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Da Il cuore e la grazia in
sant’Agostino. Distinzione e corrispondenza di Giacomo Tantardini, pubblichiamo il seguente brano nel quale si legge un passo di
Agostino, Enarrationes in psalmos 144, 10 (pp. 328-330)
«Da intellectorem, et
totum dixit: “Gratia salvi facti estis”. / Dammi uno che
comprende: e [l’Apostolo] ha già detto tutto dicendo:
“Siete stati fatti salvi per grazia”. / Ubi audis “gratia”, gratis intellige. / Se senti dire “per grazia” devi comprendere
“gratis” [gratuitamente]. / Si ergo
gratis, nihil tu attulisti, nihil meruisti: / Se
dunque sei stato salvato gratis [gratuitamente], tu non hai apportato
nulla, nulla hai meritato: / nam si meritis
aliquid redditum est, merces est, non gratia. /
se infatti qualcosa viene dato come ricompensa ai meriti, è una
ricompensa, non è per grazia. / “Gratia”,
inquit, “salvi facti estis per fidem”. / “Per grazia”, dice [l’Apostolo], “siete
stati fatti salvi mediante la fede”».
«Sed quomodo? / Ma allora come? [come agisce la grazia?] / Ipso in
nobis operante; / Attraverso Lui che opera in
noi; / quia per fidem locum damus in corde
nostro ei / perché attraverso la fede
[riconoscendoLo] diamo nel nostro cuore spazio a Lui / qui in nobis et per nos bona operatur /
che in noi e attraverso noi [attraverso la nostra libertà] opera le
cose buone». È Gesù che, attraverso la nostra
libertà, opera le opere buone, come la piccola Teresa di Lisieux
scriveva: «Quando sono caritatevole è solo Gesù che
agisce in me»1. Questa piccola ragazza morta a 24 anni in convento, quando
accenna al suo essere caritatevole, aggiunge subito che si trattava della
carità più quotidiana, la carità con le sue
consorelle. «Quando sono caritatevole è solo Gesù che
agisce in me», agisce in me, cioè agisce attraverso la
libertà della piccola Teresa. Ma è Gesù che agisce
abbracciando con la Sua dolcezza la sua
libertà: «liberali suavitate amoris / con una dolcezza di amore che rende liberi»2.
«Audi enim unde
opereris bona: / Ascolta quindi da dove tu puoi
operare il bene: / “Ipsius enim sumus
figmentum / “Noi infatti siamo sua
creatura / creati in Christo Iesu in operibus
bonis / creati in Cristo Gesù nelle opere
buone / ut in illis ambulemus”. / perché in quelle possiamo camminare”. / Ista est suavitas abundans memoriae ipsius circa nos. / Questo [il fatto che Lui agisca nella e attraverso la
nostra libertà compiendo così la nostra libertà]
è la sovrabbondante dolcezza della Sua memoria riguardo a noi». Questa attrattiva della
grazia non è qualcosa di estrinseco alla libertà, è il
compimento stesso, la
soddisfazione stessa
della libertà, secondo la stupenda constatazione che «liber facit qui libens facit /
agisce con libertà chi agisce per attrattiva»3. Questa è la
soavità abbondante della Sua memoria / memoriae ipsius. Si accenna alla Sua memoria nei nostri confronti. La Sua memoria è il riconoscimento del Suo agire nel presente. Questa Sua azione presente compie in
dolcezza la libertà: «liberaliter
quia suaviter»4. Ciò che soddisfa la libertà è la Sua memoria, il Suo agire riconosciuto.
1 Teresa di Lisieux, Storia
di un’anima, manoscritto C, I, 290.
2 Agostino, Contra Iulianum
opus imperfectum III, 112.
3 Agostino, De gratia
Christi et de peccato originali I, 13, 14.
