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MESSAGGI
tratto dal n. 01 - 2013

GIULIO ANDREOTTI

Cercando il minimo comune multiplo


Il mondo arabo, la Russia, l’Europa unita. In alcuni messaggi di cordoglio inviati da Presidenti, Re e Capi di governo, emergono tracce dell’opera politica dello statista scomparso. E del suo metodo di ricerca del dialogo



Giulio Andreotti e il Presidente dell’Algeria Abdelaziz Bouteflika, al termine di una conferenza all’Università di Roma nel 1999

Giulio Andreotti e il Presidente dell’Algeria Abdelaziz Bouteflika, al termine di una conferenza all’Università di Roma nel 1999

 

Sono stati molti i messaggi di cordoglio arrivati da tutto il mondo per la scomparsa di Giulio Andreotti avvenuta il 6 maggio 2013. Tra quelli arrivati al Quirinale, a Palazzo Chigi o ai familiari ne abbiamo selezionati alcuni tra i più significativi, che riportano alla memoria stagioni importanti della politica estera italiana e dell’opera politica di Andreotti. In molti casi sono firmati da Presidenti, re e capi di governo molto più giovani dello statista scomparso all’età di 94 anni, un segno che la sua politica di dialogo e collaborazione ha lasciato delle tracce durature in quei Paesi.

Scrive Mahmoud Abbas, Presidente della Palestina e Presidente del Comitato Esecutivo dell’Olp, da Ramallah, il 7 maggio, al Presidente della Repubblica Italiana:

«È con grande dolore che apprendiamo la notizia della scomparsa di Sua Eccellenza il Presidente Giulio Andreotti, già Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana.

Il Presidente Andreotti è stato un importante protagonista della politica italiana e internazionale, un grande statista che ha dedicato la sua vita al servizio dell’Italia e degli italiani, come è stato un forte sostenitore delle questioni di libertà pace e giustizia nel mondo con particolare riguardo alla causa palestinese, esprimendo il proprio sostegno ai diritti del nostro popolo e chiedendo di eliminare questa ingiustizia.

A nome dello Stato della Palestina e del suo popolo a nome mio personale, porgo all’Eccellenza Vostra e attraverso di Voi al Governo italiano, alla famiglia Andreotti e al popolo italiano amico le più sentite condoglianze e che la sua anima riposi in pace». Il giorno prima, il 6 maggio, appena appresa la notizia della scomparsa di Andreotti, il Presidente israeliano Shimon Peres aveva dichiaratoall’Ansa: «Giulio Andreotti era un amico del popolo ebraico e noi saremo eternamente grati per il suo ruolo nel salvataggio della comunità ebraica in Libia». Una conferma della bontà di quella politica di “equivicinanza”, nella lunga crisi tra arabi ed israeliani, che l’Italia ha sempre perseguito con Andreotti.

Sono giunti messaggi sentiti da gran parte del mondo arabo e dei Paesi del Mediterraneo. Come quello del Presidente della Repubblica algerina Abdelaziz Bouteflika, indirizzato al Presidente Giorgio Napolitano, il 13 maggio: «Ho appreso con molta tristezza la notizia della morte di Giulio Andreotti, senatore ed ex Presidente del Consiglio della Repubblica italiana, lo statista emerito la cui azione ha segnato la storia e la democrazia del vostro Paese.

Nel suo ricordo, vorrei esprimerLe, a nome del popolo, del governo algerino e a mio nome personale, le condoglianze più sentite e confermare a Lei, alla famiglia e a tutto l’amico popolo italiano tutta la nostra partecipazione in questa circostanza dolorosa.

La storia riferirà che questa illustre personalità ha brillantemente incarnato mezzo secolo di vita politica italiana. Il suo prezioso contributo alla conferma delle relazioni amicali tra l’Italia e l’Algeria merita di essere sottolineato e salutato».

Al Presidente Napolitano ha scritto anche Abdullah II Ibn Al Hussein, Re del Regno Hascemita di Giordania il 15 maggio: «Abbiamo ricevuto con grande tristezza e rammarico la notizia della scomparsa dell’ex primo Ministro Giulio Andreotti dopo una vita piena di impegni per l’Italia e per la società Internazionale.Porto a sua Eccellenza le nostre più sincere condoglianze e la nostra vicinanza in questo triste momento».

