Rubriche
tratto dal n.08 - 2008



La Grotta di Lourdes [© Afp/Grazia Neri]

La Grotta di Lourdes [© Afp/Grazia Neri]

Chiesa/1
Tauran: belle notizie da Lourdes

Il 10 settembre Avvenire ha pubblicato un’intervista col cardinale Jean-Louis Tauran, presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo inter-religioso. Tauran, interpellato circa lo stato di salute della Chiesa in Francia, ha risposto: «Indubbiamente la pratica religiosa è molto bassa e la carenza dei sacerdoti è drammatica. Il cristianesimo, contrariamente a quanto ancora accade in Italia, non incide sulla vita pubblica, non ispira il pubblico dibattito. Ma ci sono piccoli segnali di speranza. Come una leggera ripresa delle vocazioni, che a dire il vero è più robusta tra i tradizionalisti. Quest’estate poi da Lourdes sono arrivate delle belle notizie». E, di seguito, ha spiegato: «In occasione del giubileo delle apparizioni c’è stato un grande afflusso di pellegrini. Molti giovani, molte famiglie con tanti bambini. Una testimonianza di fede davvero commovente, di cui si sono accorti anche i mass media laici, che hanno trattato questo fenomeno con curiosità e rispetto. Senza sensi di superiorità e facili ironie come accadeva in passato. Il che, mi creda, per la Francia è un piccolo miracolo».


Chiesa/2
La cristiana “piccolezza” di Paolo VI

«Della “piccolezza” Paolo VI aveva il senso cristiano. “Se non vi farete piccoli...” (Mt 18, 3). Mai avrebbe gradito sentirsi appellare “grande”, tanto profonda era in lui la percezione del primato di Cristo: “Cristo è tutto per noi”, scrisse nella prima lettera alla Chiesa ambrosiana, ripetendo sant’Ambrogio. “Non mi sento superiore ma fratello, inferiore a tutti perché porto il peso di tutti”, confidava all’amico Jean Guitton. Si fece, perciò, evangelicamente come bambino. Amò i piccoli (si rifletta dove e con chi, lungo gli anni e anche da Papa, egli preferì celebrare la Notte del Natale) e con la semplicità del fanciullo ebbe il dono della gioia, nella quale visse abitualmente [...]. Morì nella gioia. Testimoniò monsignor Macchi: “Con un lieve sorriso sulle labbra, fece un semplice gesto con la mano”. Morì che si era fatto bambino, dicendo Pater, Padre!». Questo inconsueto ritratto di papa Montini è apparso sull’Avvenire del 6 agosto – anniversario della sua morte – a firma del vescovo di Albano, Marcello Semeraro, per il quale nella piccolezza starebbe proprio la chiave di lettura del pontificato di Paolo VI. Il Papa che si definì «l’ultimo e il più piccolo vicario di Cristo».


Chiesa/3
La Gladio turca e don Santoro

Il Corriere della Sera del 3 settembre ha ripreso una rivelazione apparsa sul quotidiano Sabah, al quale lo scrittore turco Orhan Pamuk, Nobel per la letteratura nel 2006, ha rivelato che la Gladio turca intendeva ucciderlo. Tale organizzazione clandestina – scrive il Corriere della Sera – «è balzata in primo piano in luglio con l’imputazione di 86 persone tra cui nomi eccellenti dell’esercito, editoria e imprenditoria. Scopo del gruppo, il cui processo inizierà il 20 settembre: arrivare al potere con un colpo di Stato nel 2009 creando un clima di tensione anche attraverso assassini mirati. Alcuni (si sospetta) già compiuti, come quelli del giornalista armeno Hrant Dink o del sacerdote italiano Andrea Santoro. Altri (ancor più clamorosi) in programma». Don Andrea Santoro, sacerdote fidei donum della diocesi di Roma approdato in Turchia nell’anno 2000, fu ucciso a Trabzon (antica Trebisonda) il 5 febbraio 2006.


