Rubriche
tratto dal n.10 - 2007


LETTERE DAI MONASTERI


Clarisse del monastero di santa chiara
Pacet -Sindanglaya, Indonesia

Preghiamo ogni giorno con Chi prega si salva

Pacet-Sindanglaya, 3 settembre 2007

Gentile signor Giulio Andreotti,
grazie infinite per la rivista 30Days che riceviamo regolarmente da lei.
Noi, le clarisse di Pacet-Sindanglaya, in Indonesia, le siamo inoltre grate per il libretto Who prays is saved che abbiamo ricevuto e con il quale preghiamo ogni giorno.
Bene, signor Giulio, pregheremo per lei e per i suoi collaboratori per ogni difficoltà del vostro lavoro. A nostra volta vi chiediamo di pregare per la nostra comunità. Grazie infinite.
Con affetto e preghiere,

suor Caecilia, osc, e le clarisse


Carmelitane del monastero di magyarszék
Magyarszék, Ungheria

30Giorni in dono a un carmelo romeno

Magyarszék, 5 settembre 2007

Caro signore,
da alcuni mesi riceviamo la sua bella rivista 30Days. La leggiamo con grande interesse e ammiriamo la bella veste grafica e soprattutto il contenuto obiettivo delle notizie. Dalla posta dei lettori vediamo che molti altri carmeli la ricevono. Questo mi incoraggia a farle una richiesta: l’anno scorso abbiamo fondato un carmelo in Romania e le nostre sorelle di là ricevono solo il giornalino della diocesi, dato che non abbiamo i mezzi per offrire loro abbonamenti ad altre riviste. Potreste far giungere loro ogni mese la rivista 30Giorni in francese? Sarebbe una fortuna per le nostre sorelle avere questa apertura su un orizzonte ecclesiale più ampio.
Ecco il loro indirizzo: Sarutlan Kàrmelita Növérek, str. Tofalau, 677/A, 547530 Sangeorgiu de Mures, jud. Mures, Romania.
Le esprimo fin d’ora tutta la nostra gratitudine a nome delle nostre suore in Romania e anche a nome nostro. Le assicuro la nostra vicinanza nella preghiera.
Per la nostra priora, suor Myriam,

suor Colette-Marie


redentoriste del Monastero di liguori
Liguori, Missouri, Usa

30Giorni ci aiuta a pregare per i bisogni della Chiesa

Liguori, 21 settembre 2007

Gentile signor Giulio Andreotti,
tantissime grazie per l’invio della sua rivista 30Days, che ci permette di avere una visione più ampia e chiara del nostro mondo di oggi e del passato. È davvero stimolante e ci aiuta a indirizzare le nostre preghiere verso i bisogni della Chiesa e del mondo, in particolare verso quelli delle persone povere, sofferenti, sole, abbandonate e di quanti non hanno nessuno che preghi per loro. La rivista ci permette, inoltre, di vedere in che modo Gesù, nostro Redentore, continua a realizzare il progetto di redenzione del Padre.
Il nostro ordine fu fondato nel 1731, in Italia, da suor Maria Celeste Crostarosa e da sant’Alfonso Maria de’ Liguori, e negli anni si è diffuso in tutto il mondo. Il nostro monastero è stato fondato nel 1960 da suore giunte dal Canada e successivamente abbiamo fondato monasteri nelle Filippine e in Sudafrica.
Come suore contemplative, la nostra vocazione è la sequela di Cristo Redentore in una vita di preghiera e sacrificio. Nelle nostre preghiere riserviamo un posto speciale ai nostri padri e fratelli redentoristi e alla loro opera a favore dei più abbandonati.
Grazie ancora per la sua generosità. Dio la ricolmi di copiose benedizioni,

