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LIBRI
tratto dal n. 12 - 2007

La lectio divina alla luce dei Padri


La prefazione del primo collaboratore del Papa al volume di don Enrico dal Covolo, postulatore generale dei Salesiani


del cardinale Tarcisio Bertone


Enrico dal Covolo, <I>Lampada ai miei passi. Leggere la Parola come i nostri Padri</I>, Elledici, Leumann (To) 2007, 240 pp., euro 14,00

Enrico dal Covolo, Lampada ai miei passi. Leggere la Parola come i nostri Padri, Elledici, Leumann (To) 2007, 240 pp., euro 14,00

L’itinerario della lectio divina, progressivamente riscoperto nei quarant’anni successivi al Concilio Vaticano II, è ormai familiare a molti fedeli, che intendono leggere e meditare la Scrittura nella tradizione vivente della Chiesa.
«Vorrei evocare», ha raccomandato ancora di recente Benedetto XVI nel quarantesimo anniversario della costituzione conciliare Dei Verbum, «l’antica tradizione della lectio divina: l’assidua lettura della Sacra Scrittura accompagnata dalla preghiera realizza quell’intimo colloquio in cui, leggendo, si ascolta Dio che parla e, pregando, gli si risponde con fiduciosa apertura del cuore (cfr. DV, n. 25). Questa prassi, se efficacemente promossa, recherà alla Chiesa – ne sono convinto – una nuova primavera spirituale. Quale punto fermo della pastorale biblica, la lectio divina va perciò ulteriormente incoraggiata, mediante l’utilizzo anche di metodi nuovi, attentamente ponderati, al passo con i tempi. Mai si deve dimenticare che la Parola di Dio è lampada per i nostri passi e luce sul nostro cammino (cfr. Sal 118/119, 105)»1.
L’originalità di questo sussidio, esito di un esercizio ormai trentennale di lectio divina, consiste in un più esplicito riferimento ai Padri della Chiesa e al loro modo di leggere la Parola di Dio. Molte volte, infatti, chi pratica la lectio coltiva le sue competenze in ambito biblico, e assai di meno (o niente affatto) in ambito patristico: viceversa, è proprio quest’ultimo il luogo proprio in cui si è sviluppata la lectio divina.
Così il primo capitolo di questo libro intende recuperare l’attenzione dovuta ai Padri nell’esercizio della lectio, illustrando in rapida sintesi l’itinerario storico della lectio divina dalla «svolta origeniana» alle Regole monastiche, fino a Guigo II, priore della Grande Certosa tra il 1174 e il 1180. In definitiva, queste pagine iniziali forniscono il modello patristico, a cui si conformano gli esempi di lectio raccolti nel sussidio: anzitutto la sacra pagina viene letta e meditata (lectio e meditatio), per essere poi dischiusa alla preghiera e alla conversione della vita (oratio e contemplatio).
Icona di questo modello patristico è Maria santissima, la quale – stando a Luca 2, 19 – non solo custodiva la Parola di Dio (ecco la lettura e la meditazione), ma anche la confrontava nel suo cuore (ed ecco la preghiera e la conversione della vita, cioè l’autentica contemplatio).
Riguardo infine agli esempi di lectio qui addotti, che costituiscono il corpo del volume spaziando dall’Antico al Nuovo Testamento, è necessario accogliere nella fede la severa ammonizione di Origene († 254), maestro indiscusso della theía anágnosis (in latino lectio divina), nelle sue Omelie sui Numeri, là dove egli scrive: «Io non chiamo la Legge un “Antico Testamento”, se la comprendo nello Spirito. La Legge diventa un “Antico Testamento” solo per quelli che vogliono comprenderla carnalmente», cioè fermandosi alla lettera del testo. Ma «per noi, che la comprendiamo e l’applichiamo nello Spirito e nel senso del Vangelo, la Legge è sempre nuova, e i due Testamenti sono per noi un nuovo Testamento, non a causa della data temporale, ma della novità del senso... Invece, per il peccatore e per quelli che non rispettano il patto della carità, anche i Vangeli invecchiano»2.
Viceversa, dice ancora papa Benedetto XVI, nella lettura orante della Scrittura e nel coerente impegno della vita «la Chiesa deve sempre rinnovarsi e ringiovanire, e la Parola di Dio, che non invecchia mai, né mai si esaurisce, è mezzo privilegiato a tale scopo. È infatti la Parola di Dio che, per il tramite dello Spirito Santo, ci guida sempre di nuovo alla verità tutta intera (cfr. Gv 16, 13)»3.
Introduco ben volentieri, e raccomando alla lettura, questo agile volume di don Enrico dal Covolo, sdb, professore di Letteratura cristiana antica nell’Università Pontificia Salesiana di Roma e consultore della Congregazione per la Dottrina della fede: fra l’altro, il sussidio può rivelarsi di qualche utilità anche in vista della prossima assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi (ottobre 2008), che il Papa, con felice intuito, ha voluto dedicare alla «Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa».


Note
1 Benedetto XVI, Ai partecipanti al Congresso internazionale per il XL anniversario della costituzione dogmatica sulla divina Rivelazione Dei Verbum, L’Osservatore Romano, 17.9.2005, p. 5.
2 Origene, Omelia sui Numeri 9,4,2, edd. W.A. Baehrens – L. Doutreleau, SC 415, Paris 1996, p. 240.
3 Benedetto XVI, Ai partecipanti al Congresso internazionale per il XL anniversario della costituzione dogmatica sulla divina Rivelazione Dei Verbum, cit.


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