Mondo
L’estate 2008 e la crisi del mondo unipolare

«Durante l’estate 2008 si è precisato un mondo multipolare in cui l’iperpotenza americana risulta inevitabilmente indebolita [...]. Due imperi, uno in continua ascesa, e l’altro in netta ripresa, hanno affermato la loro personalità e hanno messo sul tavolo le loro esigenze. La Cina governata da una dinastia comunista che pratica con stile proprio il capitalismo (come Mao, capostipite e unificatore dell’impero, applicava un suo marxismo), si è scrollata di dosso le critiche dei democratici occidentali per la sua scarsa osservanza dei diritti dell’uomo. E in queste ore mostra la sua trionfale efficienza ospitando le Olimpiadi. L’altro impero, risorto dalle rovine sovietiche e ringagliardito dai profitti di gas e petrolio indispensabili agli europei, ha mosso i suoi carri armati approfittando delle imprudenze della piccola Georgia, e infischiandosene delle reazioni dell’America». Articolo apparso su la Repubblica del 20 agosto, a firma di Bernardo Valli, teso a dimostrare il superamento della tesi del politologo Francis Fukuyama secondo cui il mondo del XXI secolo sarebbe stato unipolare e dominato dall’iperpotenza americana.


Sacro Collegio
La scomparsa del cardinale Innocenti

Il 6 settembre è deceduto il cardinale Antonio Innocenti, 93 anni, toscano, prefetto emerito della Congregazione per il Clero e presidente emerito della Pontificia Commissione «Ecclesia Dei». Era stato creato da Giovanni Paolo II nel 1985. Al 10 settembre quindi il Sacro Collegio risulta composto da 193 cardinali di cui 116 elettori. I porporati italiani rimangono 41, di cui 20 votanti.


Sinodo
L’africano Monsengwo nuovo segretario speciale. Pell nuovo presidente delegato

Il 23 agosto Laurent Monsengwo Pasinya, 69 anni, arcivescovo di Kinshasa, è stato nominato nuovo segretario speciale del Sinodo dei vescovi sul tema “La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa” che si celebrerà in Vaticano dal 5 al 26 ottobre. Sostituisce Wilhelm Emil Egger, il vescovo di Bolzano-Bressanone improvvisamente scomparso il 16 agosto a 68 anni.
Il 9 settembre poi è stato nominato presidente delegato del Sinodo il cardinale australiano George Pell, arcivescovo di Sydney, in sostituzione del porporato indiano Oswald Gracias, arcivescovo di Bombay, “impossibilitato a intervenire”. Gli altri due presidenti delegati rimangono i cardinali William Joseph Levada, statunitense, prefetto della Congregazione per la Dottrina della fede, e Odilo Pedro Scherer, brasiliano, arcivescovo di São Paulo.


Vaticano
Nuovo comandante della Guardia svizzera

Il 19 agosto è stato nominato il 34° comandante della Guardia svizzera pontificia. Si tratta di Daniel Rudolf Anrig, 36 anni, originario del Cantone di San Gallo, che era stato alabardiere in Vaticano dal 1992 al 1994 e che dal 2006, capitano dell’esercito svizzero, ricopriva l’incarico di comandante generale del Corpo di polizia del Cantone di Glarona.


Italia
Betori a Firenze, Pappalardo a Siracusa

L’8 settembre Giuseppe Betori, 61 anni, umbro di Foligno, è stato nominato arcivescovo di Firenze. Ordinato sacerdote nel 1970, dal 2001 era vescovo e segretario generale della Conferenza episcopale italiana.
Il 12 settembre Salvatore Pappalardo, 63 anni, dal 1998 vescovo di Nicosia, è stato promosso arcivescovo di Siracusa.


