Intervista con Giorgio Galli sulle radici occultistiche del nazismo, da cui derivò anche l’idea secondo cui lo “spazio vitale”del Terzo Reich doveva arrivare fino agli Urali. Un aspetto poco studiato dagli storici, ma di cui si è tornato a parlare dopo la caduta del muro di Berlino
di Paolo Mattei
Il professor Giorgio Galli non si considera in grado di valutare
l’esoterismo “dall’interno”
Sopra, un manifesto delle Ss (Schutz-Staffeln, “Squadre di protezione”) con la stilizzazione runica della sigla. I simboli runici furono studiati da Guido von List, un esoterista cui Adolf Hitler (sotto) fece riferimento negli anni della sua formazione intellettuale
Il professor Giorgio Galli non si
considera in grado di valutare l’esoterismo “dall’interno”. Ma dell’esoterismo
è uno studioso di riconosciuto valore. La posizione nella quale si colloca «è
quella», sono parole sue, «di uno storico e di un politologo il quale ritiene
che la cultura esoterica si intrecci con le discipline che pratica in misura
maggiore di quanto sia stato sinora valutato dalla storiografia e dalla scienza
politica». Con questa impostazione ha studiato anche
la storia del Terzo Reich, pubblicando il risultato di questo lavoro nell’89 in
un libro molto noto: Hitler e il nazismo magico. Le componenti esoteriche
del Reich millenario
(Rizzoli, Milano). Un anno, il 1989, in cui Galli intravvede coincidenze
significative: il centenario della nascita di Hitler e il bicentenario della
Rivoluzione francese. «Quel 1989» spiega nella prefazione alla seconda edizione
del testo «sarebbe entrato nella storia per la rivoluzione all’Est: esattamente
un secolo dopo la nascita del Führer cadeva il muro di Berlino, premessa di una
Germania nuovamente unita, potenza egemone in Europa». A quindici anni di distanza da quell’anno,
dopo tanti fatti accaduti, dopo la tragedia dell’11 settembre 2001 che ha dato
occasione alle guerre ancora in atto, la storia di violenza e di morte di cui
Hitler e il nazismo furono protagonisti continua a suscitare domande
inquietanti e a porsi come parametro per misurare la violenza e la morte che
ogni giorno imperversano nei luoghi del mondo martoriati dai conflitti. E il
possibile sostrato occultistico, magico, esoterico di quel fenomeno desta
l’interesse di molti. La televisione se ne è occupata spesso e nell’ultimo anno
almeno due libri hanno avuto in Italia una certa diffusione (Marco Dolcetta, Nazionalsocialismo
esoterico, Cooper Castelvecchi,
Roma 2003; Mel Gordon, Il mago di Hitler. Eric Jan Hanussen: un ebreo alla corte del
Führer, Mondadori, Milano
2004). A Giorgio Galli (autore di molti saggi
alcuni dei quali trattano di esoterismo e politica come La politica e i
maghi, Rizzoli, Milano
1995; Politica ed esoterismo alle soglie del 2000, Rizzoli, Milano 1992; Appunti sulla
new age, Milano 2003, in
cui analizza questo movimento culturale prendendo spunto anche da documenti
pontifici) abbiamo posto alcune domande. Nel suo saggio sul Nazismo magico lei individua un “ponte esoterico” fra
Inghilterra e Germania, fra teorie e società esoteriche e occultistiche
presenti nelle due nazioni fra il XIX e il XX secolo. Un ponte che raggiunge
anche i fondatori del nazismo. Di che cosa si tratta? GIORGIO GALLI:Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del
Novecento ripresero vigore le tradizioni esoteriche sia in Germania che in
Inghilterra. Un “ponte esoterico” tra i due Stati, quello rosacrociano, risale
infatti già al XVII secolo, nel quadro di una cultura occultistica non estranea
alla Guerra dei trent’anni che devastò la Germania. Negli ultimi decenni del
XIX secolo i rapporti tra gruppi esoterici inglesi e tedeschi riacquistano
forza, e si stabiliscono legami stretti tra persone influenti – sulla base di
una concezione “magica” della realtà –, che si trasmettono per un paio di
generazioni successive. Vi sono anche elementi inquietanti in tale
