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SAN TIMOTEO
tratto dal n. 04/05 - 2001

II legame tra la tomba di Paolo e quella di Timoteo

Quando Schuster disse: «Le reliquie sono autentiche»




Racconta il vescovo Biagio D’Agostino nel suo volume Termoli e la diocesi (Termoli 1977, pp. 399-400): «Nella primavera del 1925 venne come visitatore apostolico del seminario diocesano di cui ero rettore, il cardinale Schuster, in quel tempo però abate di San Paolo in Roma. Desideroso di vedere l’antico reliquiario di cui gli avevo fatto cenno [il reliquiario contenente il capo di Timoteo, n.d.r.], appena lo vide e lo ebbe devotamente ad ammirare, pronunciò un giudizio che oggi ritengo come il primo riconoscimento dato dalla critica storica sull’autenticità delle reliquie di san Timoteo possedute da Termoli. Difatti il dotto e santo abate Schuster mi disse: “Si può essere sicuri che la reliquia è autentica. Ho fatto studi particolari sul santo: mi risulta che non vi è chiesa né dell’Oriente né dell’Occidente che oggi vanti di possedere avanzi mortali di san Timoteo. Questa reliquia non vi può essere contesa da nessuno”.
Quale non fu la sua gioia quando nel 1945 già cardinale e arcivescovo di Milano, ebbe a ricevere da monsignor Oddo Bernacchia la lieta notizia del rinvenimento di tutto il corpo di san Timoteo. Legato com’era in ispirito alla basilica di San Paolo, mi risulta che osò avanzare la preghiera di trasferire il corpo del discepolo a Roma per deporlo a fianco del maestro Paolo, ed eliminare così una incongruenza storica che è questa: nella basilica romana, a fianco della tomba dell’Apostolo si legge una iscrizione che parla della sepoltura di un Timoteo, ma questi è un omonimo e non il Timoteo discepolo dell’Apostolo delle genti. Alla delicata richiesta del cardinale, monsignor Bernacchia rispondeva con amabile rifiuto e non potendo inviare tutto il corpo, pregò il venerato pastore della Chiesa di Milano di gradire un frammento degli avanzi mortali del nostro santo».
Ad oggi, la sistemazione, nella basilica romana di San Paolo fuori le Mura, del luogo della memoria dell’Apostolo delle genti non è mutata. Lì si trova ancora un moderno altarino (che non contiene reliquie) dedicato a Timoteo, in virtù di un’antica confusione del discepolo di Paolo con un san Timoteo romano, martire nei primi anni del IV secolo e di cui la tradizione dice che venisse sepolto nella vicina necropoli accanto alla via Ostiense. La rimozione di questa struttura, oltre che a correggere, come voleva il cardinale Schuster, una incongruenza storica, renderebbe finalmente più visibile e avvicinabile per i fedeli il luogo, oggi nascosto e a molti sconosciuto, che custodisce le reliquie dell’Apostolo delle genti.





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