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        <title>30giorni</title>
        <description></description>
        <link>http://www.30giorni.it/</link>
        <lastBuildDate>Tue, 07 Feb 2012 11:27:37 +0100</lastBuildDate>
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        <item>
            <title>
	Lettera agli amici, nove anni dopo
</title>
            <link>http://www.30giorni.it/articoli_id_78121_l1.htm</link>
            <description>&lt;p&gt;
	&lt;img alt=&quot;Joseph Han Zhi-hai, arcivescovo di Lanzhou&quot; src=&quot;http://www.30giorni.it/upload/articoli_immagini_interne/52-12-012.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin-top: 3px; margin-bottom: 3px; width: 275px; height: 277px;&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Joseph Han Zhi-hai aveva 37 anni ed era vescovo da pochi mesi quando nell&amp;rsquo;estate del 2003 scrisse una &amp;ldquo;Lettera aperta agli amici&amp;rdquo; che rappresenta ancora oggi un documento prezioso per cogliere il presente del cattolicesimo cinese. In quel testo, il giovane vescovo raccontava un passaggio importante vissuto negli anni precedenti da lui e da alcuni suoi coetanei, tutti ordinati sacerdoti al di fuori degli organismi e delle procedure di controllo imposti alla compagine ecclesiale.&lt;br /&gt;
	Per lungo tempo Han e i suoi amici avevano continuato a diffidare dei vescovi, dei preti e dei laici cattolici che, a differenza di loro, accettavano di collaborare con l&amp;rsquo;Associazione patriottica (lo strumento-chiave della politica religiosa del regime). In loro permaneva il sospetto che i vescovi ordinati col &lt;em&gt;placet&lt;/em&gt; del governo e spesso senza quello della Sede apostolica coltivassero il disegno di &amp;laquo;provocare uno scisma nella nostra Chiesa, creando una Chiesa cattolica indipendente rispetto alla Chiesa universale e al Papa&amp;raquo;. Per questo Han e i suoi amici rifiutavano di unirsi alle loro celebrazioni eucaristiche e spingevano i fedeli cattolici a fare lo stesso. Una divisione dolorosa, ma che appariva inevitabile se si voleva &amp;laquo;proteggere l&amp;rsquo;unit&amp;agrave; della nostra Chiesa con la Chiesa universale e col Santo Padre&amp;raquo;. Poi, per&amp;ograve;, anche loro avevano progressivamente scoperto che molti dei vescovi &amp;ldquo;ufficiali&amp;rdquo;, pur nominati secondo le procedure imposte dal governo cinese, erano anche stati legittimati dal Papa e avevano ricevuto da lui il mandato apostolico. Emergeva con contorni sempre pi&amp;ugrave; nitidi il dato che ormai &amp;laquo;la maggioranza dei vescovi ufficiali sono gi&amp;agrave; adesso in unione con il Papa e la Chiesa universale&amp;raquo;.&lt;br /&gt;
	In quelle circostanze, il vescovo Han si era accorto che proprio l&amp;rsquo;&lt;em&gt;apartheid&lt;/em&gt; sacramentale ancora praticata in seno al cattolicesimo cinese finiva per incancrenire divisioni e inimicizie, rendendo sterili i richiami alla riconciliazione: &amp;laquo;Siamo ancora divisi in una comunit&amp;agrave; ufficiale e in una comunit&amp;agrave; non ufficiale che celebrano l&amp;rsquo;Eucaristia separatamente&amp;raquo;, scrisse Han nella sua epistola, &amp;laquo;mentre l&amp;rsquo;Eucaristia &amp;egrave; proprio il momento in cui l&amp;rsquo;unit&amp;agrave; viene fatta e celebrata&amp;hellip; &amp;Egrave; l&amp;rsquo;Eucaristia che nutre l&amp;rsquo;unit&amp;agrave;&amp;raquo;.&lt;br /&gt;
	Allora, le esitazioni di molti a compiere passi concreti sulla via della riconciliazione venivano comprese da Han alla luce dell&amp;rsquo;impaccio costituito dall&amp;rsquo;Associazione patriottica dei cattolici cinesi, &amp;laquo;che &amp;egrave; ambigua quando si tratta dell&amp;rsquo;unit&amp;agrave; con la Santa Sede, realt&amp;agrave; che invece &amp;egrave; essenziale per noi&amp;raquo;. Ancora oggi il ruolo esercitato dagli apparati &amp;ldquo;patriottici&amp;rdquo; sulla vita ecclesiale &amp;ndash; fino alla pretesa di controllare le nomine episcopali &amp;ndash; rappresenta per diverse ragioni un nodo da sciogliere.&lt;/p&gt;
</description>
            <author>di Gianni Valente</author>
        </item>
        <item>
            <title>
	La preghiera, i miracoli, la verginit&amp;agrave; di Maria, l&amp;rsquo;umanit&amp;agrave; ...</title>
            <link>http://www.30giorni.it/articoli_id_78123_l1.htm</link>
            <description>&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
	Udienza generale&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
	mercoled&amp;igrave; 7 dicembre 2011&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
	&lt;span style=&quot;color: rgb(255, 0, 0);&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;
	&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
	&lt;span style=&quot;color: rgb(255, 0, 0);&quot;&gt;&lt;strong&gt;I piccoli&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;img alt=&quot;&amp;lt;I&amp;gt;La nascita di Gesù&amp;lt;/I&amp;gt;, pannello ligneo policromo della chiesa di San Martino, Zillis, Svizzera&quot; src=&quot;http://www.30giorni.it/upload/articoli_immagini_interne/02-12-012.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin-top: 3px; margin-bottom: 3px; width: 300px; height: 273px;&quot; /&gt;Poniamoci adesso la domanda: a chi il Figlio vuole rivelare i misteri di Dio? All&amp;rsquo;inizio dell&amp;rsquo;Inno Ges&amp;ugrave; esprime la sua gioia perch&amp;eacute; la volont&amp;agrave; del Padre &amp;egrave; quella di tenere nascoste queste cose ai dotti e ai sapienti e rivelarle ai piccoli (cfr. &lt;em&gt;Lc&lt;/em&gt; 10, 21). In questa espressione della sua preghiera, Ges&amp;ugrave; manifesta la sua comunione con la decisione del Padre che schiude i suoi misteri a chi ha il cuore semplice: la volont&amp;agrave; del Figlio &amp;egrave; una cosa sola con quella del Padre.&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
	La rivelazione divina non avviene secondo la logica terrena, per la quale sono gli uomini colti e potenti che possiedono le conoscenze importanti e le trasmettono alla gente pi&amp;ugrave; semplice, ai piccoli. Dio ha usato tutt&amp;rsquo;altro stile: i destinatari della sua comunicazione sono stati proprio i &amp;laquo;piccoli&amp;raquo;. Questa &amp;egrave; la volont&amp;agrave; del Padre, e il Figlio la condivide con gioia.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
	Ma che cosa significa &amp;ldquo;essere piccoli&amp;rdquo;, semplici? Qual &amp;egrave; &amp;ldquo;la piccolezza&amp;rdquo; che apre l&amp;rsquo;uomo all&amp;rsquo;intimit&amp;agrave; filiale con Dio e ad accogliere la sua volont&amp;agrave;? Quale deve essere l&amp;rsquo;atteggiamento di fondo della nostra preghiera? Guardiamo al &amp;ldquo;Discorso della montagna&amp;rdquo;, dove Ges&amp;ugrave; afferma: &amp;laquo;Beati i puri di cuore, perch&amp;eacute; vedranno Dio&amp;raquo; (&lt;em&gt;Mt&lt;/em&gt; 5, 8). &amp;Egrave; la purezza del cuore quella che permette di riconoscere il volto di Dio in Ges&amp;ugrave; Cristo; &amp;egrave; avere il cuore semplice come quello dei bambini, senza la presunzione di chi si chiude in s&amp;eacute; stesso, pensando di non avere bisogno di nessuno, neppure di Dio.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
	Nel Vangelo di Matteo, dopo l&amp;rsquo;Inno di Giubilo, troviamo uno degli appelli pi&amp;ugrave; accorati di Ges&amp;ugrave;: &amp;laquo;Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi dar&amp;ograve; ristoro&amp;raquo; (&lt;em&gt;Mt&lt;/em&gt; 11, 28). Ges&amp;ugrave; chiede di andare a Lui che &amp;egrave; la vera sapienza, a Lui che &amp;egrave; &amp;laquo;mite e umile di cuore&amp;raquo;; propone &amp;laquo;il suo giogo&amp;raquo;, la strada della sapienza del Vangelo che non &amp;egrave; una dottrina da imparare o una proposta etica, ma una Persona da seguire: Egli stesso, il Figlio Unigenito in perfetta comunione con il Padre.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
	Cari fratelli e sorelle, abbiamo gustato per un momento la ricchezza di questa preghiera di Ges&amp;ugrave;. Anche noi, con il dono del suo Spirito, possiamo rivolgerci a Dio, nella preghiera, con confidenza di figli, invocandolo con il nome di Padre, &amp;laquo;Abb&amp;agrave;&amp;raquo;. Ma dobbiamo avere il cuore dei piccoli, dei &amp;laquo;poveri in spirito&amp;raquo; (&lt;em&gt;Mt&lt;/em&gt; 5, 3), per riconoscere che non siamo autosufficienti, che non possiamo costruire la nostra vita da soli, ma abbiamo bisogno di Dio, abbiamo bisogno di incontrarlo, di ascoltarlo, di parlargli. La preghiera ci apre a ricevere il dono di Dio, la sua sapienza, che &amp;egrave; Ges&amp;ugrave; stesso, per compiere la volont&amp;agrave; del Padre sulla nostra vita e trovare cos&amp;igrave; ristoro nelle fatiche del nostro cammino.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
	Grazie.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
	Solennit&amp;agrave; dell&amp;rsquo;Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria&lt;br /&gt;
	gioved&amp;igrave; 8 dicembre 2011&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
	&lt;span style=&quot;color: rgb(255, 0, 0);&quot;&gt;&lt;strong&gt;La Madonna e la Chiesa&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
	&lt;br /&gt;
	&lt;span style=&quot;color: rgb(255, 0, 0);&quot;&gt;L&amp;rsquo;unica insidia di cui la Chiesa pu&amp;ograve; e deve aver timore &amp;egrave; il peccato dei suoi membri&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
	Nella visione dell&amp;rsquo;Apocalisse c&amp;rsquo;&amp;egrave; un altro particolare: sul capo della donna vestita di sole c&amp;rsquo;&amp;egrave; &amp;laquo;una corona di dodici stelle&amp;raquo;. Questo segno rappresenta le dodici trib&amp;ugrave; d&amp;rsquo;Israele e significa che la Vergine Maria &amp;egrave; al centro del Popolo di Dio, di tutta la comunione dei santi. E cos&amp;igrave; questa immagine della corona di dodici stelle ci introduce alla seconda grande interpretazione del segno celeste della &amp;ldquo;donna vestita di sole&amp;rdquo;: oltre a rappresentare la Madonna, questo segno impersona la Chiesa, la comunit&amp;agrave; cristiana di tutti i tempi. Essa &amp;egrave; incinta, nel senso che porta nel suo seno Cristo e lo deve partorire al mondo: ecco il travaglio della Chiesa pellegrina sulla terra, che in mezzo alle consolazioni di Dio e alle persecuzioni del mondo deve portare Ges&amp;ugrave; agli uomini.
	&lt;div&gt;
		&amp;Egrave; proprio per questo, perch&amp;eacute; porta Ges&amp;ugrave;, che la Chiesa incontra l&amp;rsquo;opposizione di un feroce avversario, rappresentato nella visione apocalittica da &amp;laquo;un enorme drago rosso&amp;raquo; (&lt;em&gt;Ap&lt;/em&gt; 12, 3). Questo dragone ha cercato invano di divorare Ges&amp;ugrave; &amp;ndash; il &amp;laquo;figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni&amp;raquo; (12, 5) &amp;ndash;, invano perch&amp;eacute; Ges&amp;ugrave;, attraverso la sua morte e risurrezione, &amp;egrave; salito verso Dio e si &amp;egrave; assiso sul suo trono. Perci&amp;ograve; il dragone, sconfitto una volta per sempre nel cielo, rivolge i suoi attacchi contro la donna &amp;ndash; la Chiesa &amp;ndash; nel deserto del mondo. Ma in ogni epoca la Chiesa viene sostenuta dalla luce e dalla forza di Dio, che la nutre nel deserto con il pane della sua Parola e della santa Eucaristia. E cos&amp;igrave; in ogni tribolazione, attraverso tutte le prove che incontra nel corso dei tempi e nelle diverse parti del mondo, la Chiesa soffre persecuzione, ma risulta vincitrice. E proprio in questo modo la Comunit&amp;agrave; cristiana &amp;egrave; la presenza, la garanzia dell&amp;rsquo;amore di Dio contro tutte le ideologie dell&amp;rsquo;odio e dell&amp;rsquo;egoismo.&lt;/div&gt;
	&lt;div&gt;
		&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
	&lt;div&gt;
		L&amp;rsquo;unica insidia di cui la Chiesa pu&amp;ograve; e deve aver timore &amp;egrave; il peccato dei suoi membri. Mentre infatti Maria &amp;egrave; Immacolata, libera da ogni macchia di peccato, la Chiesa &amp;egrave; santa, ma al tempo stesso segnata dai nostri peccati.&lt;/div&gt;
	&lt;div&gt;
		&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
	&lt;div&gt;
		Per questo anche noi, specialmente in questa ricorrenza, non cessiamo di chiedere con fiducia filiale il suo aiuto: &amp;laquo;O Maria, concepita senza peccato, prega per noi che a te ricorriamo&amp;raquo;. &lt;em&gt;Ora pro nobis, intercede pro nobis ad Dominum Iesum Christum&lt;/em&gt;!&lt;/div&gt;
	&lt;div&gt;
		&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
	&lt;div&gt;
		&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
	&lt;div&gt;
		&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
	&lt;div&gt;
		&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
	&lt;div&gt;
		&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
	&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
		Udienza generale&lt;br /&gt;
		mercoled&amp;igrave; 14 dicembre 2011&lt;/div&gt;
	&lt;div&gt;
		&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
	&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
		&lt;span style=&quot;color: rgb(255, 0, 0);&quot;&gt;&lt;strong&gt;La preghiera e i miracoli&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
		&lt;br /&gt;
		&lt;span style=&quot;color: rgb(255, 0, 0);&quot;&gt;Il Donatore &amp;egrave; pi&amp;ugrave; prezioso del dono accordato; il dono viene concesso &amp;ldquo;in aggiunta&amp;rdquo;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
	&lt;div&gt;
		&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
	&lt;div&gt;
		&lt;img alt=&quot;&amp;lt;I&amp;gt;Gesù guarisce uno storpio&amp;lt;/I&amp;gt;, pannello ligneo policromo della chiesa di San Martino, Zillis, Svizzera&quot; src=&quot;http://www.30giorni.it/upload/articoli_immagini_interne/06-12-012.jpg&quot; style=&quot;float: right; margin-top: 3px; margin-bottom: 3px; width: 300px; height: 295px;&quot; /&gt;Oggi vorrei riflettere con voi sulla preghiera di Ges&amp;ugrave; legata alla sua prodigiosa azione guaritrice. Nei Vangeli sono presentate varie situazioni in cui Ges&amp;ugrave; prega di fronte all&amp;rsquo;opera benefica e sanante di Dio Padre, che agisce attraverso di Lui. Si tratta di una preghiera che, ancora una volta, manifesta il rapporto unico di conoscenza e di comunione con il Padre, mentre Ges&amp;ugrave; si lascia coinvolgere con grande partecipazione umana nel disagio dei suoi amici, per esempio di Lazzaro e della sua famiglia, o dei tanti poveri e malati che Egli vuole aiutare concretamente.
		&lt;div&gt;
			&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
		&lt;div&gt;
			Un caso significativo &amp;egrave; la guarigione del sordomuto (cfr. &lt;em&gt;Mc&lt;/em&gt; 7, 32-37). Il racconto dell&amp;rsquo;evangelista Marco &amp;ndash; appena sentito &amp;ndash; mostra che l&amp;rsquo;azione sanante di Ges&amp;ugrave; &amp;egrave; connessa con un suo intenso rapporto sia con il prossimo &amp;ndash; il malato &amp;ndash; sia con il Padre.&lt;/div&gt;
		&lt;div&gt;
			&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
		&lt;div&gt;
			Ma il punto centrale di questo episodio &amp;egrave; il fatto che Ges&amp;ugrave;, al momento di operare la guarigione, cerca direttamente il suo rapporto con il Padre. Il racconto dice, infatti, che Egli &amp;laquo;guardando&amp;hellip; verso il cielo, emise un sospiro&amp;raquo; (v. 34). L&amp;rsquo;attenzione al malato, la cura di Ges&amp;ugrave; verso di lui, sono legati a un profondo atteggiamento di preghiera rivolta a Dio. E l&amp;rsquo;emissione del sospiro &amp;egrave; descritta con un verbo che nel Nuovo Testamento indica l&amp;rsquo;aspirazione a qualcosa di buono che ancora manca (cfr. &lt;em&gt;Rm&lt;/em&gt; 8, 23).&lt;/div&gt;
		&lt;div&gt;
			&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
		&lt;div&gt;
			L&amp;rsquo;insieme del racconto, allora, mostra che il coinvolgimento umano con il malato porta Ges&amp;ugrave; alla preghiera. Ancora una volta riemerge il suo rapporto unico con il Padre, la sua identit&amp;agrave; di Figlio Unigenito. In Lui, attraverso la sua persona, si rende presente l&amp;rsquo;agire sanante e benefico di Dio. Non &amp;egrave; un caso che il commento conclusivo della gente dopo il miracolo ricordi la valutazione della creazione all&amp;rsquo;inizio della Genesi: &amp;laquo;Ha fatto bene ogni cosa&amp;raquo; (&lt;em&gt;Mc&lt;/em&gt; 7, 37). Nell&amp;rsquo;azione guaritrice di Ges&amp;ugrave; entra in modo chiaro la preghiera, con il suo sguardo verso il cielo. La forza che ha sanato il sordomuto &amp;egrave; certamente provocata dalla compassione per lui, ma proviene dal ricorso al Padre. Si incontrano queste due relazioni: la relazione umana di compassione con l&amp;rsquo;uomo, che entra nella relazione con Dio, e diventa cos&amp;igrave; guarigione.&lt;/div&gt;
		&lt;div&gt;
			Il &lt;em&gt;Catechismo della Chiesa cattolica&lt;/em&gt; commenta cos&amp;igrave; la preghiera di Ges&amp;ugrave; nel racconto della risurrezione di Lazzaro: &amp;laquo;Introdotta dal rendimento di grazie, la preghiera di Ges&amp;ugrave; ci rivela come chiedere: prima che il dono venga concesso, Ges&amp;ugrave; aderisce a colui che dona e che nei suoi doni dona s&amp;eacute; stesso. Il Donatore &amp;egrave; pi&amp;ugrave; prezioso del dono accordato; &amp;egrave; il &amp;ldquo;Tesoro&amp;rdquo;, e il cuore del Figlio suo &amp;egrave; in lui; il dono viene concesso &amp;ldquo;in aggiunta&amp;rdquo; (cfr. &lt;em&gt;Mt&lt;/em&gt; 6, 21 e 6, 33)&amp;raquo;. Questo mi sembra molto importante: prima che il dono venga concesso, aderire a Colui che dona; il Donatore &amp;egrave; pi&amp;ugrave; prezioso del dono. Anche per noi, quindi, al di l&amp;agrave; di ci&amp;ograve; che Dio ci d&amp;agrave; quando lo invochiamo, il dono pi&amp;ugrave; grande che pu&amp;ograve; darci &amp;egrave; la sua amicizia, la sua presenza, il suo amore. Lui &amp;egrave; il tesoro prezioso da chiedere e custodire sempre.&lt;/div&gt;
		&lt;div&gt;
			&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
		&lt;div&gt;
			Con la sua preghiera, Ges&amp;ugrave; vuole condurre alla fede, alla fiducia totale in Dio e nella sua volont&amp;agrave;, e vuole mostrare che questo Dio che ha tanto amato l&amp;rsquo;uomo e il mondo da mandare il suo Figlio Unigenito (cfr. &lt;em&gt;Gv&lt;/em&gt; 3, 16), &amp;egrave; il Dio della Vita, il Dio che porta speranza ed &amp;egrave; capace di rovesciare le situazioni umanamente impossibili.&lt;/div&gt;
		&lt;div&gt;
			&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
		&lt;div&gt;
			&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
		&lt;div&gt;
			&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
		&lt;div&gt;
			&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
		&lt;div&gt;
			&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
		&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
			Angelus&lt;br /&gt;
			domenica 18 dicembre 2011&lt;/div&gt;
		&lt;div&gt;
			&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
		&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
			&lt;span style=&quot;color: rgb(255, 0, 0);&quot;&gt;&lt;strong&gt;La verginit&amp;agrave; di Maria&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
			&lt;br /&gt;
			&lt;span style=&quot;color: rgb(255, 0, 0);&quot;&gt;Maria desidera che il Figlio che nascer&amp;agrave; da lei possa essere tutto dono di grazia&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div&gt;
			&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
	&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
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&lt;div&gt;
	&lt;div&gt;
		&lt;div&gt;
			In particolare, vorrei soffermarmi brevemente sull&amp;rsquo;importanza della verginit&amp;agrave; di Maria, del fatto cio&amp;egrave; che Ella ha concepito Ges&amp;ugrave; rimanendo vergine.&lt;br /&gt;
			&lt;br /&gt;
			Sullo sfondo dell&amp;rsquo;avvenimento di Nazareth c&amp;rsquo;&amp;egrave; la profezia di Isaia. &amp;laquo;Ecco: la vergine concepir&amp;agrave; e partorir&amp;agrave; un figlio, che chiamer&amp;agrave; Emmanuele&amp;raquo; (&lt;em&gt;Is&lt;/em&gt; 7, 14). Questa antica promessa ha trovato compimento sovrabbondante nell&amp;rsquo;Incarnazione del Figlio di Dio. Infatti, non solo la Vergine Maria ha concepito, ma lo ha fatto per opera dello Spirito Santo, cio&amp;egrave; di Dio stesso. L&amp;rsquo;essere umano che comincia a vivere nel suo grembo prende la carne da Maria, ma la sua esistenza deriva totalmente da Dio. &amp;Egrave; pienamente uomo, fatto di terra &amp;ndash; per usare il simbolo biblico &amp;ndash; ma viene dall&amp;rsquo;alto, dal Cielo. Il fatto che Maria concepisca rimanendo vergine &amp;egrave; dunque essenziale per la conoscenza di Ges&amp;ugrave; e per la nostra fede, perch&amp;eacute; testimonia che l&amp;rsquo;iniziativa &amp;egrave; stata di Dio e soprattutto rivela &lt;em&gt;chi &amp;egrave;&lt;/em&gt; il concepito. Come dice il Vangelo: &amp;laquo;Perci&amp;ograve; colui che nascer&amp;agrave; sar&amp;agrave; santo e sar&amp;agrave; chiamato Figlio di Dio&amp;raquo; (&lt;em&gt;Lc&lt;/em&gt; 1, 35). In questo senso, la &lt;em&gt;verginit&amp;agrave;&lt;/em&gt; di Maria e la &lt;em&gt;divinit&amp;agrave;&lt;/em&gt; di Ges&amp;ugrave; si garantiscono reciprocamente.&lt;br /&gt;
			&lt;br /&gt;
			Ecco perch&amp;eacute; &amp;egrave; cos&amp;igrave; importante quell&amp;rsquo;unica domanda che Maria, &amp;ldquo;molto turbata&amp;rdquo;, rivolge all&amp;rsquo;Angelo: &amp;laquo;Come avverr&amp;agrave; questo, poich&amp;eacute; non conosco uomo?&amp;raquo; (&lt;em&gt;Lc&lt;/em&gt; 1, 34). Nella sua semplicit&amp;agrave;, Maria &amp;egrave; sapientissima: non dubita del potere di Dio, ma vuole capire meglio la sua volont&amp;agrave;, per conformarsi completamente a questa volont&amp;agrave;. Maria &amp;egrave; infinitamente superata dal Mistero, eppure occupa perfettamente il posto che, al centro di esso, le &amp;egrave; stato assegnato. Il suo cuore e la sua mente sono pienamente umili, e, proprio per la sua singolare umilt&amp;agrave;, Dio aspetta il &amp;ldquo;s&amp;igrave;&amp;rdquo; di questa fanciulla per realizzare il suo disegno. Rispetta la sua dignit&amp;agrave; e la sua libert&amp;agrave;. Il &amp;ldquo;s&amp;igrave;&amp;rdquo; di Maria implica l&amp;rsquo;insieme di maternit&amp;agrave; e verginit&amp;agrave;, e desidera che tutto in Lei vada a gloria di Dio, e il Figlio che nascer&amp;agrave; da Lei possa essere tutto dono di grazia.&lt;/div&gt;
		&lt;div&gt;
			&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
		&lt;div&gt;
			&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
		&lt;div&gt;
			&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
		&lt;div&gt;
			&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
		&lt;div&gt;
			&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
		&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
			Udienza generale&lt;br /&gt;
			mercoled&amp;igrave; 21 dicembre 2011&lt;/div&gt;
		&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
			&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
		&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
			&lt;span style=&quot;color: rgb(255, 0, 0);&quot;&gt;&lt;strong&gt;La mangiatoia di Betlemme&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div&gt;
			&lt;br /&gt;
			&lt;div&gt;
				&lt;img alt=&quot;Gesù bambino, particolare della Natività, Andrea Pisano, pulpito del Duomo di Siena&quot; src=&quot;http://www.30giorni.it/upload/articoli_immagini_interne/08-12-012.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin-top: 3px; margin-bottom: 3px; width: 325px; height: 262px;&quot; /&gt;Quando ascoltiamo o pronunciamo, nelle celebrazioni liturgiche, questo &amp;laquo;oggi &amp;egrave; nato per noi il Salvatore&amp;raquo;, non stiamo utilizzando una vuota espressione convenzionale, ma intendiamo che Dio ci offre &amp;laquo;oggi&amp;raquo;, adesso, a me, a ognuno di noi la possibilit&amp;agrave; di riconoscerlo e di accoglierlo, come fecero i pastori a Betlemme, perch&amp;eacute; Egli nasca anche nella nostra vita e la rinnovi, la illumini, la trasformi con la sua Grazia, con la sua Presenza.&lt;/div&gt;
			&lt;div&gt;
				E, sempre san Leone Magno, in un&amp;rsquo;altra delle sue omelie natalizie, affermava: &amp;laquo;Oggi l&amp;rsquo;autore del mondo &amp;egrave; stato generato dal seno di una vergine: colui che aveva fatto tutte le cose si &amp;egrave; fatto figlio di una donna da lui stesso creata. Oggi il Verbo di Dio &amp;egrave; apparso rivestito di carne e, mentre mai era stato visibile a occhio umano, si &amp;egrave; reso anche visibilmente palpabile. Oggi i pastori hanno appreso dalla voce degli angeli che era nato il Salvatore nella sostanza del nostro corpo e della nostra anima&amp;raquo; (&lt;em&gt;Sermo&lt;/em&gt; 26, &lt;em&gt;In Nativitate Domini&lt;/em&gt; 6, 1: &lt;em&gt;PL&lt;/em&gt; 54, 213).&lt;/div&gt;
			&lt;div&gt;
				&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
			&lt;div&gt;
				Natale e Pasqua sono entrambe feste della redenzione. La Pasqua la celebra come vittoria sul peccato e sulla morte: segna il momento finale, quando la gloria dell&amp;rsquo;Uomo-Dio splende come la luce del giorno; il Natale la celebra come l&amp;rsquo;entrare di Dio nella storia facendosi uomo per riportare l&amp;rsquo;uomo a Dio: segna, per cos&amp;igrave; dire, il momento iniziale, quando si intravede il chiarore dell&amp;rsquo;alba. Ma proprio come l&amp;rsquo;alba precede e fa gi&amp;agrave; presagire la luce del giorno, cos&amp;igrave; il Natale annuncia gi&amp;agrave; la Croce e la gloria della Risurrezione.&lt;/div&gt;
			&lt;div&gt;
				&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
			&lt;div&gt;
				Guardiamo alla grotta di Betlemme: Dio si abbassa fino a essere adagiato in una mangiatoia, che &amp;egrave; gi&amp;agrave; preludio dell&amp;rsquo;abbassamento nell&amp;rsquo;ora della sua passione. Il culmine della storia di amore tra Dio e l&amp;rsquo;uomo passa attraverso la mangiatoia di Betlemme e il sepolcro di Gerusalemme.&lt;/div&gt;
			&lt;div&gt;
				&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
			&lt;div&gt;
				Viviamo il Natale del Signore contemplando il cammino dell&amp;rsquo;amore immenso di Dio che ci ha innalzati a S&amp;eacute; attraverso il Mistero di Incarnazione, Passione, Morte e Risurrezione del suo Figlio, poich&amp;eacute; &amp;ndash; come afferma sant&amp;rsquo;Agostino &amp;ndash; &amp;laquo;in Cristo la divinit&amp;agrave; dell&amp;rsquo;Unigenito si &amp;egrave; fatta partecipe della nostra mortalit&amp;agrave;, affinch&amp;eacute; noi fossimo partecipi della sua immortalit&amp;agrave;&amp;raquo; (&lt;em&gt;Epistola&lt;/em&gt; 187, 6, 20: &lt;em&gt;PL&lt;/em&gt; 33, 839-840).&lt;/div&gt;
			&lt;div&gt;
				&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
			&lt;div&gt;
				&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
			&lt;div&gt;
				&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
			&lt;div&gt;
				&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
			&lt;div&gt;
				&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
			&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
				Santa messa&lt;br /&gt;
				sabato 24 dicembre 2011&lt;/div&gt;
			&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
				&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
			&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
				&lt;span style=&quot;color: rgb(255, 0, 0);&quot;&gt;&lt;strong&gt;L&amp;rsquo;umanit&amp;agrave; di Ges&amp;ugrave;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
				&lt;br /&gt;
				&lt;span style=&quot;color: rgb(255, 0, 0);&quot;&gt;Nel bambino nella stalla di Betlemme, si pu&amp;ograve;, per cos&amp;igrave; dire, toccare Dio e accarezzarlo&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
			&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
				&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
			&lt;div&gt;
				La lettura tratta dalla Lettera di san Paolo apostolo a Tito, che abbiamo appena ascoltato, inizia solennemente con la parola &amp;ldquo;&lt;em&gt;apparuit&lt;/em&gt;&amp;rdquo;, che ritorna poi di nuovo anche nella lettura della messa dell&amp;rsquo;aurora: &lt;em&gt;apparuit&lt;/em&gt; &amp;ndash; &amp;ldquo;&amp;egrave; apparso&amp;rdquo;. &amp;Egrave; questa una parola programmatica con cui la Chiesa, in modo riassuntivo, vuole esprimere l&amp;rsquo;essenza del Natale. Prima, gli uomini avevano parlato e creato immagini umane di Dio in molteplici modi. Dio stesso aveva parlato in diversi modi agli uomini (cfr. &lt;em&gt;Eb&lt;/em&gt; 1, 1: &lt;em&gt;lettura nella messa del giorno&lt;/em&gt;). Ma ora &amp;egrave; avvenuto qualcosa di pi&amp;ugrave;: Egli &amp;egrave; apparso. Si &amp;egrave; mostrato. &amp;Egrave; uscito dalla luce inaccessibile in cui dimora. Egli stesso &amp;egrave; venuto in mezzo a noi. Questa era per la Chiesa antica la grande gioia del Natale: Dio &amp;egrave; apparso. Non &amp;egrave; pi&amp;ugrave; soltanto un&amp;rsquo;idea, non soltanto qualcosa da intuire a partire dalle parole. Egli &amp;egrave; &amp;ldquo;apparso&amp;rdquo;.&lt;/div&gt;
			&lt;div&gt;
				&lt;br /&gt;
