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Padre Clemente Ortega Obregón celebra la messa nella parrocchia di San Pedro de Juli, in Perů |
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Parrocchia San Pedro de Juli
Juli, Chucuito, Puno, Perù
Il buon profumo di Cristo
Juli, 2 ottobre 2008
Illustre signor Andreotti,
i miei cordiali e speciali saluti. Chi si rivolge alla
sua persona è il presbitero Clemente Ortega Obregón,
sacerdote diocesano incardinato nella prelatura di Yauyos. Attualmente mi
trovo in missione nella prelatura di Juli (Puno): una zona molto depressa e
con enormi problemi economici e lavorativi, sociali e politici… e,
anche, con problemi pastorali causati da persone che, a quanto sembra, non
hanno capito che cosa è la Chiesa.
Qualche volta, grazie ad alcuni colleghi sacerdoti, ho
avuto l’enorme soddisfazione di avere in mano la prestigiosa e
validissima rivista 30Giorni. Quando ho l’occasione di averla, cerco di leggerla
rapidamente e, a volte, fotocopio degli articoli. Perciò, quanto mi
piacerebbe esservi abbonato!
Leggere i contenuti della sua rivista fa respirare il bonus odor Christi che i
figli della Chiesa spargono con la loro vita e i loro insegnamenti,
attraverso il Santo Padre, i vescovi, i sacerdoti, i religiosi e i laici.
Così la rivista presenta la Chiesa tutta bella e con un panorama
– sul suo passato, sul suo presente e, con ottimismo, sul suo futuro
– pieno di vitalità e di speranza, nel quale si respira
l’aria pura dell’ortodossia cattolica. Purtroppo, in non pochi
settori della Chiesa, “soffiano venti strani”; sembra che
“modernità e maturità” vogliano dire mettere in
discussione l’unità essenziale del Corpo mistico di Cristo
(Uno nella sua dottrina, Uno nella sua liturgia e Uno
nell’autorità). È penoso veder “manipolare”
le cose sacre e sante – e, quel che è più curioso,
dalle persone cosiddette “impegnate” – che Cristo ha
voluto lasciare alla sua Chiesa.
Signor Andreotti, da qui chiedo a Nostro Signore
Gesù Cristo e alla nostra Madre Santissima che continuino a darle
forza in questa meravigliosa semina – a piene mani – del
messaggio di Cristo attraverso 30Giorni e che la voce della Chiesa continui a risuonare
attraverso il magistero del Santo Padre e dei coraggiosi principi della
Chiesa (i vescovi). Un abbraccio e preghiere. Con deferenza,
padre Clemente Ortega Obregón
Missionari comboniani
Angal, Nebbi, Uganda
Grazie anche per Chi prega
si salva
Angal, 25 settembre 2008
Caro senatore Andreotti,
sono un missionario comboniano. L’alta stima di
cui lei gode in Uganda e le sue varie iniziative a favore delle missioni mi
permettono di scriverle in semplicità, come a un amico. Le
dirò, anche, che siamo coetanei: classe 1919, figli della vittoria;
lei romano e io friulano, diamoci la mano!
A nome dei cinque confratelli di questa
comunità, desidero esprimerle la nostra gratitudine per il suo dono.
Ogni 30Giorni ci
giunge sempre molto gradito: ci tiene uniti a Roma, a lei, e alla Chiesa
universale. Grazie anche per il libretto di preghiere Chi prega si salva, e ancora grazie per
il bel volume Montini e Agostino. Infine, grazie per i sentimenti e le preghiere che, sono
certo, accompagnano i doni, e che noi ricambiamo di cuore.
Lei conosce l’Uganda. Angal si trova nel West
Nile (per noi missionari è il best Nile). La missione è nata due anni prima
di lei e me. In novant’anni ha generato almeno dodici figlie,
raccolte nel 1996 nella nuova diocesi di Nebbi: mezzo milione di abitanti
con una percentuale altissima di cattolici.
