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MEETING
tratto dal n. 09 - 2007

Quei preti coraggiosi dalla parte giusta


Nella consueta mostra allestita dal Meeting era di turno il delicatissimo tema della Resistenza: che tutti i conventi si aprissero per sottrarre alle persecuzioni gli ebrei, i resistenti al Bando Graziani e tutti gli altri ricercati è più che risaputo. Comunque, vedere le relative fotografie e i grafici della mostra ha costituito per tutti un momento di grande emozione


di Giulio Andreotti


Il senatore Giulio Andreotti durante il suo intervento

Il senatore Giulio Andreotti durante il suo intervento

Ogni anno, quando vado al Meeting di Rimini, provo intatta una emozione. In un ambiente gioioso e partecipativo si respira quell’ottimismo cristiano che con tanta forza esprimeva, da vivo, don Luigi Giussani. E sono sempre in calendario voci le più differenti, comprese quelle di alcuni “lontani”. La platea è affollata, con prevalenza di giovani, compresi tanti sposi con bambini piccoli. Nel programma si alternano attualità e aspetti del tema annuale, che quest’anno era la verità. Un argomento davvero difficile, tanto che nel racconto evangelico della Passione, quando, incuriosito, il potente della terra Gli chiede cos’è la verità, Gesù non risponde. In altro momento dirà: «Io sono la via, la verità e la vita».
Nella consueta mostra allestita dal Meeting era di turno il delicatissimo tema della Resistenza, impostato sulla documentazione – impressionante – dello schieramento generale del clero italiano dalla parte giusta.
Che tutti i conventi si aprissero per sottrarre alle persecuzioni gli ebrei, i resistenti al Bando Graziani e tutti gli altri ricercati è più che risaputo. Comunque, vedere le relative fotografie e i grafici della mostra del Meeting ha costituito per tutti un momento di grande emozione.
Il caso ha voluto che negli stessi giorni si sviluppasse la polemica sui limiti dell’intervento delle autorità ecclesiastiche nel campo civile. Certo vecchiume politico fa pena, ma è duro a morire. Non accorgendosi della contraddizione, gli stessi polemisti rimproverano l’invasione dei campi da parte ecclesiastica e presunti silenzi in tema di obblighi terreni dei battezzati, compresi gli oneri tributari.
Ad alimentare le polemiche è intervenuto anche un quesito “europeo” circa i presunti benefici civili che il nostro ordinamento riserverebbe alla Chiesa cattolica. Da Bruxelles avrebbero chiesto chiarimenti; anche se dopo alcuni decenni dovrebbero conoscere direttamente i nostri regolamenti.
Ricordo ad esempio l’applicazione “ingiuriosa” del summum ius quando in applicazione dell’imposta patrimoniale straordinaria del dopoguerra si pretesero contribuzioni dalle abbazie e dai monasteri, come se si trattasse davvero di immobili lucrativi. Viceversa è normale la tassazione sulla vendita di cioccolato e di miele, dove avviene.
Certi rigurgiti di fondo di anticlericalismo polemico dovrebbero irritarci; ma ricordo il saggio monito di un parroco: «È meglio così che se ci ignorassero». Forse è giusto.
Il Meeting è collocato come calendario annuo quasi al termine delle vacanze estive e, di conseguenza, è occasione per riflettere sui programmi della “ripresa”.
Alla richiesta di un giudizio sulla mostra di questo 2007, un ragazzo modenese si è espresso così: «Sono colpito nel vedere tanta cattiveria in quel periodo della Resistenza; ma si prova grande gioia nel vedere che i preti erano coraggiosamente dalla parte giusta».
Mi sono trascritto questo pensiero, pensando quanto siano giuste le documentate rievocazioni di anni tanto difficili per tutti.
Alla mia età è doverosa una nota patetica nella partecipazione al Meeting. L’ho definita una specie di certificato di sopravvivenza. E spero che il Signore mi faccia continuare in questa prorogatio.


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