Home > Supplementi > La Civiltà Cattolica... > Programma non accettabile...
Tratto da La Civiltà Cattolica...

Programma non accettabile dalla Santa Sede – Minimo assoluto cui i cattolici potrebbero per sé collaborare (salvo diverse istruzioni dell’autorità ecclesiastica)





Osservazioni. Questo terzo schema suppone una situazione caratterizzata dall’abbandono esplicito o equivalentemente implicito da parte della Costituente del vigente regime concordatario, sia nel senso che la regolamentazione dei rapporti tra Stato e Chiesa, in sede di Costituzione, prescinda completamente dall’esistenza del Concordato, sia nel senso che lo Stato, intendendo appunto denunciare il Concordato stesso, provvede per lo intento a una sua regolamentazione di detti rapporti, salvo ad addivenire poi, con una base siffatta, se e in quanto possibile, a una nuova convenzione concordataria sostanzialmente diversa dalla precedente.
Ma tal presupposto non potrebbe evidentemente essere accettato dalla Santa Sede, poiché non vi ha dubbio che il Concordato del 1929, conchiuso coi legittimi poteri dello Stato, vincola lo Stato stesso, non un dato suo regime ora superato. Sua santità Pio XI, poi, ha ripetutamente affermato l’inscindibilità del Concordato dal Trattato del Laterano, onde la unilaterale denuncia del primo darebbe luogo a conseguenze gravissime e incalcolabili, quali potrebbero essere anche il divieto fatto ai cattolici di collaborare a una legislazione in contrasto coi solenni impegni assunti dallo Stato così nel Concordato che nello stesso Trattato (art. 1). Si aggiunge che, come l’esperienza storica ammaestra, specialmente per l’Italia, quando non vi è accordo fra Stato e Chiesa, ivi sussiste sempre una lotta più o meno larvata, di guisa che né la Chiesa né i cattolici potrebbero consentire a un regime di separazione anche benevolo nelle singole norme, la cui applicazione peraltro permetterebbe a qualsiasi governo mal intenzionato sistemi persecutorii nocivi non solo alla Chiesa ma al popolo stesso e allo Stato.
In ogni caso, il regime più sfavorevole cui i cattolici potrebbero, in caso di grave necessità, consentire può essere così delineato nei punti principali.
Art. 1. Lo Stato riconosce la posizione speciale della Chiesa apostolica romana quale custode della fede professata dalla grande maggioranza dei cittadini e in quanto essa ha in Roma la sede vescovile del sommo pontefice e il centro del mondo cattolico.
Lo Stato italiano assicura alla Chiesa cattolica il libero esercizio del potere spirituale sui fedeli, il libero e pubblico esercizio del culto, nonché della sua giurisdizione in materia ecclesiastica [e matrimoniale, quest’ultima relativamente ai matrimoni celebrati secondo il diritto canonico].
In considerazione del carattere sacro della Città eterna, sede vescovile del sommo pontefice, centro del mondo cattolico e meta di pellegrinaggi, il governo italiano avrà cura di impedire in Roma tutto ciò che possa essere in contrasto col detto carattere.
Anche ai culti acattolici, in quanto non siano contrari all’ordine pubblico e al buon costume, lo Stato assicura libertà di professione e di culto.
Nessuna differenza rispetto al godimento dei diritti civili e politici riconosciuto dallo Stato agli individui civili e politici consegue dalla appartenenza dei cittadini all’una o all’altra confessione religiosa o anche a nessuna.
Art. 2. Come l’articolo 2 del Concordato. (Le relative statuizioni potranno trovar posto anche in leggi speciali – non nella Costituzione).
N.B. - Gli art. 24 e 25 del Concordato sanzionano la fine di istituti che non si potrebbero mai più risuscitare.