				Ma ora ci domandiamo: Come &amp;egrave; apparso? Chi &amp;egrave; Lui veramente? La lettura della messa dell&amp;rsquo;aurora dice al riguardo: &amp;laquo;Apparvero la bont&amp;agrave; di Dio&amp;hellip; e il suo amore per gli uomini&amp;raquo; (&lt;em&gt;Tt&lt;/em&gt; 3, 4). Per gli uomini del tempo precristiano, che di fronte agli orrori e alle contraddizioni del mondo temevano che anche Dio non fosse del tutto buono, ma potesse senz&amp;rsquo;altro essere anche crudele e arbitrario, questa era una vera &amp;ldquo;epifania&amp;rdquo;, la grande luce che ci &amp;egrave; apparsa: Dio &amp;egrave; pura bont&amp;agrave;. Anche oggi, persone che non riescono pi&amp;ugrave; a riconoscere Dio nella fede si domandano se l&amp;rsquo;ultima potenza che fonda e sorregge il mondo sia veramente buona, o se il male non sia altrettanto potente e originario quanto il bene e il bello, che in attimi luminosi incontriamo nel nostro cosmo. &amp;laquo;Apparvero la bont&amp;agrave; di Dio&amp;hellip; e il suo amore per gli uomini&amp;raquo;: questa &amp;egrave; una nuova e consolante certezza che ci viene donata a Natale.&lt;br /&gt;
				&lt;br /&gt;
				Dio &amp;egrave; apparso &amp;ndash; come bambino. Proprio cos&amp;igrave; Egli si contrappone a ogni violenza e porta un messaggio che &amp;egrave; pace. In questo momento, in cui il mondo &amp;egrave; continuamente minacciato dalla violenza in molti luoghi e in molteplici modi; in cui ci sono sempre di nuovo bastoni dell&amp;rsquo;aguzzino e mantelli intrisi di sangue, gridiamo al Signore: Tu, il Dio potente, sei apparso come bambino e ti sei mostrato a noi come Colui che ci ama e mediante il quale l&amp;rsquo;amore vincer&amp;agrave;. E ci hai fatto capire che, insieme con Te, dobbiamo essere operatori di pace. Amiamo il Tuo essere bambino, la Tua non violenza, ma soffriamo per il fatto che la violenza perdura nel mondo, e cos&amp;igrave; Ti preghiamo anche: dimostra la Tua potenza, o Dio.&lt;br /&gt;
				&lt;br /&gt;
				Natale &amp;egrave; epifania &amp;ndash; il manifestarsi di Dio e della sua grande luce in un bambino che &amp;egrave; nato per noi. Nato nella stalla di Betlemme, non nei palazzi dei re. Quando, nel 1223, san Francesco di Assisi celebr&amp;ograve; a Greccio il Natale con un bue e un asino e una mangiatoia piena di fieno, si rese visibile una nuova dimensione del mistero del Natale. Francesco di Assisi ha chiamato il Natale &amp;laquo;la festa delle feste&amp;raquo; &amp;ndash; pi&amp;ugrave; di tutte le altre solennit&amp;agrave; &amp;ndash; e l&amp;rsquo;ha celebrato con &amp;laquo;ineffabile premura&amp;raquo; (&lt;em&gt;2 Celano 199: Fonti francescane 787&lt;/em&gt;). Baciava con grande devozione le immagini del bambinello e balbettava parole di dolcezza alla maniera dei bambini, ci racconta Tommaso da Celano (&lt;em&gt;ibid.&lt;/em&gt;).&lt;br /&gt;
				&lt;br /&gt;
				Per la Chiesa antica, la festa delle feste era la Pasqua: nella risurrezione, Cristo aveva sfondato le porte della morte e cos&amp;igrave; aveva radicalmente cambiato il mondo: aveva creato per l&amp;rsquo;uomo un posto in Dio stesso. Ebbene, Francesco non ha cambiato, non ha voluto cambiare questa gerarchia oggettiva delle feste, l&amp;rsquo;interna struttura della fede con il suo centro nel mistero pasquale. Tuttavia, attraverso di lui e mediante il suo modo di credere &amp;egrave; accaduto qualcosa di nuovo: Francesco ha scoperto in una profondit&amp;agrave; tutta nuova l&amp;rsquo;umanit&amp;agrave; di Ges&amp;ugrave;. Questo essere uomo da parte di Dio gli si rese evidente al massimo nel momento in cui il Figlio di Dio, nato dalla Vergine Maria, fu avvolto in fasce e venne posto in una mangiatoia. La risurrezione presuppone l&amp;rsquo;incarnazione. Il Figlio di Dio come bambino, come vero figlio di uomo &amp;ndash; questo tocc&amp;ograve; profondamente il cuore del Santo di Assisi, trasformando la fede in amore. &amp;laquo;Apparvero la bont&amp;agrave; di Dio e il suo amore per gli uomini&amp;raquo;: questa frase di san Paolo acquistava cos&amp;igrave; una profondit&amp;agrave; tutta nuova. Nel bambino nella stalla di Betlemme, si pu&amp;ograve;, per cos&amp;igrave; dire, toccare Dio e accarezzarlo.&lt;br /&gt;
				&lt;br /&gt;
				Chi oggi vuole entrare nella chiesa della Nativit&amp;agrave; di Ges&amp;ugrave; a Betlemme, scopre che il portale, che un tempo era alto cinque metri e mezzo e attraverso il quale gli imperatori e i califfi entravano nell&amp;rsquo;edificio, &amp;egrave; stato in gran parte murato. &amp;Egrave; rimasta soltanto una bassa apertura di un metro e mezzo. L&amp;rsquo;intenzione era probabilmente di proteggere meglio la chiesa contro eventuali assalti, ma soprattutto di evitare che si entrasse a cavallo nella casa di Dio. Chi desidera entrare nel luogo della nascita di Ges&amp;ugrave;, deve chinarsi. Mi sembra che in ci&amp;ograve; si manifesti una verit&amp;agrave; pi&amp;ugrave; profonda, dalla quale vogliamo lasciarci toccare in questa Notte santa: se vogliamo trovare il Dio apparso quale bambino, allora dobbiamo scendere dal cavallo della nostra ragione &amp;ldquo;illuminata&amp;rdquo;. Dobbiamo deporre le nostre false certezze, la nostra superbia intellettuale, che ci impedisce di percepire la vicinanza di Dio. Dobbiamo seguire il cammino interiore di san Francesco &amp;ndash; il cammino verso quell&amp;rsquo;estrema semplicit&amp;agrave; esteriore e interiore che rende il cuore capace di vedere. Dobbiamo chinarci, andare spiritualmente, per cos&amp;igrave; dire, a piedi, per poter entrare attraverso il portale della fede e incontrare il Dio che &amp;egrave; diverso dai nostri pregiudizi e dalle nostre opinioni: il Dio che si nasconde nell&amp;rsquo;umilt&amp;agrave; di un bimbo appena nato.&lt;/div&gt;
			&lt;div&gt;
				&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
			&lt;div&gt;
				&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
			&lt;div&gt;
				&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
			&lt;div&gt;
				&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
			&lt;div&gt;
				&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
			&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
				Messaggio &lt;em&gt;Urbi et orbi&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;
				domenica 25 dicembre 2011&lt;/div&gt;
			&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
				&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
			&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
				&lt;span style=&quot;color: rgb(255, 0, 0);&quot;&gt;&lt;strong&gt;Vieni a salvarci!&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
			&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
				&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
			&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
				&lt;span style=&quot;color: rgb(255, 0, 0);&quot;&gt;Dio &amp;egrave; il Salvatore, noi quelli che si trovano nel pericolo. Lui &amp;egrave; il medico, noi i malati&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
			&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
				&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
			&lt;div&gt;
				&lt;img alt=&quot;Benedetto XVI durante la santa messa della notte di Natale 2011 [© Osservatore Romano]&quot; src=&quot;http://www.30giorni.it/upload/articoli_immagini_interne/16-12-012.jpg&quot; style=&quot;float: right; margin-top: 3px; margin-bottom: 3px; width: 325px; height: 223px;&quot; /&gt;Il Figlio di Maria Vergine &amp;egrave; nato per tutti, &amp;egrave; il Salvatore di tutti.&lt;br /&gt;
				Cos&amp;igrave; lo invoca un&amp;rsquo;antica antifona liturgica: &amp;laquo;O Emmanuele, nostro re e legislatore, speranza e salvezza dei popoli: vieni a salvarci, o Signore nostro Dio&amp;raquo;. &lt;em&gt;Veni ad salvandum nos&lt;/em&gt;! Vieni a salvarci!&lt;br /&gt;
				&lt;br /&gt;
				S&amp;igrave;, questo significa il nome di quel Bambino, il nome che, per volere di Dio, gli hanno dato Maria e Giuseppe: si chiama Ges&amp;ugrave;, che significa &amp;ldquo;Salvatore&amp;rdquo; (cfr. &lt;em&gt;Mt&lt;/em&gt; 1, 21; &lt;em&gt;Lc&lt;/em&gt; 1, 31). Egli &amp;egrave; stato inviato da Dio Padre per salvarci soprattutto dal male profondo, radicato nell&amp;rsquo;uomo e nella storia: quel male che &amp;egrave; la separazione da Dio, l&amp;rsquo;orgoglio presuntuoso di fare da s&amp;eacute;, di mettersi in concorrenza con Dio e sostituirsi a Lui, di decidere che cosa &amp;egrave; bene e che cosa &amp;egrave; male, di essere il padrone della vita e della morte (cfr. &lt;em&gt;Gen&lt;/em&gt; 3, 1-7). Questo &amp;egrave; il grande male, il grande peccato, da cui noi uomini non possiamo salvarci se non affidandoci all&amp;rsquo;aiuto di Dio, se non gridando a Lui: &amp;laquo;&lt;em&gt;Veni ad salvandum nos&lt;/em&gt;! - Vieni a salvarci!&amp;raquo;.&lt;/div&gt;
			&lt;div&gt;
				&lt;br /&gt;
				Il fatto stesso di elevare al Cielo questa invocazione, ci pone gi&amp;agrave; nella giusta condizione, ci mette nella verit&amp;agrave; di noi stessi: noi infatti siamo coloro che hanno gridato a Dio e sono stati salvati (cfr. &lt;em&gt;Est [greco]&lt;/em&gt; 10, 3f). Dio &amp;egrave; il Salvatore, noi quelli che si trovano nel pericolo. Lui &amp;egrave; il medico, noi i malati. Riconoscerlo, &amp;egrave; il primo passo verso la salvezza, verso l&amp;rsquo;uscita dal labirinto in cui noi stessi ci chiudiamo con il nostro orgoglio. Alzare gli occhi al Cielo, protendere le mani e invocare aiuto &amp;egrave; la via di uscita, a patto che ci sia Qualcuno che ascolta, e che pu&amp;ograve; venire in nostro soccorso.&lt;br /&gt;
				&lt;br /&gt;
				Perci&amp;ograve;, cari fratelli e sorelle di Roma e del mondo intero, in questo Natale 2011, rivolgiamoci al Bambino di Betlemme, al Figlio della Vergine Maria, e diciamo: &amp;laquo;Vieni a salvarci!&amp;raquo;.&lt;/div&gt;
			&lt;div&gt;
				&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
			&lt;div&gt;
				&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
			&lt;div&gt;
				&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
			&lt;div&gt;
				&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
			&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
				&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
			&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
				Festa di santo Stefano protomartire&lt;br /&gt;
				luned&amp;igrave; 26 dicembre 2011&lt;/div&gt;
			&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
				&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
			&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
				&lt;span style=&quot;color: rgb(255, 0, 0);&quot;&gt;&lt;strong&gt;Il martirio segreto&lt;br /&gt;
				&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
			&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
				&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
			&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
				&lt;span style=&quot;color: rgb(255, 0, 0);&quot;&gt;Coloro che mettono in pratica i comandamenti del Signore gli rendono testimonianza&lt;br /&gt;
				&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
			&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
				&lt;span style=&quot;color: rgb(255, 0, 0);&quot;&gt;e fedelmente invocano il nome del Signore&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
			&lt;div&gt;
				&lt;br /&gt;
				&lt;div&gt;
					All&amp;rsquo;indomani della solenne liturgia del Natale del Signore, oggi celebriamo la festa di santo Stefano, diacono e primo martire della Chiesa. Lo storico Eusebio di Cesarea lo definisce il &amp;laquo;martire perfetto&amp;raquo; (&lt;em&gt;Die Kirchengeschichte&lt;/em&gt; V, 2, 5: &lt;em&gt;GCS&lt;/em&gt; II, 1, Lipsia 1903, 430), perch&amp;eacute; &amp;egrave; scritto negli Atti degli Apostoli: &amp;laquo;Stefano, pieno di grazia e di potenza, faceva grandi prodigi e segni tra il popolo&amp;raquo; (6, 8).&lt;/div&gt;
				&lt;div&gt;
					Dopo la generazione degli Apostoli, i martiri acquistano un posto di primo piano nella considerazione della comunit&amp;agrave; cristiana.&lt;/div&gt;
				&lt;div&gt;
					&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
				&lt;div&gt;
					Cari amici, la vera imitazione di Cristo &amp;egrave; l&amp;rsquo;amore, che alcuni scrittori cristiani hanno definito il &amp;laquo;martirio segreto&amp;raquo;. A tale proposito san Clemente di Alessandria scrive: &amp;laquo;Coloro che mettono in pratica i comandamenti del Signore gli rendono testimonianza in ogni azione, poich&amp;eacute; fanno ci&amp;ograve; che Egli vuole e fedelmente invocano il nome del Signore&amp;raquo; (&lt;em&gt;Stromatum IV&lt;/em&gt;, 7, 43, 4: &lt;em&gt;SC&lt;/em&gt; 463, Paris 2001, 130). Come nell&amp;rsquo;antichit&amp;agrave; anche oggi la sincera adesione al Vangelo pu&amp;ograve; richiedere il sacrificio della vita e molti cristiani in varie parti del mondo sono esposti a persecuzione e talvolta al martirio. Ma, ci ricorda il Signore, &amp;laquo;chi avr&amp;agrave; perseverato sino alla fine sar&amp;agrave; salvato&amp;raquo; (&lt;em&gt;Mt&lt;/em&gt; 10, 22).&lt;/div&gt;
			&lt;/div&gt;
		&lt;/div&gt;
	&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
</description>
            <author>Benedetto XVI in Avvento e a Natale</author>
        </item>
        <item>
            <title>
	Sulla concupiscenza.
	Il desiderio cattivo e il desiderio buono
</title>
            <link>http://www.30giorni.it/articoli_id_78124_l1.htm</link>
            <description>&lt;p&gt;
	&lt;img alt=&quot;&amp;lt;I&amp;gt;Senso religioso, peccato originale, fede in sant’Agostino&amp;lt;/I&amp;gt;, don Giacomo Tantardini&quot; src=&quot;http://www.30giorni.it/upload/articoli_immagini_interne/copertina027.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin-top: 3px; margin-bottom: 3px; width: 250px; height: 384px;&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Nel &lt;em&gt;De Spiritu et littera&lt;/em&gt; Agostino chiama l&amp;rsquo;attrattiva della grazia &lt;em&gt;concupiscenza buona&lt;/em&gt;&lt;sup&gt;1&lt;/sup&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Il termine &lt;em&gt;concupiscenza&lt;/em&gt; cristianamente indica che la dinamica umana &amp;egrave; ferita dal peccato. Anche la dimensione pi&amp;ugrave; alta della dinamica umana, il senso religioso, che &amp;egrave; la sintesi dello spirito umano, &amp;egrave; ferito. &amp;laquo;La concupiscenza [questa &amp;egrave; una definizione del Concilio di Trento] nei battezzati non &amp;egrave; peccato, ma dal peccato nasce e al peccato inclina&amp;raquo;&lt;sup&gt;2&lt;/sup&gt;. Non la dinamica umana cos&amp;igrave; come &amp;egrave; uscita dalle mani del Creatore, ma le dinamiche umane, dopo il peccato originale, sono ferite dalpeccato e tendono a corrompersi nei vizi. Cos&amp;igrave; che dalla considerazione degli stessi vizi (&lt;em&gt;vitia&lt;/em&gt;) si possono intravvedere le tendenze buone originarie (&lt;em&gt;appetitus&lt;/em&gt;)&lt;sup&gt;3&lt;/sup&gt;. Questo termine, &lt;em&gt;concupiscenza&lt;/em&gt;, &amp;egrave; uno dei termini che gli stessi apostoli usano. Lo si trova nelle lettere di Paolo (per esempio &lt;em&gt;Rm&lt;/em&gt; 7, 7), nelle lettere di Pietro (&lt;em&gt;2Pt&lt;/em&gt; 1, 4), nella lettera di Giacomo (&lt;em&gt;Gc&lt;/em&gt; 1, 14-15) e nelle lettere di Giovanni (&lt;em&gt;1Gv&lt;/em&gt; 2, 16).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	L&amp;rsquo;alternativa a questo impulso pu&amp;ograve; essere solo &lt;em&gt;una concupiscenza buona&lt;/em&gt;, pi&amp;ugrave; evidente e corrispondente al cuore che non la concupiscenza dovuta alla ferita del peccato originale. Se non fosse pi&amp;ugrave; evidente e corrispondente al cuore non ci sarebbe reale motivo per diventare e rimanere cristiani.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Oggi leggeremo due brani del &lt;em&gt;De Spiritu et littera&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;em&gt;De Spiritu et littera&lt;/em&gt; 4, 6&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;laquo;&lt;em&gt;Doctrina quippe illa qua mandatum accipimus continenter recteque vivendi&lt;/em&gt; / &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Quella dottrina dalla quale riceviamo il comandamento di vivere sobriamente e piamente&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; [&lt;em&gt;sobriamente&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;piamente&lt;/em&gt; per usare due termini di Paolo nella lettera a Tito (&lt;em&gt;Tt&lt;/em&gt; 2, 12)] / &lt;em&gt;littera est occidens nisi adsit vivificans Spiritus&lt;/em&gt; / &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&amp;egrave; lettera che uccide se non &amp;egrave; presente lo Spirito che dona la vita&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&amp;raquo;. Questa &amp;egrave; come la sintesi di tutto quello che Agostino scrive nel &lt;em&gt;De Spiritu et littera&lt;/em&gt;. Quella dottrina &amp;ndash; potremmo tradurre &lt;em&gt;la dottrina della fede e della morale&lt;/em&gt; evidentemente buona &amp;ndash; &amp;egrave; lettera che uccide se non &amp;egrave; presente, se non viene donato lo Spirito che d&amp;agrave; la vita.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;laquo;[...] &lt;em&gt;Nam hoc ideo elegit Apostolus generale quiddam, quo cuncta complexus est, tamquam haec esset vox legis ab omni peccato prohibentis, quod ait: &amp;ldquo;Non concupisces&amp;rdquo;&lt;/em&gt; [Agostino sta commentando la Lettera ai Romani, in particolare il capitolo 7]; / [...] &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Ecco perch&amp;eacute; l&amp;rsquo;apostolo ha scelto&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; [come espressione della dottrina] &lt;strong&gt;&lt;em&gt;il comandamento pi&amp;ugrave; generale, nel quale ha riassunto tutti i comandamenti, come se fosse questa la voce della legge che proibisce ogni peccato; cio&amp;egrave; il comandamento che dice: &amp;ldquo;non desiderare&amp;rdquo;;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; / &lt;em&gt;neque enim illum peccatum nisi concupiscendo committitur&lt;/em&gt; / &lt;strong&gt;&lt;em&gt;e infatti nessun peccato si commette se non attraverso il desiderio&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&amp;raquo;. Nessun peccato viene commesso se non attraverso il desiderio. L&amp;rsquo;inizio del peccato &amp;egrave; sempre e solo il desiderio.Come dice Ges&amp;ugrave; quando, parlando del sesto comandamento &amp;laquo;Non commettere adulterio&amp;raquo;, afferma: &amp;laquo;Ma io vi dico: Chiunque guarda una donna per desiderarla / &lt;em&gt;iam moechatus est eam in corde suo&lt;/em&gt; / ha gi&amp;agrave; commesso adulterio con lei nel suo cuore&amp;raquo; (&lt;em&gt;Mt&lt;/em&gt; 5, 27). Questo non per una rigidezza pi&amp;ugrave; grande rispetto alla legge di Mos&amp;egrave;&lt;sup&gt;4&lt;/sup&gt;, ma perch&amp;eacute; cos&amp;igrave; sia evidente che occorre un altro desiderio per vincere il peccato. Se il peccato inizia dal desiderio, occorre qualcosa che sia al livello del desiderio, occorre qualcosa che desti, con un&amp;rsquo;attrattiva pi&amp;ugrave; grande, un desiderio buono. Se il peccato avviene nel cuore col desiderare, per non commettere peccati occorre un&amp;rsquo;attrattiva buona che attinga al cuore, al desiderio. Cos&amp;igrave; proprio quella che sembra l&amp;rsquo;affermazione moralmente pi&amp;ugrave; esigente di Ges&amp;ugrave;, &amp;egrave; l&amp;rsquo;affermazione pi&amp;ugrave; antimoralistica che esiste. Per cui &amp;egrave; cos&amp;igrave; evidente, per esperienza, che il peccato si compie quando, tentati dal diavolo, non si domanda. Non si compie dopo, si compie l&amp;igrave;. Quando uno non domanda, ha gi&amp;agrave; deciso in cuore suo il peccato, ha gi&amp;agrave; compiuto il peccato. La domanda destata dalla grazia, infatti, non pu&amp;ograve; peccare (cfr. &lt;em&gt;1Gv&lt;/em&gt; 3, 6. 9. 22).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;laquo;&lt;em&gt;Neque enim ullum peccatum nisi concupiscendo commititur.&lt;/em&gt; / &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Nessun peccato infatti avviene se non attraverso il desiderio.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; / &lt;em&gt;Proinde quae hoc praecipit bona et laudabilis lex est.&lt;/em&gt; / &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Dunque quella legge che comanda di non desiderare &amp;egrave; buona e lodevole.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; / &lt;em&gt;Sed ubi sanctus non adiuvat Spiritus inspirans pro concupiscentia mala concupiscentiam bonam&lt;/em&gt; / &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Ma dove non aiuta lo Spirito Santo ispirando invece del desiderio cattivo un desiderio buono,&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; / &lt;em&gt;hoc est caritatem diffundens in cordibus nostris&lt;/em&gt; / &lt;strong&gt;&lt;em&gt;cio&amp;egrave; diffondendo la carit&amp;agrave; nei nostri cuori&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; [la carit&amp;agrave; &amp;egrave; questa concupiscenza buona. Carit&amp;agrave;cio&amp;egrave; un&amp;rsquo;attrattiva che unisce. &lt;em&gt;Delectatio&lt;/em&gt; &amp;egrave; l&amp;rsquo;attrattiva e &lt;em&gt;dilectio&lt;/em&gt; &amp;egrave; l&amp;rsquo;unit&amp;agrave; cui l&amp;rsquo;attrattiva porta. Questa &amp;egrave; la carit&amp;agrave;. &lt;em&gt;L&amp;rsquo;attrattiva Ges&amp;ugrave;.&lt;/em&gt; La carit&amp;agrave; &amp;egrave; l&amp;rsquo;attrattiva di quella presenza fino all&amp;rsquo;adesione a quella presenza, l&amp;rsquo;attrattiva fino all&amp;rsquo;abbraccio&lt;sup&gt;5&lt;/sup&gt;], &lt;em&gt;profecto illa lex, quamvis bona, auget prohibendo desiderium malum&lt;/em&gt; / &lt;strong&gt;&lt;em&gt;senza dubbio quella legge, sebbene buona, aumenta, con la proibizione, il desiderio cattivo&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&amp;raquo;. La legge, evidentemente buona, aumenta di fatto il desiderio cattivo. Dicendo &amp;ldquo;non desiderare la donna d&amp;rsquo;altri&amp;rdquo;, questo comando buono aumenta nell&amp;rsquo;uomo il desiderio della donna d&amp;rsquo;altri. E Agostino suggerisce l&amp;rsquo;esempio dell&amp;rsquo;impeto delle acque. Quando le acque corrono verso un&amp;rsquo;unica direzione, se si mette qualcosa che impedisce alle acque di correre, una volta che hanno travolto questo impedimento, esse corrono con pi&amp;ugrave; violenza e con pi&amp;ugrave; massa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;laquo;[...] &lt;em&gt;Nescio quo enim modo hoc ipsum, quod concupiscitur, fit iocundius, dum vetatur.&lt;/em&gt; / &lt;strong&gt;[...]&lt;em&gt; Io non so perch&amp;eacute; capita che si desideri con pi&amp;ugrave; piacere una cosa proprio quando viene vietata.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; / &lt;em&gt;Et hoc est quod fallit peccatum per mandatum&lt;/em&gt; / &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Ed &amp;egrave; per questo che il peccato seduce attraverso il comandamento&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; [proprio per il fatto che la legge buona dice di non desiderare la donna d&amp;rsquo;altri, il peccato usa di questa legge buona per aumentare il desiderio, per sedurre] / &lt;em&gt;et per illud occidit,&lt;/em&gt; / &lt;strong&gt;&lt;em&gt;e attraverso esso uccide,&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; / &lt;em&gt;cum accedit etiam praevaricatio quae nulla est ubi lex non est&lt;/em&gt; / &lt;strong&gt;&lt;em&gt;perch&amp;eacute; vi si aggiunge anche la trasgressione, che non ci sarebbe se non ci fosse la legge&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&amp;raquo;. Quindi la legge aggiunge al peccato anche il fatto di essere una trasgressione. Non solo si compie una cosa cattiva, ma si disubbidisce alla legge. Si trasgredisce la legge, mentre la trasgressione non ci sarebbe se non ci fosse la legge.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Ma la frase centrale di questo brano &amp;egrave;: &amp;laquo;&lt;em&gt;Sed ubi sanctus non adiuvat Spiritus inspirans pro concupiscentia mala&lt;/em&gt; / &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Ma dove non aiuta lo Spirito Santo ispirando, invece del desiderio cattivo,&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; / &lt;em&gt;concupiscentiam bonam.&lt;/em&gt;.. / &lt;strong&gt;&lt;em&gt;un desiderio buono...&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&amp;raquo;. &lt;em&gt;Inspirans&lt;/em&gt; vuol dire che tocca la sorgente del cuore l&amp;igrave; dove il desiderio nasce. &amp;Egrave; tutto qui. Occorre un&amp;rsquo;attrattiva che attinga dove il desiderio nasce. E questo si pu&amp;ograve; solo domandare&lt;sup&gt;6&lt;/sup&gt;. Altrimenti si pu&amp;ograve; apparire giusti davanti agli uomini, ma non davanti a Dio che scruta i cuori. Perch&amp;eacute; anche se uno non va contro nessun comandamento, Dio che scruta i cuori sa che &lt;em&gt;preferirebbe&lt;/em&gt;, nel suo cuore, come desiderio, andare contro il comandamento. Soltanto che circostanze &amp;ndash; che sono comunque strumento del disegno del Signore &amp;ndash; gli impediscono o non favoriscono il soddisfare quello che come desiderio &lt;em&gt;preferirebbe&lt;/em&gt; (cfr. &lt;em&gt;De Spiritu et littera&lt;/em&gt; 8, 13-14). Se il peccato si compie al livello del desiderio, l&amp;rsquo;alternativa al peccato non pu&amp;ograve; che essere un&amp;rsquo;attrattiva che tocca il cuore l&amp;igrave; dove il desiderio nasce. L&amp;rsquo;alternativa pu&amp;ograve; essere solo un&amp;rsquo;attrattiva buona invece dell&amp;rsquo;impulso cattivo. Questa attrattiva buona si chiama anche carit&amp;agrave;. La carit&amp;agrave; (&lt;em&gt;dilectio&lt;/em&gt;) compiel&amp;rsquo;attrattiva (&lt;em&gt;delectatio&lt;/em&gt;) nell&amp;rsquo;abbraccio, nell&amp;rsquo;unit&amp;agrave; (cfr. &lt;em&gt;1Cor&lt;/em&gt; 6, 17).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;em&gt;De Spiritu et littera&lt;/em&gt; 12, 19-20&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	La legge, che &amp;egrave; buona e lodevole, &amp;egrave; usata dal peccato per aumentare il desiderio cattivo. Nella Lettera ai Romani, in particolare al capitolo 7, Paolo descrive questa dinamica. Nella prima Lettera ai Corinzi Paolo sintetizza cos&amp;igrave;: &amp;laquo;La forza del peccato &amp;egrave; la legge&amp;raquo; (&lt;em&gt;1Cor&lt;/em&gt; 15, 56). Ma il brano che leggiamo ora &amp;egrave; come pi&amp;ugrave; attuale. Non solo la legge di Dio, ma la conoscenza della verit&amp;agrave;, e la conoscenza stessa di Dio, di fatto, storicamente, &amp;egrave; lettera che uccide, conduce alla morte. Diventa lettera che uccide senza questa &lt;em&gt;delectatio&lt;/em&gt; (attrattiva). Per suggerire questo, Agostino legge il primo capitolo della Lettera ai Romani. Ed &amp;egrave; stata una sorpresa anche per me, quest&amp;rsquo;estate. Avevo letto tante volte il primo capitolo della Lettera ai Romani. Eppure &amp;egrave; proprio vero che, spesso, quando uno crede di sapere gi&amp;agrave; una cosa, non si accorge che essa &amp;egrave; diversa da come crede di sapere. Ho sempre detto che Paolo dice che sono &lt;em&gt;inescusabili&lt;/em&gt; gli uomini che non riconoscono l&amp;rsquo;esistenza del Creatore. Paolo non dice propriamente questo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;laquo;&lt;em&gt;Quia enim commendaverat pietatem fidei&lt;/em&gt; /&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Poich&amp;eacute; infatti aveva lodato la piet&amp;agrave; della fede&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; [&amp;egrave; bellissimo questo: la &lt;em&gt;pietas&lt;/em&gt; della fede. Che cos&amp;rsquo;&amp;egrave; la &lt;em&gt;pietas&lt;/em&gt; della fede? Agostino ha imparato da Ambrogio che &amp;laquo;il dovere pi&amp;ugrave; grande &amp;egrave; ringraziare&amp;raquo;&lt;sup&gt;7&lt;/sup&gt;. Non esiste dovere pi&amp;ugrave; grande di questo: rendere grazie] / &lt;em&gt;qua Deo iustificati grati esse debemus,&lt;/em&gt; / &lt;strong&gt;&lt;em&gt;per la quale dobbiamo essere grati a Dio perch&amp;eacute; per essa ci ha resi giusti,&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; / &lt;em&gt;velut contrarium quod detestaremur subinferens&lt;/em&gt; / &lt;strong&gt;&lt;em&gt;introducendo ci&amp;ograve; che si deve detestare come contrario&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; [Paolo] &lt;strong&gt;&lt;em&gt;dice:&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; / &lt;em&gt;&amp;ldquo;Revelatur enim&amp;rdquo;, inquit, &amp;ldquo;ira Dei de caelo&lt;/em&gt; / &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&amp;ldquo;L&amp;rsquo;ira di Dio si rivela dal cielo&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; / &lt;em&gt;super omnem impietatem et iniustitiam hominum eorum&lt;/em&gt; / &lt;strong&gt;&lt;em&gt;contro ogni empiet&amp;agrave; e ogni ingiustizia di quegli uomini&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; / &lt;em&gt;qui veritatem in iniquitate detinent,&lt;/em&gt; / &lt;strong&gt;&lt;em&gt;che soffocano&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; [ovvero imprigionano: &lt;em&gt;detinent&lt;/em&gt; pu&amp;ograve; indicare soffocare o imprigionare] &lt;strong&gt;&lt;em&gt;la verit&amp;agrave; nell&amp;rsquo;iniquit&amp;agrave;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; [conoscendo la verit&amp;agrave;, la soffocano, la imprigionano nell&amp;rsquo;iniquit&amp;agrave;. Come conoscono la verit&amp;agrave;?] / &lt;em&gt;quia quod notum est Dei manifestum est in illis,&lt;/em&gt; / &lt;strong&gt;&lt;em&gt;perch&amp;eacute; quello che di Dio si pu&amp;ograve; conoscere a loro &amp;egrave; manifesto,&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; / &lt;em&gt;Deus enim illis manifestavit&amp;rdquo;&lt;/em&gt; / &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Dio stesso lo ha loro manifestato&amp;rdquo;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	E qui c&amp;rsquo;&amp;egrave; una delle frasi pi&amp;ugrave; note di Paolo: &amp;laquo;&lt;em&gt;&amp;ldquo;Invisibilia enim eius&lt;/em&gt; / &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Infatti le sue perfezioni invisibili&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; / &lt;em&gt;a creatura mundi, per ea quae facta sunt, intellecta, conspiciuntur&lt;/em&gt; / &lt;strong&gt;&lt;em&gt;si possono vedere con l&amp;rsquo;intelligenza, dalla creazione del mondo, attraverso le cose che Lui ha fatto&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; [l&amp;rsquo;intelligenza dell&amp;rsquo;uomo attraverso le creature pu&amp;ograve; riconoscere l&amp;rsquo;esistenza dell&amp;rsquo;invisibile Creatore. Questo &amp;egrave; dogma di fede&lt;sup&gt;8&lt;/sup&gt;] / &lt;em&gt;sempiterna quoque virtus eius ac divinitas,&lt;/em&gt; / &lt;strong&gt;&lt;em&gt;e anche la sua eterna potenza e la sua divinit&amp;agrave;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; [attraverso le cose che ha creato, l&amp;rsquo;intelligenza umana pu&amp;ograve; riconoscere il Mistero eterno che crea. Pu&amp;ograve; riconoscere il Tu che crea]&lt;strong&gt;&lt;em&gt;,&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; / &lt;em&gt;ut sint inexcusabiles&lt;/em&gt; / &lt;strong&gt;&lt;em&gt;cos&amp;igrave; che essi sono inescusabili&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; / &lt;em&gt;quia cognoscentes Deum non ut Deum glorificaverunt aut gratias egerunt&amp;rdquo;&lt;/em&gt; / &lt;strong&gt;&lt;em&gt;perch&amp;eacute;, conoscendo Dio, non gli hanno dato gloria come Dio, non gli hanno reso grazie&amp;rdquo;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&amp;raquo;.Paolo non parla degli atei, non parla di coloro che non ammettono l&amp;rsquo;esistenza di Dio. Sono inescusabili coloro che, conoscendo Dio, non gli rendono grazie. Quindi non Lo riconoscono come Dio dal momento che non gli rendono grazie. Perch&amp;eacute; non si conosce veramente se non nella gratitudine. Un essere &lt;em&gt;vivente e personale&lt;/em&gt; non si conosce veramente se non perch&amp;eacute; si &amp;egrave; grati che ci sia, che sia per noi. Non si conosce se non rende lieti che sia per noi. Al di fuori della letizia che sia per noi, e quindi al di fuori della gratitudine, non si conosce veramente&lt;sup&gt;9&lt;/sup&gt;;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;laquo;&lt;em&gt;&amp;ldquo;sed evanuerunt in cogitationibus suis.