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NOVA ET VETERA – SINDONE
tratto dal n. 04 - 2010

Il Codice Pray, un documento del XII secolo



di Lorenzo Bianchi


Il Codice Pray, il più importante manoscritto conservato nella Biblioteca Nazionale di Budapest, perché è il primo scritto in lingua ungherese, contiene (f. 27v) il disegno di Gesù mentre viene posto nel sepolcro. In questo disegno è rappresentato, con vari particolari, il telo nel quale Gesù viene avvolto. In questo telo possiamo riconoscere senza alcun dubbio la Sindone di Torino. È stato infatti notato che la postura di Gesù è la stessa dell’immagine sindonica; che le mani hanno quattro dita, ancora come appare nell’immagine sindonica; che il telo sembra tessuto a spina di pesce, come quello di Torino. Ma, se l’identità di questi particolari potrebbe essere (anche se certo con qualche difficoltà) interpretata come casuale, un altro particolare non può assolutamente essere stato rappresentato per caso: si tratta di quattro segni (nel disegno sembrano piccoli fori) disposti a forma di L. Gli stessi (sono bruciature) si ritrovano anche sulla Sindone. Segni talmente particolari da dare la certezza che chi ha fatto il disegno della deposizione aveva negli occhi proprio l’immagine della Sindone. Questo disegno, che è un incontestabile documento storico, è datato con certezza al 1192, ad un’epoca di varie decine d’anni più antica di quella ottenuta con la radiodatazione della Sindone.


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