suor Beatrice Meany, ossr


Monache eremite camaldolesi “Romualdinas de MarÍa”
Collecchio (Pr), Italia

Grate per la rivista

Collecchio, 25 settembre 2007

Stimato signor senatore Giulio Andreotti,
le giungano i più cordiali saluti da noi, suore di clausura “Romualdinas de María”.
Desideriamo vivamente conoscere la sua rivista per partecipare più interamente alla vita della nostra madre Chiesa e dell’umanità, oltre che per conoscere gli altri ordini monastici.
Il nostro carisma – eremite contemplative di clausura – è nato da pochi anni in America Latina, in Colombia, secondo lo spirito di san Benedetto, di san Romualdo, di san Paolo Giustiniani, e, finalmente, del fondatore del nostro ramo femminile, padre Santiago, tuttora vivente.
Il terzo eremo si è aperto quest’anno in Venezuela (San Cristóbal-Tenega-Pregonero), mentre entro breve daremo vita in Italia al quarto eremo, con nostra grande gioia, a Fornovo di Parma.
Da pochi mesi la nostra vicesuperiora generale, madre Guadalupe, dalla sua terra colombiana ha fatto il “volo” in Italia, a Collecchio (Pr), per seguire i lavori di ampia ristrutturazione di una casa colonica che verrà trasformata in un eremo di quattro celle; in un futuro prossimo inizierà ad abitarvi dando vita così al primo eremo in Europa, continuando a confidare sempre nel «centuplo» promesso da Gesù a chi «lascia… anche i campi».
La ringraziamo di vero cuore per il dono grande che ci fa con l’invio della sua incomparabile rivista e osiamo… invitarla all’inaugurazione dell’eremo a Fornovo.
Le assicuriamo la nostra continua preghiera,

la comunità delle “romualdinas de María”


Clarisse del Monastero Saint François d’Assise
Musambira (Kigali), Ruanda

Chi prega si salva è tanto apprezzato ovunque

Musambira, 21 settembre 2007

Signor direttore della rivista 30Jours,
il Signore risorto la colmi della sua pace e della sua gioia. 30Jours ci arriva regolarmente, grazie. Abbiamo molto apprezzato la sua rivista che presenta le notizie con un tono particolare, sottolineando soprattutto la fede. Siamo state molto edificate dal vedere che 30Jours è ben conosciuto nel mondo delle contemplative. Perciò osiamo fare appello alla sua misericordia affinché anche noi possiamo continuare a leggere 30Jours e portare nella nostra preghiera questo nostro mondo che ha tanto bisogno di pace.
Speriamo che la generosità dei benefattori non manchi affinché i poveri – come noi – possano beneficiare della sua bella rivista. Per amore di Dio, può mandarci anche qualche copia del piccolo libro Qui prie sauve son âme, tanto apprezzato ovunque? Condivideremo Qui prie sauve son âme con le nostre postulanti e con coloro che verranno a raccogliersi in preghiera nel nostro monastero.
La nostra preghiera quotidiana la accompagni nel suo apostolato. Il monastero si costruisce a poco a poco, secondo il dono della Provvidenza di Dio.
In Gesù e Maria, grazie della sua comprensione e del suo sostegno,

le clarisse di Musambira


suore contemplative trinitarie scalze DEL monastero DI MADRID
Madrid, Spagna

Chi prega si salva per chi non si confessa da molto tempo

Madrid, 1° ottobre 2007

Stimato signor direttore,
abbiamo letto su 30Días che distribuite un piccolo libro intitolato Quien reza se salva che contiene tutto ciò che aiuta a fare una buona confessione: mi interesserebbe avere una dozzina di questi libretti per i nostri operai che dicono... di non essersi più confessati dal giorno del matrimonio e, vista la confidenza che abbiamo, mi piacerebbe regalarlo ad alcuni di loro perché trovino il coraggio di ripetere la confessione tanto necessaria per il perdono dei peccati e per poter fare la comunione.
Non ne mandi molti però, perché, come potrà comprendere, non abbiamo molto posto per tenerli.
Siamo suore contemplative trinitarie scalze e stiamo facendo dei lavori di ristrutturazione, le cui spese sono enormi: le chiedo, quindi, qualora questi libretti dovessero essere pagati, di non mandarli, perché non ci sarebbe possibile farlo. Conti sulle nostre preghiere alla Santissima Trinità.
Affettuosamente, un saluto dalla madre priora.