&lt;/em&gt; / &lt;strong&gt;&lt;em&gt;e sono impazziti nei loro pensieri&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; [non gli atei, non i nichilisti, non i cinici. Ma coloro che ammettono l&amp;rsquo;esistenza di Dio]&lt;strong&gt;.&lt;/strong&gt; / &lt;em&gt;Et obscuratum est insipiens cor eorum,&lt;/em&gt; / &lt;strong&gt;&lt;em&gt;E il loro cuore insipiente &amp;egrave; diventato tenebroso&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; / &lt;em&gt;dicentes se esse sapientes stulti facti sunt&amp;rdquo;&lt;/em&gt; / &lt;strong&gt;&lt;em&gt;e poich&amp;eacute; si sono dichiarati sapienti sono diventati stolti&amp;rdquo;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&amp;raquo;. Siccome sono teisti, cio&amp;egrave; ammettono Dio, si ritengono sapienti rispetto agli altri. Anche in questo caso vale la parabola del fariseo e del pubblicano (cfr. &lt;em&gt;Lc&lt;/em&gt; 18, 9-14).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	E, concludendo, Paolo sembra anticipare l&amp;rsquo;accenno di Agostino circa i platonici. I platonici, con tutto il loro parlare di Dio, &amp;laquo;pensano che occorra offrire onori di riti sacri e di sacrifici ai demoni&amp;raquo;&lt;sup&gt;10&lt;/sup&gt;; &amp;laquo;&lt;em&gt;&amp;ldquo;et mutaverunt gloriam incorruptibilis Dei in similitudinem imaginis corruptibilis hominis et volucrum et quadrupedum e serpentium&amp;rdquo;&lt;/em&gt; / &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&amp;ldquo;e hanno cambiato la gloria del Dio incorruttibile con immagini dell&amp;rsquo;uomo corruttibile, di uccelli, di animali e di rettili&amp;rdquo;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Cos&amp;igrave; san Paolo. Qui comincia il commento di Agostino. &amp;laquo;&lt;em&gt;Vide quemadmodum non eos dixerit veritatis ignaros&lt;/em&gt; / &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Vedi come ha detto non che hanno ignorato la verit&amp;agrave;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; [non sono ignari della verit&amp;agrave; questi uomini inescusabili], / &lt;em&gt;sed quod veritatem in iniquitate detinuerint.&lt;/em&gt; / &lt;strong&gt;&lt;em&gt;ma che hanno soffocato la verit&amp;agrave; nell&amp;rsquo;iniquit&amp;agrave;.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; / &lt;em&gt;Et quia occurrebat animo ut quaereretur unde illis esse potuerit cognitio veritatis&lt;/em&gt; / &lt;strong&gt;&lt;em&gt;E siccome si affacciava all&amp;rsquo;animo la domanda da dove a loro potesse essere venuta la conoscenza della verit&amp;agrave;,&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; / &lt;em&gt;quibus Deus legem non dederat,&lt;/em&gt; / &lt;strong&gt;&lt;em&gt;loro ai quali Dio non aveva dato la legge&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; [che non avevano ricevuto la legge, cio&amp;egrave; che non avevano la rivelazione storica]&lt;strong&gt;&lt;em&gt;,&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; / &lt;em&gt;neque hoc tacuit unde habere potuerint:&lt;/em&gt; / [l&amp;rsquo;apostolo] &lt;strong&gt;&lt;em&gt;non ha taciuto da dove questi uomini poterono avere la conoscenza della verit&amp;agrave;:&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; / &lt;em&gt;per visibilia namque creaturae&lt;/em&gt; / &lt;strong&gt;&lt;em&gt;attraverso le cose visibili della creazione&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; [questo &amp;egrave; il realismo di Paolo. La verit&amp;agrave; comunque si conosce sempre e solo attraverso le cose visibili della creazione, attraverso la realt&amp;agrave; creata] / &lt;em&gt;pervenisse eos dixit ad intelligentiam invisibilium Creatoris,&lt;/em&gt; / &lt;strong&gt;&lt;em&gt;essi pervennero, ha detto, all&amp;rsquo;intelligenza delle perfezioni invisibili del Creatore,&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; / &lt;em&gt;quoniam revera sic magna ingenia quaerere perstiterunt sic invenire potuerunt&lt;/em&gt; / &lt;strong&gt;&lt;em&gt;poich&amp;eacute; in realt&amp;agrave; i grandi ingegni, perseverando nel cercare, riuscirono a trovare&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&amp;raquo;. Qui &amp;egrave; molto bello, perch&amp;eacute; Agostino ha compassione della loro perseveranza nel cercare. Quando si dichiarano sapienti da s&amp;eacute; stessi, allora diventano &lt;em&gt;inescusabili&lt;/em&gt;. Ma il loro tentativo commuove. Questa perseveranza nel cercare &amp;egrave; stata l&amp;rsquo;espressione poetica anche di questi ultimi secoli. Leopardi per esempio ha perseverato nel cercare, Pavese ha perseverato nel cercare. In alcuni momenti hanno intuito. E quindi li chiama &lt;em&gt;magna ingenia&lt;/em&gt; / di intelligenza grande. Le domande del pastore errante dell&amp;rsquo;Asia sono le domande del cuore di ogni uomo e sono una cosa commovente&lt;sup&gt;11&lt;/sup&gt;. Cos&amp;igrave; &amp;egrave; umano, quando un bimbo nasce e quando una persona muore, domandarsi se c&amp;rsquo;&amp;egrave; qualcosa per cui val la pena vivere e morire.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;laquo;&lt;em&gt;Ubi ergo impietas?&lt;/em&gt; /&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Allora dov&amp;rsquo;&amp;egrave; l&amp;rsquo;empiet&amp;agrave;?&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; / &lt;em&gt;&amp;ldquo;Quia&amp;rdquo; videlicet &amp;ldquo;cum cognovissent Deum, non sicut Deum glorificaverunt aut gratias egerunt&lt;/em&gt; / [qui ripete le parole di Paolo, &lt;em&gt;Rm&lt;/em&gt; 1, 21] &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&amp;ldquo;Perch&amp;eacute;, avendo conosciuto Dio, non Lo hanno glorificato come Dio e non gli hanno reso grazie,&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; / &lt;em&gt;sed evenuerunt in cogitationibus suis&amp;rdquo;&lt;/em&gt;/ &lt;strong&gt;&lt;em&gt;ma hanno vaneggiato nei loro pensieri&amp;rdquo;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&amp;raquo;. Non &amp;egrave; innanzitutto un problema di incoerenza morale il non renderGli grazie. Il non renderGli grazie vuol dire non riconoscerLo come Dio. Vuol dire non accorgersi che Lo si riconosce in quanto &amp;egrave; Lui che nella creazione si rivela. L&amp;rsquo;iniziativa &amp;egrave; del Mistero&lt;sup&gt;12&lt;/sup&gt;. Quando invece uno si vanta di arrivare lui a &lt;em&gt;comprendere&lt;/em&gt; Dio, ci&amp;ograve; di cui parla &lt;em&gt;non &amp;egrave; Dio&lt;/em&gt;, &amp;egrave; &lt;em&gt;altro da Dio&lt;/em&gt;&lt;sup&gt;13&lt;/sup&gt;. Il non renderGli grazie non &amp;egrave; innanzitutto una questione di incoerenza morale. Il rendere grazie &amp;egrave; all&amp;rsquo;origine della possibilit&amp;agrave; stessa di riconoscere l&amp;rsquo;esistenza del Mistero come Mistero. Lo si pu&amp;ograve; riconoscere nello stupore. Anche a livello creaturale, Lo si riconosce per stupore. Lo si riconosce perch&amp;eacute; Lui nella creazione si manifesta. Nella bellezza della creazione si manifesta&lt;sup&gt;14&lt;/sup&gt;. La bellezza pur fragile delle cose create lascia intravvedere il Creatore, &amp;egrave; testimonianza del Creatore&lt;sup&gt;15&lt;/sup&gt;. Quindi il renderGli grazie non &amp;egrave; innanzitutto una conseguenza morale. Non Lo si riconosce come Mistero se non rendendo grazie. Diventa &lt;em&gt;una proiezione di s&amp;eacute;&lt;/em&gt;, non &amp;egrave; il Mistero che si rivela nella realt&amp;agrave; creata, se non Gli si rende grazie. Se &amp;egrave; &lt;em&gt;una proiezione di s&amp;eacute;&lt;/em&gt;, dalla religione possono nascere pazzie e violenze grandi&lt;sup&gt;16&lt;/sup&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;laquo;&lt;em&gt;Eorum proprie vanitas morbus est&lt;/em&gt; / &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Vaneggiare&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; [impazzire] &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&amp;egrave; propriamente la loro malattia&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; [la malattia di chi pure conosce la verit&amp;agrave;] &lt;strong&gt;&lt;em&gt;,&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; / &lt;em&gt;qui se ipsos seducunt&lt;/em&gt; / &lt;strong&gt;&lt;em&gt;in quanto ingannano s&amp;eacute; stessi&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; / &lt;em&gt;dum videntur sibi aliquid esse cum nihil sint&lt;/em&gt; [cfr. &lt;em&gt;Gal&lt;/em&gt; 6, 3] / [questa &amp;egrave; la frase che dice tutto] &lt;strong&gt;&lt;em&gt;perch&amp;eacute; si credono qualcosa, mentre non sono niente&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&amp;raquo;. Si credono talmente qualcosa che, in un&amp;rsquo;altra opera, Agostino dice che sicreano Dio&lt;sup&gt;17&lt;/sup&gt;. Quel Dio che affermano &amp;egrave; una creatura loro, non &amp;egrave; il Mistero che si manifesta. Si credono talmente qualcosa che creano loro Dio. Non riconoscono quell&amp;rsquo;originale dipendenza, non hanno quella &lt;em&gt;reverentia&lt;/em&gt; cui accenna anche Tacito&lt;sup&gt;18&lt;/sup&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;laquo;&lt;em&gt;Denique hoc tumore superbiae sese obumbrantes&lt;/em&gt; / &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Poi ottenebrando s&amp;eacute; stessi con questo cancro della superbia,&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; / &lt;em&gt;cuius pedem sibi non venire deprecatur sanctus ille cantator qui dixit: &amp;ldquo;In lumine tuo videbimus lumen&amp;rdquo;,&lt;/em&gt; / &lt;strong&gt;&lt;em&gt;dal cui piede il salmista aveva pregato di non essere raggiunto quando disse: &amp;ldquo;Nella tua luce vedremo la luce&amp;rdquo;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; [&lt;em&gt;Ps&lt;/em&gt; 35, 10] [per quanto riguarda la conoscenza naturale di Dio, il versetto del salmo &amp;laquo;Nella tua luce vedremo la luce&amp;raquo; vuol dire semplicemente che le creature in quanto creature sono testimonianza del Creatore. La creatura visibile &amp;egrave; segno, lascia intravvedere l&amp;rsquo;esistenza del Creatore invisibile]&lt;strong&gt;&lt;em&gt;,&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; / &lt;em&gt;ab ipso lumine incommutabilis veritatis aversi sunt &amp;ldquo;et obscuratum est insipiens cor eorum&amp;rdquo;.&lt;/em&gt; / &lt;strong&gt;&lt;em&gt;da questa luce della verit&amp;agrave; che non muta si sono allontanati&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; [si sono allontanati da questo stupore creaturale] &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&amp;ldquo;e il loro cuore insipiente &amp;egrave; diventato tenebra&amp;rdquo;.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; / &lt;em&gt;Non enim sapiens cor quamvis cognovissent Deum&lt;/em&gt; / &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Un cuore dunque che non &amp;egrave; sapiente, bench&amp;eacute; abbiano conosciuto Dio,&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; / &lt;em&gt;sed insipiens potius,&lt;/em&gt; / &lt;strong&gt;&lt;em&gt;ma piuttosto insipiente,&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; / &lt;em&gt;quia non sicut Deum glorificaverunt aut gratias egerunt&lt;/em&gt; / &lt;strong&gt;&lt;em&gt;perch&amp;eacute; non hanno a Lui dato gloria come Dio e reso grazie&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&amp;raquo;. Quindi non Lo hanno riconosciuto come Dio. Ci&amp;ograve; di cui parlano &amp;egrave; un idolo cio&amp;egrave; un&amp;rsquo;immagine loro, una proiezione di s&amp;eacute;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;laquo;&lt;em&gt;&amp;ldquo;Dixit&amp;rdquo; enim &amp;ldquo;homini: Ecce pietas est sapientia&amp;rdquo;&lt;/em&gt; [&lt;em&gt;Gb&lt;/em&gt; 28, 28]. / &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Infatti &amp;ldquo;disse all&amp;rsquo;uomo: la sapienza &amp;egrave; la piet&amp;agrave;&amp;rdquo;.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; / &lt;em&gt;Ac per hoc &amp;ldquo;dicentes se esse sapientes&amp;rdquo;, quod non aliter intellegendum est nisi hoc ipsum sibi tribuentes, &amp;ldquo;stulti facti sunt&amp;rdquo;&lt;/em&gt; [&lt;em&gt;Rm&lt;/em&gt; 1, 22]. / &lt;strong&gt;&lt;em&gt;E per questo, &amp;ldquo;dicendo di essere sapienti&amp;rdquo;, cosa che non si pu&amp;ograve; intendere diversamente se non nel senso che si sono attribuiti ci&amp;ograve; da loro stessi, &amp;ldquo;sono diventati stolti&amp;rdquo;.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; / &lt;em&gt;Iam quae sequuntur quid opus est dicere?&lt;/em&gt; / &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Che bisogno c&amp;rsquo;&amp;egrave; di aggiungere ormai altre cose?&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; / &lt;em&gt;Per hanc quippe impietatem illi homines &amp;ndash; illi, inquam, homines, qui per creaturam Creatorem cognoscere potuerunt &amp;ndash;&lt;/em&gt; / &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Attraverso questa empiet&amp;agrave;, quegli uomini &amp;ndash; quegli uomini, dico, che hanno potuto conoscere il Creatore attraverso la realt&amp;agrave; creata &amp;ndash;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; / &lt;em&gt;quo prolapsi, cum Deus superbis resistit, atque ubi demersi sint,&lt;/em&gt; / &lt;strong&gt;&lt;em&gt;dove siano caduti, perch&amp;eacute; Dio resiste ai superbi, e dove siano affondati,&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; / &lt;em&gt;melius ipsius epistolae consequentia docent&lt;/em&gt; / &lt;strong&gt;&lt;em&gt;le parti che seguono di questa stessa lettera&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; [la Lettera ai Romani] &lt;strong&gt;&lt;em&gt;lo dicono meglio&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; / &lt;em&gt;quam hic commemoratur a nobis&lt;/em&gt; / &lt;strong&gt;&lt;em&gt;di quanto possiamo ricordarlo ora noi&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&amp;raquo;. Questi uomini hanno ammesso l&amp;rsquo;esistenza di Dio, ma non gli hanno reso grazie e si sono attribuiti loro da loro stessi di essere sapienti, come se fosse una loro bravura arrivare a conoscere l&amp;rsquo;esistenza del Creatore.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;laquo;[...]&lt;em&gt;Non in eo nos divinitus adiuvari ad operandam iustitiam quod legem Deus dedit plenam bonis sanctisque praeceptis,&lt;/em&gt; / [...] &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Noi non siamo aiutati da Dio nell&amp;rsquo;operare la giustizia&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; [nel fare il bene] &lt;strong&gt;&lt;em&gt;dal fatto che Dio ha dato una legge piena di santi e buoni comandamenti,&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; / &lt;em&gt;sed quod ipsa voluntas nostra, sine qua operari bonum non possumus, adiuvetur et erigatur impertito spiritu gratiae&lt;/em&gt; / &lt;strong&gt;&lt;em&gt;ma dal fatto che la nostra stessa volont&amp;agrave;, senza la quale non possiamo fare il bene, &amp;egrave; aiutata ed &amp;egrave; destata dal dono dello Spirito della grazia&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&amp;raquo;. &amp;Egrave; buona la legge. Ma la legge non pu&amp;ograve; destare la volont&amp;agrave; di compiere quel bene che indica. Anzi la legge di per s&amp;eacute; conferma e stimola il desiderio cattivo. Dio aiuta e desta la volont&amp;agrave; a fare il bene attraverso il suo dono, il dono della sua grazia;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;laquo;&lt;em&gt;sine quo adiutorio&lt;/em&gt; / &lt;strong&gt;&lt;em&gt;e senza questo aiuto&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; / &lt;em&gt;doctrina illa littera est occidens.&lt;/em&gt; / &lt;strong&gt;&lt;em&gt;quella dottrina&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; [il sapere che Dio esiste e il conoscere la legge di Dio] &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&amp;egrave; lettera che uccide.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; / &lt;em&gt;Quia reos potius praevaricationis tenet quam iustificat impios.&lt;/em&gt; / &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Perch&amp;eacute; la dottrina rende i peccatori anche prevaricatori, piuttosto che rendere gli empi giusti.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; / &lt;em&gt;Nam sicut illis per creaturam cognitoribus Creatoris ea ipsa cognitio nihil profuit ad salutem,&lt;/em&gt; / &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Infatti come per coloro che hanno conosciuto il Creatore attraverso la realt&amp;agrave; creata, quella stessa conoscenza non &amp;egrave; servita nulla alla salvezza,&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; / &lt;em&gt;&amp;ldquo;quia cognoscentes Deum non sicut Deum glorificaverunt aut gratias egerunt dicentes se esse sapientes&amp;rdquo;&lt;/em&gt; [&lt;em&gt;Rm&lt;/em&gt; 1, 21]&lt;em&gt;,&lt;/em&gt; / &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&amp;ldquo;perch&amp;eacute;, conoscendo Dio, non hanno reso gloria e grazie a Lui come Dio, anzi&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; [attribuendoa s&amp;eacute; questa conoscenza di Dio] &lt;strong&gt;&lt;em&gt;si sono detti sapienti&amp;rdquo;,&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; / &lt;em&gt;ita eos qui per legem Dei cognoscunt quemadmodum sit homini vivendum&lt;/em&gt; / &lt;strong&gt;&lt;em&gt;cos&amp;igrave; quelli che attraverso la legge di Dio conoscono in che modo l&amp;rsquo;uomo debba comportarsi,&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; / &lt;em&gt;non iustificat ipsa cognitio&lt;/em&gt; / &lt;strong&gt;&lt;em&gt;questa stessa conoscenza non li rende giusti &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; / &lt;em&gt;&amp;ldquo;quia suam iustitiam volentes constituere iustitiae Dei non sunt subiecti&amp;rdquo;&lt;/em&gt; [&lt;em&gt;Rm&lt;/em&gt; 10, 3] / &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&amp;ldquo;perch&amp;eacute;, volendo stabilire la propria giustizia, non sono sottomessi alla giustizia che viene da Dio&amp;rdquo;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Ho letto questi due brani non solo per i suggerimenti d&amp;rsquo;intelligenza circa le condizioni attuali della Chiesa e del mondo. Li ho letti perch&amp;eacute; si comprenda a che livello debba agire l&amp;rsquo;attrattiva della grazia perch&amp;eacute; noi possiamo operare il bene. Ad un livello che non &amp;egrave; in mano nostra. Il nostro desiderio, che &amp;egrave; la cosa pi&amp;ugrave; povera e pi&amp;ugrave; nostra che abbiamo, non &amp;egrave; in mano nostra. Il nostro desiderio, che sorge dal cuore, non &amp;egrave; peccato, ma ferito dal peccato decade e alla lunga al peccato conduce. Allora occorre un&amp;rsquo;altra cosa, un&amp;rsquo;altra attrattiva, un altro stupore che desti e sorregga il desiderio, che desti e sorregga la volont&amp;agrave;. Come quando i primi correvano dietro a Francesco. O meglio &amp;ndash; come Dante suggerisce in modo mirabile &amp;ndash; correvano dietro all&amp;rsquo;attrattiva cui Francesco correva dietro&lt;sup&gt;19&lt;/sup&gt;. Per questo bisogna domandare di essere misericordiosi. Non si pu&amp;ograve; che essere misericordiosi&lt;sup&gt;20&lt;/sup&gt;. Infatti se l&amp;rsquo;esperienza di questa attrattiva (l&amp;rsquo;esperienza di questo correre dietro) non &amp;egrave; stata cos&amp;igrave; presente nella vita, e se la memoria di questa attrattiva non si rinnova nel presente&lt;sup&gt;21&lt;/sup&gt; (e se non si rinnova nel presente, il passato non &amp;egrave; memoria, anzi pu&amp;ograve; diventare bestemmia), non si pu&amp;ograve; agire bene&lt;sup&gt;22&lt;/sup&gt;. &amp;Egrave; letterale: &amp;laquo;senza di me non potete far nulla&amp;raquo; (&lt;em&gt;Gv&lt;/em&gt; 15, 5)&lt;sup&gt;23&lt;/sup&gt;. Niente. Niente vuol dire che neppure il destarsi del desiderio &amp;egrave; in mano nostra, che non si pu&amp;ograve; comandare al desiderio. Occorre un&amp;rsquo;altra attrattiva che desti il desiderio. Un&amp;rsquo;altra cosa, &lt;em&gt;pi&amp;ugrave; bella&lt;/em&gt;. Se uno ha sperimentato il correr dietro a questa concupiscenza pi&amp;ugrave; bella, sa di che cosa si tratta&lt;sup&gt;24&lt;/sup&gt;. E allora, nonostante i tradimenti, &amp;egrave; facile riprendersi, perch&amp;eacute; occorre un odio diabolico per non riconoscere che &amp;egrave; &lt;em&gt;pi&amp;ugrave; bella&lt;/em&gt;. E cos&amp;igrave;, riconoscendo che &amp;egrave; &lt;em&gt;pi&amp;ugrave; bella&lt;/em&gt;,anche solo da lontano, piangere per questa cosa &lt;em&gt;pi&amp;ugrave; bella&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Volevo accennare a un brano di sant&amp;rsquo;Ambrogio nell&amp;rsquo;Antico Breviario Ambrosiano&lt;sup&gt;25&lt;/sup&gt;. Ambrogio evidenzia di pi&amp;ugrave; non solo che la legge &amp;egrave; buona, ma il fatto che, quando uno incontra la grazia, si accorge che la legge tutta accenna alla grazia del Signore&lt;sup&gt;26&lt;/sup&gt;. &amp;Egrave; bellissimo. Ambrogio aggiunge che &amp;laquo;[la legge] &lt;em&gt;tyrannicis mundi istius potestatibus&lt;/em&gt; [...] &lt;em&gt;inclusa cohibetur&lt;/em&gt; / &amp;egrave; tenuta rinchiusa in un carcere dalle potenze tiranniche di questo mondo&amp;raquo;. Perch&amp;eacute; la legge, che &amp;egrave; buona, &amp;egrave; tenuta in carcere? &amp;laquo;&lt;em&gt;Quo minus lucem dominicae resurrectionis effunderet&lt;/em&gt; / perch&amp;eacute; non faccia risplendere la luce della risurrezione del Signore&amp;raquo;. La legge &amp;egrave; gi&amp;agrave; un riflesso della risurrezione del Signore. Quindi lo stupore creaturale, lo stupore di fronte alle cose belle e buone, se rimane originario stupore, se non &amp;egrave; attribuito a s&amp;eacute;, se rimane apertura e attesa creaturale, come quella di un bambino&lt;sup&gt;27&lt;/sup&gt;, rimanda alla risurrezione del Signore. In Ambrogio, da questo punto di vista, la positivit&amp;agrave; della legge &amp;egrave; come pi&amp;ugrave; evidenziata.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;strong&gt;Note&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;sup&gt;1&lt;/sup&gt; Agostino, &lt;em&gt;De Spiritu et littera&lt;/em&gt; 4, 6.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;sup&gt;2&lt;/sup&gt; Cfr. Concilio di Trento, decreto &lt;em&gt;De peccato originali&lt;/em&gt;, can. V (&lt;em&gt;Denzinger&lt;/em&gt; 1515).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;sup&gt;3&lt;/sup&gt; Agostino, &lt;em&gt;De vera religione&lt;/em&gt; 39, 72: &amp;laquo;Quid igitur restat, unde non possit anima recordari primam pulchritudinem quam reliquit, &lt;strong&gt;quando de ipsis suis vitiis potest?&lt;/strong&gt; Ita enim Sapientia Dei pertendit usque in finem fortiter. Ita per hanc summus ille artifex opera sua in unum finem decoris ordinata contexuit. Ita illa bonitas a summo ad extremum nulli pulchritudini, quae ab ipso solo esse posset, invidit; &lt;strong&gt;ut nemo ab ipsa veritate deiciatur, qui non excipiatur ab aliqua effigie veritatis&amp;raquo;&lt;/strong&gt;; cfr. N. Cipriani, &lt;em&gt;Lo schema dei &lt;/em&gt; tria vitia&lt;em&gt; (&lt;/em&gt; voluptas, superbia, curiositas&lt;em&gt;) nel &lt;/em&gt; De vera religione: &lt;em&gt;antropologia soggiacente e fonti&lt;/em&gt;, in &lt;em&gt;Augustinianum &lt;/em&gt; 38 (1998), pp. 157-195.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;sup&gt;4&lt;/sup&gt; Cfr. Tommaso d&amp;rsquo;Aquino, &lt;em&gt;Summa theologiae&lt;/em&gt; I-II q. 107 a. 4: &amp;laquo;Sed contra est quod dicitur Matth. XI, &amp;ldquo;venite ad me omnes qui laboratis et onerati estis&amp;rdquo;. Quod exponens Hilarius dicit, &amp;ldquo;legis difficultatibus laborantes, et peccatis saeculi oneratos, ad se advocat&amp;rdquo;. Et postmodum de iugo Evangelii subdit, &amp;ldquo;iugum enim meum suave est, et onus meum leve&amp;rdquo;. &lt;strong&gt;Ergo lex nova est levior quam vetus&lt;/strong&gt;&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;sup&gt;5&lt;/sup&gt; Cfr. Agostino, &lt;em&gt;De Spiritu et littera&lt;/em&gt; 3, 5: &amp;laquo;Nos autem dicimus humanam voluntatem sic divinitus adiuvari ad faciendam iustitiam, ut praeter quod creatus est homo cum libero arbitrio praeterque doctrinam qua ei praecipitur quemadmodum vivere debeat &lt;strong&gt;accipiat Spiritum Sanctum, quo fiat in animo eius delectatio dilectioque summi illius atque incommutabilis boni, quod Deus est&lt;/strong&gt;, etiam nunc cum per fidem ambulatur, nondum per speciem, ut hac sibi velut arra data gratuiti muneris &lt;strong&gt;inardescat inhaerere&lt;/strong&gt; Creatori atque &lt;strong&gt;inflammetur accedere&lt;/strong&gt; ad participationem illius veri luminis, ut ex illo ei bene sit, a quo habet ut sit&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;sup&gt;6&lt;/sup&gt; Cfr. Agostino, &lt;em&gt;In Evangelium Ioannis&lt;/em&gt; XXVI, 2: &amp;laquo;&amp;ldquo;Nolite murmurare ad invicem&amp;rdquo;. Tamquam dicens: Scio quare non esuriatis, et istum panem non intellegatis neque quaeratis. &amp;ldquo;Nolite murmurare ad invicem: nemo potest venire ad me, nisi Pater qui misit me, traxerit eum&amp;rdquo;. Magna gratiae commendatio! Nemo venit nisi tractus. Quem trahat et quem non trahat, quare illum trahat et illum non trahat, noli velle iudicare, si non vis errare. &lt;strong&gt;Semel accipe, et intellege: nondum traheris? Ora ut traharis&lt;/strong&gt;. Quid hic dicimus, fratres? Si trahimur ad Christum, ergo inviti credimus; ergo violentia adhibetur, non voluntas excitatur. Intrare quisquam ecclesiam potest nolens, accedere ad altare potest nolens, accipere Sacramentum potest nolens: &lt;strong&gt;credere non potest nisi volens&lt;/strong&gt;. Si corpore crederetur, fieret in nolentibus: sed non corpore creditur. Apostolum audi: &amp;ldquo;Corde creditur ad iustitiam&amp;rdquo;. Et quid sequitur? &amp;ldquo;Ore autem confessio fit ad salutem&amp;rdquo;. &lt;strong&gt;De radice cordis surgit ista confessio&lt;/strong&gt;&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;sup&gt;7&lt;/sup&gt; Cfr. Ambrogio, &lt;em&gt;De excessu fratris sui Satyri&lt;/em&gt; I, 44: &amp;laquo;&lt;strong&gt;Nullum referenda gratia maius esse officium&lt;/strong&gt;&amp;raquo;; cfr. &lt;em&gt;Ti adoro (del mattino)&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;Ti adoro (della sera)&lt;/em&gt;, in &lt;em&gt;Chi prega si salva&lt;/em&gt;, 30Giorni, Roma 2001, p. 10.