Rubriche
tratto dal n.11 - 2008


TERRORISMO

L’India, l’attentato e i giochi sacri degli utopisti


Blitz contro i terroristi a MumbaiBR [© Associated Press/LaPresse]

Blitz contro i terroristi a MumbaiBR [© Associated Press/LaPresse]

Su La Stampa del 3 dicembre è apparsa un’intervista allo scrittore indiano Vikram Chandra sull’attacco subito dalla città di Mumbai a fine novembre. Il cronista chiede lumi sull’acceso antagonismo tra indù e musulmani in India. Risponde Chandra: «Questo antagonismo, questi pregiudizi sono precisamente ciò che l’attacco si propone di esasperare. Gli estremismi, di ogni appartenenza, hanno bisogno di atrocità. In Giochi sacri [ultima opera dello scrittore, ndr] il leader di una setta indù cerca di provocare una terribile catastrofe a Mumbai per incolparne gli estremisti musulmani. Lo scopo? Un’escalation irreversibile tra India e Pakistan [...] L’attacco a Mumbai aveva esattamente lo stesso scopo: polarizzare, provocare un altro ciclo di dolore e vendetta. Da questo conflitto quelli che lo provocano traggono fama, influenza e potere. Nella loro visione del mondo, tutta questa sofferenza porta all’utopia, una visione del paradiso qui e nell’aldilà».




LITURGIA

Da orante ad attore


Gesù e Pietro

Gesù e Pietro

«I testi liturgici tradotti dopo il Concilio documentano la trasformazione di alcuni concetti cardinali della dottrina cattolica. La sparizione o la diminuzione dalle formule di preghiera di termini classici per indicare il soprannaturale e il senso della rivelazione cristiana, primo fra tutti quello di grazia, ha favorito insieme la secolarizzazione del rito e quella della mentalità cattolica. Onde pochissimi oggi credono che i testi liturgici servono al sacerdote per parlare con Dio: evocano essi un copione del quale il prete è il regista o il prim’attore, parola d’uso dei liturgisti “moderni”». Così Paolo Isotta, sul Corriere della Sera del 3 dicembre.





Alessio II [© Associated Press/LaPresse]

Alessio II [© Associated Press/LaPresse]

Papa/1
La commozione di Benedetto XVI per la morte di Alessio II

«Ho appreso con viva commozione la triste notizia della morte di sua santità Alessio II, patriarca di Mosca e di tutte le Russie, e con fraterno affetto desidero far giungere al Santo Sinodo e a tutti i membri della Chiesa ortodossa russa le mie più sincere condoglianze, assicurando la mia spirituale vicinanza in questo momento di grande tristezza». Con queste parole inizia il telegramma inviato dal santo padre Benedetto XVI in occasione della morte di sua santità Alessio II. Questa la conclusione del messaggio: «Nell’ora sofferta del commiato, mentre il suo corpo mortale viene affidato alla terra in attesa della risurrezione, possa la memoria di questo servitore del Vangelo di Cristo essere sostegno per quanti ora sono nel dolore e di incoraggiamento a quanti ne raccoglieranno l’eredità nel guidare codesta veneranda Chiesa ortodossa russa».


Papa/2
Benedetto XVI e De Gasperi

«Guida saggia ed equilibrata per l’Italia nei difficili anni della ricostruzione postbellica e, al tempo stesso, insigne statista capace di guardare all’Europa con un’ampia visione cristiana». Questo l’elogio che Benedetto XVI ha voluto tributare allo statista democristiano Alcide De Gasperi nell’omelia della messa della prima domenica di Avvento, il 30 novembre scorso. La santa messa è stata celebrata nella Basilica di San Lorenzo fuori le Mura, in occasione dei 1.750 anni dal martirio del santo diacono Lorenzo.


Curia Romana/1
Il cardinale Cañizares nuovo prefetto al Culto divino

Il 9 dicembre il Papa ha accolto la rinunzia presentata dal cardinale nigeriano Francis Arinze, per raggiunti limiti di età (ha compiuto 75 anni il 1° novembre dello scorso anno), all’incarico di prefetto della Congregazione per il Culto divino e la disciplina dei sacramenti e ha chiamato a succedergli nel medesimo incarico il cardinale spagnolo Antonio Cañizares Llovera, 63 anni, dal 2002 arcivescovo di Toledo.


Curia Romana/2
Monsignor Di Felice protonotario “partecipante”

Il 2 dicembre il Papa ha annoverato nel Collegio dei sette Protonotari apostolici “de numero participantium” (i “notai” della Santa Sede) monsignor Francesco Di Felice, abruzzese, 74 anni, dal 2006 canonico liberiano e in precedenza sottosegretario del Pontificio Consiglio per la Famiglia.


Sacro Collegio
La morte del cardinale Dulles

Il 12 dicembre è scomparso a 90 anni il porporato statunitense Avery Dulles, teologo gesuita, creato cardinale da Giovanni Paolo II nel 2001. In quella data quindi il Sacro Collegio risulta composto da 191 membri di cui 116 elettori in un eventuale conclave. Rimangono nove cardinali gesuiti di cui solo due votanti.