Suor María Teresa Sánchez, td, segretaria


Domenicane del monastero santa catalina de siena
Zafra, Spagna

Grazie per Chi prega si salva

Zafra, 2 ottobre 2007

Illustre signor Giulio Andreotti,
con gradita sorpresa riceviamo gratuitamente, già da un anno, la rivista da lei diretta, 30Días.
L’abbiamo letta con grande attenzione e non possiamo non esprimerle la nostra soddisfazione per i contenuti, come pure per l’impostazione generale della rivista. I contenuti ci offrono la possibilità di grandi approfondimenti culturali assieme a una vasta informazione, sicura e varia, sui problemi attuali del cattolicesimo e del mondo di oggi.
La ringraziamo sia per l’abbonamento alla rivista sia per l’invio del libretto Quien reza se salva. È necessario che nei conventi contemplativi giunga un’adeguata informazione sugli eventi del mondo, messi a fuoco secondo un’impostazione cattolica ampia e sicura. Questo è ciò che troviamo nella sua rivista.
Siamo domenicane e il nostro motto è “Verità” e la sua rivista ci aiuta a mantenerci su questa linea della nostra spiritualità.
Riceva, signor direttore, l’espressione più sincera del nostro ringraziamento e, allo stesso tempo, l’incoraggiamento a conservare nella sua rivista lo stesso orientamento che ne guida attualmente i contenuti.
In Cristo affezionatissima,

suor Aurora Roldán, op






Lettura spirituale/12


Dopo aver pubblicato i canoni del Concilio di Cartagine (anno 418) che, in virtù dell’approvazione pontificia, sono sempre stati considerati come regola della fede, iniziamo la pubblicazione del cosiddetto Indiculus.
L’Indiculus è un piccolo catechismo della Chiesa di Roma della prima metà del secolo V che raccoglie tutta la dottrina che riguarda la grazia. Il documento consta di vari interventi dei papi e di canoni dei concili particolari celebrati in Africa, a cui si aggiunge la testimonianza della liturgia.
Il fine dell’Indiculus, come risulta evidente dall’introduzione che pubblichiamo nella pagina accanto, è mostrare che la dottrina della Sede apostolica sulla necessità della grazia è identica a quella di sant’Agostino in tutti i punti essenziali.
L’Indiculus risulta particolarmente attuale in questo momento in cui su un quotidiano, letto da cattolici impegnati e atei devoti, è stato scritto che «il peccato originale, autentico mostro speculativo e spirituale, è il cancro che Agostino ha lasciato in eredità all’Occidente».
Ritornano alla mente le parole che papa Montini, nel settembre 1977, disse all’amico Jean Guitton: «C’è un grande turbamento in questo momento nel mondo della Chiesa, e ciò che è in questione è la fede. Capita ora che mi ripeta la frase oscura di Gesù nel vangelo di san Luca: “Quando il Figlio dell’uomo ritornerà, troverà ancora la fede sulla terra?”. Capita che escano dei libri in cui la fede è in ritirata su punti importanti, che gli episcopati tacciano, che non si trovino strani questi libri. Questo, secondo me, è strano. Rileggo talvolta il Vangelo della fine dei tempi e constato che in questo momento emergono alcuni segni di questa fine. Siamo prossimi alla fine? Questo non lo sapremo mai. Occorre tenersi sempre pronti, ma tutto può durare ancora molto a lungo. Ciò che mi colpisce, quando considero il mondo cattolico, è che all’interno del cattolicesimo sembra talvolta predominare un pensiero di tipo non-cattolico, e può avvenire che questo pensiero non-cattolico all’interno del cattolicesimo diventi domani il più forte. Ma esso non rappresenterà mai il pensiero della Chiesa. Bisogna che sussista un piccolo gregge, per quanto piccolo esso sia».