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;sup&gt;8&lt;/sup&gt; Cfr. Concilio ecumenico Vaticano I, costituzione dogmatica &lt;em&gt;Dei Filius&lt;/em&gt;, cap. 2: &lt;em&gt;De revelatione&lt;/em&gt; (&lt;em&gt;Denzinger&lt;/em&gt; 3004): &amp;laquo;Eadem sancta mater Ecclesia tenet et docet, Deum, rerum omnium principium et finem, naturali humanae rationis lumine e rebus creatis certo cognosci posse; &amp;ldquo;invisibilia enim ipsius, a creatura mundi, per ea quae facta sunt, intellecta conspiciuntur&amp;rdquo; [&lt;em&gt;Rm&lt;/em&gt; 1, 20]: attamen placuisse eius sapientiae et bonitati, alia eaque supernaturali via se ipsum ac aeterna voluntatis suae decreta humano generi revelare, dicente Apostolo: &amp;ldquo;Multifariam multisque modis olim Deus loquens patribus in Prophetis: novissime diebus istis locutus est nobis in Filio&amp;rdquo; [&lt;em&gt;Eb&lt;/em&gt; 1,1s; &lt;em&gt;De revelatione&lt;/em&gt;, can. 1: &amp;laquo;Si quis dixerit, Deum unum et verum, creatorem et Dominum nostrum, per ea quae facta sunt, naturali rationis humanae lumine certo cognosci non posse: anathema sit&amp;raquo;]&amp;raquo;; cfr. J. Ratzinger, &lt;em&gt;Guardare Cristo. Esercizi di fede, speranza e carit&amp;agrave;&lt;/em&gt;, Jaca Book, Milano 1989, p. 25 e nota 10: &amp;laquo;Si pu&amp;ograve; continuare a dire con Tommaso che l&amp;rsquo;incredulit&amp;agrave; &amp;egrave; innaturale, ma occorre aggiungere nello stesso tempo che l&amp;rsquo;uomo non pu&amp;ograve; completamente illuminare lo strano crepuscolo circa la questione dell&amp;rsquo;Eterno, cos&amp;igrave; che Dio deve prendere l&amp;rsquo;iniziativa di venirgli incontro, deve parlargli se deve aver luogo una vera relazione con Lui [questa &amp;egrave; esattamente la dottrina del Vaticano I sulla conoscenza umana di Dio. Cfr. soprattutto il capitolo secondo della costituzione &lt;em&gt;Dei Filius&lt;/em&gt; (&lt;em&gt;Denzinger&lt;/em&gt; 3004-3007); cfr. nel volume &lt;em&gt;De doctrina Concilii Vaticani Primi&lt;/em&gt;, Libreria Editrice Vaticana, 1969, gli apporti di R. Aubert (pp. 46-121) e di G. Paradis (pp. 221-282)]&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;sup&gt;9&lt;/sup&gt; Cfr. L. Giussani, &lt;em&gt;&amp;laquo;Torna a Surriento&amp;raquo;&lt;/em&gt;, in &lt;em&gt;L&amp;rsquo;autocoscienza del cosmo&lt;/em&gt;, Bur, Milano 2000, pp. 213-229; cfr. H. Schlier, &lt;em&gt;Linee fondamentali di una teologia paolina&lt;/em&gt;, Queriniana, Brescia 1990, pp. 28-36.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;sup&gt;10&lt;/sup&gt; Cfr. Agostino, &lt;em&gt;De civitate Dei&lt;/em&gt; X, 1, 1: &amp;laquo;Sed quia ipsi quoque sive cedentes vanitati errorique populorum sive, ut ait Apostolus, &amp;ldquo;evanescentes in cogitationibus suis&amp;rdquo;&amp;ensp;multos deos colendos ita putaverunt vel putari voluerunt, &lt;strong&gt;ut quidam eorum etiam daemonibus divinos honores sacrorum et sacrificiorum deferendos esse censerent&lt;/strong&gt;&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;sup&gt;11&lt;/sup&gt; &amp;laquo;Spesso quand&amp;rsquo;io ti miro / star cos&amp;igrave; muta in sul deserto piano, / che, in suo giro lontano, al ciel confina; / ovver con la mia greggia / seguirmi viaggiando a mano a mano; / e quando miro in cielo arder le stelle; / dico fra me pensando: / a che tante facelle? / Che fa l&amp;rsquo;aria infinita, e quel profondo / infinito seren? Che vuol dir questa / solitudine immensa? Ed io che sono? / Cos&amp;igrave; meco ragiono...&amp;raquo; (cfr. L. Giussani, &lt;em&gt;Il senso di Dio e l&amp;rsquo;uomo moderno&lt;/em&gt;, Bur, Milano 1994, p. 11).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;sup&gt;12&lt;/sup&gt; Cfr. L. Giussani, &lt;em&gt;Un luogo&lt;/em&gt;, in &lt;em&gt;30Giorni&lt;/em&gt;, n. 11, novembre 2000, pp. 55-62.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;sup&gt;13&lt;/sup&gt; Cfr. Agostino, &lt;em&gt;Sermones&lt;/em&gt; 52, 6, 16: &amp;laquo;Quid ergo dicamus, fratres, de Deo? Si enim quod vis dicere, si cepisti, &lt;strong&gt;non est Deus&lt;/strong&gt;. Si comprehendere potuisti, &lt;strong&gt;aliud pro Deo&lt;/strong&gt;comprehendisti. Si quasi comprehendere potuisti, cogitatione tua te decepisti. Hoc ergo non est, si comprehendisti; si autem hoc est, non comprehendisti. Quid ergo vis loqui, quod comprehendere non potuisti?&amp;raquo;; cfr. Tommaso d&amp;rsquo;Aquino, &lt;em&gt;Summa contra gentiles&lt;/em&gt; I, 30, 4: &amp;laquo;&lt;strong&gt;Non enim de Deo capere possumus quid est, sed quid non est&lt;/strong&gt;, et qualiter alia se habeant ad ipsum, ut ex supra dictis patet&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;sup&gt;14&lt;/sup&gt; Cfr. Tommaso d&amp;rsquo;Aquino, &lt;em&gt;In librum beati Dionysii&lt;/em&gt; De divinis nominibus &lt;em&gt;expositio&lt;/em&gt; IV, 5: &amp;laquo;Unde patet quod &lt;strong&gt;ex divina pulchritudine esse omnium derivatur&lt;/strong&gt;&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;sup&gt;15&lt;/sup&gt; Cfr. Agostino, &lt;em&gt;Sermones&lt;/em&gt; 241, 2: &amp;laquo;&lt;strong&gt;Unde &amp;ldquo;cognoscentes&amp;rdquo;? Ex his quae fecit&lt;/strong&gt;. Interroga pulchritudinem terrae, interroga pulchritudinem maris, interroga pulchritudinem dilatati et diffusi aeris, interroga pulchritudinem coeli, interroga ordinem siderum, interroga solem fulgore suo diem clarificantem, interroga lunam splendore subsequentis noctis tenebras temperantem, interroga animalia quae moventur in aquis, quae morantur in terris, quae volitant in aere; latentes animas, perspicua corpora; visibilia regenda, invisibiles regentes: interroga ista. Respondent tibi omnia: Ecce vide, pulchra sumus. &lt;strong&gt;Pulchritudo eorum, confessio eorum&lt;/strong&gt;&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;sup&gt;16&lt;/sup&gt; Cfr. rubrica &amp;ldquo;Spicchi&amp;rdquo;, &lt;em&gt;Senso religioso e fede/1. Papa: &amp;laquo;Quelle forme aberranti del sentimento religioso...&amp;raquo;&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;Senso religioso e fede/2. Ratzinger: &amp;laquo;Le patologie religiose che emergono necessariamente quando mancano vere risposte&amp;raquo;&lt;/em&gt;, in &lt;em&gt;30Giorni&lt;/em&gt;, n. 12, dicembre 2000, pp. 34-35.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;sup&gt;17&lt;/sup&gt; Cfr. Agostino, &lt;em&gt;De gratia et libero arbitrio&lt;/em&gt; 19, 40: &amp;laquo;Et pelagiani &lt;strong&gt;etiam ipsum Deum&lt;/strong&gt; non ex Deo, sed &lt;strong&gt;ex semetipsis habere se dicunt&lt;/strong&gt;&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;sup&gt;18&lt;/sup&gt; Cfr. L. Giussani, &lt;em&gt;Il senso di Dio e l&amp;rsquo;uomo moderno&lt;/em&gt;, op. cit., p. 32: &amp;laquo;Tacito definiva il divino, come era percepito dai Germani del suo tempo, cos&amp;igrave;: &amp;ldquo;&lt;em&gt;Secretum illud quod sola reverentia vident&lt;/em&gt;&amp;rdquo;, quel &lt;em&gt;quid&lt;/em&gt; nascosto (quel &amp;ldquo;mistero&amp;rdquo;) che essi intuiscono in un sentimento di soggezione che d&amp;agrave; il senso della propria originale dipendenza&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;sup&gt;19&lt;/sup&gt; Cfr. Dante, &lt;em&gt;Paradiso&lt;/em&gt; XI, 76-84: &amp;laquo;La lor concordia e i lor lieti sembianti / amore e meraviglia e dolce sguardo / facieno esser cagion di pensier santi. / Tanto che &amp;rsquo;l venerabile Bernardo / si scalz&amp;ograve; prima, e dietro a tanta pace / corse e, correndo, li parve esser tardo. / Oh ignota ricchezza! oh ben ferace! / Scalzasi Egidio, scalzasi Silvestro / &lt;strong&gt;dietro allo sposo, s&amp;igrave; la Sposa piace&lt;/strong&gt;&amp;raquo;; cfr. L. Giussani, &lt;em&gt;Milano 1954. Cronaca di una nascita&lt;/em&gt;, marzo 1979, in &lt;em&gt;Un avvenimento di vita, cio&amp;egrave; una storia&lt;/em&gt; (introduzione del cardinale Joseph Ratzinger), Edit-Il Sabato, Roma 1993, p. 335: &amp;laquo;Il tema che mi &amp;egrave; stato assegnato per questa conversazione &amp;egrave;: &amp;ldquo;Colloquio con Comunione e liberazione&amp;rdquo;. Ma prima di iniziare vorrei fare una premessa importante. Il dialogo con Cl non &amp;egrave; un dialogo con me: credo che almeno alcuni tra voi mi abbiano gi&amp;agrave; sentito insistere sul fatto che &lt;strong&gt;non si segue una persona ma&lt;/strong&gt; un&amp;rsquo;esperienza di vita, che, in quanto fedele all&amp;rsquo;educazione della Chiesa, &amp;egrave; &lt;strong&gt;un&amp;rsquo;esperienza del Signore&lt;/strong&gt;. A proporla pu&amp;ograve; essere una persona, ma scomparendo questa persona (nei vari modi in cui un uomo pu&amp;ograve; scomparire: non solo la morte, ma anche il suo difetto, il suo male, il suo errore), l&amp;rsquo;esperienza, se compresa nei suoi fattori di valore, rimane&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;sup&gt;20&lt;/sup&gt; Cfr. Agostino, &lt;em&gt;Enarrationes in psalmos&lt;/em&gt; 143, 7: &amp;laquo;&lt;strong&gt;De nulla enim re sic vincitur inimicus, quam cum misericordes sumus&lt;/strong&gt;&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;sup&gt;21&lt;/sup&gt; Cfr. &lt;em&gt;Indiculus&lt;/em&gt;, cap. 3 (&lt;em&gt;Denzinger&lt;/em&gt; 241): &amp;laquo;Neminem etiam baptismatis gratia renovatum idoneum esse ad superandas diaboli insidias et ad vincendas carnis concupiscentias, nisi per quotidianum adiutorium Dei perseverantiam bonae conservationis acceperit. Quod eiusdem antistitis in eisdem paginis doctrina confirmat, dicens: &amp;ldquo;Nam quamvis hominem redemisset a praeteritis ille peccatis, tamen sciens iterum posse peccare, ad reparationem sibi, quemadmodum posset illum et post ista corrigere, multa servavit, quotidiana praestans illi remedia, quibus nisi freti confisique nitamur, nullatenus humanos vincere poterimus errores. &lt;strong&gt;Necesse est enim, ut quo auxiliante vincimus, eo iterum non adiuvante vincamur&lt;/strong&gt;&amp;rdquo;&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;sup&gt;22&lt;/sup&gt; Cfr. Agostino, &lt;em&gt;De Spiritu et littera&lt;/em&gt; 3, 5: &amp;laquo;Nam neque liberum arbitrium quidquam nisi ad peccandum valet, si lateat veritatis via; &lt;strong&gt;et cum id quod agendum et quo nitendum est coeperit non latere, nisi etiam delectet et ametur, non agitur, non suscipitur, non bene vivitur&lt;/strong&gt;. Ut autem diligatur, caritas Dei diffunditur in cordibus nostris non per arbitrium liberum, quod surgit ex nobis, sed per Spiritum Sanctum, qui datus est nobis&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;sup&gt;23&lt;/sup&gt; Cfr. Concilio di Cartagine, &lt;em&gt;De gratia&lt;/em&gt;, can. 5 (&lt;em&gt;Denzinger&lt;/em&gt; 227): &amp;laquo;Item placuit, ut quicumque dixerit, ideo nobis gratiam iustificationis dari, ut, quod facere per liberum iubemur arbitrium, facilius possimus implere per gratiam, tamquam et si gratia non daretur, non quidem facile, sed tamen possimus etiam sine illa implere divina mandata, anathema sit. &lt;strong&gt;De fructibus enim mandatorum Dominus loquebatur, ubi non ait: &amp;ldquo;Sine me difficilius potestis facere&amp;rdquo;, sed ait: &amp;ldquo;Sine me nihil potestis facere&amp;rdquo; (&lt;em&gt;Gv&lt;/em&gt; 15, 5)&lt;/strong&gt;&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;sup&gt;24&lt;/sup&gt; Cfr. Agostino, &lt;em&gt;Enarrationes in psalmos&lt;/em&gt; 118, 17, 3:&amp;laquo;&lt;strong&gt;Suavitas disci non potest nisi delectet&lt;/strong&gt;&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;sup&gt;25&lt;/sup&gt; &lt;em&gt;Antico Breviario Ambrosiano&lt;/em&gt;, Dominica III Adventus, ad Matutinum, Homilia sancti Ambrosii episcopi (Expositio in Lucam V).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;sup&gt;26&lt;/sup&gt; &lt;em&gt;Antico Breviario Ambrosiano&lt;/em&gt;, Dominica III Adventus, ad Matutinum, Lectio I: &amp;laquo;Prophetavit quidem lex in Exodo baptismatis gratiam per nubem et mare: spiritalem in Agno praenunciavit escam: fontem perennem designavit in petra: remissionem peccatorum in Levitico revelavit: regnum coelorum annunciavit in Psalmis: terram Repromissionis in Iesu Nave manifestissime declaravit&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;sup&gt;27&lt;/sup&gt; Cfr. L. Giussani, &lt;em&gt;In cammino&lt;/em&gt;, agosto 1992, in &lt;em&gt;Un avvenimento di vita, cio&amp;egrave; una storia&lt;/em&gt;, op. cit., p. 488.&lt;/p&gt;
</description>
            <author>di don Giacomo Tantardini</author>
        </item>
        <item>
            <title>
	LETTERE DA TUTTO IL MONDO
</title>
            <link>http://www.30giorni.it/articoli_id_78129_l1.htm</link>
            <description>&lt;p&gt;
	&lt;u&gt;CILE&lt;/u&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	COMUNIT&amp;Agrave; MISSIONARIA SAN MART&amp;Iacute;N DE PORRES&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;span style=&quot;color: rgb(178, 34, 34);&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Quien reza se salva&lt;/em&gt; &amp;egrave; molto utile per l&amp;rsquo;evangelizzazione&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;em&gt;Ovalle, 19 ottobre 2011&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Signor direttore,&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	stimato nel Signore Ges&amp;ugrave;,&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	mi auguro che la presente la trovi bene, assieme a quanti collaborano a una cos&amp;igrave; nobile missione di pubblicare una rivista cattolica tanto importante.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Desidero ringraziarla per la gentilezza di inviarci mensilmente &lt;em&gt;30D&amp;iacute;as&lt;/em&gt;, che ci informa sulla vita della Chiesa e su tanti argomenti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Nel prossimo novembre avremo le prime comunioni in diversi villaggi e vorremmo chiedere alla sua generosit&amp;agrave; di inviarci trenta copie di &lt;em&gt;Quien reza se salva&lt;/em&gt; per darle come dono, dato che si tratta di un libro completo e molto utile per l&amp;rsquo;evangelizzazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Il Signore vi faccia sentire la sua tenerezza e l&amp;rsquo;immensa gioia di appartenergli ogni giorno di pi&amp;ugrave;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Un saluto fraterno e la mia eterna gratitudine,&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	fratello Pedro Galvez Rojo&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;em&gt;Ovalle, 23 novembre 2011&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Caro fratello nel Signore,&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	abbiamo ricevuto i libri &lt;em&gt;Quien reza se salva&lt;/em&gt;, li abbiamo distribuiti durante le prime comunioni della domenica di Cristo Re e li distribuiremo poi per l&amp;rsquo;Immacolata.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Il Signore che non si lascia superare in generosit&amp;agrave; ricompenser&amp;agrave; la vostra.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Le auguro un santo Avvento in attesa della grande festa del Natale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Un saluto fraterno e la mia eterna gratitudine,&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	fratello Pedro Galvez Rojo&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;em&gt;Ovalle, 24 novembre 2011&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Signor direttore,&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	stimato in Ges&amp;ugrave; Buon Pastore.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	A una copia della rivista &lt;em&gt;30D&amp;iacute;as&lt;/em&gt; era allegato un libretto pi&amp;ugrave; un cd di canti gregoriani, una meraviglia. &lt;em&gt;Iubilate Deo&lt;/em&gt;. Abusando della sua generosit&amp;agrave; vorrei chiederle di donarcene cinque copie per regalarle ad altre missioni che si sono dimostrate molto interessate ad averlo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Possiamo solo assicurarle che nelle nostre preghiere terremo conto delle sue intenzioni e di quelle dei suoi collaboratori.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Un saluto fraterno,&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	fratello Pedro Galvez Rojo&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;u&gt;PANAM&amp;Aacute;&lt;/u&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	VISITANDINE DEL MONASTERO DE LA VISITACI&amp;Oacute;N&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;span style=&quot;color: rgb(178, 34, 34);&quot;&gt;&lt;strong&gt;Cinquecento copie di &lt;em&gt;Quien reza se salva&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;em&gt;Las Cumbres, 26 ottobre 2011 &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Viva Ges&amp;ugrave;!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Carissimo signor Giulio Andreotti e collaboratori di &lt;em&gt;30Giorni&lt;/em&gt;, vi siamo estremamente riconoscenti per l&amp;rsquo;apostolato della &amp;ldquo;buona stampa&amp;rdquo; che realizzate distribuendo questo &amp;ldquo;cibo&amp;rdquo; della formazione e dell&amp;rsquo;informazione, grazie al quale siamo messe al corrente di cose belle e di grandi eroismi da parte dei nostri fratelli cattolici di tutto il mondo. Mille grazie.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Preghiamo il nostro santo fondatore Francesco di Sales di aiutarvi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	La settimana scorsa &amp;egrave; venuto a farci visita un amico sacerdote che lavora nella stessa parrocchia in cui lavorava il martire padre H&amp;eacute;ctor Gallego. Ci ha raccontato del suo lavoro e anche noi abbiamo parlato delle nostre attivit&amp;agrave;. Anche noi abbiamo raccontato della Giornata vocazionale e del fatto che abbiamo distribuito &lt;em&gt;Quien reza se salva&lt;/em&gt;. Lui ha mostrato grande interesse e ci ha chiesto come poteva riceverne cinquecento copie. Cos&amp;igrave; ci siamo offerte di scrivervi e farvi questa richiesta a nome del padre Arselio Castro, della parrocchia San Pedro Ap&amp;oacute;stol, di Santa F&amp;eacute; de Veraguas. Potete inviarli al nostro indirizzo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Vi siamo molto grate per questa grande carit&amp;agrave; verso le missioni di Panam&amp;aacute;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Dio sia benedetto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	suor Margarita Mar&amp;iacute;a Garc&amp;iacute;a, vsm&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;em&gt;Las Cumbres, 30 novembre 2011&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Viva Ges&amp;ugrave;!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Carissimo signor Andreotti e collaboratori di &lt;em&gt;30Giorni&lt;/em&gt;,&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	vi ringraziamo per i libri &lt;em&gt;Quien reza se salva&lt;/em&gt; che sono arrivati ieri. Abbiamo gi&amp;agrave; chiamato il reverendo padre Arselio perch&amp;eacute; venga a prenderli. Mille grazie, continuiamo a pregare per il vostro apostolato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Dio sia benedetto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	suor Margarita Mar&amp;iacute;a Garc&amp;iacute;a, vsm&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;u&gt;ANGOLA&lt;/u&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	DOMENICANE DEL MONASTERO M&amp;Atilde;E DE DEUS&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;span style=&quot;color: rgb(178, 34, 34);&quot;&gt;&lt;strong&gt;Abbiamo anche apprezzato moltissimo &lt;em&gt;Quem reza se salva&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;em&gt;Kuito, 26 ottobre 2011&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Signor Giulio Andreotti,&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	stimato fratello in Cristo Nostro Signore,&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	riceva i nostri cordiali e fraterni saluti, con gli auguri di salute e pace nel Signore. Il Signore, con i doni del Suo Spirito, guidi sempre il suo lavoro per la Sua gloria e l&amp;rsquo;edificazione della Chiesa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Ringraziamo molto per la ricchezza e la profondit&amp;agrave; delle informazioni sulla Chiesa nostra Madre che ci giungono attraverso la rivista &lt;em&gt;30Dias&lt;/em&gt;. Abbiamo anche apprezzato moltissimo il libretto di dottrina cristiana &lt;em&gt;Quem reza se salva&lt;/em&gt; che ci avete inviato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Lo abbiamo dato a molti fratelli che frequentano la nostra casa, soprattutto giovani catechisti. Per questo, con la presente, vi chiediamo di inviarcene, se possibile, duecento copie. Vorremmo offrirlo a tutti, durante le feste di Natale, perch&amp;eacute; da tempo molti ce lo chiedono. Inoltre, ogni mese teniamo un incontro con ragazze che hanno espresso il desiderio di farsi suore. Sono adolescenti e, anche se gi&amp;agrave; conoscono bene le verit&amp;agrave; della nostra fede, stiamo seguendo l&amp;rsquo;ordine del libretto, in particolare il modo in cui spiega il sesto comandamento e la confessione sacramentale. Purtroppo per&amp;ograve; i libretti sono finiti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Ringraziamo per la vostra opera di preziosa collaborazione nella Chiesa, che diffonde la dottrina cristiana per l&amp;rsquo;espansione del Regno di Dio. Grazie.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Dio Nostro Signore benedica sempre tutti i vostri lavori e vi dia gioia nel vostro donarvi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Sempre unite nella preghiera con Ges&amp;ugrave; e Maria nostra Madre,&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	suor Maria Reis do Esp&amp;iacute;rito Santo, op&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;u&gt;STATI UNITI&lt;br /&gt;
	&lt;/u&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	PARROCCHIA SAINT FRANCIS DE SALES&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;span style=&quot;color: rgb(178, 34, 34);&quot;&gt;&lt;strong&gt;Un grazie da New York&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;em&gt;New York, 3 novembre 2011&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Gentili signori,&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	al momento riceviamo in parrocchia la vostra stupenda rivista, con il solo problema, per&amp;ograve;, che in &amp;egrave; italiano. I sacerdoti a cui era prima affidata la parrocchia facevano parte di una congregazione religiosa italiana, i Padri di Don Orione. Ho da poco ricevuto l&amp;rsquo;incarico di parroco e sono un sacerdote diocesano. Ricevevo gi&amp;agrave; &lt;em&gt;30Days&lt;/em&gt; nella mia precedente parrocchia e quindi conosco perfettamente la sua ottima qualit&amp;agrave;. Vi chiedo gentilmente di continuare a inviarla, ma in inglese. Io sono il reverendo Philip Kelly e la parrocchia &amp;egrave; la Saint Francis de Sales a New York. Grazie per l&amp;rsquo;attenzione e per l&amp;rsquo;ottimo lavoro che svolgete nel campo dei media cattolici.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Fraternamente,&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	don Philip J. Kelly&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;u&gt;KENYA&lt;/u&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	CONVENTO DEI FRATI CAPUCCINI&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;span style=&quot;color: rgb(178, 34, 34);&quot;&gt;&lt;strong&gt;Uno studentato cappuccino che ospita studenti di cinque nazioni africane&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;em&gt;Nairobi, 10 novembre 2011&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Gentile senatore Giulio Andreotti,&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	le avevo gi&amp;agrave; scritto per avere una copia di &lt;em&gt;30Giorni&lt;/em&gt; in lingua inglese, essendo questo uno studentato cappuccino che ospita cinquanta studenti provenienti da cinque nazioni (Kenya, Uganda, Zambia, Malawi e Tanzania).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Le chiedo questa carit&amp;agrave;: nel convento non c&amp;rsquo;&amp;egrave; nemmeno una rivista. Sarebbe possibile avere anche una copia in lingua italiana? La ringrazio, sono sicuro di essere esaudito. Pregheremo per lei e per i suoi collaboratori.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	padre Giorgio Picchi&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;u&gt;TANZANIA&lt;/u&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	SUORE MISSIONARIE DELLA CONSOLATA&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;span style=&quot;color: rgb(178, 34, 34);&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Who prays is saved&lt;/em&gt;: cos&amp;igrave; bello, cos&amp;igrave; utile, cos&amp;igrave; prezioso&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;em&gt;Iringa, 10 novembre 2011&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Gentilissimo direttore,&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	vengo a lei con tanta gioia per ringraziarla dei piccoli libri &lt;em&gt;Who prays is saved&lt;/em&gt;. Cos&amp;igrave; belli, cos&amp;igrave; utili, cos&amp;igrave; preziosi! Spero di poter ricevere anche il mensile &lt;em&gt;30Giorni&lt;/em&gt;. Che il Signore la benedica e la ricompensi per questo grande dono.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Le dico &amp;laquo;grazie&amp;raquo; con la preghiera per lei e per i suoi collaboratori.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Auguri di buon Natale e sereno anno nuovo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	suor Magda Boscolo&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;span style=&quot;text-decoration: underline;&quot;&gt;PER&amp;Ugrave;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	DIOCESI DI HU&amp;Aacute;NUCO&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;span style=&quot;color: rgb(178, 34, 34);&quot;&gt;&lt;strong&gt;Leggendo &lt;em&gt;30Giorni&lt;/em&gt; mi sento in comunione con la Santa Madre Chiesa&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;em&gt;Hu&amp;aacute;nuco, 11 novembre 2011&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Stimato direttore,&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	la saluto nel nome del Signore Ges&amp;ugrave; Cristo per ringraziarla per il numero 7/8 del 2011 della rivista &lt;em&gt;30Giorni&lt;/em&gt;, che mi &amp;egrave; appena arrivato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Leggendone il contenuto, la mia fede aumenta e mi sento in comunione con la Santa Madre Chiesa il cui punto sorgivo &amp;egrave; la presenza viva di Cristo che la edifica personalmente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Il Signore Ges&amp;ugrave; continui a concederle buona salute e benedica il lavoro che realizzate con &lt;em&gt;30Giorni&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Saluti,&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	monsignor Jaime Rodr&amp;iacute;guez Salazar, mcci, vescovo di Hu&amp;aacute;nuco&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;u&gt;BRASILE&lt;/u&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	CARMELO CRISTO REDENTOR&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;span style=&quot;color: rgb(178, 34, 34);&quot;&gt;&lt;strong&gt;Tante persone hanno beneficiato e continuano a beneficiare del piccolo libro &lt;em&gt;Quem reza se salva&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;em&gt;S&amp;atilde;o Jos&amp;eacute;, Santa Catarina, 13 novembre 2011&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Sia lodato nostro Signore Ges&amp;ugrave; Cristo!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Stimato signor Giulio Andreotti,&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	riceviamo mensilmente la bella rivista &lt;em&gt;30Giorni&lt;/em&gt;, per la quale ringraziamo moltissimo perch&amp;eacute; il suo contenuto cos&amp;igrave; ricco, fedele voce della Chiesa, risalta in questo mondo tanto carente della Verit&amp;agrave;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Abbiamo anche ricevuto altre eccellenti pubblicazioni, come il piccolo libro &lt;em&gt;Quem reza se salva&lt;/em&gt;, del quale hanno beneficiato e continuano a beneficiare tante persone. Sono persone di tutte le et&amp;agrave;, compresi i giovani che non abbandonano Ges&amp;ugrave;. Perci&amp;ograve; chiediamo, se possibile, di inviarcene altre copie, perch&amp;eacute; tante altre persone vorrebbero beneficiare di questo strumento cos&amp;igrave; pratico e profondo, che tanto aiuta nel rapporto con il buon Dio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Preghiamo per tutti coloro che formano questa &lt;em&gt;&amp;eacute;quipe&lt;/em&gt; di autentici evangelizzatori nella nostra amata Chiesa e in particolare preghiamo per le sue intenzioni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Dio nella sua infinita bont&amp;agrave; e generosit&amp;agrave; vi elargisca i suoi doni e le sue grazie.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Riconoscenti,&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	le suore carmelitane&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;em&gt;S&amp;atilde;o Jos&amp;eacute;, Santa Catarina, 9 dicembre 2011&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Sia lodato Ges&amp;ugrave; Cristo!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Stimato signor direttore e collaboratori di questa redazione, che ci fate dono di un cos&amp;igrave; ricco materiale per la crescita della Chiesa e la diffusione del Regno di Cristo nelle anime, vi ringraziamo sinceramente per l&amp;rsquo;attenzione e la rapidit&amp;agrave; con cui avete risposto alla nostra richiesta di copie del prezioso libro &lt;em&gt;Quem reza se salva&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Chiediamo a Dio, nella sua infinita bont&amp;agrave;, di continuare a benedirvi e santificarvi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Assicuriamo a tutti e a ciascuno la nostra preghiera.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Un felice e santo Natale a tutti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Nel Signore,&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	le suore carmelitane&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;u&gt;BENIN&lt;br /&gt;