Ad Angal, tra le varie opere, si distingue il Saint
Luke Hospital, iniziato cinquant’anni fa e giunto, per l’opera
dei medici del Cuamm, dei volontari e del personale ugandese, a un ottimo
livello di capacità ed efficienza; su questo ospedale spero di
poterle dare maggiori informazioni in futuro.
Caro senatore, la ricorderò spesso
all’altare. Auguro a lei, ai suoi cari e ai suoi collaboratori la
grazia, la pace e la gioia del Signore.
Con tanta stima e gratitudine,
padre Felice Centis, mccj
Missionari del Pime
Milano
30Giorni, quando la trovo in
viaggio all’estero, mi fa compagnia
Milano, 7 ottobre 2008
Signor senatore,
sono in debito, e come, di un doveroso e affettuoso
grazie per la ormai lunga, spontanea, costante donazione della rivista 30Giorni. Sono contento di poterle
dire che nei miei viaggi all’estero, soprattutto al nostro seminario
maggiore di Pune (India), la trovo e mi fa compagnia. In più mi
è utile per i corsi accademici. Grazie a lei, e alla redazione.
Con auguri di ogni bene, accetti, signor senatore, un
piccolo segno per un grande dono,
padre Angelo Rusconi
Missionari della consolata
Wamba, Kenya
Ci piacerebbe ricevere copie di Who prays is saved
Wamba, 18 settembre 2008
Illustrissimo signor onorevole Giulio Andreotti,
pace e bene dal Kenya, da Wamba, nel nord del Kenya,
nel semideserto abitato dalle tribù nomadi: Sambaru, Turkana,
Rendille, Gabra, ecc.
Grazie per il dono di 30Giorni, che attendiamo e leggiamo con tanto interesse e piacere
perché ci tiene legati e informati su tante cose e ci fa sentire
meno isolati! Grazie di tutto cuore. Qui abbiamo anche un ospedale con
duecento letti (in questa zona!) sostenuto dalla diocesi di Maralal e da
molti amici, specialmente italiani, che ci vogliono bene e vogliono bene
alla nostra gente.
Se fosse possibile, ci piacerebbe ricevere un bel
po’ di copie di Who prays is saved. Come può bene immaginare, molto spesso
l’ospedale e la chiesa sono un luogo dove il buon Dio attende anche
le pecorelle smarrite... e dove ha l’occasione di incontrare e
parlare a moltissimi dei suoi figli... Sarebbero quindi un grande dono per
questi nostri pazienti e fratelli, spesso in attesa di parlare con Dio.
Grato se potrà fare qualcosa... con stima e
riconoscenza,
padre Lino Gallina, imc
Parrocchia Notre-dame de liesse
Grimari, Repubblica Centrafricana
La mia prima parola è un grazie
Bangui, 6 giugno 2008
Carissimi di 30Giorni,
la mia prima parola è un grazie per la rivista che ci viene
inviata da anni. Siamo una comunità di missionari comboniani (tre
padri e un fratello) e cerchiamo di rendere il servizio missionario a
Grimari, nella Repubblica Centrafricana. Leggiamo volentieri quanto
proponete e ne parliamo tra noi.
Chiedo se sia possibile avere 30Giorni in francese, se esiste. Questo
permetterebbe di mettere il mensile a disposizione di tutti; infatti da un
anno abbiamo aperto una “sala di lettura e consultazione” in
particolare per gli adulti, professori e funzionari dello Stato. Grimari
è una sous-préfecture e abbiamo le scuole fino al liceo compreso.
Noi lavoriamo con la speranza nel cuore di un mondo
migliore. Sappiamo che questo mondo migliore non cade dal cielo, ma il
cielo ci aiuta a realizzarlo nella misura in cui sappiamo agire e
scegliere.
Grazie di nuovo e salutoni a voi tutti,
padre Giorgio Aldegheri
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Pietro Ingrao durante la tavola rotonda sulla Populorum progressio organizzata dalla Pro Civitate Christiana nell’agosto del 1967, nella Citadella di Assisi
[© Pro Civitate Christiana, Assisi] |
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Uno scambio di lettere tra Giulio Andreotti e Pietro
Ingrao
Roma, 25 settembre 2008
Caro Ingrao,
l’altro giorno in un casuale incontro tra vecchi
dirigenti dell’Azione cattolica (ramo universitari e laureati)
qualcuno rievocò l’invito che fece a te don Giovanni Rossi,
chiamandoti – tra grande sorpresa – a parlare in uno degli
incontri che organizzava ad Assisi la Pro Civitate Christiana.