ricostituzione. Uno di questi è costituito dalla cosiddetta “magia sessuale”,
vale a dire il conseguimento di poteri “speciali” derivanti da pratiche
sessuali: nel 1888, l’anno successivo alla fondazione dell’Hermetic Order of
the Golden Dawn, Londra fu sconvolta da una serie di crimini sessuali, quelli
di Jack lo squartatore. Il mistero su di lui dura tutt’ora. Alcuni personaggi e
alcuni rapporti segnano significativamente questa riemersione della cultura
esoterica in Europa, come l’incontro a Londra fra l’occultista francese Eliphas
Levi, pseudonimo biblico di Alphonse-Louis Constant, un ex seminarista poi
diventato rivoluzionario a Parigi nel 1848, ed Edward Bulwer-Lytton, che avrà
un ruolo cruciale nell’evolversi della società rosacrociana nella ermetica
Golden Dawn. Dopo varie peripezie tra attività politiche e occultistiche, Levi
scriverà un libro, La razza ventura: in esso si parla della forma di energia, il “Vril”,
che darà il nome a una società la quale, assieme all’attività del fondatore
dell’Istituto di geopolitica di Berlino, Karl Haushofer, fornirà un contributo
fondamentale all’elaborazione dell’ideologia nazista per ciò che concerne
l’idea di razza ariana e di “spazio vitale”, il Lebensraum. Quali sono il retroterra culturale e le
teorie comuni a questi gruppi? GALLI: Innanzitutto una concezione secondo
cui la storia che conosciamo è solo una parte della storia dell’umanità. Solo
alcune élites di
iniziati conoscono “tutta” la storia. La storia antichissima di civiltà pure e
incorrotte. Questo sapere e queste conoscenze, a cui è possibile attingere con
pratiche e riti occultistici, trasmettono un particolare potere agli iniziati i
quali devono svolgere anche un ruolo politico per gestire il futuro di una
umanità decaduta cui occorre restituire le doti e le caratteristiche andate
perdute nel tempo. I componenti di queste società si ritengono, insomma,
depositari di un’antica sapienza primordiale che si manifesta spesso in riti
particolari. Un fatto interessante è che alcuni adepti di gruppi esoterici si
trovano a ricoprire ruoli anche nei servizi segreti dei propri Paesi. Un
personaggio chiave in tal senso è il tedesco Theodor Reuss, della società
occultistica Ordo templi orientis, maestro dell’inglese Aleister Crowley.
Crowley, anch’egli maestro d’occultismo e al contempo agente dei servizi
segreti inglesi, alla fine dell’Ottocento aderisce alla celebre Golden Dawn –
una derivazione, come s’è detto, della Società rosacrociana – e poi fonda una
sezione inglese dell’Ordo templi orientis. La Golden Dawn è a sua volta
collegata con associazioni tedesche connesse alla dottrina segreta della russa
madame Elena Blavatskij – fondatrice a New York, nel 1875, della Società
teosofica – e all’antroposofia di Rudolph Steiner. Ma la vicenda di Hitler e del nazismo
si svolge successivamente a tali episodi... GALLI: La mia ipotesi è che questo
“ponte”, che, come ho spiegato, univa cultura esoterica, ordini ermetici e
servizi segreti inglesi e tedeschi tra il XIX e il XX secolo, abbia continuato
ad esistere anche nel periodo immediatamente successivo, così che la formazione
intellettuale di Hitler e di una parte del gruppo dirigente nazista avvenne in
questo tipo di cultura occultistica. Ho raccolto dati che mi permettono anche
di dire che tale gruppo, giunto al vertice del Terzo Reich, discute nel suo
ambito su come mettere in atto una strategia derivata da quella cultura, ossia
la riscossa della “sapienza aria”. Così come sono in grado di affermare che la
decisione hitleriana di entrare in guerra nel convincimento che l’Inghilterra
non sarebbe intervenuta si possa comprendere nell’ottica di quella cultura
esoterica, da cui anche ambienti al vertice della vita politica inglese erano
informati. Tutta la storia del nazismo, a mio avviso, va letta tenendo presente
anche questo fattore.
