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OMELIE E DISCORSI DI PAPA...
tratto dal n. 01 - 2013

Quella “classe media” della santità di cui tutti possiamo far parte


Quando si è affacciato dalla loggia di San Pietro dopo la sua elezione, papa Francesco ha piegato il capo e ha chiesto alla moltitudine di pregare per chiedere a Dio di benedire il nuovo Vescovo di Roma. Così ha detto al mondo che lui, come tutti noi, ha bisogno prima di tutto dell’amore e della misericordia del Signore.

In quella richiesta, e in tutti i gesti e le parole che papa Francesco ha disseminato già nei primi giorni del suo pontificato, si possono cogliere con facilità i tratti della sua intimità con il mistero di misericordia che anima la Chiesa. La stessa che ha confessato negli anni vissuti come arcivescovo di Buenos Aires.

Riproponiamo parole e immagini dei primi giorni del tratto di cammino iniziato dalla Chiesa di Cristo insieme a papa Bergoglio. Istantanee, frasi, cenni e momenti che tanti – sempre di più – cominciano a gustare e accogliere come segni sorprendenti e luminosi dell’amore di Cristo per ognuno di noi.


di Papa Francesco


Jorge Mario Bergoglio, eletto Papa il 13 marzo 2013

Jorge Mario Bergoglio, eletto Papa il 13 marzo 2013

 

Vescovo e popolo

E adesso, incominciamo questo cammino: vescovo e popolo. Questo cammino della Chiesa di Roma, che è quella che presiede nella carità tutte le Chiese. Un cammino di fratellanza, di amore, di fiducia tra noi. Preghiamo sempre per noi: l’uno per l’altro. Preghiamo per tutto il mondo, perché ci sia una grande fratellanza. Vi auguro che questo cammino di Chiesa, che oggi incominciamo e nel quale mi aiuterà il mio cardinale vicario, qui presente, sia fruttuoso per l’evangelizzazione di questa città tanto bella!

E adesso vorrei dare la benedizione, ma prima – prima, vi chiedo un favore: prima che il vescovo benedica il popolo, vi chiedo che voi preghiate il Signore perché mi benedica:

la preghiera del popolo, chiedendo la benedizione per il suo vescovo. Facciamo in silenzio questa preghiera di voi su di me.

 

Loggia centrale della Basilica Vaticana, mercoledì 13 marzo 2013

 

 

Una Chiesa povera e per i poveri

Nell’elezione, io avevo accanto a me l’arcivescovo emerito di San Paolo e anche prefetto emerito della Congregazione per il Clero, il cardinale Claudio Hummes: un grande amico, un grande amico! Quando la cosa diveniva un po’ pericolosa, lui mi confortava. E quando i voti sono saliti a due terzi, viene l’applauso consueto, perché è stato eletto il Papa. E lui mi abbracciò, mi baciò e mi disse: «Non dimenticarti dei poveri!». E quella parola è entrata qui: i poveri, i poveri. Poi, subito, in relazione ai poveri ho pensato a Francesco d’Assisi. Poi, ho pensato alle guerre, mentre lo scrutinio proseguiva, fino a tutti i voti. E Francesco è l’uomo della pace.

E così, è venuto il nome, nel mio cuore: Francesco d’Assisi. È per me l’uomo della povertà, l’uomo della pace, l’uomo che ama e custodisce il Creato; in questo momento anche noi abbiamo con il Creato una relazione non tanto buona, no? È l’uomo che ci dà questo spirito di pace, l’uomo povero… Ah, come vorrei una Chiesa povera e per i poveri!

 

Udienza ai rappresentanti dei media, Aula Paolo VI, sabato 16 marzo 2013

 

 

Il Signore mai si stanca di perdonare

Pensate a quella chiacchiera dopo la vocazione di Matteo: «Ma questo va con i peccatori!» (cfr. Mc 2, 16). E Lui è venuto per noi, quando noi riconosciamo che siamo peccatori. […].

«Oh, padre, se lei conoscesse la mia vita, non mi parlerebbe così!». «Perché?, cosa hai fatto?». «Oh, ne ho fatte di grosse!». «Meglio! Vai da Gesù: a Lui piace se gli racconti queste cose!».

Lui si dimentica, Lui ha una capacità di dimenticarsi, speciale. Si dimentica, ti bacia,

ti abbraccia e ti dice soltanto: «Neanch’io ti condanno; va’, e d’ora in poi non peccare più» (Gv 8, 11). Soltanto quel consiglio ti dà. Dopo un mese, siamo nelle stesse condizioni… Torniamo al Signore. Il Signore mai si stanca di perdonare: mai! Siamo noi che ci stanchiamo di chiedergli perdono. E chiediamo la grazia di non stancarci di chiedere perdono, perché Lui mai si stanca di perdonare. Chiediamo questa grazia.