Cultura
L’ammirazione di Citati per papa Wojtyla

«Ho avuto e ho molta ammirazione per papa Giovanni Paolo II. Non era un papa come gli altri: un papa rappresenta in primo luogo la tradizione della Chiesa, e la parla. Certo Giovanni Paolo II venerava moltissimo la tradizione cristiana. Ma era anche un uomo: come un papa non è. Mangiava, sciava, parlava, pregava, abbracciava, sorrideva, recitava, piangeva, come nessun papa ha mai fatto. Al tempo stesso, era o pensava di essere una reincarnazione di Cristo: come testimonia tutta la sua esistenza, l’attentato, le pallottole inviate nella corona della Madonna di Fatima, l’intuizione dei disegni e dei miracoli, e la sua morte – imitazione degli eventi del Golgotha. Per queste due ragioni i fedeli erano così affascinati dalla sua figura». Così Pietro Citati su la Repubblica del 15 dicembre.


Italia
Golser vescovo di Bolzano-Bressanone

Il 5 dicembre il Papa ha nominato vescovo di Bolzano-Bressanone monsignor Karl Golser, 65 anni, del clero della medesima diocesi. Ordinato sacerdote nel 1968 a Roma, Golser ha conseguito la laurea in Teologia morale alla Pontificia Università Gregoriana nel 1973 e in Filosofia presso l’Università degli Studi di Roma nel 1979. Nel suo ministero in diocesi ha ricoperto i seguenti incarichi: dal 1982 al 1991 parroco di Sarnes; dal 1982 a oggi professore allo Studio accademico teologico di Bressanone; dal 1991 ad oggi, canonico penitenziere; dal 2001 al 2007 preside e vicepreside dello stesso Studio accademico; dal 2006 ad oggi presidente dell’Associazione teologica italiana per lo studio della morale. Dal 1977 al 1982 è stato officiale della Congregazione per la Dottrina della fede.


Diplomazia/1
Nuovi nunzi in Bolivia e Mozambico

Il 21 novembre il Papa ha nominato nunzio apostolico in Bolivia l’arcivescovo Giambattista Diquattro, 54 anni, dal 2005 nunzio apostolico in Panamá. Prende il posto dell’arcivescovo Luciano Suriani, che, nominato lo scorso febbraio, ha dovuto lasciare il Paese per motivi di salute.
Il 12 dicembre il Papa ha nominato rappresentante pontificio in Mozambico l’arcivescovo Antonio Arcari, 55 anni, lombardo, dal 2003 nunzio apostolico in Honduras.


Diplomazia/2
Nuovo ambasciatore di Argentina

Il 5 dicembre il Papa ha ricevuto le lettere credenziali del nuovo ambasciatore di Argentina presso la Santa Sede. Si tratta di Juan Pablo Cafiero, 55 anni, avvocato, già deputato al Parlamento nazionale e ministro, negli ultimi mesi consigliere del governo della provincia di Buenos Aires per la Riforma politica e il dialogo.




BENEDETTO XVI

Il peccato originale e la bellezza di Maria


La Grotta di Lourdes

La Grotta di Lourdes

In occasione della festa dell’Immacolata Concezione, lunedì 8 dicembre, il Santo Padre, ha introdotto la recita dell’Angelus con queste brevi parole: «Il mistero dell’Immacolata Concezione di Maria, che oggi solennemente celebriamo, ci ricorda due verità fondamentali della nostra fede: il peccato originale innanzitutto, e poi la vittoria su di esso della grazia di Cristo, vittoria che risplende in modo sublime in Maria Santissima. L’esistenza di quello che la Chiesa chiama “peccato originale” è purtroppo di un’evidenza schiacciante, se solo guardiamo intorno a noi e prima di tutto dentro di noi. L’esperienza del male è infatti così consistente, da imporsi da sé e da suscitare in noi la domanda: da dove proviene? Specialmente per un credente, l’interrogativo è ancora più profondo: se Dio, che è Bontà assoluta, ha creato tutto, da dove viene il male? Le prime pagine della Bibbia (Gen 1-3) rispondono proprio a questa domanda fondamentale, che interpella ogni generazione umana, con il racconto della creazione e della caduta dei progenitori: Dio ha creato tutto per l’esistenza, in particolare ha creato l’essere umano a propria immagine; non ha creato la morte, ma questa è entrata nel mondo per invidia del diavolo (cfr. Sap 1, 13-14; 2, 23-24), il quale, ribellatosi a Dio, ha attirato nell’inganno anche gli uomini, inducendoli alla ribellione. È il dramma della libertà, che Dio accetta fino in fondo per amore, promettendo però che ci sarà un figlio di donna che schiaccerà la testa all’antico serpente (Gen 3, 15)». Poi, concludendo, ha aggiunto: «Carissimi, in Maria Immacolata, noi contempliamo il riflesso della Bellezza che salva il mondo: la bellezza di Dio che risplende sul volto di Cristo. In Maria questa bellezza è totalmente pura, umile, libera da ogni superbia e presunzione. Così la Vergine si è mostrata a santa Bernadette, 150 anni or sono, a Lourdes, e così è venerata in tanti santuari».


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