Sopra, Hitler ricostituisce il Partito nazionalsocialista (messo al bando dopo il putsch del 1923), Monaco 1925; il primo da sinistra è Alfred Rosenberg; il primo da destra è Heinrich Himmler, dal 1929 capo delle Ss, ideatore e organizzatore dei campi di sterminio; sotto, l’occultista Aleister Crowley, agente
dei servizi segreti inglesi e membro della Golden Dawn
In che modo Hitler entrò in contatto con le esperienze
esoteriche? Chi furono i suoi mentori? GALLI: Il punto di riferimento iniziale è
individuabile nella rivista Ostara, di cui Hitler negli anni viennesi fu un assiduo
lettore. La pubblicazione – che prende il nome da un’antica dea germanica della
primavera e che, quindi, denota il collegamento con la tradizione nordica e con
le vecchie deità pagane anteriori alla diffusione del cristianesimo in Germania
– fu fondata nel 1905 da un ex frate, Jörg Lanz von Liebenfels che, tra
l’altro, istituì una sede a Werfenstein, il “Castello dell’ordine”, dove
probabilmente, con l’appoggio finanziario di industriali, cominciò a
patrocinare un’organizzazione fondata sulla teoria della superiorità della
razza ariana. Un altro punto di riferimento per la formazione esoterica del
futuro Führer è Rudolf von Sebottendorff, studioso della cabala, di testi
alchemici e rosacrociani, delle pratiche occultistiche dei dervisci, e
promotore, nel 1918 a Monaco, della Thule Gesellschaft, associazione derivata
dal Germanorden, una società nata nei primi anni Dieci che era fortemente
caratterizzata da elementi di antisemitismo e razzismo. Attorno alla Thule
gravitano Hitler, Rudolf Hess, Karl Haushofer e Hans Frank, il futuro
governatore generale della Polonia. È un’associazione in cui dominano la
cultura occultistica e le dottrine segrete maturate nei decenni precedenti. La
Thule – la mitica Atlantide, patria degli Iperborei – fu quindi la matrice del
gruppo di intellettuali che è all’origine del nazismo. Von Sebottendorff, tra
l’altro, pubblica nel 1933 un libro, Prima che Hitler venisse, nel quale, desiderando riaccendere il
dibattito intorno alle origini esoteriche del nazismo, racconta di essere stato
il maestro occultista del Führer. Ma quel gruppo di intellettuali, in quel
momento ormai al potere, ha da tempo deciso che è conveniente tenere nascosti
gli elementi esoterici e occultistici cui fa riferimento, per mettere in primo
piano l’organizzazione politica. Hitler d’altronde, nell’anno della
pubblicazione del libro di von Sebottendorff, è già cancelliere del Reich. Il saggio
viene quindi ritirato dalle librerie. Quali sono le caratteristiche
fondamentali del gruppo esoterico cui fa riferimento Hitler? GALLI: Bisogna premettere che una delle
difficoltà nel lavoro in questo campo sta nel fatto che la storiografia
ufficiale, quella accademica, si occupa poco di queste cose. Il lavoro nel
settore della cultura esoterica è lasciato talvolta a studiosi minoritari o
addirittura a personaggi molto stravaganti, che comunque elaborano spesso
ricerche marginali. Il fatto che la storiografia ufficiale non si impegni in
questa direzione rende più difficile il reperimento di documenti accertati.
Sono convinto che se ci si interessasse di più, qualcosa si troverebbe. Ma
rispondo alla sua domanda. Ho accennato a civiltà e a patrimoni sapienziali
antichissimi – Atlantide è il riferimento più importante –, insomma a questa
componente culturale basata sulla fantastoria, sulla fantageografia, sulla
fantacosmogonia e sulle leggi occulte che le guiderebbero. Hitler ritiene che
le ragioni fondanti della sua azione politica si ritrovino in quel lontano
passato, in una saggezza magica da recuperare e nella quale sta lo strumento
per forgiare il luminoso futuro. Il gruppo di intellettuali della Thule che
negli anni Venti decide la trasformazione della setta occultistica in partito
politico di massa, crede convintamente in queste cose. Ci sono quindi due
dinamiche: la profonda persuasione degli iniziati che operano in questi gruppi
e, contemporaneamente, una certa influenza che essi, per motivazioni ampiamente
approfondite dagli studiosi, esercitano in taluni momenti storici sui movimenti
politici. Hitler, Himmler, Hess, Rosenberg, Frank: essi si ritengono gli eredi
di un’antica sapienza che gli consentirà di essere costruttori di una nuova
civiltà. C’è da dire che anche uno storico stimatissimo e “tradizionale” ha
individuato e valorizzato alcuni di questi filoni esoterici: è George Mosse che
nelle Origini culturali del Terzo Reich indica esplicitamente nell’esoterista Guido von List
e nella sua simbologia runica uno dei punti di riferimento di Hitler. Dalle
rune studiate da von List proviene la sigla delle Ss, le milizie che Himmler
utilizzerà per realizzare i suoi progetti elaborati nell’ambito della cultura
occultistica.