 

Omelia nella santa messa nella parrocchia di Sant'Anna in Vaticano, domenica 17 marzo 2013

 

 

Fino ai bordi della realtà

Quando la nostra gente viene unta con olio di gioia lo si nota: per esempio, quando esce dalla messa con il volto di chi ha ricevuto una buona notizia. La nostra gente gradisce il Vangelo predicato con l’unzione, gradisce quando il Vangelo che predichiamo giunge alla sua vita quotidiana, quando scende come l’olio di Aronne fino ai bordi della realtà, quando illumina le situazioni limite, le periferie dove il popolo fedele è più esposto all’invasione di quanti vogliono saccheggiare la sua fede. La gente ci ringrazia perché sente che abbiamo pregato con le realtà della sua vita di ogni giorno, le sue pene e le sue gioie, le sue angustie e le sue speranze. […]. È bene che la realtà stessa ci porti ad andare là dove ciò che siamo per grazia appare chiaramente come pura grazia, in questo mare del mondo attuale dove vale solo l’unzione – e non la funzione –, e risultano feconde le reti gettate unicamente nel nome di Colui del quale noi ci siamo fidati: Gesù.

 

Omelia nella santa messa del Crisma, Basilica Vaticana, Giovedì Santo 28 marzo 2013

 

 

Papa Francesco recita il santo Rosario nella Basilica di Santa Maria Maggiore. L’omaggio alla Salus Populi Romani, Roma, 4 maggio 2013

Papa Francesco recita il santo Rosario nella Basilica di Santa Maria Maggiore. L’omaggio alla Salus Populi Romani, Roma, 4 maggio 2013

Dio ci aspetta sempre

Questo è lo stile di Dio: non è impaziente come noi, che spesso vogliamo tutto e subito, anche con le persone. Dio è paziente con noi perché ci ama, e chi ama comprende, spera, dà fiducia, non abbandona, non taglia i ponti, sa perdonare. Ricordiamolo nella nostra vita di cristiani: Dio ci aspetta sempre, anche quando ci siamo allontanati! Lui non è mai lontano, e se torniamo a Lui, è pronto ad abbracciarci. […]. Forse qualcuno di noi può pensare:

il mio peccato è così grande, la mia lontananza da Dio è come quella del figlio minore della parabola, la mia incredulità è come quella di Tommaso; non ho il coraggio di tornare, di pensare che Dio possa accogliermi e che stia aspettando proprio me. Ma Dio aspetta proprio te, ti chiede solo il coraggio di andare a Lui.

 

Omelia nella santa messa per l’insediamento del Vescovo di Roma sulla Cathedra Romana, Basilica di San Giovanni in Laterano, domenica 7 aprile 2013

 

 

Gli ideologi caricano tutto sulle spalle dei fedeli

Anche Mosé ha avuto le sue difficoltà: «Ma, Signore, io non so parlare, come andrò dagli egiziani a dire questo?». E Maria: «Ma, Signore, io non sono sposata!». È la risposta dell’umiltà, di colui che accoglie la Parola di Dio con il cuore. Invece, i dottori rispondono soltanto con la testa.

Non sanno che la Parola di Dio va al cuore, non sanno di conversione. […]. Sono i grandi ideologi. […]. Quando entra l’ideologia, nella Chiesa, quando entra l’ideologia nell’intelligenza del Vangelo, non si capisce nulla. […]. Questi, sulla strada del dovere, caricano tutto sulle spalle dei fedeli. Gli ideologi falsificano il Vangelo. Ogni interpretazione ideologica, da qualsiasi parte venga – da una parte e dall’altra – è una falsificazione del Vangelo.

 

Omelia nella santa messa nella cappella di Santa Marta, venerdì 19 aprile 2013

 

 

La Chiesa cresce senza rumore

La Chiesa incomincia là, nel cuore del Padre, che ha avuto questa idea … Non so se ha avuto un’idea, il Padre: il Padre ha avuto amore. E ha incominciato questa storia di amore, questa storia di amore tanto lunga nei tempi e che ancora non è finita. […]. La Chiesa non cresce con la forza umana; poi, alcuni cristiani hanno sbagliato per ragioni storiche, hanno sbagliato la strada, hanno fatto eserciti, hanno fatto guerre di religione: quella è un’altra storia, che non è questa storia d’amore. Anche noi impariamo con i nostri sbagli come va la storia d’amore.