Indiculus

Piccolo catechismo romano sulla grazia

Quia nonnulli, qui catholico nomine gloriantur, in damnatis haereticorum sensibus seu pravitate sive imperitia demorantes, piissimis disputatoribus obviare praesumunt, et cum Pelagium atque Caelestium anathematizare non dubitent, magistris tamen nostris, tamquam necessarium modum excesserint, obloquuntur, eaque tantummodo sequi et probare profitentur, quae sacratissima beati Apostoli sedes Petri contra inimicos gratiae Dei per ministerium praesulum suorum sanxit et docuit, necessarium fuit diligenter inquirere, quid rectores Romanae Ecclesiae de haeresi, quae eorum temporibus exorta fuerat, iudicarint, et contra nocentissimos liberi arbitrii defensores quid de gratia Dei sentiendum esse censuerint; ita ut etiam Africanorum conciliorum quasdam sententias iungeremus, quas utique suas fecerunt apostolici antistites, cum probarunt. Ut ergo plenius, qui in aliquo dubitant, instruantur, constitutiones sanctorum Patrum compendioso manifestamus Indiculo, quo, si quis non nimium est contentiosus, agnoscat omnium disputationum connexionem ex hac subditarum auctoritatum brevitate pendere, nullamque sibi contradictionis superesse rationem, si cum catholicis credat et dicat (Denzinger 238).

Poiché alcuni, che si vantano di chiamarsi cattolici, perseverando o per cattiveria o per ignoranza nelle opinioni condannate degli eretici, pretendono di opporsi a coloro che ragionano con autentica pietà, e, pur non esitando a condannare Pelagio e Celestio, tuttavia contraddicono i nostri maestri, come se questi avessero ecceduto più del necessario [nella condanna], e sostengono di seguire e accettare soltanto quanto la santissima Sede del beato apostolo Pietro ha sancito e insegnato attraverso il ministero dei suoi vescovi contro i nemici della grazia di Dio, si è reso necessario ricercare con precisione quale giudizio abbiano dato i capi della Chiesa di Roma di quell’eresia [il pelagianesimo] sorta al loro tempo, e che cosa abbiano ritenuto che bisognasse credere riguardo alla grazia di Dio contro i dannosissimi difensori del libero arbitrio; e [a quel giudizio] uniremo alcune affermazioni dei concili africani, che i vescovi della Sede apostolica fecero completamente proprie, approvandole. Esponiamo quindi i documenti dei santi Padri in un breve elenco [l’Indiculus ], in modo che coloro che hanno dei dubbi su qualche punto ne abbiano un più completo insegnamento; leggendolo, chi non è eccessivamente ostinato dovrà ammettere che la conclusione di tutte le dispute deriva conseguentemente dagli autorevoli giudizi che vengono in breve qui di seguito esposti, e che non rimane più alcuna ragione di contraddizione per chi con i cattolici crede e afferma quanto segue.






LETTERE DALLE MISSIONI


missionari dehoniani
Antsirabe, Madagascar

Il Signore non ha fatto mai mancare la sua assistenza

Antsirabe, 26 settembre 2007

Gentilissimo signor senatore,
ho trovato molto interessante la vostra rivista 30Giorni, che ho potutto leggere presso i padri salesiani di Majunga, e sarei molto grato se anche noi potessimo usufruirne. Voi riportate molte esperienze missionarie che mi hanno veramente edificato. Vivo al centro-sud del Madagascar, ad Antsirabe, seconda città del Paese dopo la capitale Tananarive. È qui che abbiamo costruito un’università, l’Athénée Saint Joseph, per i bisogni di questa regione. Il Paese è molto povero e la zona, prevalentemente agricola, è situata su un altopiano che va dai 1.200 ai 1.600 metri. Il clima non è caldissimo e durante l’inverno (maggio-luglio) il freddo si fa molto sentire. L’Ateneo ha aperto i suoi battenti nel 2000 (4 ottobre, giorno di san Francesco), venticinquesimo anniversario dell’arrivo dei padri del Sacro Cuore come missionari in Madagascar. La cultura resta l’unico mezzo per far uscire un popolo dall’ignoranza e lanciarlo sulla via dello sviluppo e del progresso. Grazie anche all’aiuto della Conferenza episcopale italiana abbiamo potuto realizzare una buona parte della costruzione, anche se molto resta ancora da fare. Il Signore non ha mai fatto mancare la Sua assistenza. Se fosse possibile, vorremmo ricevere la vostra rivista anche in lingua francese perché ne possano beneficiare anche i centoventi professori che insegnano nel nostro Ateneo San Giuseppe.
Cordiali saluti e unione di preghiera,