Sarebbe molto gradito se scrivessi un pensiero ad hoc per il nostro 30Giorni nella Chiesa e nel mondo.
Se puoi, sarebbe per noi una vera gioia e anche in sé stesso un
ricordo utilissimo.
Giulio Andreotti
Roma, 8 ottobre 2008
Caro Andreotti,
ho avuto la lettera in cui ricordi l’incontro che
io ebbi ad Assisi con don Giovanni Rossi in anni ormai lontani.
Sì, quell’incontro fu per me di grande
emozione e fu parte di un dialogo più largo e molto intenso che io
ebbi con il mondo cattolico dell’Umbria, terra in cui ho lavorato
molto. E senza dubbio la questione del dialogo fra esperienza religiosa e
lotta per la liberazione degli oppressi è stata nella mia vita un
punto chiave.
Fui stimolato a quel dialogo da figure di forte rilievo
etico e politico come Giorgio La Pira e il carissimo don Milani, e non
posso dimenticare la tappa che in questo dialogo fu per me il soggiorno
all’eremo di Monte Giove dove conobbi la figura aperta e
indimenticabile di padre Benedetto Calati.
Mi fermo qui ma i ricordi sono tanti e il discorso
troppo lungo.
Grazie per la tua lettera,
Pietro Ingrao
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Vescovo emerito della diocesi di velletri-segni
Roma
30Giorni a un monastero
da poco fondato
Roma, 4 ottobre 2008
Illustre e caro senatore,
la ringrazio di cuore per 30Giorni, che trovo bellissimo e leggo sempre con grande interesse e
profitto.
Visto che entra nei monasteri di clausura, mi permetto
di pregarla di fare inviare copia a una comunità di contemplative
che io ho fondato quando ero vescovo di Velletri-Segni. Ecco
l’indirizzo: monastero Santa Maria delle Grazie, suore Serve del
Signore e della Vergine di Matarà, via Ariana, 1, 00049 Velletri
(Roma).
Il monastero ospita nove monache di diverse nazioni,
tutte giovani, colte e gioiose, che leggerebbero volentieri la rivista
(anche qualche copia arretrata).
Nel ringraziarla vivamente, colgo l’occasione per
augurarle ogni bene e per assicurarle la mia preghiera.
Suo in Cristo,
Andrea Maria Erba
suore minime di San Francesco da Paola
Saltillo, Messico
Chi prega si salva è
molto utile
Saltillo, 29 settembre 2008
Grazie alla vostra sollecitudine abbiamo già
ricevuto il pacco con i libretti Quien reza se
salva.
Grazie per la splendida iniziativa di regalare questo
libretto che aiuta a imparare o a ricordare le preghiere essenziali del
cristiano.
Qui a Saltillo (Messico) la religione è molto
legata a tradizioni indigene per cui questo libretto è molto utile.
Grazie di cuore. Che il Signore vi aiuti a essere sempre evangelizzatori
nel diffondere la parola di Dio.
Con stima e gratitudine, assicurando le nostre
preghiere,
suor Maria Margherita Bichi e consorelle
Benedettine dell’abbazia saint scholastica
Umuoji-Idemili, Nigeria
La preghiera degli umili buca le nuvole!
Umuoji-Idemili, 20 giugno 2008
Caro signor senatore,
siamo veramente molto colpite dalla sua gentile
generosità e dall’interesse che ha per gli istituti
contemplativi. È molto confortante sapere che qualcuno si ricorda di
noi in modo così speciale da inviarci questo prezioso giornale, che
è per noi una finestra sul mondo. La ringrazio perché amplia
la nostra prospettiva. La nostra grande gratitudine non può essere
ben espressa solo con la penna.