4 Agostino, Contra Faustum 22, 27.
Concilio di Orange del 529
La precarietà della grazia: la grazia è sempre un dono
Canon 16. Nemo ex eo, quod
videtur habere, glorietur, tamquam non acceperit, aut ideo se putet
accepisse, quia littera extrinsecus vel, ut legeretur, apparuit, vel, ut
audiretur, sonuit. Nam sicut Apostolus dicit: «Si per legem iustitia,
ergo Christus gratis mortuus est» [Gal 2, 21]; «ascendens in altum captivavit captivitatem,
dedit dona hominibus» [cfr. Ef 4, 8; cfr. Sal 68, 19]. Inde habet, quicumque habet; quisquis autem se inde
habere negat, aut vere non habet, aut id, «quod habet, auferetur ab
eo» [Mt 25, 29]
(Denzinger 386).
Canone 16. Nessuno si glori
di ciò che sembra avere, quasi che non lo abbia ricevuto; né
creda di averlo ricevuto perché dall’esterno la parola si
diede per essere letta ovvero risuonò per essere udita. Infatti,
come dice l’Apostolo: «Se la giustificazione viene dalla legge,
Cristo è morto invano» [Gal 2, 21]; «Ascendendo in cielo ha portato con sé
prigionieri, ha distribuito doni agli uomini» [cfr. Ef 4, 8; cfr. Sal 68, 19]. Da lì ha ricevuto
chiunque ha qualcosa; e se qualcuno dice che quel che ha non gli proviene
da lì, o non lo ha, oppure ciò «che ha, gli sarà
tolto» [Mt 25,
29].
La fecondità della grazia: le opere buone
Canon 18. Nullis meritis
gratiam praeveniri. Debetur merces bonis operibus, si fiant; sed gratia,
quae non debetur, praecedit, ut fiant (Denzinger 388).
Canone 18. Nessun
merito viene prima della grazia. Si deve una ricompensa alle buone opere,
quando vengono compiute; ma la grazia, che non è dovuta, viene
prima, e fa in modo che siano compiute.
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Missionari della Consolata
Wamba, Kenya
Un grazie per i libretti Who
prays is saved
Wamba, 29 ottobre 2008
Anche se siamo nel bush [zona desertica, ndr] ho ricevuto, quasi tempestivamente, i sei pacchi contenenti
i preziosi libretti Who prays is saved.
Un grazie sentitissimo a lei, a 30Giorni e anche alle Poste che
questa volta hanno dimostrato veramente efficienza.
Come già le scrissi, questi libretti andranno
nelle mani di moltissimi dei nostri pazienti qui nell’ospedale
cattolico di Wamba. Sicuramente saranno di grande conforto, speranza e
aiuto durante la loro degenza fra noi e anche dopo… Infatti se li
vogliono portare a casa.
Il Buon Dio sa quali sono i momenti e i sentieri giusti
per incontrarci. Spesso si serve anche di noi, anche di questi libretti!
Quindi, anche a nome dei nostri pazienti, esprimo
ancora tutta la nostra riconoscenza e stima. Bravi! Vi ricordiamo al Buon
Dio e alla Santissima Consolata,
padre Lino Gallina, missionario della Consolata
P.S. Unisco a quello di padre Lino il mio sentito
grazie anche a nome dei nostri ammalati, augurando a lei e a tutti i suoi
collaboratori buon Natale!
padre Joseph Gorzegno, cappellano osp
Parrocchia MarÍa Auxiliadora
Lima, Perù
30Giorni: interessante
e attuale
Lima, 16 gennaio 2009
Stimato senatore Giulio Andreotti,
auguri di un felice anno.
Sono un sacerdote salesiano, nato nella provincia di
Padova, ma da cinquantadue anni mi trovo in Perù. Da molti anni
conosco l’interessante e sempre attuale rivista che lei dirige; la
ricevo ogni mese e il 15 gennaio ho ricevuto il numero 11 del 2008.
Ringrazio sinceramente per il suo gesto generoso. Che il Signore benedica
la sua missione apostolica.
Le chiedo un favore: potrebbe mandarci 30Giorni in spagnolo? In tal
modo potrebbero leggerla i cari confratelli e molte persone della nostra
parrocchia María Auxiliadora.