In alto, Adolf Hitler con Rudolf Hess in una foto
del 1939; in basso, alcuni militari inglesi rimuovono
i rottami dell’aeroplano col quale nel maggio del 1941 Hess volò in Gran Bretagna per cercare un accordo poco prima dell’invasione tedesca della Russia
Hitler viene spesso descritto come un
uomo ignorante, un uomo senza qualità. Come riesce a imporsi nel gruppo
esoterico di cui fa parte? GALLI: Quella di disegnarlo come un
ignorante è una tendenza diffusa che caratterizza anche il lavoro di Joachim
Fest, biografo del Führer, che ha fatto da consulente a questo ultimo film su
Hitler uscito in Germania, Der Untergang (La caduta). Fest ha composto un’eccellente biografia di
Hitler, però tende a rappresentarlo come un leader da birreria e come un uomo
di scarse letture, relative solo a opuscoli di propaganda antisemita. Questo
non è esatto. Hitler aveva letto Nietzsche e Schopenauer. Egli primeggia nel
gruppo di Rosenberg, Hess, Himmler, Frank perché possiede due caratteristiche
che possono anche prescindere dalla cultura esoterica. È un oratore
efficacissimo e un abile organizzatore. Forse ha imparato dal mago Hanussen la
prima caratteristica, quella forma quasi ipnotica di comunicare con gli
ascoltatori. Sappiamo con sicurezza che Hitler da Hanussen prendeva lezioni di
dizione. Ma da quel mago imparò qualcosa di più. Hanussen era un personaggio
dotato di capacità ipnotiche e il libro di Mel Gordon ricostruisce abbastanza
bene questa vicenda. In MeinKampf Hitler
propone, oltre che un’ideologia esoterica, anche precisi programmi organizzativi.
Che danno l’idea di essere stati elaborati da un buon politico. Himmler, il
burocrate dello sterminio, ha caratteristiche organizzative simili, ma non è
affatto un buon comunicatore. Così come non lo è Hess. Rosenberg è soltanto uno
scrittore molto efficace... Di questo gruppo legato alla cultura esoterica
nessuno aveva, insomma, le due doti specifiche di cui Hitler era in possesso. Nel Mein Kampf sono indicati gli obiettivi che Hitler
si prefissava: la creazione di un’Eurasia dai confini orientali indefiniti, un
“condominio” mondiale con l’Inghilterra... GALLI: Sì, è una strategia esoterica in
cui si intrecciano occultismo e geopolitica. È Haushofer che elabora le teorie
relative allo “spazio vitale”. Sulla base di considerazioni mistiche e
spirituali che individuavano nella nazione tedesca il centro del mondo, ma
anche facendo riferimento ad altri teorici di geopolitica – come l’inglese
Halford John Mackinder, che aveva identificato il “cuore della terra”
nell’Europa orientale e nella Russia europea –, Haushofer è convinto che per
ricostituire la civiltà ariana ci sia bisogno di costruire una grande area che
vada dall’Europa occidentale agli Urali. Lo spazio vitale – il Lebensraum – della nuova civiltà ariana. La Germania
è il fondamento di questa sistemazione geopolitica che prelude alla creazione
di una nuova civiltà e di un uomo nuovo che recuperi le antiche virtù perdute.