Diplomazia
Nuovi nunzi in Albania, Repubblica Centrafricana e Guinea

Il 26 luglio l’arcivescovo spagnolo Ramiro Moliner Inglés, 67 anni, è stato nominato nunzio in Albania. Dal 2004 era nunzio in Etiopia e in Gibuti e delegato apostolico in Somalia. In precedenza era stato nunzio in Guatemala (1997-2004), e in Papua Nuova Guinea e Isole Salomone (1993-1997).
Il 2 agosto monsignor Jude Thaddeus Okolo, nigeriano, è stato nominato arcivescovo e nunzio apostolico nella Repubblica Centrafricana e Ciad. Okolo, 52 anni, sacerdote dal 1983, è entrato nel servizio diplomatico vaticano nel 1990. Ha prestato servizio nelle rappresentanze pontificie in Sri Lanka, Haiti, Antille, Svizzera, Repubblica Ceca e, da ultimo, Australia.
L’8 settembre monsignor Martin Krebs, tedesco di Essen, 52 anni, è stato nominato arcivescovo e nunzio in Guinea e Mali. Sacerdote dal 1983, Krebs è entrato nella diplomazia pontificia nel 1991 e ha prestato servizio in Burundi, Giappone, Austria, Repubblica Ceca, Comunità europee e, da ultimo, Stati Uniti.
Sempre il 26 luglio l’arcivescovo Antonio Mennini, 61 anni, dal 2002 rappresentante della Santa Sede presso la Federazione Russa, è stato nominato anche nunzio apostolico in Uzbekistan. In precedenza quest’ultima sede era retta dal nunzio residente in Kazakistan.




MONDO

Kissinger, la politica e i militari


Dmitrij Medvedev e Henry Kissinger [© AP/LaPresse]

Dmitrij Medvedev e Henry Kissinger [© AP/LaPresse]

«Quello che è accaduto nel Caucaso avrà diverse implicazioni, economiche, energetiche e soprattutto politiche. La vicenda georgiana ha dimostrato che la sicurezza internazionale non è appannaggio esclusivo della politica militare». Così l’ex segretario di Stato Usa, Henry Kissinger, ha risposto a una domanda sulla guerra in Georgia. Nella stessa intervista, apparsa su La Stampa del 5 settembre, alla domanda su quale sarà la sfida dell’America in un contesto così incerto, ha risposto: «Avere la capacità di diffondere la democrazia su scala globale, rivolta cioè all’intera comunità internazionale. Farsi carico del destino politico di ogni Paese preso singolarmente è un compito che, nel terzo millennio, rischia di andare oltre la nostra [degli Stati Uniti] capacità».




STORIA

Quel patto molto “british” con i nazisti


Adolf Hitler [© AP/LaPresse]

Adolf Hitler [© AP/LaPresse]

«Il mondo diviso a metà: campo libero alle truppe del Terzo Reich in Europa in cambio dell’inviolabilità dei possedimenti coloniali dell’Impero britannico. È l’accordo tentato in extremis da James Lonsdales-Bryans – simpatizzante fascista britannico e diplomatico fai-da-te – a pochi mesi dallo scoppio della Seconda guerra mondiale per salvaguardare gli interessi della corona. Il tutto con il benestare dell’allora ministro degli Esteri, Lord Halifax. È il sorprendente scenario descritto da alcuni faldoni emersi dagli Archivi di Stato britannici grazie al Freedom of Information Act, la legge che garantisce l’accesso ai documenti ministeriali un tempo dichiarati top-secret». È l’inizio di un articolo apparso su La Stampa del 2 settembre con il titolo Quel patto molto “british” con i nazisti. In realtà, però, non è chiaro se il patto proposto da Bryans – riferito all’ambasciatore tedesco a Roma, in attesa di un contatto con il Ministero degli Esteri tedesco o con lo stesso Führer – fosse condiviso o meno con il ministro degli Esteri inglese. A tale proposito, l’estensore dell’articolo si domanda se Bryans fosse una «scheggia impazzita» o un «diplomatico dotato di un potere senza limiti».


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