Grazie. Con stima,
don Virgilio Zanella
Missionari Comboniani
Bangui, Repubblica Centrafricana
«È proprio una bella rivista»
Bangui, 21 gennaio 2009
Gentile senatore Giulio Andreotti,
qualche tempo fa, una gentile signora, sua
collaboratrice all’ufficio abbonamenti, ci ha offerto
l’abbonamento a 30Giorni per questa nostra casa religiosa e anche per altre
comunità di missionari comboniani. Subito i nostri confratelli,
interpellati, hanno plaudito con gioia a questa offerta. «È
una manna», ha esclamato qualcuno riferendosi al dono gratuito.
«È proprio una bella rivista», hanno detto altri che
già avevano ricevuto qualche copia in passato. Un confratello di una
comunità la vuole in italiano, «così c’è
meno pericolo che quelli della Posta se ne approprino».
Così le mando una lista delle comunità
comboniane che richiedono 30Giorni a gran voce, e di altre comunità religiose che
ne hanno fatto richiesta. Desidereremmo per tutte l’edizione in
lingua francese, eccetto, appunto, la comunità che preferisce
l’edizione in italiano.
Ringraziamo fin d’ora lei, onorevole senatore, e
i suoi collaboratori. Auguriamo a tutti un felice anno nuovo e assicuriamo
il nostro grato ricordo nella preghiera,
padre Ginantonio Berti, mccj
Missionari Comboniani
Roma
Il buono spirito missionario di 30Giorni
Roma, 23 febbraio 2009
Carissimi,
sinceri saluti in Cristo Buon Pastore.
Scrivendo al signor direttore, mi rivolgo anche a
quanti lavorano per la rivista 30Giorni. È da tempo che desideravo ringraziarvi per il vostro
fare ed essere in missione con tutti i
missionari e le missionarie del mondo. In questi anni di mia permanenza a
Roma, la vostra rivista ci ha accompagnato con il suo buono spirito
missionario. I vostri articoli sulle missioni sono stati un invito per ogni
lettore e ogni cristiano a vivere la propria fede con passione missionaria
e con attenzione verso gli ultimi. Certamente l’amore alla
missione e alla com-passione
verso chi soffre dà un tono profondamente evangelico ed evangelizzante alla rivista.
Auguro a tutti voi che possiate continuare su questa strada che porta a
soffrire con chi soffre, ad ascoltare chi nessuno ascolta e a lasciar
parlare quei poveri e
dimenticati che
hanno molto da insegnarci.
Con ogni augurio,
padre Teresino Serra, superiore generale
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Clarisse del monastero di Castrogeriz
Castrogeriz, Spagna
Aspettiamo la rivista con grande piacere
Castrogeriz, 9 dicembre 2008
Stimato signore,
da qualche tempo riceviamo la rivista 30Días e non
l’abbiamo mai ringraziata, anche se il Signore, Lui sì, sa che
abbiamo pregato per lei e per tutti i suoi collaboratori, perché
rendete possibile che questa rivista venga distribuita in tutto il mondo.
Ora desideriamo esprimerle sinceramente tutta la nostra
gratitudine, dato che si avvicina il tempo di Natale ed è bello
condividere con i nostri benefattori la gioia per la nascita del nostro
Dio.
Aspettiamo la rivista con grande piacere: apprezziamo
la qualità degli articoli, che portano alla nostra vita
contemplativa un’informazione così adatta e utile. 30Días ci fa ricordare
di tanti fratelli che soffrono e, allo stesso tempo, del molto che altri
fanno a favore della vita, della pace, della comunione con le altre
religioni…
Per tutto questo rendiamo grazie a Dio chiedendo che la
conservi per molti anni, affinché continui a fare del bene nella
Chiesa e in tutto il mondo.
Desideriamo anche chiederle alcune copie del libretto Quien reza se salva in
spagnolo.
Infatti, alcune persone ci chiedono piccoli catechismi
o libri di preghiere con le nozioni basilari della nostra fede e crediamo
che questa pubblicazione potrebbe essere molto utile da offrire o regalare
alle famiglie e agli amici che lo desiderano.
A lei e a tutta l’équipe di 30Días auguriamo che il Natale e il nuovo anno 2009 siano un
tempo di grazia in tutti i sensi.
Il Bambino Gesù porti la pace e l’amore a
questo mondo pieno di conflitti, ma senza dubbio amato da Dio.