Gli ebrei, che hanno un contrapposto sogno egemonico mondiale, vanno emarginati
e, poi, eliminati. Quindi il Drang nach Osten nasce da questo progetto con natura esoterica. Ma ai vertici del Terzo Reich ci sono
uomini che non condividono la stessa cultura di Hitler e dei suoi sodali... GALLI: È vero, ma anche questi sono
influenzati dall’occultismo: il pragmatico Göring si interessa alla teoria
della “terra cava”, Goebbels è incuriosito da Nostradamus... E comunque
Goebbels e Göring condividono il programma di Hitler proprio perché comunque
suggestionati dalle sue convinzioni esoteriche. Arriviamo al viaggio di Hess in Scozia
del maggio 1941. Anche quella trasvolata avviene sotto un segno esoterico... GALLI: Il progetto del condominio con
l’Inghilterra sulla base del Lebensraum come premessa alla costruzione di una nuova umanità
non venne mai meno, nemmeno dopo l’inizio della guerra, quando si rese evidente
che l’auspicata neutralità della Gran Bretagna non si era realizzata. Il
“ponte” era ancora in piedi. D’altronde anche l’episodio dell’arresto dei carri
armati tedeschi a Dunkerque nel ’40 che permise la fuga degli anglofrancesi può
essere letto in questa chiave: il tentativo di raggiungere un accordo con
interlocutori esoterici presenti nell’isola. Il 10 maggio 1941 Hess vola in
Scozia per provare a convincere tali interlocutori a non intervenire nel
momento dell’invasione dell’Urss. Probabilmente vuole incontrare gli eredi di
società del tipo della Golden Dawn, che hanno rapporti con la Casa reale e con
cui si può discutere. È comunque senz’altro il duca di Hamilton che Hess cerca.
Egli è una persona di fiducia del re d’Inghilterra. È filonazista e da tempo ha
rapporti con Hess e coi vertici del Reich. La decisione di questo viaggio nasce
probabilmente dopo un dibattito nell’ambito del vertice esoterico nazista,
quindi è plausibile che Hitler ne fosse al corrente. L’operazione viene coperta
da una massiccia operazione di disinformazione. Però Hess e i
nazionalsocialisti s’illudono: questo “ponte” c’è ancora, ma è ormai troppo
esile per farci passare sopra una sorta di accordo tra Germania e Inghilterra
sul Drang nach Osten.
Nel maggio del ’41 anche gli aristocratici inglesi sono ormai “rassegnati” a
far la guerra alla Germania.
Hans Frank, negli anni del Terzo Reich governatore generale della Polonia, fece parte del gruppo che gravitava attorno all’associazione esoterica Thule Gesellschaft, la matrice del gruppo di intellettuali
che diede vita al nazismo
Nel suo libro lei spiega come fino
all’ultimo Hitler cerchi di giungere a un accordo con l’Inghilterra. GALLI: Sì. Dopo la sconfitta in Russia,
Hitler anziché tentare di osteggiare la controffensiva russa, sposta le
divisioni corazzate dal fronte orientale a quello occidentale. La tattica è
sempre la stessa: «Costringere con la forza l’Inghilterra alla pace», come
sembra abbia detto lui stesso. Crede fino alla fine che quel “ponte” esoterico
possa essere ricostruito. Come è possibile che da esperienze
esoteriche si riesca a raggiungere un potere così grande come quello che ebbero
Hitler e i suoi soci in Germania? GALLI: Io ho sempre cercato di evitare di
privilegiare esclusivamente la chiave interpretativa dell’esoterismo per
spiegare certi fatti. È sicuramente, come ho già detto, un aspetto importante e
trascurato. Ma Hitler raggiunge il consenso per ragioni che la storiografia ha
già abbondantemente studiato e che io non metto in discussione: l’umiliazione
tedesca dopo la Prima guerra mondiale, le frustrazioni derivanti dalla
sconfitta e dal Trattato di Versailles, la crisi economica del ’29 che produce
6 milioni di disoccupati, la politica di Weimar che non riesce ad esprimere una
risposta efficace a questi problemi. Queste sono le ragioni principali che
permettono a Hitler di prendere il potere. Hitler riesce a fronteggiare la
disoccupazione anche prima del riarmo, con i grandi lavori pubblici, accettando
i consigli del finanziere e politico Hjalmar Schacht, che è un keynesiano.
D’altronde Hitler nel Mein Kampf presenta un progetto politico che ha degli aspetti
normali, come, appunto, la lotta alla disoccupazione. August von Galen, vescovo di Münster
durante il periodo nazista, definito dal New York Times come «l’oppositore più ostinato del
programma nazionalsocialista anticristiano», parlò del nazismo come di un
«inganno religioso»... GALLI: In un certo modo lo è. Del resto
anche Pio XI mostrò la sua forte preoccupazione attraverso la pubblicazione
della Mit Brennender Sorge. Egli parlava di neopaganesimo. In realtà si può parlare di qualcosa di
più del neopaganesimo. Tutte le cerimonie nazionalsocialiste ricalcano un
modello religioso: le luci, il Führer che appare come una magica agnizione.