	&lt;/u&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	PARROCCHIA DEL SACRO CUORE&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;span style=&quot;color: rgb(178, 34, 34);&quot;&gt;&lt;strong&gt;Il piccolo libro &lt;em&gt;Qui prie sauve son &amp;acirc;me&lt;/em&gt; &amp;egrave; cos&amp;igrave; importante&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;em&gt;Porto-Novo, 14 novembre 2011&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Signor direttore,&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	innanzitutto vorremmo ribadirle la nostra riconoscenza e quella di tutti i parrocchiani (catecumeni, catechisti e partecipanti alle varie messe) per il servizio, cos&amp;igrave; importante, che il piccolo libro &lt;em&gt;Qui prie sauve son &amp;acirc;m&lt;/em&gt; e rende e continua a rendere per la conoscenza delle preghiere e per le celebrazioni comunitarie.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Con la presente, le chiediamo di aiutarci a rafforzare questi risultati concedendoci, soprattutto per i nuovi catecumeni e i nuovi parrocchiani, circa duemila copie del suddetto libretto in lingua francese.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Nella speranza che la nostra richiesta trovi un&amp;rsquo;accoglienza favorevole, la ringraziamo anticipatamente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	il parroco, don Paul Akplogan&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;u&gt;ISRAELE&lt;/u&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	CARMELITANE DEL MONASTERO DEL MONTE CARMELO&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;span style=&quot;color: rgb(178, 34, 34);&quot;&gt;&lt;strong&gt;La nostra preghiera soprattutto per don Giacomo&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;em&gt;Haifa, 15 novembre 2011&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Carissimi,&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	dopo la vostra generosa offerta avevamo il desiderio di inviarvi un piccolo segno di riconoscenza, oltre alla nostra preghiera, soprattutto per don Giacomo. In questi mesi lo abbiamo spesso pensato, affidandolo al Signore. Ci chiedevamo: come star&amp;agrave;? Ultimamente abbiamo letto la vostra pressante richiesta di preghiera, quindi&amp;hellip; andiamo avanti!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Il Signore &amp;egrave; sempre imperscrutabile nelle sue vie e a noi resta l&amp;rsquo;umile fiducia nel Suo amore.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Grazie per tutto il bene che fate. La vostra rivista &amp;egrave; veramente bella e fa la gioia della nostra decana (93 anni) vissuta a lungo a Roma. C&amp;rsquo;&amp;egrave; tutto un passato che &amp;egrave; contenta di &amp;ldquo;rileggere&amp;rdquo;, sempre protesa verso l&amp;rsquo;avvenire, quello terreno e quello della vita eterna.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Molto fraternamente nel Signore, preghiamo per voi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	suor Maria Giuseppina di Santa Teresa, ocd (a nome della madre priora)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;img alt=&quot;La casa per i bambini sieropositivi gestita dalle suore carmelitane di Ujjain, India &quot; src=&quot;http://www.30giorni.it/upload/articoli_immagini_interne/42-12-012.jpg&quot; style=&quot;float: right; margin-top: 3px; margin-bottom: 3px; width: 350px; height: 201px;&quot; /&gt;&lt;u&gt;INDIA&lt;/u&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	COMUNIT&amp;Agrave; NAVJEEVAN&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;span style=&quot;color: rgb(178, 34, 34);&quot;&gt;&lt;strong&gt;Abbiamo fondato una casa per i bambini positivi all&amp;rsquo;Hiv/Aids&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;em&gt;Ujjain, Madhya Pradesh, 20 novembre 2011&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Carissimo direttore Giulio Andreotti,&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	auguri di buon Natale!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Come sta? Spero bene. Io sono suor Rose Thomas Koolipurackal, suora carmelitana.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Voglio ringraziarla di tutto cuore per &lt;em&gt;30Giorni&lt;/em&gt;. Grazie a questa rivista ricevo tante notizie e articoli religiosi. &amp;Egrave; davvero un regalo. Il mio indirizzo &amp;egrave; cambiato, da Bhopal sono stata trasferita a Ujjain. Se &amp;egrave; possibile, mandatemi la rivista al nuovo indirizzo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Ho prestato servizio come infermiera per ventidue anni al policlinico Casilino di Roma e per tre anni all&amp;rsquo;ospedale San Giovanni. Nel 2006 sono tornata definitivamente in India. Qui nella diocesi di Ujjain abbiamo fondato una casa per i bambini positivi all&amp;rsquo;Hiv/Aids. Io ne sono la responsabile e lavoro con altre due suore. I bambini sono tutti orfani, i loro genitori sono morti a causa dell&amp;rsquo;Aids; adesso ce ne sono tredici: otto ragazzi e cinque ragazze, ospitate in un altro convitto. Lo spazio &amp;egrave; poco, perci&amp;ograve; &amp;egrave; in costruzione una nuova casa che potr&amp;agrave; ospitare quaranta ragazzi (venti maschi e venti femmine). La costruzione &amp;egrave; per&amp;ograve; ancora a met&amp;agrave; perch&amp;eacute; abbiamo finito i soldi dei contributi. Il governo indiano non aiuta, anzi aumenta i prezzi. Per terminare i lavori serve l&amp;rsquo;equivalente di trentacinquemila euro. Inoltre, i bambini che ospitiamo hanno un&amp;rsquo;et&amp;agrave; dai tre ai quattordici anni e per andare a scuola devono fare tre chilometri a piedi, quindi servirebbe anche un pulmino del valore di circa ottomila euro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Quando tornai da Roma il mio desiderio era di lavorare con i poveri e gli abbandonati. Il Signore mi ha affidato questo apostolato. La nostra missione qui in India &amp;egrave; fare qualcosa per le persone povere, e per questi bambini abbandonati dalla societ&amp;agrave;. Se ci aiuta con una qualche somma, la ricompensa le verr&amp;agrave; dal Signore Ges&amp;ugrave;: noi possiamo pregare per lei, per la sua famiglia e per tutte le sue intenzioni. Le chiedo umilmente di accettare le nostre richieste.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Mi faccia sapere cosa dobbiamo fare e se serve la lettera del vescovo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Il Signore vi benedica. In unione nella preghiera,&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	suor Rose Thomas Koolipurackal&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;u&gt;UGANDA&lt;/u&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	COMBONI SISTER LACOR HOSPITAL&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;span style=&quot;color: rgb(178, 34, 34);&quot;&gt;&lt;strong&gt;Mi permetto di chiederle ancora i piccoli libri &lt;em&gt;Chi prega si salva&lt;/em&gt; in lingua inglese, tanto richiesti e desiderati specialmente dai malati&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;em&gt;Gulu, 21 novembre 2011&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Gentilissimo senatore Giulio Andreotti,&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	le prossime solennit&amp;agrave; natalizie che rapidamente si avvicinano m&amp;rsquo;invitano ad anticipare a lei e alla redazione i miei pi&amp;ugrave; fervidi auguri. Ci auguriamo che la pace di Cristo, Principe della pace, si estenda ovunque, nei nostri cuori, nelle famiglie e in tutte le nazioni del mondo. Colgo l&amp;rsquo;occasione per esprimerle la mia sincera gratitudine e un doveroso grazie per la stupenda rivista &lt;em&gt;30Giorni&lt;/em&gt;, che regolarmente ricevo in italiano e inglese, grazie alla sua grande generosit&amp;agrave;, graditissima anche dalle sorelle della comunit&amp;agrave;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Umilmente mi permetto di chiederle ancora i piccoli libri &lt;em&gt;Chi prega si salva&lt;/em&gt; in lingua inglese, tanto richiesti e desiderati specialmente dai malati del nostro ospedale, convinta che con questo libretto, sia in ospedale sia al ritorno in famiglia, potranno conoscere meglio Cristo presente per rivolgersi a Lui come la Chiesa insegna.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Ringrazio anticipatamente e conti sulla nostra, e mia, povera preghiera! Rinnovo il mio sincero e doveroso grazie a lei e ai collaboratori, e l&amp;rsquo;augurio che Ges&amp;ugrave; Salvatore vi benedica e vi accompagni per tutto il nuovo anno 2012 e sempre.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	In Cristo,&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	suor Romilde Spinato e sorelle&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;u&gt;BRASILE&lt;/u&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	ARCIDIOCESI DI CURITIBA&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;span style=&quot;color: rgb(178, 34, 34);&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;30Giorni&lt;/em&gt; semplicemente fantastico&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;em&gt;Pinhais, Paran&amp;aacute;, 21 novembre 2011&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Cari amici, pace e prosperit&amp;agrave; a tutti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Con grande gioia ho ricevuto da un mio amico, padre Ramiro Pastore, dei Camilliani, una copia della rivista &lt;em&gt;30Giorni&lt;/em&gt;. Semplicemente fantastica. Sono un insegnante della nostra arcidiocesi di Curitiba e canto anche in un coro di musica italiana della nostra citt&amp;agrave;, il Coro Italico del Paran&amp;aacute;. Vorrei avere indicazioni su come ricevere la vostra rivista e alcuni allegati ai numeri arretrati: il cd del canto gregoriano,&lt;em&gt;Chi prega si salva&lt;/em&gt;, il libro di don Giacomo Tantardini: &lt;em&gt;&amp;laquo;Il Figlio da se stesso non pu&amp;ograve; fare nulla&amp;raquo;&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Sicuramente per me e per i miei studenti saranno una ricca fonte di sussidi per la crescita della nostra conoscenza e della nostra fede.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Se possibile, vorrei l&amp;rsquo;edizione italiana di &lt;em&gt;30Giorni&lt;/em&gt;, perch&amp;eacute; sono originario del Trentino e parlo la nostra lingua abbastanza bene.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Fraternamente,&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Luiz Antonio Lenzi&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;em&gt;Pinhais, Paran&amp;aacute;, 12 dicembre 2011&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Salute e pace a tutti!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Questo fine settimana ho ricevuto i cd e le riviste che avevo richiesto. Dio solo pu&amp;ograve; dire quanto sono stato felice di ricevere questi tesori. Grazie mille!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Rinnovo il mio desiderio di beneficiare di un abbonamento alla vostra rivista &lt;em&gt;30Giorni&lt;/em&gt;, in italiano, per godere un po&amp;rsquo; della lingua e della cultura italiana.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Dio vi benedica! Sempre!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Auguro una Nativit&amp;agrave; del Signore per voi piena di gioie e successi. Buon Natale e felice anno nuovo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Luiz Antonio Lenzi&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;u&gt;BANGLADESH&lt;/u&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	SUORE MISSIONARIE DI COREA&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;span style=&quot;color: rgb(178, 34, 34);&quot;&gt;&lt;strong&gt;Lavoro come missionaria tra i disabili&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;em&gt;Borogurgola, 24 novembre 2011&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Pace!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Gentile direttore Giulio Andreotti,&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	mi chiamo suor Noel M. J. Kim, msk (Suore missionarie di Corea) e vivo in Bangladesh.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Lavoro da qualche tempo qui come missionaria tra i disabili.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Vorrei chiedervi di ricevere la vostra meravigliosa rivista &lt;em&gt;30Days&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	L&amp;rsquo;ho conosciuta la prima volta nell&amp;rsquo;edizione italiana presso la comunit&amp;agrave; dei padri del Pime, ma oggi la leggo nell&amp;rsquo;edizione inglese.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;Egrave; di grande utilit&amp;agrave; non solo per migliorare il mio pessimo inglese, ma anche per le altre sorelle della comunit&amp;agrave; e per il centro disabili.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Attendo fiduciosa il piacere di ricevere una vostra risposta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Con i migliori auguri e le mie preghiere,&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	suor Noel Kim, msk&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;u&gt;CINA&lt;/u&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	CHIESA DEL SACRO CUORE DI NANNING&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;span style=&quot;color: rgb(178, 34, 34);&quot;&gt;&lt;strong&gt;Dalla Cina&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;em&gt;Nanning, 26 novembre 2011&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Salve.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Ho ricevuto la rivista &lt;em&gt;30Giorni&lt;/em&gt; che mi avete inviato. Grazie! Sono il parroco della chiesa del Sacro Cuore di Nanning.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Dio vi benedica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	padre Tan Jingtuan&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;u&gt;ITALIA&lt;/u&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	PARROCCHIA SANTA MARIA ASSUNTA IN CHIUSO&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;span style=&quot;color: rgb(178, 34, 34);&quot;&gt;&lt;strong&gt;Con sorpresa abbiamo trovato l&amp;rsquo;articolo riguardante il nostro beato Serafino Morazzone&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;em&gt;Lecco, 27 novembre 2011&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Grazie, egregio signor direttore!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Con sorpresa abbiamo trovato sul numero 7/8 del 2011 l&amp;rsquo;articolo riguardante il nostro beato Serafino Morazzone.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Abbiamo molto gradito la cosa che ci spinge ad apprezzare ancor pi&amp;ugrave; la vostra gi&amp;agrave; valida rivista &lt;em&gt;30Giorni&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Accolga con semplicit&amp;agrave; il nostro segno di affetto e riconoscenza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Sicuri della intercessione dal cielo dello stesso beato Serafino Morazzone, auguriamo a lei e alla rivista un crescente sviluppo e diffusione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Con riconoscenza,&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	il parroco, don Adriano Bertocchi&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;u&gt;ITALIA&lt;/u&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	PONTIFICIO SEMINARIO REGIONALE UMBRO &amp;ldquo;PIO XI&amp;rdquo;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;span style=&quot;color: rgb(178, 34, 34);&quot;&gt;&lt;strong&gt;I pi&amp;ugrave; sinceri complimenti per l&amp;rsquo;ottimo lavoro di apostolato che svolgete mediante la vostra bella rivista &lt;em&gt;30Giorni&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;em&gt;Assisi, 29 novembre 2011&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Salve,&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	vi scrivo a nome del padre spirituale don Mauro Salciarini, del pontificio seminario regionale umbro &amp;ldquo;Pio XI&amp;rdquo; di Assisi, per farvi i pi&amp;ugrave; sinceri complimenti per l&amp;rsquo;ottimo lavoro di apostolato dell&amp;rsquo;informazione e della formazione cristiana che svolgete mediante la vostra bella rivista &lt;em&gt;30Giorni&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Siamo abbonati da un paio d&amp;rsquo;anni e abbiamo ormai imparato ad apprezzare la seriet&amp;agrave;, lo spirito di fedelt&amp;agrave; alla Chiesa nella persona del Santo Padre, e il sincero zelo che ispirano il vostro lavoro, per cui ci congratuliamo e vi ringraziamo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Vorremmo dunque chiedervi la cortesia di farci omaggio, se possibile, di cento copie del libretto &lt;em&gt;Chi prega si salva&lt;/em&gt;, in formato tascabile, da distribuire ai nostri seminaristi come sussidio per la preghiera personale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Di questi cento, avremmo bisogno che sette fossero in lingua francese (per i nostri seminaristi africani e haitiani ospiti) e uno in cinese (perch&amp;eacute; per grazia di Dio abbiamo anche un seminarista della Cina continentale), mentre tutti gli altri in italiano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Vorremmo inoltre consigliarvi, qualora aveste in mente di farne una nuova edizione, di inserire i sette Salmi penitenziali nella sezione dedicata al sacramento della Confessione e magari anche le preghiere del sacerdote prima e dopo le confessioni con l&amp;rsquo;esame di coscienza specifico per i sacerdoti che si trova in appendice al &lt;em&gt;Sussidio per Confessori&lt;/em&gt; recentemente pubblicato dalla Congregazione per il Clero (e che vi mando in allegato).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Ringraziando anticipatamente per la gentile disponibilit&amp;agrave;, porgiamo cordiali saluti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;em&gt;In Christo Domino&lt;/em&gt;,&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Jacopo Tacconi, seminarista lettore&lt;/p&gt;
</description>
        </item>
        <item>
            <title>
	LETTURA SPIRITUALE/44
</title>
            <link>http://www.30giorni.it/articoli_id_78130_l1.htm</link>
            <description>&lt;p&gt;
	&lt;img alt=&quot;Gesù salva Pietro dalle acque, mosaico del XII secolo, Cattedrale di Monreale (Palermo) [© Enzo Lo Verso]&quot; src=&quot;http://www.30giorni.it/upload/articoli_immagini_interne/21-12-012.jpg&quot; style=&quot;float: right; margin-top: 3px; margin-bottom: 3px; width: 300px; height: 350px;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;color: rgb(178, 34, 34);&quot;&gt;&lt;strong&gt;Introduzione&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Come commento al canone 5 del decreto &lt;em&gt;De peccato originali&lt;/em&gt; del Concilio di Trento, che pubblichiamo qui di seguito, abbiamo pensato di riproporre nella rubrica &lt;em&gt;Nova et vetera&lt;/em&gt; due testi. Il primo &amp;ndash; &lt;em&gt;Sulla concupiscenza. Il desiderio cattivo e il desiderio buono&lt;/em&gt; &amp;ndash; &amp;egrave; tratto dal volume &lt;em&gt;Senso religioso, peccato originale, fede in sant&amp;rsquo;Agostino&lt;/em&gt; (allegato a &lt;em&gt;30Giorni&lt;/em&gt;, n. 1-2, 2006). Il secondo &amp;ndash; &amp;laquo;&lt;em&gt;La fede domanda&lt;/em&gt;&amp;raquo;&amp;ndash; &amp;egrave; costituito da alcuni brani di don Luigi Giussani sulla preghiera (pubblicato su &lt;em&gt;30Giorni&lt;/em&gt;, n. 1, 2008, pp. 53-64).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Entrambi questi testi evidenziano come il propriumdella risposta della libert&amp;agrave; dell&amp;rsquo;uomo all&amp;rsquo;attrattiva della grazia sia preghiera. &amp;laquo;&lt;em&gt;Quod operum lex imperat hoc fidei lex impetrat&lt;/em&gt; / Quello che la legge comanda la fede lo domanda&amp;raquo;, dice sant&amp;rsquo;Agostino (&lt;em&gt;De Spiritu et littera&lt;/em&gt; 13, 22). &amp;laquo;&lt;em&gt;Et fides orat&lt;/em&gt; / Anche la fede prega&amp;raquo;, dice ancora sant&amp;rsquo;Agostino (&lt;em&gt;Enchiridion de fide, spe et caritate&lt;/em&gt; 2, 7). La fede infatti non &amp;egrave; conquista n&amp;eacute; possesso nostro, ma &amp;egrave; riconoscimento / &lt;em&gt;confessio&lt;/em&gt; / che domanda / &lt;em&gt;supplex&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Il secondo testo riproposto in &lt;em&gt;Nova et vetera&lt;/em&gt; si rivela in maniera sorprendente come il cuore dell&amp;rsquo;esperienza cristiana vissuta da don Luigi Giussani. Cos&amp;igrave;, avvicinandosi il settimo anniversario della sua morte, che ricorre il prossimo 22 febbraio, i brani che ripubblichiamo aiuteranno a cogliere il cuore della sua esperienza, ricapitolabile in queste sue parole: &amp;laquo;La preghiera non &amp;egrave; una attivit&amp;agrave;, &amp;egrave; l&amp;rsquo;&lt;em&gt;attivit&amp;agrave;&lt;/em&gt; dell&amp;rsquo;uomo secondo tutte le dimensioni della sua persona; l&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; che non sia preghiera non &amp;egrave; attivit&amp;agrave; umana, manca della verit&amp;agrave; di partenza e della verit&amp;agrave; nel fine&amp;raquo;. Sono le stesse parole di Agostino, quando dice che porre la speranza nella preghiera, rappresenta &amp;laquo;&lt;em&gt;totum atque summum negotium&lt;/em&gt; / l&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; totalizzante e somma&amp;raquo; della vita cristiana (&lt;em&gt;De civitate Dei&lt;/em&gt; XV, 21).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	A questo proposito, &amp;egrave; molto suggestivo un appunto, inviato a &lt;em&gt;30Giorni&lt;/em&gt; da una persona dei Memores Domini, in cui si legge una frase di don Giussani del 1992. Era andato a trovare alcune persone e, sulla soglia della porta di casa, congedandosi, disse: &amp;laquo;Pensate a quella ragazza di quindici-diciassette anni [Maria] che viveva tutto come preghiera, che riconduceva tutto alla preghiera: noi dobbiamo fare come lei. &amp;Egrave; da quarant&amp;rsquo;anni che lo ripeto e nemmeno uno mi ha ancora preso sul serio&amp;raquo;. Forse ci voleva quella persecuzione che don Giussani prevedeva nell&amp;rsquo;aprile 1992 (&amp;laquo;L&amp;rsquo;ira del mondo oggi non si alza dinanzi alla parola Chiesa, sta quieta anche dinanzi all&amp;rsquo;idea che uno si definisca cattolico, o dinanzi alla figura del Papa dipinto come autorit&amp;agrave; morale. Anzi c&amp;rsquo;&amp;egrave; un ossequio formale, addirittura sincero. L&amp;rsquo;odio si scatena &amp;ndash; a mala pena contenuto, ma presto tracimer&amp;agrave; &amp;ndash; dinanzi a cattolici che si pongono per tali, cattolici che si muovono nella semplicit&amp;agrave; della Tradizione&amp;raquo; [L. Giussani, &lt;em&gt;Un avvenimento di vita, cio&amp;egrave; una storia&lt;/em&gt;, introduzione del cardinale Joseph Ratzinger, Edit-Il Sabato, Roma 1993, p. 104]) perch&amp;eacute; a qualcuno, negli anni seguenti, fosse donato di essergli vicino nel ricondurre tutto a preghiera.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;span style=&quot;color:#b22222;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Decretum de peccato originali, can. 5 (&lt;em&gt;Denzinger&lt;/em&gt; 1515)&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Si quis per Iesu Christi Domini nostri gratiam, quae in baptismate confertur, reatum originalis peccati remitti negat, aut etiam asserit, non tolli totum id, quod veram et propriam peccati rationem habet, sed illud dicit tantum radi aut non imputari: anathema sit.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	In renatis enim nihil odit Deus, quia &amp;laquo;nihil est damnationis iis&amp;raquo; (&lt;em&gt;Rm&lt;/em&gt; 8, 1), qui vere &amp;laquo;consepulti sunt cum Christo per baptisma in mortem&amp;raquo; (&lt;em&gt;Rm&lt;/em&gt; 6, 4), qui &amp;laquo;non secundum carnem ambulant&amp;raquo; (cfr. &lt;em&gt;Rm&lt;/em&gt; 8, 4), sed veterem hominem exuentes et novum, qui secundum Deum creatus est, induentes (cfr. &lt;em&gt;Ef&lt;/em&gt; 4, 22-24; &lt;em&gt;Col&lt;/em&gt; 3, 9s), innocentes, immaculati, puri, innoxii ac Deo dilecti filii effecti sunt, &amp;laquo;heredes quidem Dei, coheredes autem Christi&amp;raquo; (&lt;em&gt;Rm&lt;/em&gt; 8, 17), ita ut nihil prorsus eos ab ingressu caeli remoretur.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Manere autem in baptizatis concupiscentiam vel fomitem, haec sancta Synodus fatetur et sentit; quae cum ad agonem relicta sit, nocere non consentientibus et viriliter per Christi Iesu gratiam repugnantibus non valet. Quin immo &amp;laquo;qui legitime certaverit, coronabitur&amp;raquo; (&lt;em&gt;2Tm&lt;/em&gt; 2, 5). Hanc concupiscentiam, quam aliquando Apostolus &amp;laquo;peccatum&amp;raquo; (cfr. &lt;em&gt;Rm&lt;/em&gt; 6, 12-15; 7, 7.14-20) appellat, sancta Synodus declarat Ecclesiam catholicam numquam intellexisse peccatum appellari, quod vere et proprie in renatis peccatum sit, sed quia ex peccato est et ad peccatum inclinat. Si quis autem contrarium senserit: anathema sit.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;span style=&quot;color: rgb(178, 34, 34);&quot;&gt;&lt;strong&gt;Decreto sul peccato originale, can. 5&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Se qualcuno nega che per la grazia del Signore nostro Ges&amp;ugrave; Cristo conferita nel battesimo viene rimessa la colpa del peccato originale, o anche sostiene che non viene tolto tutto ci&amp;ograve; che ha vera e propria natura di peccato, ma dice che il peccato viene solo cancellato o non imputato, sia scomunicato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Infatti in coloro che sono stati rigenerati Dio non trova nulla di odioso, perch&amp;eacute; &amp;laquo;non vi &amp;egrave; nessuna condanna&amp;raquo; (&lt;em&gt;Rm&lt;/em&gt; 8, 1) per quelli che &amp;laquo;col battesimo sono stati veramente sepolti insieme a Cristo nella morte&amp;raquo; (&lt;em&gt;Rm&lt;/em&gt; 6, 4), i quali &amp;laquo;non camminano secondo la carne&amp;raquo; (cfr.&lt;em&gt; Rm&lt;/em&gt; 8, 4), ma spogliandosi dell&amp;rsquo;uomo vecchio e rivestendosi di quello nuovo, creato secondo Dio (cfr. &lt;em&gt;Ef&lt;/em&gt; 4, 22-24; &lt;em&gt;Col&lt;/em&gt; 3, 9s), sono stati resi innocenti, immacolati, puri, senza colpa e figli cari a Dio, &amp;laquo;eredi di Dio, coeredi di Cristo&amp;raquo; (&lt;em&gt;Rm&lt;/em&gt; 8, 17); di modo che assolutamente nulla li impedisce dall&amp;rsquo;ingresso in cielo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Questo santo Concilio confessa e crede che nei battezzati rimane tuttavia la concupiscenza o fomite; ma, poich&amp;eacute; questa &amp;egrave; stata lasciata per la lotta, non pu&amp;ograve; nuocere a quelli che non acconsentono e virilmente la combattono con la grazia di Ges&amp;ugrave; Cristo. Anzi, &amp;laquo;chi ha lottato secondo le regole ricever&amp;agrave; la corona&amp;raquo; (&lt;em&gt;2Tm&lt;/em&gt; 2, 5). Il santo Concilio dichiara che la Chiesa cattolica non ha mai inteso che questa concupiscenza, chiamata qualche volta dall&amp;rsquo;Apostolo &amp;laquo;peccato&amp;raquo; (cfr. &lt;em&gt;Rm&lt;/em&gt; 6, 12-15; 7, 7.14-20), viene chiamata peccato perch&amp;eacute; in coloro che sono rigenerati &amp;egrave; peccato veramente e propriamente, ma perch&amp;eacute; ha origine dal peccato e al peccato inclina. Se qualcuno pensa il contrario sia scomunicato.&lt;/p&gt;
</description>
        </item>
        <item>
            <title>
	Europa: la visione dei padri fondatori
</title>
            <link>http://www.30giorni.it/articoli_id_78118_l1.htm</link>
            <description>&lt;p&gt;
	Credo essenziale ispirarci al magistero morale, allo slancio ideale e alla visione lungimirante di Alcide De Gasperi specialmente in questi momenti difficili per la temperie economica e politica del nostro Paese e del continente europeo. Per questo, nel novembre scorso, ho accolto, con piena consapevolezza dell&amp;rsquo;onore accordatomi e della responsabilit&amp;agrave; richiestami, l&amp;rsquo;invito ad assumere il prestigioso incarico di presidente della Fondazione intitolata allo statista trentino, proprio alla luce dell&amp;rsquo;immensa eredit&amp;agrave; politica e spirituale lasciataci da uno dei padri dell&amp;rsquo;Unione europea e da un protagonista assoluto della rinascita democratica, civile e materiale dell&amp;rsquo;Italia e dell&amp;rsquo;Europa. Mi sono ripromesso allora di ripagare la fiducia concessami, mettendo massimo impegno ed entusiasmo per fare ulteriormente avanzare il percorso di promozione e diffusione dei valori di libert&amp;agrave;, solidariet&amp;agrave; e unificazione europea che la Fondazione ha in questi anni tracciato sotto l&amp;rsquo;alta guida del presidente Andreotti. E sono ancora grato a lui e alla signora Maria Romana De Gasperi per la loro disponibilit&amp;agrave; a continuare ad aiutarci nel perseguimento di questo importante obiettivo.&lt;br /&gt;
	&lt;br /&gt;
	&lt;img alt=&quot;Alcide De Gasperi con Konrad Adenauer, Robert Schuman e i ministri degli Esteri di Olanda e Lussemburgo durante i lavori del Consiglio d’Europa a Strasburgo nel 1951&quot; src=&quot;http://www.30giorni.it/upload/articoli_immagini_interne/68-12-012.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin-top: 3px; margin-bottom: 3px; width: 325px; height: 237px;&quot; /&gt;&lt;strong&gt;&amp;laquo;Un politico guarda alle prossime elezioni. Uno statista alla prossima generazione&amp;raquo;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