La nostra preghiera davanti al presepe.
La madre badessa e le suore clarisse
Monastero di santa clara
Úbeda, Spagna
Sono affascinata dalla rivista 30Days
Úbeda, 16 dicembre 2008
Caro Giulio Andreotti,
pace e bene nella sua anima. Sono una clarissa indiana,
qui in Spagna già da undici anni. Nel mio convento siamo cinque
suore, tre spagnole e due indiane.
Sono affascinata dalla rivista 30Days in the Church and in the world.
È meravigliosa, grazie per la sua generosità. La ringraziamo
di tutto cuore. Il Signore la premierà per tutto il bene che fa.
Le sarei grata se, per favore, potesse inviarmi due
edizioni di Who prays is saved, in inglese e in spagnolo. Grazie!
Il Signore la benedica sempre. Conti sulle mie
preghiere.
Con affetto e vicinanza spirituale.
Se mi permette, un abbraccio,
suor Angeles, osc
Monastero Notre -Dame des Sources
Brazzaville, Repubblica del Congo
La ringraziamo di cuore per 30Jours
Brazzaville, 26 dicembre 2008
Signor senatore,
le suore clarisse di Djiri le augurano buone feste di
Natale e un santo anno, colmo di benedizioni divine. Il Signore la benedica
e la conservi, e la colmi delle sue benedizioni lungo tutto il 2009.
La ringraziamo di cuore per la rivista 30Jours che riceviamo regolarmente
e che ci interessa molto. Vorrei chiederle, se possibile, di inviarci venti
copie del libretto Quie prie sauve son âme. Ci aiuterebbe molto e così anche noi potremmo
aiutare qualche ragazza che desidera condividere la nostra vita.
Le assicuriamo le nostre preghiere riconoscenti,
suor Claire, clarisse di Djiri
Monastero de la Inmaculada de atacama
Copiapó, Cile
Non può immaginare la gioia che ho provato
quando ho visto 30Días sul tavolo delle letture
Copiapò, 31 gennaio 2009
Stimato, caro signor Giulio Andreotti,
ogni volta che porto con me nella mia cella la rivista
per leggerla e “pregarla” mi dico che devo scriverle qualche
riga di ringraziamento a nome mio e della comunità.
Le scrivo, dal monastero della Inmaculada de Atacama, a
Copiapó (nel deserto di Atacama in Cile), e non può
immaginare la gioia che ho provato quando ho visto 30Días sul tavolo delle
letture… Perché vengo da un altro monastero, quello di Sant
Cugat del Vallés a Barcellona, e credevo che in questa terra
desolata non avrei più avuto la fortuna di leggerla, ma ora so che
il Signore ci ricompensa delle nostre fatiche. Ho offerto tutto ed è
evidente che il Signore si è rallegrato del mio
“sacrificio” perché sto ricevendo infinitamente
più di quanto credevo di poter offrire; è sempre così,
quando si viene in quella che chiamiamo terra di missione, e le assicuro
che questa è una terra povera in tutti i sensi, molto bisognosa di
evangelizzazione, di sacerdoti, di acqua… dell’acqua naturale e
dell’acqua della vita, della grazia. Perciò oso anche chiedere
ai suoi lettori di affidare questi fratelli nella preghiera al Signore
affinché ci invii operai che si occupino della sua messe,
perché ce n’è bisogno.
Signor Giulio, lei ci educa e apre le finestre dei
nostri cuori e della clausura a realtà che hanno bisogno di essere
inondate dalla costante preghiera della Chiesa, che hanno bisogno di essere
amate o purificate… e, di questo, bisogna ringraziarla. Per questo,
lo faccio a nome mio personale e delle domenicane della Inmaculada de
Atacama.
Il Signore benedica la sua attività di
apostolato e le conceda la gioia, la pace e la santità di vita.
