Tratto da Piccola vita di Bernadette

Premessa




Premessa

Bernadette era una povera ragazza come molte altre. La miseria della sua infanzia la condannava a una breve vita. Costretta in una malsana abitazione, fu affetta da tubercolosi, con emottisi, fin dall’età di 14 anni. Morì a 35 anni il 16 aprile 1879.
Avrebbe dovuto rimanere nell’oblio, come tutti i poveri, massa anonima: pagina bianca della storia. Ne è sfuggita attraverso una via insolita: la santità.
Pio XI l’ha canonizzata l’8 dicembre 1933 in presenza dei suoi fratelli, ad appena 89 anni dalla sua nascita.
Forse perché Bernadette è il germe del pellegrinaggio a Lourdes, una delle maggiori mete di pellegrinaggio della Chiesa cattolica, dopo Roma, con Guadalupe e Fatima (tutte e tre visitate da Giovanni Paolo II)?
Forse per confondere la saggezza dei saggi?
Indubbiamente, ma soprattutto per manifestare la santità dei poveri, il loro valore misconosciuto in un secolo il cui motto era: «Arricchitevi». Bernadette fragile e forte, sofferente e allegra, umile e vittoriosa, rappresenta, con Catherine Labouré, un nuovo tipo di santità che Nostra Signora ha destato per far rinascere, all’avvicinarsi del III millennio, l’essenza stessa del Vangelo.
A lungo nascosta all’ombra delle apparizioni e dei miracoli di Lourdes, come una santarellina convenzionale, Bernadette ha rivelato agli studi della storia una personalità sconvolgente per umanità e santità. La grande sorpresa della mia paziente ricerca fu trovare al principio del fatto rilevante, miracoloso e duraturo di Lourdes, questo chicco seminato in terra, nel quale si trova concentrato il meglio di ciò che si è sviluppato successivamente. Bernadette è per Lourdes ciò che Maria è per la Chiesa.
I poveri non hanno storia. Bernadette fu creata e messa al mondo (come Maria) per farli entrare nella storia, per manifestare il loro valore nascosto, per riabilitare questa verità misconosciuta del Vangelo: «Ti rendo grazie, Padre, perché hai nascosto queste cose ai dotti e ai sapienti, e le hai rivelate ai piccoli».
Già nel 1862 il vescovo di Lourdes aveva riconosciuto questo mistero e, con le parole di san Paolo, diceva per Bernadette: «Dio ha scelto ciò che nel mondo è debole...» (1Cor 1, 27).


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