	Questa frase di Alcide De Gasperi evidenzia in modo estremamente efficace l&amp;rsquo;enorme divario che esiste tra i nobili ideali e gli alti valori etici che ispirarono la lungimirante azione di De Gasperi, Adenauer e Schuman e gli orizzonti circoscritti al dividendo elettorale, i tentennamenti di fronte ai volubili sondaggi e gli obiettivi di breve periodo che spesso contraddistinguono l&amp;rsquo;attuale &lt;em&gt;leadership&lt;/em&gt; europea e il dibattito politico in Italia.&lt;br /&gt;
	Non di rado, negli ultimi tempi, a privare le politiche europee dello slancio necessario a una pi&amp;ugrave; intima prospettiva unitaria sono stati gli egoismi nazionali, i faziosi interessi di parte, le miopi contrapposizioni, l&amp;rsquo;assenza di visione. &amp;Egrave; allora inevitabile che il dibattito europeistico si sia isterilito e sia diventato incapace di rendere l&amp;rsquo;Europa vero protagonista politico nel mondo. E a rimetterci siamo tutti noi.&lt;br /&gt;
	Il presidente della Repubblica Napolitano ha ricordato che &amp;laquo;le istituzioni dell&amp;rsquo;Unione europea e gli Stati che ne sono parte, nessuno escluso, stanno pagando il prezzo di insufficienze, esitazioni, contraddizioni, su cui ciascuno dovrebbe interrogarsi per la sua quota di responsabilit&amp;agrave;&amp;raquo;. Davanti alla constatazione di questo grande divario tra gli alti ideali del passato e la crisi di &lt;em&gt;leadership&lt;/em&gt; del presente, non dobbiamo farci sopraffare dallo sconforto. Al contrario, dobbiamo reagire, provando a infondere nel progetto europeo la visione e il coraggio dei padri fondatori.&lt;br /&gt;
	Credo che oggi per l&amp;rsquo;Italia l&amp;rsquo;azione dell&amp;rsquo;Europa sia un&amp;rsquo;opportunit&amp;agrave; di stimolo e incoraggiamento, perch&amp;eacute; si facciano finalmente quelle riforme che reticenze e veti incrociati ci hanno impedito di fare, dalla riduzione del debito pubblico a una riforma strutturale delle pensioni. Siamo consapevoli della necessit&amp;agrave; urgente di riforme in senso liberale per dare pi&amp;ugrave; competitivit&amp;agrave; all&amp;rsquo;economia e assicurare concrete prospettive di futuro ai giovani delusi. L&amp;rsquo;economia sociale di mercato, pilastro del popolarismo europeo, &amp;egrave; anche in questo la nostra guida e marca i nostri valori.&lt;br /&gt;
	D&amp;rsquo;altra parte, quando si scarica sulle istituzioni europee il peso morale e politico di proprie responsabilit&amp;agrave;, non ci si accorge dell&amp;rsquo;ulteriore pericolo di contribuire a una spirale nella quale rischia di avvitarsi la tenuta dell&amp;rsquo;Eurozona e il superiore bene collettivo dell&amp;rsquo;Unione europea. Senza l&amp;rsquo;euro oggi saremmo tutti pi&amp;ugrave; fortemente in preda agli effetti drammatici degli attacchi speculativi. Dovremmo essere pi&amp;ugrave; cauti nel criticarlo e pi&amp;ugrave; convinti nel sostenerlo, non tanto perch&amp;eacute; a essere in crisi non &amp;egrave; l&amp;rsquo;euro ma il debito sovrano, quanto perch&amp;eacute; dietro l&amp;rsquo;euro c&amp;rsquo;&amp;egrave; l&amp;rsquo;intero progetto europeo.&lt;br /&gt;
	Oggi paghiamo semmai il costo della &amp;ldquo;non Europa&amp;rdquo;: siamo costretti a rigorose politiche di austerit&amp;agrave; perch&amp;eacute; siamo politicamente fragili, perch&amp;eacute; una vera e propria &lt;em&gt;governance&lt;/em&gt; europea non c&amp;rsquo;&amp;egrave; ancora. La speculazione internazionale non ha scommesso solo sull&amp;rsquo;insolvenza del debito pubblico greco ma anche e soprattutto contro la solvibilit&amp;agrave; politica dell&amp;rsquo;intera Unione europea, puntando sui suoi elementi di debolezza e sulle sue divisioni interne. Se la crisi greca fosse stata affrontata all&amp;rsquo;inizio con decisione e forte spirito unitario, non ci sarebbe stato il contagio. Ove per&amp;ograve; si continuasse a invocare l&amp;rsquo;uso della sovranit&amp;agrave; nazionale contro l&amp;rsquo;Europa, nessuno stanziamento di fondi europei &amp;ndash; per quanto ingente &amp;ndash; potrebbe mai riuscire a dissuadere gli speculatori dal continuare con i loro cinici attacchi.&lt;br /&gt;
	E allora, mai come in questo momento, si avverte &amp;laquo;l&amp;rsquo;esigenza tassativa di pi&amp;ugrave; Europa&amp;raquo;, come l&amp;rsquo;ha definita il presidente Napolitano, ossia di compiere quel salto di qualit&amp;agrave; che richiede il processo di integrazione europea. Da una parte, le istituzioni europee non sono abbastanza solide e coese da proteggerci da imprudenze e spregiudicatezze di una finanza senza etica e di un irresponsabile accumulo del debito sovrano. Dall&amp;rsquo;altra, nessun singolo Paese europeo, nemmeno il pi&amp;ugrave; grande ed efficiente, pu&amp;ograve; &amp;ldquo;salvarsi da solo&amp;rdquo;.&lt;br /&gt;
	Per difendere la credibilit&amp;agrave; dei singoli Stati membri nelle piazze finanziarie, occorre restituire credibilit&amp;agrave; all&amp;rsquo;intero progetto europeo, a partire dal rilancio della costruzione di una vera e propria &lt;em&gt;governance&lt;/em&gt; economica. Dobbiamo andare oltre Maastricht, e superare la pretesa illusoria che il rispetto di regole e procedure possa rimpiazzare le scelte strategiche della politica, che l&amp;rsquo;adempimento meccanico di criteri tecnici e l&amp;rsquo;automatismo di sanzioni in caso di inadempimento siano in grado di scongiurare ogni crisi, presente e futura.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;br /&gt;
	&lt;img alt=&quot;Manifestanti davanti alla sede della Banca centrale europea a Francoforte nell’ottobre 2011 [© Associated Press/LaPresse]&quot; src=&quot;http://www.30giorni.it/upload/articoli_immagini_interne/67-12-.jpg&quot; style=&quot;float: right; margin-top: 3px; margin-bottom: 3px; width: 350px; height: 219px;&quot; /&gt;&lt;strong&gt;Dal governo delle regole al governo delle scelte&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
	Per resistere all&amp;rsquo;attacco degli speculatori, dobbiamo passare dal meccanico coordinamento di politiche basato su regole considerate valide una volta per tutte a un governo unitario della politica economica, che possa operare delle scelte a seconda delle sfide che di volta in volta si presentano. In assenza di tale disegno unitario, la speculazione, colpito un Paese, si rivolgerebbe subito dopo a quello successivo nella catena dell&amp;rsquo;Eurozona. E le piccole banche italiane o francesi o tedesche non potrebbero tenere da sole dinanzi al mare in tempesta. L&amp;rsquo;ammiraglio deve essere a Bruxelles, non nelle singole capitali. E deve avere gli strumenti adatti a far virare la rotta della flotta quando il radar segnala le secche della recessione o il ciclone della speculazione.&lt;br /&gt;
	L&amp;rsquo;Europa deve allora tornare a essere il vero protagonista. E convincere cos&amp;igrave; le piazze finanziarie internazionali che i popoli europei sono ancora fortemente animati dalla volont&amp;agrave; politica superiore di difendere i nobili ideali di solidariet&amp;agrave;, libert&amp;agrave; e unit&amp;agrave; ai quali si ispirarono i padri fondatori. Per ridare slancio al progetto europeo non &amp;egrave;, al momento, opportuno riaprire il vaso di Pandora della modifica dei Trattati. Ma possiamo puntare a utilizzare appieno gli strumenti esistenti.&lt;br /&gt;
	A Trattati invariati, ad esempio, l&amp;rsquo;articolo 136 del Trattato Ue potrebbe gi&amp;agrave; consentire il rafforzamento della Bce e dotarla di un ruolo analogo a quello attribuito alla Fed. In questo modo, i mercati capirebbero immediatamente che sarebbe politicamente esclusa ogni opzione di fallimento di un singolo membro della zona euro. Ricordiamoci che la tenuta del dollaro non &amp;egrave; mai stata messa in discussione dal debito dei singoli Stati federali. Eppure, la California &amp;egrave; stata pi&amp;ugrave; volte sull&amp;rsquo;orlo della bancarotta e il suo debito incide sul Pil americano pi&amp;ugrave; di quanto non faccia la Grecia su quello europeo. &amp;Egrave; la &lt;em&gt;volont&amp;agrave; politica&lt;/em&gt; superiore a indurre la speculazione ad attaccare chi ne &amp;egrave; carente e non quanti sono uniti da un&amp;rsquo;agenda unitaria.&lt;br /&gt;
	Non servirebbe una modifica dei Trattati neanche per rafforzare la vigilanza europea su banche e assicurazioni, o per dare vita a un&amp;rsquo;agenzia di &lt;em&gt;rating&lt;/em&gt; europea. Nell&amp;rsquo;economia globale &amp;egrave; fondamentale fare affidamento in soggetti terzi che certifichino in modo trasparente lo stato delle finanze pubbliche e delle compagnie private. Ma la pagella &amp;egrave; giusto che l&amp;rsquo;Europa la riceva da controllori europei, e non da soggetti di altri continenti, che restano per giunta impuniti anche quando commettono gravi errori di valutazione.&lt;br /&gt;
	&lt;br /&gt;
	&lt;img alt=&quot;De Gasperi presiede l’Assemblea della Ceca, il 10 maggio 1954&quot; src=&quot;http://www.30giorni.it/upload/articoli_immagini_interne/69-12-012.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin-top: 3px; margin-bottom: 3px; width: 250px; height: 271px;&quot; /&gt;&lt;strong&gt;Ripartire dal coraggio e dalla lungimiranza dei padri fondatori&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
	Vorrei richiamare al riguardo alcune profetiche parole pronunciate da De Gasperi. Guardando a un&amp;rsquo;Europa che iniziava a nascere secondo il metodo funzionalista, lo statista trentino riconosceva che &amp;laquo;la costruzione degli strumenti e dei mezzi tecnici, le soluzioni amministrative sono senza dubbio necessarie&amp;raquo;. Ma subito dopo egli ammoniva dal rischio di involuzione insito nel &amp;laquo;costruire soltanto amministrazioni comuni, senza una volont&amp;agrave; politica superiore&amp;raquo;. E aggiungeva che, senza vita ideale, senza calore, la costruzione europea &amp;laquo;potrebbe anche apparire a un certo momento una sovrastruttura superflua e forse anche oppressiva quale appare in certi periodi del suo declino il Sacro Romano Impero. In questo caso&amp;raquo;, sottolineava, &amp;laquo;le nuove generazioni [&amp;hellip;] guarderebbero alla costruzione europea come a uno strumento di imbarazzo e oppressione&amp;raquo;.&lt;br /&gt;
	Per ridare calore e slancio ideale al progetto, ed evitare che l&amp;rsquo;Europa degli &lt;em&gt;spread e dei Pil&lt;/em&gt; finisca per apparire alle giovani generazioni come il Sacro Romano Impero in declino, &amp;egrave; necessario coinvolgere di pi&amp;ugrave; i cittadini. Occorre superare il &lt;em&gt;deficit&lt;/em&gt; democratico attraverso la riscoperta della dialettica, della passione per il dibattito e il libero confronto, esprimendo l&amp;rsquo;esigenza che all&amp;rsquo;Europa monetaria si affianchi l&amp;rsquo;Europa politica. E magari eleggere, alla prossima scadenza, il presidente del Consiglio europeo con suffragio universale.&lt;br /&gt;
	A questo dibattito anche la Fondazione De Gasperi pu&amp;ograve; dare un significativo contributo, promuovendo la discussione sulle questioni strategiche dell&amp;rsquo;Europa. La Fondazione pu&amp;ograve; stimolare l&amp;rsquo;interesse alla costruzione europea, celebrando i successi di De Gasperi e rievocandone la passione ideale anche attraverso il ricordo dell&amp;rsquo;amarezza degli insuccessi. Non dobbiamo mai dimenticare che per De Gasperi e gli altri padri fondatori non fu facile sostenere, in un&amp;rsquo;Europa traumatizzata dall&amp;rsquo;odio fratricida, il principio del &amp;ldquo;mai pi&amp;ugrave; guerre tra noi&amp;rdquo;. Il loro successo non era scritto da nessuna parte. Prevalsero contro il pregiudizio e l&amp;rsquo;opposizione preconcetta perch&amp;eacute; riuscirono ad affermare la forza delle idee nel libero confronto democratico, facendo valere le proprie posizioni ma sforzandosi di capire sempre le ragioni dell&amp;rsquo;altro.&lt;br /&gt;
	Alcuni dei loro progetti restano peraltro ancora incompiuti, per quanto essi si siano battuti con forza e determinazione nell&amp;rsquo;agone politico. Ma da una delusione politica alla quale and&amp;ograve; incontro De Gasperi emerge tutta la sua passione europeista. Mi riferisco al fallimento della Comunit&amp;agrave; europea di Difesa, progetto al quale De Gasperi aveva fortemente creduto. Il rigetto della Ced mise a rischio il processo di integrazione e ancora oggi ne paghiamo le conseguenze in termini di frammentazione della politica di difesa europea. Ancora oggi, in un&amp;rsquo;Europa che si &amp;egrave; negli anni dotata di una moneta ma non di una spada, c&amp;rsquo;&amp;egrave; chi continua a preferire formati ristretti a una prospettiva unitaria nel settore della difesa.&lt;br /&gt;
	Le sconfitte di un padre possono per&amp;ograve; diventare vittorie per la sua progenie se essa &amp;egrave; in grado di raccoglierne il legato di valori per i quali egli si &amp;egrave; battuto. La storia di quella battaglia politica evidenzia, pi&amp;ugrave; di tanti altri successi, la fede di De Gasperi nell&amp;rsquo;ideale della costruzione di un&amp;rsquo;Europa libera e unita. La fiducia in questi valori di libert&amp;agrave; ha ispirato il movimento per l&amp;rsquo;unificazione europea e ci deve sostenere nella nostra azione attuale.&lt;/p&gt;
</description>
            <author>di Franco Frattini</author>
        </item>
        <item>
            <title>
	L&amp;rsquo;invidia della grazia altrui
</title>
            <link>http://www.30giorni.it/articoli_id_78119_l1.htm</link>
            <description>&lt;p&gt;
	&lt;em&gt;Al volgere dell&amp;rsquo;anno torniamo a dialogare con padre Nello Cipriani, ordinario presso l&amp;rsquo;Istituto Patristico Augustinianum di Roma, su Abele e Caino come immagini dei due tipi opposti di citt&amp;agrave; (cio&amp;egrave; di Chiesa) che emergono dal &lt;/em&gt; De civitate Dei&lt;em&gt; di sant&amp;rsquo;Agostino. L&amp;rsquo;una pellegrina sulla terra, l&amp;rsquo;altra che ha il problema di attestarsi sulla terra. L&amp;rsquo;una pellegrina non perch&amp;eacute; caduca, come erroneamente si intende, ma perch&amp;eacute; non pretende di costruirsi da s&amp;eacute; e si riconosce continuamente creata da Dio; e dunque &amp;egrave; libera, libera di domandare e di offrire s&amp;eacute; stessa. L&amp;rsquo;altra che pretende di costruirsi una dimora stabile su questa terra e che dunque si concepisce necessariamente in alternativa o perlomeno in concorrenza con chiunque su questa terra voglia affermare la propria presenza.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;
	&lt;br /&gt;
	&lt;img alt=&quot;L’offerta di Abele e Caino, mosaico del XII secolo, Cappella Palatina, Palermo [© Franco Cosimo Panini Editore]&quot; src=&quot;http://www.30giorni.it/upload/articoli_immagini_interne/32-12-012.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin-top: 3px; margin-bottom: 3px; width: 300px; height: 392px;&quot; /&gt;&lt;strong&gt;Visti i binomi usati da sant&amp;rsquo;Agostino stesso (citt&amp;agrave; degli uomini/citt&amp;agrave; di Dio; citt&amp;agrave; terrena/citt&amp;agrave; celeste ecc.), una delle difficolt&amp;agrave; maggiori, per chi si avvicina al &lt;em&gt;De civitate Dei&lt;/em&gt;, innanzitutto &amp;egrave; capire che le due citt&amp;agrave; non sono l&amp;rsquo;una reale e l&amp;rsquo;altra ideale, ma fanno entrambe continuamente parte del panorama storico; e, in secondo luogo, che la loro assoluta opposizione non coincide affatto con l&amp;rsquo;assoluta impermeabilit&amp;agrave; dell&amp;rsquo;una rispetto all&amp;rsquo;altra. C&amp;rsquo;&amp;egrave; qualche testo in cui sant&amp;rsquo;Agostino mostra con pi&amp;ugrave; chiarezza l&amp;rsquo;immanenza alla storia e l&amp;rsquo;aspetto dinamico del rapporto fra le due citt&amp;agrave;?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
	NELLO CIPRIANI: Intorno alla nozione delle due citt&amp;agrave;, oggetto del &lt;em&gt;De civitate Dei&lt;/em&gt; di sant&amp;rsquo;Agostino, c&amp;rsquo;&amp;egrave; stato in passato un grande dibattito. Da parte di alcuni studiosi, soprattutto protestanti, la citt&amp;agrave; di Dio &amp;egrave; stata intesa solo come una comunit&amp;agrave; spirituale e invisibile, una &lt;em&gt;communio sanctorum&lt;/em&gt;, oppure come una comunit&amp;agrave; solo escatologica, che non avrebbe niente a che fare con la Chiesa che vive nel tempo, unita dalla comunione dei sacramenti e ordinata da una gerarchia. La ragione di tale interpretazione &amp;egrave; dovuta al fatto che il criterio seguito dal vescovo di Ippona per distinguere le due citt&amp;agrave;, quella di Dio o celeste e quella degli uomini o terrena, &amp;egrave; dato dal loro opposto atteggiamento interiore. Esse nascono da due amori contrari: la citt&amp;agrave; di Dio nasce dall&amp;rsquo;amore di Dio che giunge fino al disprezzo di s&amp;eacute;, la citt&amp;agrave; terrena dall&amp;rsquo;amore di s&amp;eacute; che giunge fino al disprezzo di Dio; la prima vive secondo lo Spirito o secondo Dio, l&amp;rsquo;altra secondo la carne o secondo l&amp;rsquo;uomo. Le due citt&amp;agrave;, inoltre, pur avendo sentimenti opposti, perch&amp;eacute; animate da una diversa fede, una diversa speranza e un diverso amore, vivono nel tempo confuse e mescolate l&amp;rsquo;una all&amp;rsquo;altra. Sembrerebbe, quindi, che il discorso sia posto tutto sul piano della metastoria e non della concretezza e della riconoscibilit&amp;agrave; storica. Una simile conclusione, per&amp;ograve;, non corrisponde affatto al pensiero di sant&amp;rsquo;Agostino, il quale ripete tante volte che la Chiesa &amp;egrave; la citt&amp;agrave; di Dio, o meglio la parte di essa che vive nella storia &amp;laquo;tra le persecuzioni degli uomini e le consolazioni di Dio&amp;raquo;&lt;sup&gt;1&lt;/sup&gt;. Gi&amp;agrave; nell&amp;rsquo;esordio dell&amp;rsquo;opera infatti egli distingue la parte della citt&amp;agrave; di Dio che vive nella stabilit&amp;agrave; della sede eterna e la parte che &amp;laquo;in questo scorrere dei secoli cammina pellegrina tra gli infedeli, vivendo di fede e aspettando con perseveranza&amp;raquo;&lt;sup&gt;2&lt;/sup&gt; la vita eterna. Nel libro diciottesimo del &lt;em&gt;De civitate Dei&lt;/em&gt; egli ripercorre la storia della Chiesa: fondata da Cristo sul fondamento degli Apostoli, si diffonde dapprima da Gerusalemme alla Giudea e alla Samaria; poi, con l&amp;rsquo;annuncio del Vangelo ai popoli pagani, si estende a tutto il mondo conosciuto. Ne delinea poi i caratteri precipui: nella Chiesa c&amp;rsquo;&amp;egrave; una gerarchia, ci sono i &lt;em&gt;praepositi&lt;/em&gt; e in particolare il vescovo, chiamati a servire i fratelli, e ci sono i semplici fedeli, che sono anch&amp;rsquo;essi cristi, ossia consacrati, e partecipano al sacerdozio di Cristo. Il momento centrale della vita della Chiesa &amp;egrave; la celebrazione eucaristica, quando essa si unisce al sacrificio di Cristo sulla croce e con lui offre s&amp;eacute; stessa. Dall&amp;rsquo;Eucaristia i cristiani attingono la forza per sostenere le persecuzioni e il martirio. La Chiesa, del resto, non ha solo nemici esterni che la perseguitano, soffre anche a causa degli eretici e di tanti che sono cristiani solo di nome. La citt&amp;agrave; di Dio, che &amp;egrave; la Chiesa pellegrina, inoltre, vive nel mondo sottomessa alle leggi e alle autorit&amp;agrave; dello Stato, rispetta tutto ci&amp;ograve; che non &amp;egrave; contrario alla religione e non fa mancare il suo contributo per creare una societ&amp;agrave; pacifica, perch&amp;eacute; considera la pace temporale un bene prezioso per tutti. In conclusione, la citt&amp;agrave; di Dio, che cammina pellegrina nel mondo, &amp;egrave; la Chiesa, ossia la comunit&amp;agrave; ben visibile dei credenti, che vive nel tempo con lo sguardo fisso all&amp;rsquo;eternit&amp;agrave;, ma che soffre e si impegna nella storia per alleviare le miserie degli uomini, perch&amp;eacute; &amp;egrave; animata da una fede &amp;laquo;che opera per mezzo della carit&amp;agrave;&amp;raquo; (&lt;em&gt;Gal&lt;/em&gt; 5, 6). Se la speranza escatologica la proietta verso il cielo, la carit&amp;agrave; la lega alla storia, per anticipare in qualche misura gi&amp;agrave; qui la pace senza tramonto.&lt;br /&gt;
	&lt;strong&gt;Si pu&amp;ograve; dire che l&amp;rsquo;essenza della citt&amp;agrave; celeste, di cui Abele secondo Agostino &amp;egrave; figura, sta tutta nel fatto che egli accett&amp;ograve; di essere pellegrino, mentre Caino si dette a costruire una citt&amp;agrave;? Valorizzando un accenno del libro XV del &lt;em&gt;De civitate Dei&lt;/em&gt;, potremmo dire che Abele mette a disposizione s&amp;eacute; stesso perch&amp;eacute; un Altro si manifesti (&lt;em&gt;sua praesentia servientem&lt;/em&gt;) e Caino ha invece il problema di dimostrare di esserci e quindi di contare (&lt;em&gt;suam praesentiam demostrantem&lt;/em&gt;)&lt;sup&gt;3&lt;/sup&gt;?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
	Abele, che non costruisce nessuna citt&amp;agrave;, e Caino, che la costruisce, sono figure ben rappresentative delle due citt&amp;agrave;, perch&amp;eacute; per sant&amp;rsquo;Agostino la speranza escatologica e, rispettivamente, il ripiegamento sulla terra sono i loro principali caratteri distintivi. I cittadini della citt&amp;agrave; terrena sono tali proprio perch&amp;eacute; vivono ripiegati sulla terra, ricercano solo i beni di questo mondo e per il loro possesso si affaticano e lottano tra loro. Il cristiano invece vive nel mondo senza attaccarsi ad esso; fa buon uso dei beni temporali, senza farsi possedere da essi, perch&amp;eacute; si considera esule in questo mondo e tiene gli occhi sempre rivolti alla patria del cielo, che &amp;egrave; Dio stesso. Tuttavia la diversa speranza non &amp;egrave; il solo elemento distintivo delle due citt&amp;agrave;. Sant&amp;rsquo;Agostino considera la citt&amp;agrave; di Dio differente dalla citt&amp;agrave; terrena anche per l&amp;rsquo;amore della verit&amp;agrave; e soprattutto per l&amp;rsquo;umilt&amp;agrave; di chi si riconosce creatura di Dio e quindi vive nell&amp;rsquo;obbedienza e nella sottomissione al Creatore. Scrive: &amp;laquo;Nella citt&amp;agrave; di Dio e alla citt&amp;agrave; di Dio esule nel tempo &amp;egrave; raccomandata soprattutto l&amp;rsquo;umilt&amp;agrave;, che viene esaltata in sommo grado nel suo re, che &amp;egrave; Cristo, mentre nel suo avversario, che &amp;egrave; il diavolo, domina, come insegna la Sacra Scrittura, il vizio opposto a questa virt&amp;ugrave;, cio&amp;egrave; la superbia. Sta dunque qui la grande differenza tra le due citt&amp;agrave; di cui parliamo: una &amp;egrave; la societ&amp;agrave; degli uomini pii, l&amp;rsquo;altra degli empi; ciascuna unita ai suoi propri angeli, la prima unita agli angeli nei quali prevalse l&amp;rsquo;amore di Dio, l&amp;rsquo;altra agli angeli in cui prevalse l&amp;rsquo;amore di s&amp;eacute;&amp;raquo;&lt;sup&gt;4&lt;/sup&gt;. Altro elemento distintivo della citt&amp;agrave; di Dio &amp;egrave; la carit&amp;agrave; che spinge i suoi membri a servirsi reciprocamente, mentre nella citt&amp;agrave; terrena domina la passione del potere e del dominio (cfr. &lt;em&gt;De civitate Dei&lt;/em&gt; XIV, 28).&lt;br /&gt;
	&lt;strong&gt;In altro luogo, del libro XV, Agostino opera un confronto fra le due citt&amp;agrave; sulla base di un&amp;rsquo;altra immagine biblica, quella delle rispettive offerte a Dio di Abele e Caino, l&amp;rsquo;una gradita e l&amp;rsquo;altra rifiutata. Rifiutata &amp;ndash; Agostino commenta &amp;ndash; non perch&amp;eacute; Caino non offra qualcosa di suo, ma perch&amp;eacute;, proprio offrendo qualcosa a Dio, intendeva in realt&amp;agrave; non servire, ma servirsi di Dio. Anche questa pu&amp;ograve; essere un&amp;rsquo;immagine efficace e attuale, perch&amp;eacute; fa capire fin dove pu&amp;ograve; giungere l&amp;rsquo;equivocit&amp;agrave; della religiosit&amp;agrave; anche di cristiani, che pu&amp;ograve; essere non a servizio ma a giustificazione di s&amp;eacute;.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
	S&amp;igrave;, &amp;egrave; vero. I due fratelli, Abele e Caino, sono visti come rappresentativi delle due citt&amp;agrave; anche nell&amp;rsquo;espressione della loro religiosit&amp;agrave;. Secondo il libro della Genesi, Caino prov&amp;ograve; tristezza, perch&amp;eacute; Dio aveva gradito l&amp;rsquo;offerta di Abele e non la sua (cfr. &lt;em&gt;Gen&lt;/em&gt; 4, 4-5). Come osserva sant&amp;rsquo;Agostino, dal racconto biblico &amp;laquo;non &amp;egrave; facile precisare per quali motivi Caino dispiacque a Dio&amp;raquo;&lt;sup&gt;5&lt;/sup&gt;. Nella prima lettera di Giovanni, per&amp;ograve;, si legge che Caino era dal maligno e uccise suo fratello, &amp;laquo;perch&amp;eacute; le sue opere erano malvagie, mentre quelle del fratello erano giuste&amp;raquo; (&lt;em&gt;1Gv&lt;/em&gt; 3, 12). Il vescovo di Ippona intende queste parole nel senso che Caino con la sua offerta &amp;laquo;dava a Dio qualcosa del suo, ma dava s&amp;eacute; stesso a s&amp;eacute;&amp;raquo;&lt;sup&gt;6&lt;/sup&gt;. E spiega: &amp;laquo;Cos&amp;igrave; fanno tutti quelli che, pur non seguendo la volont&amp;agrave; di Dio ma la propria, ossia pur non vivendo con animo retto ma perverso, offrono tuttavia a Dio un dono, con cui pensano di renderselo propizio, affinch&amp;eacute; li aiuti non a guarire i loro cattivi desideri ma a soddisfarli&amp;raquo;&lt;sup&gt;7&lt;/sup&gt;. Aveva probabilmente presenti anzitutto i sacrifici pubblici che nell&amp;rsquo;impero romano i pagani offrivano ai loro d&amp;egrave;i, per essere da loro aiutati a regnare sugli altri popoli, &amp;laquo;non per amore di provvedere al loro bene, ma per il desiderio di dominarli&amp;raquo;&lt;sup&gt;8&lt;/sup&gt;. All&amp;rsquo;osservazione storica, per&amp;ograve;, fa seguire un principio generale applicabile, purtroppo, anche alla religiosit&amp;agrave; di molti fedeli: &amp;laquo;I buoni si servono del mondo per godere di Dio, i cattivi al contrario vogliono servirsi di Dio per godere del mondo&amp;raquo;&lt;sup&gt;9&lt;/sup&gt;. L&amp;rsquo;analisi di sant&amp;rsquo;Agostino, a ogni modo, non si ferma qui. Egli osserva ancora che Caino, al vedere che Dio aveva accettato l&amp;rsquo;offerta del fratello e non la sua, non avrebbe dovuto indignarsi n&amp;eacute; provare invidia, ma piuttosto pentirsi e imitare il fratello buono, perch&amp;eacute; &amp;ndash; conclude &amp;ndash; &amp;laquo;la tristezza per la bont&amp;agrave; di un altro, soprattutto se fratello, &amp;egrave; il peccato che Dio condanna pi&amp;ugrave; di ogni altro&amp;raquo;&lt;sup&gt;10&lt;/sup&gt;.&lt;br /&gt;
	&lt;img alt=&quot;Sant’Agostino in un affresco del VI secolo, Laterano, Roma&quot; src=&quot;http://www.30giorni.it/upload/articoli_immagini_interne/31-12-012.jpg&quot; style=&quot;float: right; margin-top: 3px; margin-bottom: 3px; width: 250px; height: 379px;&quot; /&gt;&lt;strong&gt;Come &amp;egrave; possibile dire, seguendo sempre il libro XV del &lt;em&gt;De civitate Dei&lt;/em&gt;, che porre la propria speranza nell&amp;rsquo;invocare il nome del Signore Dio (come fa Enos, un&amp;rsquo;altra figura veterotestamentaria della citt&amp;agrave; celeste) &amp;egrave; l&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; totalizzante e somma della citt&amp;agrave; di Dio senza essere tacciati di spiritualismo e di quietismo e mantenendo pur tuttavia la radicalit&amp;agrave; di questa affermazione?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
	Anche Enos, il figlio di Seth, &amp;egrave; visto da sant&amp;rsquo;Agostino come una figura della citt&amp;agrave; di Dio, perch&amp;eacute; fu il primo che &amp;laquo;cominci&amp;ograve; a invocare il nome del Signore&amp;raquo;&lt;sup&gt;11&lt;/sup&gt;. E questa &amp;ndash; precisa &amp;ndash; &amp;laquo;nella presente condizione di morte &amp;egrave; tutta e la massima occupazione della citt&amp;agrave; di Dio pellegrina in questo mondo&amp;raquo;&lt;sup&gt;12&lt;/sup&gt;. Nella sua radicalit&amp;agrave; l&amp;rsquo;affermazione &amp;egrave; davvero forte, ma non deve meravigliare, se si tiene presente che l&amp;rsquo;offerta a Dio viene da Dio non meno che l&amp;rsquo;invocazione del suo nome&lt;sup&gt;13&lt;/sup&gt;. Gi&amp;agrave; nel decimo libro dell&amp;rsquo;opera Agostino aveva detto che tutta la vita del singolo cristiano e dell&amp;rsquo;intera citt&amp;agrave; redenta &amp;egrave; un sacrificio gradito a Dio. Questo culto spirituale della citt&amp;agrave; di Dio non &amp;egrave; un&amp;rsquo;evasione dagli impegni della vita concreta di ogni giorno. Il vero culto di Dio, infatti, consiste nell&amp;rsquo;amore di Dio e inseparabilmente nell&amp;rsquo;amore del prossimo (cfr. &lt;em&gt;De civitate Dei&lt;/em&gt; X, 3, 2). Per sant&amp;rsquo;Agostino, infatti, &amp;laquo;i veri sacrifici sono le opere di misericordia, che facciamo verso noi stessi e verso il prossimo in onore di Dio&amp;raquo;&lt;sup&gt;14&lt;/sup&gt;. &amp;Egrave; sacrificio gradito a Dio, perci&amp;ograve;, tutto quello che le membra del corpo di Cristo fanno per mantenere unita nella carit&amp;agrave; la comunit&amp;agrave; ecclesiale, esercitando ciascuno il proprio carisma a beneficio delle altre membra. In conclusione, l&amp;rsquo;Eucaristia &amp;egrave; &lt;em&gt;culmen et fons&lt;/em&gt; della vita della citt&amp;agrave; di Dio pellegrina nel mondo: &amp;laquo;Questo &amp;egrave; il sacrificio dei cristiani: &amp;ldquo;Molti e un solo corpo in Cristo&amp;rdquo;. La Chiesa celebra questo mistero col sacramento dell&amp;rsquo;altare, noto ai fedeli, nel quale le viene mostrato che nella cosa che offre, essa stessa viene offerta&amp;raquo;&lt;sup&gt;15&lt;/sup&gt;.&lt;br /&gt;