Dello stesso tenore Mohamed Morsi, Presidente della Repubblica Araba d’Egitto, il 9 maggio; Qaboos Bin Said, Sultano dell’Oman, il 17 maggio; Hamad bin Jassim al-Thani, Primo ministro del Qatar. Mentre alla vedova, la signora Livia Danese Andreotti, ha scritto Mohammed VI, Re del Marocco:«É con profonda emozione che Ho appreso la scomparsa del vostro amato sposo fu Giulio Andreotti, ex Presidente del Consiglio dei Ministri Italiano.In questa dolorosa circostanza Le invio- unitamente a tutti i membri della sua onorevole famiglia e all’amico popolo italiano- le Mie più tristi condoglianze unitamente all’espressione del Mio profondo cordoglio. Vorrei porgere il saluto alla memoria di un uomo di Stato eccezionale, che ha forgiato la storia del suo Paese e quella della costruzione europea con la sua brillante carriera politica. Imploro l’Onnipotente di accogliere l’amato scomparso nella Sua santa misericordia e di accordare a Voi ai vostri cari ed amici sostegno e consolazione.Con l’espressione rinnovata della Mia profonda compassione e di tutta la Mia simpatia».

Al Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana, Enrico Letta, invece, è giunto il messaggio di Ngyen Tan Dung, Primo ministro della Repubblica socialista del Vietnam, con data 9 maggio: «Colgo con tristezza la notizia della scomparsa del Senatore a vita Giulio Andreotti ex presidente del Consiglio dei Ministri italiano. In nome del Governo vietnamita vorrei porgere a Lei e tramite lei alla famiglia del Senatore Giulio Andreotti le più sentite condoglianze». Un piccolo segno che ad Hanoi ancora ricordano che, nel 1973, il Governo italiano guidato da Giulio Andreotti, fu tra i primi Paesi al mondo a riconoscere la Repubblica Socialista del Vietnam.

Il Primo Ministro italiano Andreotti, il Presidente francese Mitterand e il Cancelliere tedesco Kohl al G7 del 1991che si svolse a Londra

Il Primo Ministro italiano Andreotti, il Presidente francese Mitterand e il Cancelliere tedesco Kohl al G7 del 1991che si svolse a Londra

Anche Vladimir Putin, il Presidente della Federazione Russa, ha inviato un messaggio al Quirinale il 7 maggio: «Egregio Signor Presidente,La prego di accettare le più sentite condoglianze in occasione della scomparsa del Senatore a vita Giulio Andreotti.

Al nome di questo eminente uomo politico è legata un’intera epoca della storia contemporanea italiana. Occupando per decenni cariche di Stato importanti e guidando più volte il Governo, ha apportato un grande contributo allo sviluppo del Paese.

In Russia Giulio Andreotti sarà ricordato come sostenitore coerente del rafforzamento dei rapporti d’amicizia e della collaborazione reciprocamente vantaggiosa tra i nostri Paesi.

La prego di trasmettere le parole di sincera compassione ai cari e ai familiari del defunto».

L’Ambasciatore degli Usa a Roma, David Thorne, ha espresso le condoglianze per la morte del senatore a vita Giulio Andreotti su una pagina del sito dell’Ambasciata il 6 maggio stesso, definendolo: «Protagonista della storia politica italiana fin dagli anni del dopoguerra, amico degli Stati Uniti e grande sostenitore della visione atlantica ed europea dell’Italia».

Per quanto riguarda l’Europa c’è da sottolineare il messaggio inviato al Presidente Napolitano da Juan Carlos, Re di Spagna: «Signor Presidente e caro amico,

Molto addolorato per la scomparsa dell’ex primo Ministro della Repubblica italiana, Giulio Andreotti, desidero esprimervi, a nome mio, del mio Governo spagnolo, e del popolo spagnolo, le mie più sincere condoglianze a vostra eccellenza e a tutto il popolo amico italiano. La Regina si unisce a me per chiederle, signor Presidente, di trasmettere alla sua famiglia il nostro sincero cordoglio con tutto il nostro affetto e vivo ricordo».

È stato inviato alla famiglia Andreotti anche un messaggio di cordoglio da Wilfried Martens, Presidente del Partito Popolare Europeo, il 7 maggio. Attualmente il nove volte Presidente del Consiglio belga non ricopre incarichi di Governo, ma nel suo messaggio c’è un commosso ricordo dell’opera di Andreotti per la creazione dell’Unione europea che va sottolineato, proprio quest’anno che cadono i 20 anni dall’entrata in vigore del trattato di Maastrict. Il contenuto della lettera è stato sostanzialmente rilanciato da Martens alle agenzie di stampa con queste parole: «Giulio Andreotti era un buon amico, un collega, un convinto democristiano e un convinto europeo. Ho lavorato a stretto contatto con lui sia nel quadro del Ppe, dove ha partecipato attivamente come leader della Democrazia Cristiana, sia nel quadro del Consiglio europeo, dove ha svolto un ruolo importante come Primo Ministro e Ministro degli Affari Esteri. Nella seconda metà del 1990 Andreotti è stato anche presidente del Consiglio europeo. Durante la presidenza italiana dell’Unione europea, Andreotti è stato un abile negoziatore per concludere con successo la creazione dell’Unione economica e monetaria e l’Unione politica europea. Lo ricorderemo con affetto».



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