Hanno tutte un carattere di liturgia magica. Sembra che anche Churchill, il grande
oppositore dei programmi esoterici del Führer, non disdegnasse la compagnia di
occultisti... GALLI: Nel mio libro La politica e i
maghi [una nuova edizione
sta per essere pubblicata dall’editore Lindau, ndr] spiego come anche Churchill si affidasse
ai veggenti. Churchill era un conservatore assoluto e un anticomunista
assoluto. Non dimentichiamo che collaborò col Popolo d’Italia di Mussolini. Nella sua visione del mondo
solo i popoli di lingua inglese sono all’altezza della democrazia. Per gli
altri popoli qualunque forma di regime va bene. Per lui la storia
dell’Occidente coincide con la storia dei popoli anglofoni. Hitler avrebbe
quindi anche potuto piacergli, come piaceva a certi settori conservatori della
società inglese. Però, secondo me, egli aveva rapporti con società esoteriche
inglesi che gli avevano fornito un certo numero di informazioni relative alla
“controiniziazione del Führer”.
Karl Haushofer, fondatore dell’Istituto di geopolitica di Berlino e principale ideatore della teoria nazista
del Lebensraum, lo “spazio vitale”
Vale a dire? GALLI: Nella cultura esoterica esiste una
differenza fondamentale tra “iniziazione” e “controiniziazione”. L’iniziazione
– quella, per capirci, massonica – sarebbe positiva. La controiniziazione
avrebbe invece qualcosa di diabolico: Churchill aveva imparato che Hitler era
un “controiniziato”. Churchill, quindi, essendo al corrente del retroterra
“esoterico-diabolico” della controiniziazione di Hitler, temeva che dietro i
fini negoziabili – mano libera in Europa e all’Est alla Germania e garanzia della
continuità dell’Impero inglese –, che erano per lui probabilmente accettabili,
ci fossero fini non negoziabili: l’impero del male. Hitler non voleva solo un
impero di tipo geopolitico. Voleva un impero sulle coscienze, fondato su una
serie di valori che anche il conservatore anticomunista Churchill vedeva come
negativi e non contrattabili. Sta di fatto però che la profezia hitleriana
sulla fine dell’impero britannico si è in sostanza avverata. Hitler profetizzò
che Churchill avrebbe distrutto l’impero inglese e avrebbe consegnato lo
scettro imperiale agli Stati Uniti. Un’ultima domanda, professore. René
Girard ha recentemente detto in un’intervista che «lo sprezzo nazista per la
tenerezza cristiana verso le vittime non è uscito dalla storia». Il professore
francese ha anche affermato di temere che «in futuro qualcuno tenterà di
riformulare il principio in maniera più politically correct, magari ammantandolo di
cristianesimo». Che ne dice? GALLI: Girard è un grande studioso,
documentato e ricchissimo di intuizioni. Credo che sia possibile pensare a un
nazismo “ammantato di cristianesimo”, anche perché il nazismo con le sue
caratteristiche specifiche è irripetibile. E io non credo che la democrazia
rappresentativa possa essere messa in crisi da movimenti autoritari come quelli
degli anni Venti e Trenta. C’è però il rischio che nelle democrazie occidentali
si mantengano le forme della democrazia senza la sostanza. Non verranno più
messi fuori legge i partiti, saranno garantite in una certa misura le libertà
civili ma, nello stesso tempo, potrebbe esserci il rischio che della democrazia
rimangano solo le formule e venga meno la sostanza. Ci potrebbe essere una
non-democrazia truccata da democrazia. Parimenti, l’intuizione di Girard è
plausibile: proprio come è possibile che un’antidemocrazia si presenti con
modalità apparentemente democratiche, così è possibile che un anticristianesimo
che disprezza le vittime come fece il nazismo, in realtà possa operare
ammantandosi di forme cristiane. Non vorrei addentrarmi troppo in un campo che
non conosco, ma so che esistono, e sono sempre più diffuse, pubblicazioni le
quali esprimono tendenze che io credo si possano definire di “integralismo
apocalittico”. Queste tendenze potrebbero in qualche modo prefigurare un rischio
come quello di cui parla Girard. Alcune caratteristiche isolate che hanno
concorso alla diffusione del nazismo potrebbero riapparire in questo contesto.