	&lt;br /&gt;
	&lt;em&gt;In conclusione, dunque, padre Cipriani ci ricorda opportunamente che &amp;egrave; il sacramento la sorgente della vera immagine della Chiesa, proprio perch&amp;eacute; essa celebrandolo non dimostra alcunch&amp;eacute; &lt;/em&gt;(demonstrat)&lt;em&gt;, ma le &amp;egrave; mostrato &lt;/em&gt;(demonstratur)&lt;em&gt; che in ci&amp;ograve; che offre &lt;/em&gt;(offert)&lt;em&gt; essa stessa viene offerta &lt;/em&gt;(offeratur)&lt;em&gt;. Dall&amp;rsquo;attivo al passivo, potrebbe chiosare da retore Agostino.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;strong&gt;Note&lt;br /&gt;
	&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;sup&gt;1&lt;/sup&gt; &amp;laquo;Inter persecutiones mundi et consolationes Dei&amp;raquo; (Agostino, &lt;em&gt;De civitate Dei&lt;/em&gt; XVIII, 51, 2).&lt;br /&gt;
	&lt;sup&gt;2&lt;/sup&gt; &amp;laquo;... In hoc temporum cursu, cum inter impios peregrinatur ex fide vivens, sive in illa stabilitate sedis aeternae, quam nunc exspectat per patientiam...&amp;raquo; (Agostino, &lt;em&gt;De civitate Dei&lt;/em&gt; I, &lt;em&gt;Praefatio&lt;/em&gt;).&lt;br /&gt;
	&lt;sup&gt;3&lt;/sup&gt; &amp;laquo;Invenimus ergo in terrena civitate duas formas, unam suam praesentiam demonstrantem, alteram caelesti civitati significandae sua praesentia servientem&amp;raquo; (Agostino, &lt;em&gt;De civitate Dei&lt;/em&gt; XV, 2).&lt;br /&gt;
	&lt;sup&gt;4&lt;/sup&gt; &amp;laquo;Quapropter quod nunc in civitate Dei et civitati Dei in hoc peregrinanti saeculo maxime commendatur humilitas et in eius rege, qui est Christus, maxime praedicatur contrariumque huic virtuti elationis vitium in eius adversario, qui est diabolus, maxime dominari sacris Litteris edocetur: profecto ista est magna differentia, qua civitas, unde loquimur, utraque discernitur, una scilicet societas piorum hominum, altera impiorum, singula quaeque cum angelis ad se pertinentibus, in quibus praecessit hac amor Dei, hac amor sui&amp;raquo; (Agostino, &lt;em&gt;De civitate Dei&lt;/em&gt; XIV, 13, 1).&lt;br /&gt;
	&lt;sup&gt;5&lt;/sup&gt; &amp;laquo;In quo autem horum Deo displicuerit Cain, facile non potest inveniri&amp;raquo; (Agostino, &lt;em&gt;De civitate Dei&lt;/em&gt; XV, 7, 1).&lt;br /&gt;
	&lt;sup&gt;6&lt;/sup&gt; &amp;laquo;Dans Deo aliquid suum, sibi autem se ipsum&amp;raquo; (Agostino, &lt;em&gt;De civitate Dei&lt;/em&gt; XV, 7, 1).&lt;br /&gt;
	&lt;sup&gt;7&lt;/sup&gt; &amp;laquo;Quod omnes faciunt, qui non Dei, sed suam sectantes voluntatem, id est non recto, sed perverso corde viventes, offerunt tamen Deo munus, quo putant eum redimi, ut eorum non opituletur sanandis pravis cupiditatibus, sed explendis&amp;raquo; (Agostino, &lt;em&gt;De civitate Dei&lt;/em&gt; XV, 7, 1).&lt;br /&gt;
	&lt;sup&gt;8&lt;/sup&gt; &amp;laquo;Non caritate consulendi, sed dominandi cupiditate&amp;raquo; (Agostino, &lt;em&gt;De civitate Dei&lt;/em&gt; XV, 7, 1).&lt;br /&gt;
	&lt;sup&gt;9&lt;/sup&gt; &amp;laquo;Boni quippe ad hoc utuntur mundo, ut fruantur Deo; mali autem contra, ut fruantur mundo, uti volunt Deo&amp;raquo; (Agostino, &lt;em&gt;De civitate Dei&lt;/em&gt; XV, 7, 1).&lt;br /&gt;
	&lt;sup&gt;10&lt;/sup&gt; &amp;laquo;Hoc peccatum maxime arguit Deus, tristitiam de alterius bonitate, et hoc fratris&amp;raquo; (Agostino, &lt;em&gt;De civitate Dei&lt;/em&gt; XV, 7, 1).&lt;br /&gt;
	&lt;sup&gt;11&lt;/sup&gt; &amp;laquo;Speravit invocare nomen Domini Dei&amp;raquo; (Agostino, &lt;em&gt;De civitate Dei&lt;/em&gt; XV, 21).&lt;br /&gt;
	&lt;sup&gt;12&lt;/sup&gt; &amp;laquo;In hoc mundo peregrinantis civitatis Dei totum atque summum in hac mortalitate negotium&amp;raquo; (Agostino, &lt;em&gt;De civitate Dei&lt;/em&gt; XV, 21).&lt;br /&gt;
	&lt;sup&gt;13&lt;/sup&gt; &amp;laquo;Illa autem, quae caelestis peregrinatur in terra, falsos deos non facit, sed a vero Deo ipsa fit, cuius verum sacrificium ipsa sit&amp;raquo; (Agostino, &lt;em&gt;De civitate Dei&lt;/em&gt; XVIII, 54, 2).&lt;br /&gt;
	&lt;sup&gt;14&lt;/sup&gt; &amp;laquo;Vera sacrificia opera sint misericordiae sive in nos ipsos sive in proximos, quae referuntur ad Deum&amp;raquo; (Agostino, &lt;em&gt;De civitate Dei&lt;/em&gt; X, 6).&lt;br /&gt;
	&lt;sup&gt;15&lt;/sup&gt; &amp;laquo;Hoc est sacrificium christianorum: Multi unum corpus in Christo. Quod etiam sacramento altaris fidelibus noto frequentat Ecclesia, ubi ei demonstratur, quod in ea re, quam offert, ipsa offeratur&amp;raquo; (Agostino, &lt;em&gt;De civitate Dei&lt;/em&gt; X, 6).&lt;/p&gt;
</description>
            <author>Intervista con Nello Cipriani di Lorenzo Cappelletti</author>
        </item>
        <item>
            <title>
	Col cuore in pace
</title>
            <link>http://www.30giorni.it/articoli_id_78120_l1.htm</link>
            <description>&lt;p&gt;
	Lanzhou &amp;egrave; una delle citt&amp;agrave; pi&amp;ugrave; inquinate del mondo. In certi giorni, nel capoluogo della provincia cinese nord-occidentale del Gansu, lo smog &amp;egrave; cos&amp;igrave; fitto che non si vede neanche la montagna di Lanshan, quella che si innalza pochi chilometri pi&amp;ugrave; a sud. Invece lo sguardo di Joseph Han Zhi-hai, arcivescovo quarantaseienne della metropoli affacciata sul fiume Giallo, continua a essere limpido e acuto anche quando si sofferma sul passaggio delicato e controverso che sta vivendo la cattolicit&amp;agrave; cinese.&lt;br /&gt;
	Han &amp;egrave; stato ordinato vescovo nel 2003. I funzionari politici locali e nazionali non hanno ancora riconosciuto ufficialmente la sua ordinazione episcopale. Ma la sua condizione di successore degli apostoli privo di &amp;ldquo;certificazione&amp;rdquo; governativa non gli impedisce di operare e tantomeno di testimoniare la libert&amp;agrave; propria di chi cammina col cuore in pace nella stessa fede degli apostoli. Dice di s&amp;eacute;: &amp;laquo;Vengo da una famiglia che conosce Ges&amp;ugrave; da quattrocento anni. Mio padre e mia madre mi hanno battezzato otto giorni dopo la nascita. Sapevano che la Chiesa chiede ai genitori di battezzare presto i loro bambini&amp;raquo;.&lt;br /&gt;
	&lt;br /&gt;
	&lt;img alt=&quot;Joseph Han Zhi-hai durante un battesimo&quot; src=&quot;http://www.30giorni.it/upload/articoli_immagini_interne/51-12-012.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin-top: 3px; margin-bottom: 3px; width: 350px; height: 261px;&quot; /&gt;&lt;strong&gt;Lei &amp;egrave; nato nel 1966. La Cina era nel mezzo della Rivoluzione culturale. Come ricorda gli anni della sua infanzia?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
	JOSEPH HAN ZHI-HAI: Abitavamo in un villaggio a duecento chilometri da Lanzhou. Non era un villaggio cattolico, ma anche l&amp;igrave; era arrivata la persecuzione. Durante quel tempo i miei genitori e i miei parenti mantennero la propria fede nell&amp;rsquo;intimo del proprio cuore, senza mostrarla in pubblico, nemmeno con il semplice andare a messa. Non si poteva fare altrimenti. Per fortuna, la nostra casa era un po&amp;rsquo; discosta dalle altre. Per noi era pi&amp;ugrave; facile continuare a pregare anche insieme. Mio nonno non ha mai smesso di ripetere le preghiere in famiglia. Cos&amp;igrave; ci ha custoditi nella fede.&lt;br /&gt;
	&lt;strong&gt;Poi, crescendo, quali sono state le altre persone importanti che ha incontrato lungo il cammino?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
	Certamente padre Filippo, che poi nel 1981 sarebbe diventato il vescovo di Lanzhou e mi avrebbe ordinato sacerdote. Lo avevano liberato nel 1978, dopo trent&amp;rsquo;anni di prigionia e isolamento, e da quel giorno, appena riavuta la libert&amp;agrave;, senza un lamento aveva subito ricominciato ad annunciare il vangelo battendo villaggi e campagne. Andava tutto il tempo in giro a visitare i cristiani della regione, casa per casa, a dir messa e pregare insieme a loro e a confortare tutti. Allora io ero un giovane studente. Guardando lui, nacque anche in me il desiderio di diventare sacerdote. Ma allora non c&amp;rsquo;era nessun seminario. Andavamo in giro a cercare i pochi, vecchi manuali e testi di teologia e di dottrina scampati alla distruzione. Studiavamo con quel poco che si riusciva a trovare. Poi il governo ha concesso di ricostruire le chiese. E allora le famiglie si ritrovavano a tirare su insieme le proprie cappelle e le proprie parrocchie. E cos&amp;igrave; la fede rifioriva.&lt;br /&gt;
	&lt;strong&gt;Se paragona quel periodo al tempo presente, cosa &amp;egrave; cambiato nella vita ordinaria dei cattolici?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
	Oggi vedo molta apertura, c&amp;rsquo;&amp;egrave; pi&amp;ugrave; libert&amp;agrave; rispetto ad allora. Nelle nostre comunit&amp;agrave; c&amp;rsquo;&amp;egrave; ancora tanta fede, ma nei giovani si vede anche una fragilit&amp;agrave; legata in qualche modo al nuovo materialismo che segna la societ&amp;agrave;. Il rischio di una dissipazione &amp;egrave; legato pi&amp;ugrave; al consumismo e al materialismo della vita moderna che alle difficolt&amp;agrave; nei rapporti col governo.&lt;br /&gt;
	&lt;strong&gt;E lei come opera nei confronti dei giovani e dei ragazzi?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
	Lavoriamo soprattutto con gli studenti degli anni che precedono l&amp;rsquo;universit&amp;agrave;. Creiamo classi di studio durante l&amp;rsquo;estate e durante le vacanze per il Capodanno. Ma quello che conta sono i rapporti da persona a persona con i singoli, pi&amp;ugrave; che le iniziative collettive.&lt;br /&gt;
	&lt;strong&gt;Come e quando lei &amp;egrave; diventato sacerdote?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
	Avvenne nel 1994. Quella volta fummo in cinque a ricevere l&amp;rsquo;ordinazione sacerdotale dal vescovo Filippo. Di noi nessuno aveva frequentato i seminari riaperti in Cina sotto il controllo del governo. Le lezioni fondamentali le avevo ricevute da un laico che conosceva la teologia.&lt;br /&gt;
	&lt;strong&gt;Poi, alcuni anni dopo la morte di Filippo, lei stesso &amp;egrave; diventato vescovo. Ma fu ordinato senza ricevere approvazioni e permessi dagli apparati del governo.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
	Era il gennaio 2003. Io gi&amp;agrave; da tempo mi ero accorto che la divisione che c&amp;rsquo;&amp;egrave; in Cina tra vescovi e comunit&amp;agrave; &amp;ldquo;ufficiali&amp;rdquo; e &amp;ldquo;clandestini&amp;rdquo; non aveva senso. La grande parte dei vescovi eletti secondo le procedure volute dal governo erano stati legittimati dalla Santa Sede ed erano anche loro in comunione con il Papa. Perci&amp;ograve; mi apparivano sorpassate e da archiviare le vecchie indicazioni circolanti nella Chiesa che ammonivano di evitare le celebrazioni eucaristiche congiunte coi preti e coi vescovi che accettavano di collaborare con il governo.&lt;br /&gt;
	&lt;strong&gt;E allora, lei non tenne questi pensieri per s&amp;eacute;&amp;hellip;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
	Pochi mesi dopo la mia ordinazione, scrissi una lettera aperta per invitare tutti i miei fratelli vescovi a liberare i cattolici cinesi da questa lacerazione. La cosa pi&amp;ugrave; semplice era quella di confessare con serenit&amp;agrave; e coraggio la propria comunione di fede con il Papa. Cos&amp;igrave; si sarebbero messi da parte equivoci inutili e sospetti dannosi.&lt;br /&gt;
	&lt;strong&gt;Oggi, rispetto all&amp;rsquo;inizio della divisione, le cose non sono cambiate molto.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
	Secondo me, per vedere i fatti come sono davvero, occorre distinguere. La stragrande maggioranza dei vescovi ordinati secondo le prassi volute dal governo sono in comunione con Roma, oggi pi&amp;ugrave; di allora. Nessuno vuole davvero fare una Chiesa cinese separata dalla Chiesa universale. I condizionamenti fanno parte della situazione politica in cui ci troviamo.&lt;br /&gt;
	&lt;img alt=&quot;La città di Lanzhou, attraversata dal fiume Giallo [© Corbis]&quot; src=&quot;http://www.30giorni.it/upload/articoli_immagini_interne/48-12-012.jpg&quot; style=&quot;float: right; margin-top: 3px; margin-bottom: 3px; width: 375px; height: 220px;&quot; /&gt;&lt;strong&gt;&amp;Egrave; per questo che la divisione continua?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
	All&amp;rsquo;interno della comunit&amp;agrave; clandestina ci sono settori estremisti che non accettano nessun confronto e condannano gli altri. Anche tra quelli che sono registrati presso le strutture della politica religiosa governativa ci sono alcuni che procedono sulla via sbagliata. Ma sono certo che la stragrande maggioranza desidera e attende la piena comunione pubblica e visibile di tutti quelli che appartengono alla Chiesa cattolica di Cina.&lt;br /&gt;
	&lt;strong&gt;Come conviene comportarsi rispetto alle pretese del governo?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
	Io ho approfittato dei nuovi spazi che si sono aperti. Se evito il contrasto col governo, posso dedicare pi&amp;ugrave; energie e approfittare di pi&amp;ugrave; occasioni per annunciare il vangelo a pi&amp;ugrave; persone. Per questo, secondo me, l&amp;igrave; dove &amp;egrave; possibile, conviene che i vescovi escano dalla condizione di cosiddetta clandestinit&amp;agrave;, prendano atto della situazione attuale e abbiano un atteggiamento di confronto e non di conflitto col governo.&lt;br /&gt;
	&lt;strong&gt;Qual &amp;egrave; l&amp;rsquo;effetto pi&amp;ugrave; grave della divisione tra i cattolici?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
	Il fatto di non condividere l&amp;rsquo;Eucaristia, accusandosi a vicenda. Perch&amp;eacute; se confessiamo la stessa fede, solo il comunicare allo stesso calice del Corpo e del Sangue di Nostro Signore pu&amp;ograve; far rifiorire l&amp;rsquo;unit&amp;agrave; e la comunione. L&amp;rsquo;Eucaristia &amp;egrave; la sorgente di questa unit&amp;agrave;. Se viene meno questa sorgente sacramentale, l&amp;rsquo;unit&amp;agrave; non pu&amp;ograve; rinascere per i ragionamenti degli uomini e nemmeno per i richiami e le indicazioni che vengono dall&amp;rsquo;esterno.&lt;br /&gt;
	&lt;strong&gt;Nemmeno quelli che arrivano dal Vaticano?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
	A volte sembra che qualcuno pensi che noi qui in Cina non ascoltiamo e non seguiamo Ges&amp;ugrave;. Questo &amp;egrave; sbagliato. Occorre partire dal fatto che qui in Cina c&amp;rsquo;&amp;egrave; gi&amp;agrave; la Chiesa di Cristo. La Chiesa una, santa, cattolica e apostolica, cos&amp;igrave; come la confessiamo nel &lt;em&gt;Credo&lt;/em&gt;. La nostra comunione pu&amp;ograve; fiorire solo se Ges&amp;ugrave; stesso anche qui in Cina nutre e tiene unita la sua Chiesa con i suoi sacramenti, custodendo in essa la fede degli Apostoli. Fa parte di questa fede anche la comunione col successore di Pietro e l&amp;rsquo;obbedienza al suo ministero, cos&amp;igrave; come &amp;egrave; stato voluto da Ges&amp;ugrave;. Altrimenti, se non ci fosse questo, se qui in Cina non ci fosse tra il popolo e i suoi pastori la fede cattolica, sarebbe inutile fare discorsi o dare disposizioni disciplinari su queste cose.&lt;br /&gt;
	&lt;strong&gt;Questo riconoscimento ha ispirato lo sguardo sulla Chiesa in Cina espresso nella Lettera che Benedetto XVI ha rivolto nel 2007 a tutti i cattolici cinesi. Quel pronunciamento del Papa non ha forse risposto in modo chiaro anche alle questioni che lei aveva posto nella sua lettera aperta di quattro anni prima?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
	La Lettera del Papa &amp;egrave; stata una risposta importantissima a tanti problemi che assillano la Chiesa in Cina. L&amp;rsquo;abbiamo letta con emozione, molti non si aspettavano una lettera cos&amp;igrave; chiara e sono rimasti sorpresi. Ma con il passare del tempo qualcuno ha aggiunto altre cose, altri commenti, si sono volute diffondere interpretazioni parziali. E allora, almeno in parte, quel pronunciamento ha perso la sua forza.&lt;br /&gt;
	&lt;strong&gt;Si dice che alcune autorit&amp;agrave; politiche locali abbiano ostacolato la diffusione di quella Lettera.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
	In alcune regioni ci sono state delle proibizioni, ma di fatto non hanno funzionato. La Lettera circolava ugualmente. Piuttosto, in alcune province come il Fujian e l&amp;rsquo;Hebei, ci sono state alcune comunit&amp;agrave; ecclesiali che hanno accolto la Lettera con una certa riserva.&lt;br /&gt;
	&lt;strong&gt;Nella fase seguita alla pubblicazione della Lettera del Papa, sono proseguite pi&amp;ugrave; numerose le ordinazioni di vescovi riconosciuti parallelamente sia dalla Santa Sede che delle autorit&amp;agrave; civili cinesi. Come valuta lei quel &lt;em&gt;modus procedendi&lt;/em&gt; sperimentato soprattutto tra il 2009 e il 2010?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
	Il governo persegue la sua politica. Vuole mantenere un certo controllo sulle procedure per le nomine episcopali. Secondo me, se loro approvano l&amp;rsquo;ordinazione di vescovi che hanno anche il mandato apostolico del Papa, conviene procedere in questo modo. Se i candidati individuati sono degni e si mostrano consapevoli delle responsabilit&amp;agrave; a cui sono chiamati, bisogna evitare obiezioni e complicazioni inutili.&lt;br /&gt;
	&lt;strong&gt;Sta di fatto che la fase delle ordinazioni con &amp;ldquo;tacito consenso parallelo&amp;rdquo; si &amp;egrave; interrotta quando il potere civile ha imposto tre ordinazioni episcopali illegittime. Per i vescovi illegittimi &amp;egrave; scattata la scomunica, resa nota anche dalla Santa Sede. Lei come vede questa situazione?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
	Se qualcuno si fa ordinare vescovo pur sapendo che la Santa Sede &amp;egrave; contraria alla sua ordinazione, &amp;egrave; inevitabile che scattino anche le pene canoniche. Ma bisogna sempre valutare le circostanze caso per caso. Tenendo sempre presente la situazione particolare in cui ci troviamo, e le pressioni che pesano sui vescovi cinesi.&lt;br /&gt;
	&lt;img alt=&quot;Fedeli durante la messa di Natale in una chiesa a Pechino &amp;lt;BR&amp;gt;[© Getty Images]&quot; src=&quot;http://www.30giorni.it/upload/articoli_immagini_interne/54-12-012.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin-top: 3px; margin-bottom: 3px; width: 350px; height: 262px;&quot; /&gt;&lt;strong&gt;Dopo quelle vicende, di nuovo, i sospetti sono tornati ad avvolgere tutti i vescovi che accettano di operare in conformit&amp;agrave; alla politica religiosa del governo.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
	Bisogna dire prima di tutto che qui in Cina noi siamo in comunione con il vescovo di Roma. Anche noi siamo vescovi cattolici, e sappiamo cosa vuol dire tutto questo. Ma essendo vescovi cattolici in Cina, viviamo in questo Paese, dove c&amp;rsquo;&amp;egrave; un governo che ha una sua determinata politica. Adesso, se ti sottrai a quella politica, le conseguenze non sono gravi come un tempo. Ma tutto diventa pi&amp;ugrave; difficile: si entra in una situazione di contrasto che rende pi&amp;ugrave; faticosa la vita ordinaria della Chiesa e il normale lavoro pastorale. Di questo dobbiamo tener conto, proprio in virt&amp;ugrave; del compito che abbiamo.&lt;br /&gt;
	&lt;strong&gt;Lei come manifesta in concreto la sua comunione con il successore di Pietro?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
	Quando io collaboro con il governo ripeto sempre apertamente e con forza che per noi cattolici &amp;egrave; essenziale la nostra comunione con il Papa. Ne va della nostra cattolicit&amp;agrave;. Ma devo anche dire che loro questo lo accettano. O comunque non hanno obiezioni su questo. Loro seguono la loro politica, gli interessa l&amp;rsquo;aspetto politico. Le cose che per noi sono d&amp;rsquo;importanza cruciale, come la fedelt&amp;agrave; al Papa come custode della Tradizione, a loro non sembrano interessare molto.&lt;br /&gt;
	&lt;strong&gt;Rimane il fatto che lei si trova ancora nella condizione di vescovo &amp;ldquo;non ufficiale&amp;rdquo;, non riconosciuto come vescovo dagli apparati del governo. Per lei si sta preparando qualcosa?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
	A Lanzhou non c&amp;rsquo;&amp;egrave; un altro vescovo &amp;ldquo;ufficiale&amp;rdquo; approvato dal governo. Da un po&amp;rsquo; di tempo quelli del governo mi ripetono che presto riconosceranno me come vescovo della diocesi, ma non &amp;egrave; stato ancora stabilito un momento preciso per questo.&lt;br /&gt;
	&lt;strong&gt;Se questo avverr&amp;agrave;, teme che ci saranno equivoci e malumori nella comunit&amp;agrave; ecclesiale?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
	Su questo siamo tutti uniti. Tutti condividono lo stesso pensiero. Tutti vedono che il riconoscimento da parte del governo non contraddice e non ostacola la comunione col Papa e con la Chiesa universale.&lt;br /&gt;
	&lt;strong&gt;A quel punto lei dovrebbe avere contatti con l&amp;rsquo;Associazione patriottica, l&amp;rsquo;organismo di controllo ispirato dal regime. Come imposterebbe i rapporti con l&amp;rsquo;Ap?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
	Attualmente il capo dell&amp;rsquo;Ap &amp;egrave; ancora un laico. In futuro quel ruolo potrebbe essere preso da uno dei sacerdoti della diocesi, in modo da gestire tutto in maniera amichevole.&lt;br /&gt;
	&lt;strong&gt;Cosa direbbe al Papa per chiarirgli la situazione cinese?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
	Il momento &amp;egrave; confuso. E non pu&amp;ograve; continuare cos&amp;igrave;. Per il futuro, sarebbe utile tener presenti due cose. Innanzitutto, che noi vogliamo essere in comunione con il Papa, vogliamo essere un solo cuore con lui. E poi che bisogna essere chiari nell&amp;rsquo;indicare ci&amp;ograve; che &amp;egrave; sbagliato e che si deve correggere, tra le anomalie della condizione in cui ci troviamo. Ma nel far questo, non bisogna mai perdere i contatti. Occorre mantenere aperti i canali che servono per continuare a parlare. Perch&amp;eacute; ci sono situazioni che si possono risolvere solo con il confronto.&lt;br /&gt;
	&lt;strong&gt;Magari lei potrebbe presto incontrare il Papa, quando sar&amp;agrave; convocato a Roma per il Sinodo dei vescovi.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
	Ne sarei felice. Ma non credo che riuscir&amp;ograve; a venire...&lt;/p&gt;
</description>
            <author>Intervista con Joseph Han Zhi-hai di Gianni Valente</author>
        </item>
        <item>
            <title>
	Il terrorismo venuto da lontano
</title>
            <link>http://www.30giorni.it/articoli_id_78122_l1.htm</link>
            <description>&lt;p&gt;
	&lt;img alt=&quot;John O. Onaiyekan, arcivescovo di Abuja [© Romano Siciliani]&quot; src=&quot;http://www.30giorni.it/upload/articoli_immagini_interne/55-2-012.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin-top: 3px; margin-bottom: 3px; width: 300px; height: 254px;&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Che cosa sta accadendo nel mio Paese e di chi &amp;egrave; la colpa? Sugli autori del massacro di Natale nella parrocchia di Santa Teresa, a Madalla, vicino Abuja, non esistono informazioni che possiamo definire esatte. Chi ha rivendicato la strage, vantandosene di fronte a Dio, &amp;egrave; il cosiddetto gruppo Boko Haram, gente senza volto, la cui ideologia &amp;egrave; quella di chi frequenta il terrorismo internazionale, e si ammanta di fanatismo islamico. Ma &amp;egrave; un gruppo variegato, con interessi contraddittori. C&amp;rsquo;&amp;egrave; chi afferma che alcuni tra loro abbiano fatto esperienza nei campi d&amp;rsquo;addestramento con i talebani e al-Qaeda, in Afghanistan e nel Pakistan del nord. Costoro si accompagnano agli estremisti che, purtroppo anche in Nigeria, immaginano un&amp;rsquo;applicazione della &lt;em&gt;sharia&lt;/em&gt; che giunga al taglio delle mani e alla lapidazione delle adultere. Sono una minoranza, ma causano un grande disordine e crediamo purtroppo di essere giunti al momento in cui in Nigeria si innescher&amp;agrave; una reazione a catena, dopo anni in cui abbiamo sperato e auspicato che tale fenomeno potesse essere riassorbito fisiologicamente, solo applicando la legge e negoziando.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;br /&gt;
	Ripeto che la cultura di questi estremisti non &amp;egrave; nigeriana, ma del terrorismo internazionale. E che parte spetterebbe mai all&amp;rsquo;islam in questa cornice?&lt;br /&gt;
	Sappiamo che il rapporto tra Chiesa e islam in Africa non &amp;egrave; omogeneo. In numerosi Paesi la convivenza funziona, anche se interrotta da azioni contrarie alla pace a opera di sedicenti islamisti. Nel nord del nostro continente, come in Medio Oriente, le piccole minoranze cristiane in Paesi totalmente musulmani si adoperano per trovare un buon equilibrio di convivenza. In Nigeria, non si d&amp;agrave; il caso di una piccola minoranza cristiana, ma c&amp;rsquo;&amp;egrave; la parit&amp;agrave; numerica con l&amp;rsquo;islam: e non esiste altra via per evitare l&amp;rsquo;autodistruzione che il reciproco riconoscimento e l&amp;rsquo;uguaglianza sostanziale. Con ci&amp;ograve; sto semplicemente riportando quanto qualunque musulmano nigeriano sottoscriverebbe: e lo so per certo. Cristiani e musulmani viviamo un nostro equilibrio a livello istituzionale e sociale, e nella vita quotidiana lei non capir&amp;agrave; se il suo interlocutore &amp;ndash; membro dell&amp;rsquo;&lt;em&gt;establishment&lt;/em&gt; o venditore al mercatino &amp;ndash; sia di fede islamica o cristiana. Sono solo questi gesti terroristici che puntano il dito sulla differenza. Ha ragione chi specula sulle intenzioni del cosiddetto gruppo Boko Haram, il cui scopo sarebbe esattamente quello di provocare la reazione armata dei cristiani, e dunque il caos e la fine della Nigeria quale noi oggi la conosciamo. Per arrivare a questo, appunto, si scommette anche sulla divisione tra i cristiani.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;br /&gt;
	Sotto la generica definizione &amp;ldquo;cristiani nigeriani&amp;rdquo; si radunano denominazioni diverse. La nostra comunit&amp;agrave; cattolica segue con tutto il cuore quanto la Chiesa di Roma ci suggerisce &amp;ndash; e non ci ordina &amp;ndash; nel campo del dialogo religioso, persuasi che questo sia il solo modo di dare pace al Paese, anche se altri gruppi protestanti la pensano differentemente e ci criticano, taluni arrivando penosamente a denigrare l&amp;rsquo;islam in quanto tale, associandolo &lt;em&gt;tout court&lt;/em&gt; al gruppo Boko Haram. Con questi &lt;em&gt;ultras&lt;/em&gt; cristiani troviamo difficile camminare insieme, non vogliono dialogare e &amp;ldquo;provocano&amp;rdquo; gli estremisti, al punto che la loro reazione non si fa attendere: ecco, ad esempio, come le bombe finiscono per esplodere davanti a una chiesa cattolica, il giorno di Natale. Proprio contro di noi, che abbiamo fatto di tutto per cercare l&amp;rsquo;armonia religiosa del nostro Paese, e che non possiamo che continuare a dire la verit&amp;agrave;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;br /&gt;
	Fuori o dentro il nostro Paese c&amp;rsquo;&amp;egrave; chi potrebbe criticare la franchezza con cui ci siamo rivolti ai nostri musulmani nigeriani. Noi non sentiamo la contraddizione tra il dialogo e la richiesta ai leader dell&amp;rsquo;islam nigeriano di isolare i terroristi infiltrati nelle loro comunit&amp;agrave;. Non abbiamo l&amp;rsquo;inciampo del &amp;ldquo;politicamente corretto&amp;rdquo; proprio per la connaturata sincerit&amp;agrave; che ci riserviamo reciprocamente. I capi musulmani sanno benissimo che il cosiddetto gruppo Boko Haram ha mietuto vittime sia islamiche sia cristiane. Non possono dire che il problema di terroristi sedicenti musulmani non li tocchi. Il giorno di Natale a Madalla sono morti anche musulmani. Altrettanto francamente diciamo che non esiste possibilit&amp;agrave; alcuna di una rappresaglia violenta da parte dei cattolici. Siamo consapevoli che &amp;egrave; il governo centrale, prima di tutti noi, ad avere il potere e la responsabilit&amp;agrave; di proteggere i suoi cittadini.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;br /&gt;
	&lt;img alt=&quot;La chiesa di Santa Teresa, a Madalla (vicino Abuja, capitale della Nigeria), dove l’esplosione di un'autobomba ha ucciso venticinque persone durante la messa di Natale, il 25 dicembre 2011. L’attentato è stato rivendicato dal gruppo fondamentalista Boko Haram [© Associated Press/LaPresse]&quot; src=&quot;http://www.30giorni.it/upload/articoli_immagini_interne/56-12-012.jpg&quot; style=&quot;float: right; margin-top: 3px; margin-bottom: 3px; width: 350px; height: 233px;&quot; /&gt;&amp;Egrave; sbagliato pensare che la rivalit&amp;agrave; tra cristiani e musulmani faccia fisiologicamente parte del gioco. Il Paese appartiene a tutti noi, cristiani e musulmani, cittadini di uno Stato ricco esportatore di petrolio, dove l&amp;rsquo;ipotesi della separazione tra nord e sud &amp;egrave; totalmente irrealizzabile. Quando ascoltate qualcuno sostenere la tesi dei due Stati, islamico al nord e cristiano al sud, sul modello del Sudan, sappiate che mente o non capisce. La realt&amp;agrave; &amp;egrave; che ci sono cristiani che non soltanto vivono a nord, accanto agli Hausa-Fulani islamici, ma del nord sono anche originari; mentre quasi il cinquanta per cento della mia etnia Yoruba, tradizionalmente del sud, &amp;egrave; composta di musulmani. Allora, dove tracceremo la linea di confine su cui costruire le nostre trincee, se qualcuno ci porter&amp;agrave; alla battaglia?&lt;br /&gt;
