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LA GIORNATA DI ASSISI
tratto dal n. 01 - 2002

Chi era presente

«Mai più guerra, mai più terrorismo»



di Gianni Cardinale


Giovanni Paolo II con ilpatriarca ecumenico Bartolomeo I

Giovanni Paolo II con ilpatriarca ecumenico Bartolomeo I

«Mai più violenza! Mai più guerra! Mai più terrorismo! In nome di Dio ogni religione porti sulla terra giustizia e pace, perdono e vita, amore!». Con queste parole Giovanni Paolo II ha chiuso l’ultimo momento della Giornata di preghiera per la pace nel mondo celebrata ad Assisi il 24 gennaio. Il Papa ha così suggellato gli interventi dei rappresentanti di Chiese, comunità ecclesiali e altre religioni che si sono riuniti in piazza San Francesco per la cerimonia di impegno per la pace.
Alla Giornata di Assisi hanno aderito oltre 150 personalità religiose non cattoliche. L’elenco aggiornato, che è stato fornito dalla sala stampa vaticana, comprendeva ortodossi, esponenti delle antiche Chiese d’Oriente, protestanti, rabbini, islamici, buddisti, sikh, shintoisti, induisti, tenrikyo, animisti africani, rappresentanti del culto confuciano, giainista e zoroastriano. Particolarmente qualificata la rappresentanza ortodossa: hanno infatti raggiunto la città umbra il patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I, quello di Antiochia e i delegati dei patriarcati di Alessandria, Gerusalemme e Mosca. Da parte cattolica hanno partecipato una trentina di porporati e oltre venti vescovi. Presenti quasi tutti i cardinali residenziali italiani, e in più quelli di New York e di Westminster (Londra). Dalla Curia romana sono arrivati una decina di cardinali capidicastero. Tra i quali il segretario di Stato Angelo Sodano, il prefetto della Congregazione per i vescovi Giovanni Battista Re, il “papa rosso” Crescenzio Sepe. E il cardinale Joseph Ratzinger, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, il cui nome non era apparso tra i partecipanti all’evento: né negli elenchi pubblicati prima della Giornata dalla sala stampa vaticana, né in quello stampato dall’Osservatore Romano del giorno dopo. L’inatteso arrivo di Ratzinger ad Assisi è maturato dopo che, la sera precedente l’happening, monsignor Stanislaw Dziwisz gli aveva espresso telefonicamente il desiderio del Papa di averlo al suo fianco durante l’evento interreligioso


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