Ci ha inviato due copie di Who
prays is saved, un bellissimo libretto che
contiene molte delle preghiere tradizionali della Chiesa. E ora ci ha
inviato anche una copia del libro di Heinrich Schlier On the Resurrection
of Jesus Christ, con la prefazione del nostro
caro Benedetto XVI.
Grazie per tutto. Le assicuriamo le nostre preghiere
per la sua persona e per tutti i suoi collaboratori in questo grande lavoro
editoriale. La preghiera degli umili buca le nuvole! Così lei
può star sicuro.
Congratulazioni di cuore e ad
multos annos!
Sinceramente in Cristo,
madre Patricia Alufno, osb, badessa
carmelitane del monastero Imaculada
conceição
Divinópolis, Brasile
Ci ha commosso l’articolo sulla beatificazione
dei genitori di santa Teresina
Divinópolis, 16 ottobre 2008
Stimati fratelli in Cristo,
ringraziamo, ancora una volta, per il dono che ci fate
inviandoci la rivista 30Dias. In particolare, ci ha commosso il numero 6/7, che riporta
l’articolo sulla beatificazione dei genitori di santa Teresina del
Bambino Gesù, vero esempio per il nostro tempo, nel quale la
famiglia è stata tanto svilita.
Il nostro sincero ringraziamento e la nostra unione
nella preghiera.
Sotto lo sguardo di Maria,
carmelitane di Divinópolis
carmelitane del monastero São
José
São Luís, Maranhão, Brasile
30Giorni realizza una
meravigliosa comunione
São Luís, 10 settembre 2008
Carissimo signor Giulio,
come ringraziare adeguatamente per tutta
l’attenzione e la bontà che percepiamo nel suo cuore tutte le
volte che ci invia la rivista 30Dias? Anzi, è giusto dirlo, 30Dias non è semplicemente una rivista, è un dono di
intelligenza il cui agente principale è lo Spirito Santo. Siccome
siamo molte e l’interesse per 30Dias è di tutta la comunità, la suora che ha la
fortuna di averla in mano per prima si sente una privilegiata. «La
vocazione della carmelitana è essenzialmente ecclesiale e
apostolica» (Costituzione ocd 126), ecco il motivo per cui 30Dias è così
ricercata: ci pone a contatto con tutto il Corpo mistico e realizza una
meravigliosa comunione.
Signor Giulio, quando lei giungerà in cielo, il
corteo principale non sarà formato dagli angeli, ma dalle suore e
dai missionari che intoneranno il Te Deum percorrendo le numerose dimore celestiali.
Moltissime grazie! Dio la ricompensi e sostenga la sua
opera. Il suo nome sale ripetutamente in cielo sotto forma di preghiera.
Offriamo qui il nostro abbraccio orante a lei e a tutta
la sua équipe.
Dio sia lodato!
Carmelitane Scalze del Maranhão
francescane della santissima concezione di maria
Fortaleza, Ceará, Brasile
Chi prega si salva come
regalo di Natale
Fortaleza, 7 settembre 2008
Illustre signor senatore Andreotti,
Gesù e Maria benedicano la sua persona e la sua
attività.
Sono una suora concezionista. Il nostro ordine è
stato fondato da santa Beatrice da Silva, canonizzata dal compianto papa
Paolo VI.
Innanzitutto, desidero ringraziarla per la bellissima
rivista 30Dias, che
ci invia sempre. Ci piacciono molto tutti gli articoli che ci offrono
sempre formazione spirituale e intellettuale. Continui questa bellissima
opera perché in questo modo rende presente il regno di Dio nel mondo
intero.
Vorrei farle una richiesta (se possibile). Potrebbe
inviarci venticinque copie di Quem reza se salva? Vorrei fare dono di questo libretto alla mia
comunità per Natale. Anche se non lo conosco, sono certa che
sarà molto utile, soprattutto per la confessione.
Dio la benedica e la protegga sempre, assieme alla sua
famiglia e alla sua attività.
Fin d’ora le auguro un santo e felice Natale e un
nuovo anno colmo di grazie e benedizioni di Dio.
