onori degli altari. Tali strumenti non sono rimasti immutati nel corso dei secoli. Attualmente le cause dei santi sono disciplinate dalla costituzione apostolica Divinus perfectionis magister del 1983 e da alcune Norme emanate dal dicastero in quello stesso anno. Per quanto concerne le competenze e le attività del dicastero, il lavoro fondamentale consiste nello studio degli atti dei processi canonici istruiti nelle diverse diocesi per dimostrare le virtù o il martirio o i miracoli dei servi di Dio. Spetta pure alla Congregazione di giudicare circa il titolo di dottore della Chiesa da attribuire ai santi. Spetta infine allo stesso dicastero di decidere intorno a tutto ciò che riguarda la dichiarazione di autenticità delle sacre reliquie e la loro conservazione.
Quanti sono i beati e i santi riconosciuti tali sotto l’attuale pontificato? E quanti invece durante gli ultimi secoli?
SARAIVA MARTINS: Giovanni Paolo II ha compiuto 110 cerimonie di beatificazione, dichiarando 799 beati, dei quali 594 martiri e 205 confessori. Bisogna poi aggiungere che il Papa si accinge a proclamare beati Giuseppe Antonio Tovini (a Brescia il 20 settembre), il cardinale Alojzije Stepinac (martire, a Zagabria il 3 ottobre) e poi Zefirino Agostini, Antonio di S. Anna Galvão de França, Faustino Emanuele Miguez, Teodora Anna Teresa Guérin (a Roma il 25 ottobre). A fine ottobre quindi, dopo 113 cerimonie il numero di beati dichiarati sarà 805 (di cui 595 martiri e 210 confessori).
Durante 34 cerimonie di canonizzazione l’attuale Pontefice ha dichiarato poi 279 santi, di cui 245 martiri e 34 confessori. Santi che saliranno a 280 il prossimo 11 ottobre: in quella data, infatti, verrà proclamata santa la beata Edith Stein. Giovanni Paolo II ha inoltre ripristinato il culto di san Meinardo durante la visita apostolica nei Paesi baltici, precisamente a Riga, in Lettonia, l’8 settembre 1993. A questi dati va poi aggiunto il conferimento del titolo di dottore della Chiesa a santa Teresa di Gesù Bambino, avvenuto il 19 ottobre 1997 a Roma.
Per quanto riguarda invece i santi e i beati riconosciuti durante gli ultimi secoli, dal 1605 (Paolo V) ad oggi sono stati beatificati 1611 servi di Dio (saranno 1617 a fine ottobre); dal 1592 (Clemente VIII) ad oggi sono stati canonizzati 569 beati (570 dopo l’11 ottobre).
Quante sono le cause di beatificazione e canonizzazione attualmente in “cantiere”?
SARAIVA MARTINS: Le cause di servi di Dio e venerabili attualmente in corso nel dicastero sono 1891.
In vista del Giubileo si sta stilando un martirologio. Che attinenza ha questo martirologio con i martiri riconosciuti tali dalla Chiesa?
SARAIVA MARTINS: Innanzitutto faccio presente che l’elaborazione di un nuovo martirologio ufficiale è di competenza della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti. Solo ai martiri inseriti in questo elenco è dovuto il culto dei fedeli. Il Papa nella sua lettera apostolica Tertio millennio adveniente (Tma) e nel discorso a Paderborn in Germania parla di un aggiornamento del martirologio cristiano, cioè di quei testimoni della fede che hanno affrontato morte e soprusi concussi da ogni totalitarismo. Non c’è dubbio che anche il nostro secolo lascia dietro di sé un ricco martirologio, come sottolinea il Papa quando rileva che «al termine del secondo millennio, la Chiesa è diventata nuovamente Chiesa di martiri» (Tma, 37). L’attinenza del “martirologio” auspicato nella Tertio millennio adveniente con i martiri riconosciuti tali dalla Chiesa è evidente. Si tratta comunque di due elenchi differenti.
Nell’ultimo fascicolo del ’97 La Civiltà Cattolica ipotizzava per il futuro che il titolo di dottore della Chiesa potesse essere concesso anche ai martiri, mentre esprimeva delle riserve sull’ipotesi che fosse concesso ai papi. Si sta elaborando qualcosa a riguardo?
SARAIVA MARTINS: Per quanto concerne il conferimento del titolo di dottore della Chiesa non esiste alcuna “discriminazione” tra le varie categorie di santi. Per tutti si richiedono due requisiti essenziali: che siano stati canonizzati, cioè siano stati inseriti nel calendario della Chiesa universale, e che ai loro scritti sia riconosciuta dagli organismi competenti l’“eminens doctrina”. Quindi di per sé non credo ci possano essere preclusioni per i martiri e per i papi.
Sono ancora in corso i festeggiamenti per il centenario della nascita di papa Montini. A che punto è la causa di beatificazione di Paolo VI?
SARAIVA MARTINS: Il processo di beatificazione di papa Montini si trova ancora nella prima fase, ossia in quella diocesana.
Ci sono anche altri papi in attesa di salire alla gloria degli altari. Cosa manca ancora perché questo avvenga per Pio IX?
SARAIVA MARTINS: Per quanto riguarda la causa di beatificazione di Pio IX e quelle di altri pontefici del nostro tempo, non va dimenticato che esse hanno degli aspetti diversi, e che questi non possono non influire sull’andamento di ognuna di esse. La causa del venerabile Pio IX si trova in una fase avanzata.
È plausibile quello che ha affermato padre Blet sulla nostra rivista, e cioè che la causa di beatificazione di Pio XII «procede a rilento per motivi “diplomatici”»?
SARAIVA MARTINS: Questa causa deve essere ancora completata con la redazione della Positio super virtutibus.
Durante i lavori del Concilio Vaticano II Paolo VI stabilì che le cause di beatificazione di Pio XII e di Giovanni XXIII procedessero in parallelo. È ancora valida questa indicazione?
SARAIVA MARTINS: Secondo le disposizioni di Paolo VI le due cause sono state iniziate contemporaneamente. Per quanto concerne, però, la redazione della Positio su cui avviene l’esame di merito delle virtù, non si può stabilire tassativamente che le cause procedano in parallelo, perché ogni causa presenta problemi particolari da approfondire. Queste due cause comunque, attesa la loro rilevanza storico-ecclesiale, richiedono studi e approfondimenti particolari.
Quest’anno ricorre il ventesimo anniversario del brevissimo pontificato di papa Luciani. Nel 1990 la quasi totalità dell’episcopato brasiliano chiese che venisse dato inizio alla causa di beatificazione di Giovanni Paolo I. Questa richiesta ha avuto seguito?
SARAIVA MARTINS: Per quanto riguarda la competenza di iniziare la causa di beatificazione di papa Luciani, non spetta al dicastero, ma alla diocesi competente (Roma, ndr). Le istanze dei vescovi brasiliani possono fare parte dei preliminari per iniziare una causa dopo che l’ordinario competente ne valuta la rilevanza ecclesiale nell’ambito della fama sanctitatis.


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