Principi da adottare
Enti ecclesiastici e associazioni religiose.
Confermazione della personalità giuridica agli enti esistenti e riconoscimento della stessa pei nuovi enti eretti dall’autorità ecclesiastica, per lo meno a norma del diritto comune, come le maggiori facilitazioni che questo consente, come agli istituti di beneficenza, cooperative ecc.
Gli enti peraltro gestiti dalla Santa Sede in Italia di qualunque natura siano, nonché i collegi delle missioni esenti da ogni ingerenza dello Stato e da convenzione.
Lo Stato italiano riconosce agli istituti ecclesiastici e alle associazioni religiose la capacità di acquistare beni, salve le disposizioni delle leggi civili concernenti gli acquisti dei corpi morali.
Lo Stato italiano continuerà a supplire alle deficienze dei redditi dei beni ecclesiastici con assegni da corrispondere in misura non inferiore al valore reale di quella stabilita dalle leggi in vigore prima del Concordato: in considerazione di ciò, la gestione patrimoniale di detti benefici, per quanto concerne gli atti e contratti eccedenti la semplice amministrazione, avrà luogo con intervento da parte dello Stato italiano, e, in caso di vacanza, la consegna dei beni sarà fatta colla presenza di un rappresentante del governo, redigendosi analogo verbale.
Non sono soggetti all’intervento suddetto le mense vescovili delle diocesi suburbicarie e i patrimoni dei capitoli e delle parrocchie di Roma e delle diocesi. Agli effetti del supplemento di congrua, l’ammontare dei redditi, che su dette mense e patrimoni sono corrisposti ai beneficianti, risulterà da una dichiarazione resa annualmente sotto la propria responsabilità del vescovo suburbicario per le diocesi e del cardinale vicario per la città di Roma.
Matrimonio. Lo Stato italiano riconosce al sacramento del matrimonio, disciplinato dal diritto canonico, gli effetti civili ecc. (come nel Concordato). Sarà data esecutorietà nello Stato alle sentenze ecclesiastiche che pronunciano la nullità del matrimonio e ai provvedimenti di dispensa del matrimonio rato e non consumato.
Il vincolo matrimoniale validamente contratto anche solo civilmente o con rito acattolico riconosciuto dallo Stato si scioglie solo con la morte di uno dei coniugi.
Istruzione: l°. L’insegnamento della dottrina cristiana secondo la forma ricevuta dalla dottrina cattolica sarà conservato nelle scuole elementari con l’attuale carattere facoltativo pei seguaci di confessioni diverse dalla cattolica.
L’orario delle scuole, dei corsi di istruzione militare, sportiva ecc. gestiti dallo Stato sarà regolato in modo da consentire l’istruzione e l’assistenza religiosa dei giovani di confessione cattolica, nonché la loro partecipazione alla santa messa nelle domeniche e altri giorni di precetto.
2°. - Alla Chiesa cattolica è riconosciuta piena libertà d’insegnamento, sottratto a ogni ingerenza statale nei seminari maggiori e minori, accademie e collegi ecclesiastici e università e facoltà teologiche e giuridiche canonicamente erette.
È riconosciuto altresì alla Chiesa cattolica il diritto di istituire scuole, collegi e università anche per l’istruzione civile. Le modalità da stabilirsi in leggi speciali, qualora i titoli di studio rilasciati nei predetti istituti siano da parificarsi a quelli rilasciati dalle scuole dello Stato.
Azione cattolica. Lo Stato italiano riconosce le organizzazioni dipendenti dall’Azione cattolica italiana, in quanto esse, siccome la Santa Sede ha disposto, svolgono la loro attività al di fuori di ogni partito politico e sotto l’immediata dipendenza della gerarchia della Chiesa per la diffusione e l’attuazione dei principi cattolici.
Lo stesso vale per l’associazione dei giovani Esploratori cattolici, ai quali saranno assicurate altresì tutte le facilitazioni eventualmente concesse ai giovani Esploratori nazionali e consimili associazioni giovanili e sportive.
Stato giuridico del clero.
1°. Non è soggetto a censura il giudizio che i sacerdoti, nell’esercizio del loro ministero (predicazioni, insegnamento, apologia della religione ecc.), facessero di idee, partiti e uomini politici in quanto contrastanti direttamente la verità e la disciplina religiosa.
2°. Gli studenti di teologia, quelli degli ultimi due anni di propedeutica alla teologia avviati al sacerdozio e i novizi degli istituti religiosi possono, a loro richiesta, rinviare, di anno in anno, fino al ventesimosesto anno di età, l’adempimento degli obblighi al servizio militare.
I chierici ordinati in sacris e i religiosi, che hanno emesso i voti, sono esenti dal servizio militare, salvo il caso di mobilitazione generale. In tal caso i sacerdoti passano nelle forze armate dello Stato, ma è loro conservato l’abito ecclesiastico, affinché esercitino fra le truppe il sacro ministero sotto la giurisdizione ecclesiastica dell’ordinario militare ai sensi dell’art. 14. Gli altri chierici o religiosi sono di preferenza destinati a servizi sanitari. Tuttavia, anche se siasi disposta la mobilitazione generale, sono dispensati dal presentarsi alla chiamata i sacerdoti con cura di anime. Si considerano tali gli ordinari, i parroci, i viceparroci o coadiutori, i vicari e i sacerdoti stabilmente preposti a rettorie di chiese aperte al pubblico.
Gli ecclesiastici e i religiosi sono esenti dall’ufficio di giurato.
3°. I sacerdoti apostati o irretiti da censura non possono essere assunti all’insegnamento in una scuola, università o istituto dello Stato o parificato.
4°. Gli ecclesiastici non possono essere richiesti da magistrati o altra autorità a dare informazioni su persone o materie di cui siano venuti a conoscenza per ragioni del sacro ministero.
Edifizi di culto. Di regola, gli edifici aperti al culto sono esenti da requisizioni o occupazioni.
Occorrendo per gravi necessità pubbliche occupare un edificio aperto al culto, l’autorità che procede all’occupazione deve prendere previamente accordi con l’ordinario, a meno che ragioni di assoluta urgenza a ciò si oppongano. In tale ipotesi l’autorità procedente deve informare immediatamente il medesimo.
Salvo i casi di urgente necessità, la forza pubblica non può entrare, per l’esercizio delle sue funzioni, negli edifici aperti al culto, senza averne dato previo avviso all’autorità ecclesiastica.
Non si dovrà per qualsiasi causa procedere alla demolizione di edifici aperti al culto, se non previo accordo con la competente autorità ecclesiastica. Lo Stato riconosce i giorni festivi stabiliti dalla Chiesa che sono i seguenti:
tutte le domeniche;
il primo giorno dell’anno;
il giorno dell’Epifania (6 gennaio);
il giorno della festa di san Giuseppe (19 marzo);
il giorno dell’Ascensione;
il giorno del Corpus Domini;
il giorno della festa dei santi apostoli Pietro e Paolo (29 giugno);
il giorno dell’Assunzione della Beata Vergine Maria (15 agosto);
il giorno di Ognissanti (1° novembre);
il giorno della festa dell’Immacolata Concezione (8 dicembre);
il giorno di Natale (25 dicembre).


Español English Français Deutsch Português