Fraternamente,
suor Maria Carmen López Delgado, op
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Seminario missionario Redemptoris Mater
Washington D.C., Stati Uniti
Le notizie sulla Chiesa sono una risorsa preziosissima
per i nostri seminaristi
Hyattsville, 20 dicembre 2008
Signor senatore Giulio Andreotti,
mi chiamo Anthony Palombo, del Seminario missionario
arcidiocesano Redemptoris Mater di Washington D.C. Insieme ai miei
confratelli seminaristi, sono davvero grato per l’invio, che continua
ormai da mesi, della sua rivista. Le notizie che ci fornisce sulla Chiesa
in tutto il mondo sono una risorsa preziosissima per i nostri trenta
seminaristi provenienti da quindici Paesi diversi.
Vorremmo esprimerle la nostra profonda riconoscenza per
il suo instancabile lavoro per far conoscere l’opera della Chiesa.
Sia certo delle nostre preghiere per lei e per tutti i suoi collaboratori.
Sinceramente suo in Cristo,
Anthony Palombo
Pontificio collegio urbano
Roma
Vi ringrazio sentitamente per quel vostro “dono
gratuito”
Roma, 30 gennaio 2009
Cara “brava gente” di 30Giorni,
concedetemi poche righe per esprimere il mio
ringraziamento e la mia gratitudine per il servizio che mi avete finora
reso. Lo scorso novembre avevo contattato per la prima volta 30Giorni per richiedere
alcuni dei vostri libretti di preghiere. Nemmeno due settimane dopo li
avevo già ricevuti. Ero anche disposto a pagarli, ma
all’interno della busta non ho trovato nessuna fattura o altro che
riguardasse il pagamento. Di norma, sarebbe stato giusto pagare per quello
che avevo ricevuto o richiesto. Dunque vi ringrazio sentitamente per quel
vostro “dono gratuito”. Il buon Dio continuerà di sicuro
a benedire il vostro apostolato per tanta generosità.
A novembre ho inviato ad amici e familiari in Papua
Nuova Guinea alcuni dei libretti di preghiere ricevuti da voi. Sono
piaciuti moltissimo. La mia famiglia è di origini miste tedesche e
papuane, perciò mi hanno chiesto se fosse possibile avere
anche alcuni dei libretti di preghiere in lingua tedesca. Così ho
un’altra piccola richiesta. Sareste così gentili da inviarmi
dieci copie di Wer betet, wird gerettet all’indirizzo indicato qui in calce? Sono disposto a pagarle o a fare
almeno una piccola donazione. Per una buona causa, si può sempre
dare un contributo.
Vostro in Cristo,
Christian Sieland
Seminario della diocesi di Cartago
Cartago, Colombia
Quien reza se salva per i
bambini e i contadini
Obando, 5 febbraio 2009
Il mio nome è Ronal Fernando Muriel, sono un
seminarista della diocesi di Cartago. Attualmente, assieme a un altro
seminarista, lavoro nella zona rurale di una delle nostre parrocchie, a
Obando, al confine fra i dipartimenti colombiani della Valle del Cauca e
del Quindío.
Le chiedo fraternamente di donare alla nostra
attività missionaria alcuni esemplari dell’utilissimo libro Quien reza se salva per
distribuirlo ad alcuni bambini che si preparano a ricevere i sacramenti e
anche ai contadini adulti con i quali stiamo attuandoil Sistema Integral de Nueva Evangelización (Sine).
Noi fin d’ora preghiamo Dio per la sua opera e
chiediamo al Signore incessanti benedizioni per tutti voi.
In Gesù e Maria,
Ronal Muriel
Seminario Maggiore provinciale “Paul VI”
– Propedeutico
Mbanga, Camerun
Qui prie sauve son âme è molto utile
Mbanga, 24 novembre 2008
Signor senatore,
con la presente desidero chiedere l’invio del
libro di preghiere intitolato Qui prie sauve son
âme.
In base alla presentazione che 30Giorni ne ha fatto, ritengo che
il suo contenuto sarà di grande utilità per la formazione dei
seminaristi che nel nostro istituto passano un anno di iniziazione dedicato
essenzialmente alla preghiera, detto anno di spiritualità.
Le sarei grato se volesse inviarci, se possibile
gratuitamente, cento copie di questo prezioso libro di preghiere.
Voglia ricevere, signor senatore, l’espressione
della mia più alta considerazione,
monsignor Benoît Ewane, rettore
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