padre Peppino Cuomo


missionari comboniani
Isiro, Repubblica Democratica del Congo

La sua rivista ci porta le belle notizie sulla Chiesa e sul Papa

Isiro, 8 settembre 2007

Egregio senatore,
sono davvero contento di aver ricevuto la rivista 30Jours, di cui lei è il direttore.
Ne avevo fatto l’abbonamento l’anno scorso, quando mi trovavo in Italia per un periodo di riposo.
Non solo la sua rivista è tipograficamente bella e ben fatta, ma ha il potere di portare in Africa centrale le belle notizie della Chiesa di Roma e dell’attività pastorale del nostro Papa. Cose che ci allargano il cuore e ci danno speranza.
Recentemente ho ricevuto dalla redazione di 30Jours, ufficio abbonamenti, l’invito a rinnovare l’abbonamento che termina col n. 9/2007.
Purtroppo, da qui dove mi trovo, mi è impossibile farlo. Non potrei beneficiare dell’abbonamento gratuito riservato ai missionari?
Se sarà possibile, la ringrazio in anticipo, perché desidero davvero mantenere il legame con la vostra rivista, in francese, che posso far leggere anche alla gente del posto.
Grazie ancora e cordiali saluti.
Il Signore la benedica,

padre Giacomo Biasotto


missionari del pime
Dhaka, Bangladesh

30Days per cento seminaristi

Dhaka, 16 settembre 2007

Caro senatore,
da tempo volevo ringaziarla per il regolare invio della rivista al mio indirizzo qui a Dhaka. Lo faccio ora, scusandomi per il ritardo, e le chiedo se è possibile inviarmi, anziché l’edizione italiana, quella in lingua inglese, 30Days.
Questo mi permetterebbe di continuare personalmente a seguire la vostra pubblicazione, ma anche di metterla nella biblioteca, a disposizione degli oltre cento seminaristi che fanno capo, per la loro formazione, al seminario in cui risiedo e opero come direttore spirituale e insegnante. L’inglese è compreso da tutti loro.
È questo l’unico seminario maggiore (Filosofia e Teologia) del Bangladesh. Serve le sei diocesi del Paese, i cui seminaristi risiedono qui, e varie congregazioni religiose che mandano i loro studenti nella nostra scuola.
La biblioteca, curata da molti anni da fratel Jacques, di Taizé, è molto ricca, unica in Bangladesh per le Chiese cristiane, e anche bene utilizzata.
Grazie per la cortese attenzione, e buon lavoro,

padre Franco Cagnasso, pime


Missionari saveriani
Londrina, Paraná, Brasile

Chi prega si salva per i poveri delle favelas

Londrina, 25 settembre 2007

Illustrissimo signor senatore Giulio Andreotti,
sono un missionario saveriano di Parma, e sono quarantaquattro anni che lavoro in questa terra brasiliana. Vorrei ringraziarla per la sua rivista, 30Giorni, che mi fa inviare da qualche tempo ogni mese.
Attualmente mi trovo nella città di Londrina, nello Stato del Paraná. Una città che vive la realtà delle favelas come tutte le grandi città del Brasile. La gente nonostante la povertà ha una grande fede che alimenta la speranza cristiana che un giorno la loro vita migliorerà. Le chiedo se può mandarmi alcune copie del piccolo libro di preghiera Chi prega si salva che ha fatto pubblicare in portoghese. Non abbiamo possibilità di comperarli, perciò bussiamo al suo cuore generoso, affinché possa donare ai nostri fratelli poveri questi libretti di preghiera. La quantità dipende dalla sua generosità. Le assicuro che questi nostri fratelli pregheranno per lei affinché il buon Dio scriva nel suo libro della vita questa generosità. Da parte mia la ringrazio dal profondo del cuore a nome dei nostri poveri se attenderà a questa richiesta.
La ricorderò nella celebrazione della santa messa.
Dio la benedica,

padre Mario Minarti




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