Con affetto pregherò sempre per lei.
Suor Maria Celina da Santa Face
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«Ed ora io vi dirò cosa che tutti
già conosciamo, ma che non mai abbastanza meditiamo nella sua
fondamentale importanza e nella sua inesausta fecondità; ed è
questa: essere Gesù Cristo a noi necessario. Non si dica consueto il
tema: esso è sempre nuovo. Non lo si dica già conosciuto:
esso è inesauribile. Fra tante proposizioni, in cui il
cristianesimo, per la sua mirabile unità e coerenza di dottrina,
può sintetizzarsi, pare questa a me, ora, la più opportuna,
sia per la sua intrinseca importanza, sia anche per la rispondenza che essa
può, nel momento presente, incontrare nel mondo degli spiriti e
degli avvenimenti.
“Tutto abbiamo in Cristo” esclama
sant’Ambrogio; “tutto è Cristo per noi. Se tu vuoi
curare le tue ferite, egli è medico. Se sei ardente di febbre, egli
è fontana. Se sei oppresso dall’iniquità, egli è
giustizia. Se hai bisogno di aiuto, egli è vigore. Se temi la morte,
egli è vita. Se desideri il cielo, egli è la via. Se
rifuggi dalle tenebre, egli è la luce. Se cerchi cibo, egli è
alimento”.
Sì, tutto è Cristo per noi. Ed è
dovere della nostra fede religiosa, bisogno della nostra umana coscienza
ciò riconoscere, confessare e celebrare. A lui è legato il
nostro destino, a lui la nostra salvezza». (Lettera pastorale dell’arcivescovo Giovanni Battista Montini
all’arcidiocesi ambrosiana per la santa Quaresima dell’anno
1955)
Concilio di Orange del 529
«Tu ci sei necessario, o Redentore nostro»
Canon 8. Si quis alios
misericordia, alios vero per liberum arbitrium, quod in omnibus, qui de
praevaricatione primi hominis nati sunt, constat esse vitiatum, ad gratiam
baptismi posse venire contendit, a recta fide probatur alienus. Is enim non
omnium liberum arbitrium per peccatum primi hominis asserit infirmatum, aut
certe ita laesum putat, ut tamen quidam valeant sine revelatione Dei
mysterium salutis aeternae per semetipsos posse conquirere. Quod quam sit
contrarium, ipse Dominus probat, qui non aliquos, sed neminem ad se posse
venire testatur, nisi «quem Pater attraxerit» [cfr. Gv 6, 44], sicut et Petro dicit:
«Beatus es, Simon Bar-Jona, quia caro et sanguis non revelavit tibi,
sed Pater meus, qui in caelis est» [Mt 16, 17]; et Apostolus: «Nemo potest dicere
“Dominum Iesum” nisi in Spiritu Sancto» [cfr. 1Cor 12, 3] (Denzinger 378).
Canone 8. Se qualcuno
afferma che alcuni possono giungere alla grazia del battesimo per la
misericordia (di Dio), e altri invece per mezzo del libero arbitrio –
il quale in tutti gli uomini, nati dal peccato del primo uomo, risulta con
ogni evidenza ferito – si dimostra estraneo alla retta fede. Infatti
egli così afferma che non in tutti gli uomini, attraverso il peccato
del primo uomo, è stato ferito il libero arbitrio; oppure reputa che
sia stato sì danneggiato, ma in modo tale che alcuni siano tuttavia
in grado di poter conseguire il mistero della salvezza eterna da loro
stessi, senza la rivelazione di Dio. Come sia invece vero l’opposto,
lo prova lo stesso Signore, il quale dice non che alcuni, ma che nessuno
può venire a lui, se non «colui che il Padre avrà
attirato» [cfr. Gv 6, 44], come anche dice a Pietro: «Beato te, Simone figlio
di Giona, perché né la carne né il sangue te
l’hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli» [Mt 16, 17]; e anche
l’Apostolo (dice): «Nessuno può dire “Gesù
(è) Signore” se non sotto l’azione dello Spirito
Santo» [cfr. 1Cor 12, 3].
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