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LIBRI
tratto dal n. 10 - 2008

101 domande di unità


Zdzislaw Kijas, preside del Seraphicum, risponde in un libro alle domande poste dai suoi studenti, e non solo, sul tema dell’ecumenismo. Un volume interessante, che si muove agilmente tra storia e attualità, apprezzabile anche dai “non addetti ai lavori”


di Giovanni Ricciardi


Zdzislaw Jósef Kijas, <I>Ecumenismo: risposte a 101 domande</I>,
Edizioni Messaggero di Padova, 
Padova 2008, 350 pp., euro 30,00

Zdzislaw Jósef Kijas, Ecumenismo: risposte a 101 domande, Edizioni Messaggero di Padova, Padova 2008, 350 pp., euro 30,00

È originale e interessante la formula di questo “manuale” sull’ecumenismo che le Edizioni Messaggero di Padova hanno affidato al professor Kijas.
Interessante perché lo schema a domanda e risposta consente di riassumere in modo agile una materia complessa e sfaccettata, permettendo anche al lettore non esperto di avvicinarsi a questioni di non facile comprensione. La lettura del libro di Kijas permette di capire il quadro storico del movimento ecumenico, di cogliere le principali differenze dogmatiche e sacramentali tra le diverse Chiese e comunità ecclesiali, di farsi un’idea del momento attuale del dialogo ecumenico, con le sue difficoltà e le sue acquisizioni.
Originale perché le domande a cui l’autore risponde non sono costruite a tavolino, ma sono state poste realmente e concretamente, a voce o per iscritto, dai suoi studenti di teologia, da semplici cristiani e anche da persone lontane dalla Chiesa interessate a queste tematiche. Zdzislaw Jósef Kijas, professore di Ecclesiologia ed Ecumenismo, preside della Facoltà teologica San Bonaventura-Seraphicum di Roma e direttore del Centro studi francescani della Pontificia Accademia di Teologia di Cracovia, risponde in modo non cattedratico, piano e scorrevole, senza però rinunciare alla precisione e cercando di assumere e rispettare anche il punto di vista non cattolico nel cammino verso l’unità dei cristiani.
Un cammino di cui Kijas sottolinea soprattutto i progressi, pur senza minimizzare le difficoltà, persuaso che la strada verso l’unità è anzitutto nella volontà del Signore, a cui occorre corrispondere con docilità e speranza. Come scrive nella prefazione il cardinale Kasper, presidente del Pontificio Consiglio per l’Unità dei cristiani: «Dal Concilio Vaticano II in poi, l’impegno assunto dalla Chiesa cattolica e, assieme a lei, dalle altre Chiese e Comunità ecclesiali, non è un’opzione che si possa accettare o rifiutare, ma un dovere di tutti i cristiani nel mostrarsi docili alla volontà di unità di Cristo per la sua Chiesa».


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