Ma come cresce? Ma Gesù l’ha detto semplicemente: come il seme della senape, cresce come il lievito nella farina, senza rumore. […]. E quando la Chiesa vuol vantarsi della sua quantità e fa delle organizzazioni, e fa uffici e diventa un po’ burocratica, la Chiesa perde la sua principale sostanza e corre il pericolo di trasformarsi in una ong.

 

Omelia nella santa messa nella cappella di Santa Marta, mercoledì 24 aprile 2013

 

 

La verità è un incontro

Un cristiano deve annunziare Gesù Cristo in una maniera che Gesù Cristo venga accettato, ricevuto, non rifiutato. E Paolo sa che lui deve seminare questo messaggio evangelico.

Lui sa che l’annunzio di Gesù Cristo non è facile, ma che non dipende da lui: lui deve fare tutto il possibile, ma l’annunzio di Gesù Cristo, l’annunzio della verità, dipende dalla Spirito Santo. Gesù ci dice nel Vangelo di oggi: «Quando verrà Lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità». Paolo non dice agli ateniesi: «Questa è la enciclopedia della verità. Studiate questo e avrete la verità, la verità!». No! La verità non entra in una enciclopedia. La verità è un incontro; è un incontro con la Somma verità: Gesù, la grande verità. Nessuno è padrone della verità. La verità si riceve nell’incontro.

 

Omelia nella santa messa nella cappella di Santa Marta, mercoledì 8 maggio 2013

 

 

Papa Francesco saluta un bambino, messa di Pentecoste, piazza San Pietro,19 maggio 2013

Papa Francesco saluta un bambino, messa di Pentecoste, piazza San Pietro,19 maggio 2013

Lo Spirito Santo e il pericolo di una Chiesa gnostica

I teologi antichi dicevano: l’anima è una specie di barca a vela, lo Spirito Santo è il vento che soffia nella vela per farla andare avanti, gli impulsi e le spinte del vento sono i doni dello Spirito. Senza la sua spinta, senza la sua grazia, noi non andiamo avanti. Lo Spirito Santo ci fa entrare nel mistero del Dio vivente e ci salva dal pericolo di una Chiesa gnostica e di una Chiesa autoreferenziale, chiusa nel suo recinto; ci spinge ad aprire le porte per uscire, per annunciare e testimoniare la vita buona del Vangelo, per comunicare la gioia della fede, dell’incontro con Cristo.

 

Omelia per la solennità di Pentecoste, piazza San Pietro, domenica 19 maggio 2013

 

 

L’originalità cristiana

Quando il sale si usa bene, non si sente il gusto del sale, il sapore del sale… Non si sente! Si sente il sapore di ogni pasto: il sale aiuta che il sapore di quel pasto sia più buono […].

La originalità cristiana non è una uniformità! Prende ciascuno come è, con la sua personalità, con le sue caratteristiche, con la sua cultura e lo lascia con quello, perché è una ricchezza.

Ma gli dà qualcosa di più: gli dà il sapore! Questa originalità cristiana è tanto bella, perché quando noi vogliamo fare una uniformità – tutti siano salati allo stesso modo – le cose saranno come quando la donna butta troppo sale e si sente soltanto il gusto del sale e non il gusto di quel pasto saporito con il sale. L’originalità cristiana è proprio questo: ciascuno è come è, con i doni che il Signore gli ha dato.

 

Omelia nella santa messa nella cappella di Santa Marta, giovedì 23 maggio 2013

 

 

I sacramenti e la “dogana pastorale”

Pensate a una ragazza madre, che va in chiesa, in parrocchia e al segretario: «Voglio battezzare il bambino». E poi questo cristiano, questa cristiana le dice: «No, tu non puoi perché non sei sposata!». Ma guardi, che questa ragazza che ha avuto il coraggio di portare avanti la sua gravidanza e non rinviare suo figlio al mittente, cosa trova? Una porta chiusa. […].

Gesù ha istituito sette Sacramenti e noi con questo atteggiamento istituiamo l’ottavo:

il sacramento della dogana pastorale! […]. Pensiamo oggi a Gesù, che sempre vuole che tutti ci avviciniamo a Lui; pensiamo al santo popolo di Dio, un popolo semplice, che vuole avvicinarsi a Gesù; e pensiamo a tanti cristiani di buona volontà che sbagliano e che invece di aprire una porta la chiudono… E chiediamo al Signore che tutti quelli che si avvicinano alla Chiesa trovino le porte aperte, trovino le porte aperte, aperte per incontrare questo amore di Gesù.

 

Omelia nella santa messa nella cappella di Santa Marta, sabato 25 maggio 2013



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