	Colpire la Chiesa cattolica significa colpire chi desidera l&amp;rsquo;accordo, cercare il caos e imporre fratture violente nelle stesse nostre religioni, cristianesimo e islam: perch&amp;eacute; i &amp;ldquo;pi&amp;ugrave; ortodossi&amp;rdquo; di ciascuna delle due parti accuseranno di debolezza i correligionari aperti al dialogo.&lt;br /&gt;
	Il conflitto religioso nasconde un&amp;rsquo;altra verit&amp;agrave;. Le lotte hanno origini tribali, politiche ed economiche &amp;ndash; legate anche alla iniqua redistribuzione delle ricchezze petrolifere, accompagnata a una disoccupazione enorme &amp;ndash; e si congiungono alla semi-incapacit&amp;agrave; d&amp;rsquo;azione da parte del governo centrale, la cui legittimit&amp;agrave; elettorale era sino a poco tempo fa contestata nei tribunali. La presidenza attuale &amp;egrave; di un cristiano, giunto in carica interrompendo la tradizionale alternanza tra un presidente islamico e uno cristiano. La guida politica del Paese &amp;egrave; divisa in s&amp;eacute; stessa tra fazioni che non sembrano sapere bene dove condurci. Speriamo che si mettano d&amp;rsquo;accordo, e che il governo collabori con l&amp;rsquo;opposizione e non venga a patti con i terroristi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;br /&gt;
	Costoro sono oramai a tutti noti come Boko Haram, che in lingua Hausa vuol dire &amp;ldquo;l&amp;rsquo;istruzione occidentale &amp;egrave; un abominio&amp;rdquo;. &amp;Egrave; l&amp;rsquo;ennesima definizione mirata ad accrescere il senso di scontro delle civilt&amp;agrave;. Ma questo tipo d&amp;rsquo;istruzione non ci &amp;egrave; stata imposta, n&amp;eacute; dai coloni inglesi e neppure dai governi nigeriani che si sono succeduti da cinquant&amp;rsquo;anni a questa parte, inclusi quelli che erano espressione del nord tradizionalmente musulmano. Nessuno da noi &amp;egrave; obbligato a dare fiducia a questo modello educativo o sociale. In Nigeria non c&amp;rsquo;&amp;egrave; imposizione e ciascuno peraltro pu&amp;ograve; avere l&amp;rsquo;educazione religiosa che desidera.&lt;br /&gt;
	Boko Haram si fonda sull&amp;rsquo;errore &amp;ndash; che diffonde &amp;ndash; di accomunare la Chiesa a una cultura. &amp;Egrave; un equivoco&amp;hellip; mondiale. Non troppo tempo fa mi invitarono a un convegno a Madrid sul tema del confronto tra islam e Occidente. Questi signori tenevano un convegno basandosi sull&amp;rsquo;assunto che il cristianesimo fosse occidentale e ostile all&amp;rsquo;islam; allora chiesi loro dove dovessi sedermi: perch&amp;eacute; non ero occidentale e neanche musulmano, bens&amp;igrave; nigeriano e cristiano. Forse i &amp;ldquo;rappresentanti dell&amp;rsquo;Occidente&amp;rdquo; in quel convegno si risentirono delle mie affermazioni. Peraltro loro stessi non erano disposti a difendere il cristianesimo, mentre i rappresentanti islamici discutevano soltanto di religione&amp;hellip; In definitiva, la Chiesa veniva chiusa in una tenaglia soffocante.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;br /&gt;
	&lt;img alt=&quot;La sede delle Nazioni Unite di Abuja, devastata dall’attentato del 26 agosto 2011 in cui sono rimaste uccise 18 persone. Anche quella strage fu rivendicata dal gruppo fondamentalista Boko Haram [© Getty Images]&quot; src=&quot;http://www.30giorni.it/upload/articoli_immagini_interne/59-12-012.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin-top: 3px; margin-bottom: 3px; width: 350px; height: 229px;&quot; /&gt;Chi usa l&amp;rsquo;espressione Boko Haram usa scientemente uno slogan che vuole far presa su uno stereotipo in voga e inquinare ancor pi&amp;ugrave; l&amp;rsquo;immaginario collettivo. Inoltre, in realt&amp;agrave;, il gruppo che compie gli attentati si &amp;egrave; dato originariamente un nome in arabo, che si riferisce genericamente, come succede per altri gruppi, alla &lt;em&gt;jihad&lt;/em&gt;, e non significa &amp;ldquo;l&amp;rsquo;educazione occidentale &amp;egrave; un abominio&amp;rdquo;. Altri hanno apposto successivamente questa targa. Ma mentre questi criminali diffondono con la violenza il verbo di Boko Haram, i loro leader hanno tutti studiato &amp;ldquo;all&amp;rsquo;occidentale&amp;rdquo; e alcuni proprio in Occidente. In Nigeria non si fa strada senza &amp;ldquo;educazione occidentale&amp;rdquo;: ad esempio, senza di essa, nell&amp;rsquo;esercito nigeriano non si fa carriera come ufficiali. Ci sono poi sostenitori di Boko Haram che hanno platealmente inscenato un rogo in piazza bruciando i loro diplomi universitari, definendoli &amp;ldquo;inutili e dannosi&amp;rdquo;. Ma qui siamo di fronte all&amp;rsquo;irrazionale, a gente che definirei sottoposta al lavaggio del cervello, persone con le quali anche colloquiare &amp;egrave; arduo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;br /&gt;
	La nostra comunit&amp;agrave; cattolica &amp;egrave; in pace con tutti. La Chiesa si &amp;egrave; definitivamente pronunciata a favore della libert&amp;agrave; religiosa, togliendo cos&amp;igrave; di mezzo ogni possibile fraintendimento. La Chiesa del nostro Concilio Vaticano II, inoltre, non ha temuto e schivato la modernit&amp;agrave;, la sa comprendere e abbracciare, ci ha dato dei mezzi per sostenere il dialogo col mondo.&lt;br /&gt;
	Noi non possiamo accettare la libert&amp;agrave; religiosa a mezza bocca, con un &amp;ldquo;s&amp;igrave;, per&amp;ograve;&amp;hellip;&amp;rdquo;, perch&amp;eacute; vorrebbe dire negare la libert&amp;agrave; di qualcuno, anche la nostra.&lt;br /&gt;
	Gli insegnamenti del Concilio sono un patrimonio che ci consente di vivere assieme, nel mondo e tra le diverse religioni, le quali magari non possiedono ancora tale patrimonio e si sforzano di rintracciare nelle proprie teologie dei giustificativi proprio per impostare la relazione con la modernit&amp;agrave;. Vale sia per i miei amici musulmani che per me stesso il fatto che nel Corano, come nella Bibbia, ciascuno possa trovare brani che l&amp;rsquo;interpretazione pu&amp;ograve; forgiare ad apologia dell&amp;rsquo;intolleranza e della violenza. Nel &lt;em&gt;Libro dei Giudici&lt;/em&gt; Dio viene con l&amp;rsquo;esercito a debellare i pagani&amp;hellip;! Ma il Signore desidera che in questo mondo noi viviamo in pace e lo riconosciamo come Padre. E non si deve forzare nessuno: chi desidera diventare musulmano sia libero, cos&amp;igrave; pure chi desidera restare cristiano. E lo Stato sia la garanzia che ci&amp;ograve; possa avvenire pacificamente. Ecco la mia libert&amp;agrave; religiosa: io sono cristiano per grazia di Dio, ma questo non significa che questa grazia sia data sempre o a tutti. Non c&amp;rsquo;&amp;egrave; costrizione nella fede. Qui in Nigeria citiamo spesso e volentieri una bella sura del Corano: &amp;laquo;Se Dio avesse voluto, ci avrebbe fatti tutti musulmani&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;em&gt;(Testo raccolto da Giovanni Cubeddu, rivisto dall&amp;rsquo;autore)&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
</description>
            <author>di John O. Onaiyekan arcivescovo di Abuja</author>
        </item>
        <item>
            <title>
	&amp;laquo;La fede domanda&amp;raquo;
</title>
            <link>http://www.30giorni.it/articoli_id_78125_l1.htm</link>
            <description>&lt;p&gt;
	&lt;img alt=&quot;L’ultimo incontro di don Giussani con Giovanni Paolo II, piazza San Pietro, 30 maggio 1998&quot; src=&quot;http://www.30giorni.it/upload/articoli_immagini_interne/25-12-012.jpg&quot; style=&quot;float: left; margin-top: 3px; margin-bottom: 3px; width: 275px; height: 315px;&quot; /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Al grido disperato del pastore Brand nell&amp;rsquo;omonimo dramma di Ibsen (&amp;laquo;Rispondimi, o Dio, nell&amp;rsquo;ora in cui la morte m&amp;rsquo;inghiotte: non &amp;egrave; dunque sufficiente tutta la volont&amp;agrave; di un uomo per conseguire una sola parte di salvezza?&amp;raquo;) risponde l&amp;rsquo;umile positivit&amp;agrave; di santa Teresa del Bambin Ges&amp;ugrave; che scrive: &amp;laquo;Quando sono caritatevole &amp;egrave; solo Ges&amp;ugrave; che agisce in me&amp;raquo;.&lt;br /&gt;
	Tutto ci&amp;ograve; significa che la libert&amp;agrave; dell&amp;rsquo;uomo, sempre implicata dal Mistero, ha come suprema, inattaccabile forma espressiva, la preghiera. Per questo la libert&amp;agrave; si pone, secondo tutta la sua vera natura, come domanda di adesione all&amp;rsquo;Essere, perci&amp;ograve; a Cristo.&lt;br /&gt;
	&lt;br /&gt;
	&lt;em&gt;(Parole pronunciate davanti a Giovanni Paolo II, Roma, piazza San Pietro, 30 maggio 1998)&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;Egrave; Cristo [la] presenza che salva. Allora a noi tocca domandarlo: la &amp;laquo;domanda della presenza di Cristo dentro ogni situazione e occasione della vita&amp;raquo;: si pu&amp;ograve; riassumere in questa parola del Papa tutta l&amp;rsquo;ascesi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	(&lt;em&gt;L&amp;rsquo;opera del movimento. La fraternit&amp;agrave; di Comunione e liberazione,&lt;/em&gt; San Paolo, Cinisello Balsamo (Mi) 2002, p. 177)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
	&lt;p&gt;
		&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;
		&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;
		&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;
		E l&amp;rsquo;ascesi &amp;egrave; proprio questo: che diventi in noi familiare, nonostante tutto, la domanda della presenza di Cristo in ogni situazione della vita: a Cristo, presenza che salva. A noi tocca camminare senza smettere di domandare.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;
		&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;
		(&lt;em&gt;Alla ricerca del volto umano. Contributo ad una antropologia&lt;/em&gt;,&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;
		Rizzoli, Milano 1995, p. 92)&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;
		&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;
		&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;
		&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;
		&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;
		&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;
		&amp;laquo;La domanda della presenza di Cristo in ogni situazione e occasione della vita&amp;raquo; &amp;ndash; &amp;egrave; una frase del Papa &amp;ndash;, questo &amp;egrave; l&amp;rsquo;ascesi.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;
		Che diventi familiare in noi la domanda della presenza di Cristo in ogni situazione e occasione della vita, questo &amp;egrave; l&amp;rsquo;ascesi.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;
		&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;
		(&lt;em&gt;L&amp;rsquo;opera del movimento. La fraternit&amp;agrave; di Comunione e liberazione,&lt;/em&gt; San Paolo, Cinisello Balsamo (Mi) 2002, p. 176)&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;
		&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;
		&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;
		&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;
		&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;
		&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;
		&amp;laquo;Tra il dire e il fare c&amp;rsquo;&amp;egrave; di mezzo il mare&amp;raquo;. &amp;Egrave; stato uno dei primi titoli dei nostri raggi il primo anno al Berchet: &amp;laquo;Tra il dire e il fare c&amp;rsquo;&amp;egrave; di mezzo il mare&amp;raquo;. Invece c&amp;rsquo;&amp;egrave; un&amp;rsquo;altra formula, che &amp;egrave; quasi uguale &amp;ndash; quasi uguale a parole &amp;ndash;: &amp;laquo;Tra il dire e il fare c&amp;rsquo;&amp;egrave; di mezzo il domandare&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;
		&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;
		(&lt;em&gt;Si pu&amp;ograve; (veramente?!) vivere cos&amp;igrave;?&lt;/em&gt;, Bur, Milano 1996, p. 377)&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;
		&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;
		&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;
		&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;
		&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;
		&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
	&lt;div&gt;
		&lt;p&gt;
			Allora la forza della domanda &amp;egrave; l&amp;rsquo;altro che &amp;egrave; presente, non tu. &amp;Egrave; questa la differenza tra tutta la grandezza d&amp;rsquo;animo dell&amp;rsquo;uomo &amp;ndash; sia epicureo che stoico, secondo le varie versioni &amp;ndash; e il cristiano. Per l&amp;rsquo;uomo normale quello che &amp;egrave; importante &amp;egrave; ci&amp;ograve; che &amp;egrave; capace di fare, capace di superare lui (stoico o epicureo). E per il cristiano&amp;hellip; &amp;egrave; come un bambino: &amp;egrave; tutto teso alla presenza della madre, del padre, dell&amp;rsquo;altro. &amp;Egrave; la forza di Dio.&lt;/p&gt;
		&lt;p&gt;
			&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
		&lt;p&gt;
			(&lt;em&gt;Una presenza che cambia&lt;/em&gt;, Bur, Milano 2004, p. 122)&lt;/p&gt;
	&lt;/div&gt;
	&lt;p&gt;
		&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;
		&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;
		&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;
		&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
	&lt;div&gt;
		&lt;p&gt;
			&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
		&lt;p&gt;
			&lt;em&gt;&amp;Egrave; questo il lavoro?&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
		&lt;p&gt;
			Certo; dove si capisce che il lavoro ultimamente &amp;egrave; preghiera, cio&amp;egrave; &amp;egrave; una domanda: la domanda a Dio che ti rimetta in sesto, che ti rimetta in equilibrio, che ti renda di nuovo gli occhi lucidi, che ti dia forza al cuore. Allora tu capisci che leggere i salmi di Lodi, dell&amp;rsquo;Ora Media, di Vesperi e di Compieta, leggere i salmi con attenzione ti rinnova tutto, serve a rinnovarti tutto.&lt;/p&gt;
		&lt;p&gt;
			&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
		&lt;p&gt;
			(&lt;em&gt;Una presenza che cambia&lt;/em&gt;, Bur, Milano 2004, p. 115)&lt;/p&gt;
		&lt;p&gt;
			&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
		&lt;p&gt;
			&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
		&lt;p&gt;
			&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
		&lt;p&gt;
			&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
		&lt;p&gt;
			&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
		&lt;div&gt;
			&lt;p&gt;
				Lui [Ges&amp;ugrave;] &amp;egrave; il destino, perch&amp;eacute; &amp;egrave; Dio, che passa attraverso la proposta e l&amp;rsquo;indicazione che d&amp;agrave; alla tua libert&amp;agrave;, &amp;egrave; il destino che si sottopone alla tua libert&amp;agrave;, che ti ama talmente da condizionarsi alla tua libert&amp;agrave;. E non alla tua libert&amp;agrave; come avvenimento eroico, perch&amp;eacute; di fronte alla scelta del destino il tema &amp;egrave; tale che ingiungerebbe all&amp;rsquo;immaginazione un gesto eroico: la libert&amp;agrave;, la scelta della libert&amp;agrave; (e tutti, infatti, pompano questa cosa qui!). Invece no: Ges&amp;ugrave; &amp;egrave; il destino che indica e si propone alla tua libert&amp;agrave; nel suo aspetto pi&amp;ugrave; infantile, pi&amp;ugrave; ingenuo e buono, pi&amp;ugrave; elementare, che &amp;egrave; il pianto o la domanda.&lt;/p&gt;
			&lt;p&gt;
				&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
			&lt;p&gt;
				(&lt;em&gt;L&amp;rsquo;attrattiva Ges&amp;ugrave;&lt;/em&gt;, Bur, Milano 1999, p. 290)&lt;/p&gt;
			&lt;p&gt;
				&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
			&lt;p&gt;
				&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
			&lt;p&gt;
				&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
			&lt;p&gt;
				&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
			&lt;div&gt;
				&lt;p&gt;
					&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
				&lt;p&gt;
					Dobbiamo chiedere la forza del Padre, la forza di Dio. La forza di Dio &amp;egrave; un uomo, la misericordia di Dio ha nella storia un nome: Ges&amp;ugrave; Cristo, dice il Papa nell&amp;rsquo;enciclica che ho citato. Noi dobbiamo chiedere Ges&amp;ugrave;! &amp;laquo;Vieni, Signore Ges&amp;ugrave;. Vieni, Signore&amp;raquo; &amp;egrave; il grido che sintetizza tutta la storia umana, la storia del rapporto tra l&amp;rsquo;uomo e Dio nella Bibbia. Andate a prendere la Bibbia, all&amp;rsquo;ultima pagina, le ultime parole sono queste: &amp;laquo;Vieni, Signore&amp;raquo;. Dobbiamo pregare. &amp;Egrave; una mendicanza, non &amp;egrave; una forza, ma l&amp;rsquo;estrema debolezza, l&amp;rsquo;espressione estrema della consapevolezza della debolezza che &amp;egrave; in noi. La coscienza della nostra debolezza diventa mendicanza. La mendicanza &amp;egrave; l&amp;rsquo;ultima possibilit&amp;agrave; di forza adeguata al nostro destino, rende l&amp;rsquo;uomo adeguato al destino. Si chiama normalmente preghiera.&lt;/p&gt;
				&lt;p&gt;
					&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
				&lt;p&gt;
					(&lt;em&gt;Avvenimento di libert&amp;agrave;&lt;/em&gt;. &lt;em&gt;Conversazioni con giovani universitari&lt;/em&gt;, Marietti, Genova 2002, p. 56)&lt;/p&gt;
			&lt;/div&gt;
		&lt;/div&gt;
	&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
</description>
            <author>Alcune frasi sulla preghiera di Luigi Giussani</author>
        </item>
        <item>
            <title>
	&amp;laquo;La nostra beatitudine eterna &amp;egrave; decisa dall&amp;rsquo;accettazione di ...</title>
            <link>http://www.30giorni.it/in_breve_id_numero_642_id_arg_32144_l1.htm#78126</link>
            <description>&lt;p&gt;
	&lt;img alt=&quot;La stella che indica il luogo dove è nato Gesù nella Grotta della Natività, Basilica della Natività, Betlemme &amp;lt;BR&amp;gt;[© Archivio ETS Milano]&quot; src=&quot;http://www.30giorni.it/upload/articoli_immagini_interne/61-12-012.jpg&quot; style=&quot;float: right; margin-top: 3px; margin-bottom: 3px; width: 325px; height: 225px;&quot; /&gt;&amp;laquo;La ragione profonda del fatto che in questa notte, per la nascita di quel bambino, la dimora dell&amp;rsquo;uomo ha cessato di essere &amp;ldquo;una terra tenebrosa&amp;rdquo;, &amp;egrave; detta dall&amp;rsquo;apostolo Paolo nella seconda lettura. Riascoltiamo: &amp;ldquo;&amp;Egrave; apparsa la grazia di Dio, apportatrice di salvezza per tutti gli uomini&amp;rdquo;. Nel bambino nato a Betlemme &amp;ldquo;&amp;egrave; apparsa la grazia di Dio&amp;rdquo;&amp;raquo;. Sono le parole del cardinale Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna, nell&amp;rsquo;omelia della messa di mezzanotte del Santo Natale. Il cardinale ha poi detto: &amp;laquo;Dio ha cessato di abitare in una luce inaccessibile. Ci ha rivelato quali sono i suoi pensieri circa l&amp;rsquo;uomo: sono &amp;ldquo;grazia e misericordia&amp;rdquo;. In questa notte ci &amp;egrave; stato svelato il vero nome di Dio: &amp;ldquo;&amp;egrave; apparsa la grazia di Dio apportatrice di salvezza&amp;rdquo;. Egli &amp;egrave; venuto a prendersi cura di ciascuno di noi; a prenderci per mano per condurci alla vera vita&amp;raquo;. Nell&amp;rsquo;omelia della messa del giorno di Natale, l&amp;rsquo;arcivescovo ha aggiunto: &amp;laquo;Cari fratelli e sorelle, anche l&amp;rsquo;occhio pi&amp;ugrave; sano ha bisogno di essere illuminato da una sorgente luminosa per vedere: non pu&amp;ograve; produrre da s&amp;eacute; stesso l&amp;rsquo;atto della visione. Cos&amp;igrave; anche la nostra ragione &amp;egrave; guida assai incerta se non &amp;egrave; illuminata dalla luce del Verbo fattosi carne [...]. &amp;ldquo;A quanti per&amp;ograve; lo hanno accolto&amp;rdquo;, continua il santo Vangelo, &amp;ldquo;ha dato il potere di diventare figli di Dio, a quelli che credono nel suo nome&amp;rdquo;. Questo &amp;egrave; il vero cambiamento della condizione umana: &amp;ldquo;Ha dato il potere di diventare figli di Dio&amp;rdquo;. Si istituisce un nuovo rapporto con Dio, fondato sul fatto che, facendosi uomo, il Verbo ha reso partecipe l&amp;rsquo;uomo della sua condizione divina. &amp;ldquo;Oh, grande benevolenza! Grande misericordia&amp;rdquo;, esclama sant&amp;rsquo;Agostino. &amp;ldquo;Era il Figlio unico, e non ha voluto rimanere solo... L&amp;rsquo;unico Figlio che il Padre aveva generato e per mezzo del quale tutto aveva fatto, questo Figlio lo invi&amp;ograve; nel mondo, perch&amp;eacute; non fosse solo, ma avesse dei fratelli adottivi&amp;rdquo; [&lt;em&gt;Commento al Vangelo di Giovanni&lt;/em&gt; 2, 13]. Cari fratelli e sorelle, che la nostra beatitudine eterna sia decisa dall&amp;rsquo;accettazione di un fatto storico, &amp;egrave; lo scandalo permanente della proposta cristiana. Ma oggi &amp;egrave; in atto una presentazione della proposta cristiana che viene privata di ogni scandalo. Ci&amp;ograve; avviene ogni volta che si riduce il cristianesimo a una dottrina religiosa o morale, mettendo in secondo piano la persona del Verbo incarnato [...]. Cari amici, la vera, unica, ultima domanda &amp;egrave; alla fine una sola: &amp;egrave; vero o no che il bambino oggi nato da Maria &amp;egrave; Dio?&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
</description>
        </item>
        <item>
            <title>
	Il Primate anglicano alla Camera dei Lord: timori per la presenza dei cristiani in Medio ...</title>
            <link>http://www.30giorni.it/in_breve_id_numero_642_id_arg_32144_l1.htm#78127</link>
            <description>&lt;p&gt;
	&lt;img alt=&quot;Rowan Williams&quot; src=&quot;http://www.30giorni.it/upload/articoli_immagini_interne/62-12-012.jpg&quot; style=&quot;float: right; width: 250px; height: 208px; margin-top: 3px; margin-bottom: 3px;&quot; /&gt;&amp;laquo;La costante presenza dei cristiani nella regione &amp;egrave; essenziale per il bene politico dei Paesi del Medio Oriente&amp;raquo;. Lo ha affermato Rowan Williams, primate della Comunione anglicana, in un intervento pronunciato presso la Camera dei Lord e sintetizzato dall&amp;rsquo;&lt;em&gt;Osservatore Romano&lt;/em&gt; del 12-13 dicembre. &amp;laquo;Nel momento attuale&amp;raquo;, ha proseguito Williams, &amp;laquo;la situazione dei cristiani nella regione &amp;egrave; pi&amp;ugrave; vulnerabile di quanto lo sia stata per secoli&amp;raquo;. Situazione drammatica che provoca un costante flusso migratorio di cristiani, il &amp;laquo;pi&amp;ugrave; inquietante&amp;raquo; dei quali &amp;egrave; quello dei palestinesi &amp;laquo;a causa della tragica situazione in cui attualmente versa la zona della cosiddetta West Bank&amp;raquo;. Il Primate anglicano, sintetizza il quotidiano vaticano, si &amp;egrave; fatto inoltre portavoce dei timori dei cristiani del Medio Oriente, i quali &amp;laquo;denunciano di subire un duplice attacco alla loro identit&amp;agrave;: da una parte questo viene messo in atto da una nuova generazione di musulmani che li trattano come se fossero ormai dei pegni dell&amp;rsquo;Occidente; dall&amp;rsquo;altra, essi pensano di essere le vittime di una retorica occidentale che o li ignora totalmente o, sconsideratamente, li mette in grave pericolo perch&amp;eacute; pone in termini di confronto religioso ci&amp;ograve; che invece &amp;egrave; un vero conflitto, anche di carattere militare&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
</description>
        </item>
        <item>
            <title>
	Brevi
</title>
            <link>http://www.30giorni.it/in_breve_id_numero_642_id_arg_32144_l1.htm#78128</link>
            <description>&lt;p&gt;
	&lt;img alt=&quot;Cardinali nella Sala Clementina presentano gli auguri natalizi al Papa [© Osservatore Romano]&quot; src=&quot;http://www.30giorni.it/upload/articoli_immagini_interne/63-12-012.jpg&quot; style=&quot;float: right; margin-top: 3px; margin-bottom: 3px; width: 250px; height: 181px;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;color: rgb(255, 0, 0);&quot;&gt;&lt;strong&gt;Sacro Collegio&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;strong&gt;Le dimissioni di Sandoval. Gli ottant&amp;rsquo;anni di Cheong. La morte di Foley&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Il 7 dicembre sono state accettate le dimissioni del cardinale messicano Juan Sandoval &amp;Iacute;&amp;ntilde;iguez, 78 anni compiuti a marzo, da arcivescovo di Guadalajara, incarico che ricopriva dal 1994. Al suo posto Benedetto XVI ha nominato il cardinale Francisco Robles Ortega, 62 anni, che dal 2003 era arcivescovo di Monterrey.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Sempre il 7 dicembre ha compiuto ottant&amp;rsquo;anni il porporato coreano Nicholas Cheong Jin-Suk, dal 1998 arcivescovo di Seoul.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	L&amp;rsquo;11 dicembre &amp;egrave; morto il cardinale statunitense John Patrick Foley, 76 anni, gi&amp;agrave; gran maestro dell&amp;rsquo;ordine equestre del Santo Sepolcro e gi&amp;agrave; presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni sociali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Alla fine del 2011 quindi il Collegio cardinalizio risulta composto di 192 membri, di cui 109 elettori. Il 6 gennaio 2012 compie ottant&amp;rsquo;anni il cardinale portoghese Jos&amp;eacute; Saraiva Martins e il 13 gennaio successivo li compie il cardinale cinese Joseph Zen.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;img alt=&quot;Il cardinale Karol Wojtyla, arcivescovo di Cracovia, viene eletto papa, il 16 ottobre 1978 &quot; src=&quot;http://www.30giorni.it/upload/articoli_immagini_interne/64-12-012.jpg&quot; style=&quot;float: right; margin-top: 3px; margin-bottom: 3px; width: 250px; height: 153px;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;color: rgb(255, 0, 0);&quot;&gt;&lt;strong&gt;Storia/1&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;strong&gt;La Cia, la fine dell&amp;rsquo;Urss e l&amp;rsquo;elezione di Karol Wojtyla&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;laquo;A vent&amp;rsquo;anni dalla fine dell&amp;rsquo;Urss, annunciata a Natale del 1991 e avvenuta entro il 31 dicembre di quell&amp;rsquo;anno con lo scioglimento di tutte le istituzioni sovietiche, la Cia ha desecretato documenti che confermano come l&amp;rsquo;amministrazione Reagan e quella di Bush padre l&amp;rsquo;avessero anticipata, e come vi avessero contribuito con l&amp;rsquo;appoggio di papa Giovanni Paolo II. Il crollo dell&amp;rsquo;Urss, precisano i documenti, avvenne prima del previsto, grazie all&amp;rsquo;implosione del suo impero e al rifiuto di Mikhail Gorbaciov, suo ultimo presidente, di prevenirlo con la forza. Ma fin dal 1978, alla elezione del cardinale polacco Karol Wojtyla a pontefice, la Cia aveva dato l&amp;rsquo;implosione per probabile&amp;raquo;. Cos&amp;igrave; Ennio Caretto sul &lt;em&gt;Corriere della Sera&lt;/em&gt; del 30 dicembre.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;img alt=&quot;La battaglia di Amoy in Cina, il 26 agosto 1841, durante la prima Guerra dell’oppio&quot; src=&quot;http://www.30giorni.it/upload/articoli_immagini_interne/65-12-012.jpg&quot; style=&quot;float: right; margin-top: 3px; margin-bottom: 3px; width: 275px; height: 198px;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;color: rgb(255, 0, 0);&quot;&gt;&lt;strong&gt;Storia/2&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;strong&gt;La retorica del liberalismo ha inizio con la Guerra dell&amp;rsquo;oppio&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;laquo;Ci sono molti paralleli curiosi tra la situazione all&amp;rsquo;inizio del diciannovesimo secolo e ora. Allora come oggi il mondo occidentale aveva un grosso deficit commerciale nei confronti della Cina. &amp;Egrave; questa la ragione per cui la Compagnia britannica delle Indie orientali inizi&amp;ograve; a esportare l&amp;rsquo;oppio in Cina su larga scala, con conseguenze catastrofiche per quel Paese. Quando alla fine gli inglesi entrarono in guerra contro la Cina dissero che lo facevano in nome del libero scambio, anche se il prodotto principale che esportavano, l&amp;rsquo;oppio, era prodotto sotto il monopolio dello Stato. Oggi le potenze occidentali non possono ricorrere agli stessi mezzi, ma stanno aumentando la retorica intorno a temi come il liberalismo. Hanno deciso di dimenticare che questa retorica &amp;egrave; stata usata per la prima volta per difendere l&amp;rsquo;oppio &amp;ndash; ma se c&amp;rsquo;&amp;egrave; una nazione che &amp;egrave; nelle condizioni di ricordarlo meglio delle altre &amp;egrave; proprio la Cina. Per questo i cinesi sono del tutto impermeabili verso questi argomenti&amp;raquo;. &amp;Egrave; un passaggio dell&amp;rsquo;intervista con il romanziere statunitense, di origine indiane, Amitav Ghosh, apparsa sull&amp;rsquo;&lt;em&gt;Espresso&lt;/em&gt; del 15 dicembre. Lo scrittore, di seguito, spiega: &amp;laquo;C&amp;rsquo;&amp;egrave; un parallelismo tra la guerra dell&amp;rsquo;Iraq e la Guerra dell&amp;rsquo;oppio, soprattutto nei discorsi che l&amp;rsquo;hanno circondata. Tutte le motivazioni buoniste, la finta piet&amp;agrave;: stiamo facendo il bene del mondo, si diceva. Ma sotto c&amp;rsquo;&amp;egrave; la pi&amp;ugrave; terribile violenza, la pi&amp;ugrave; terribile avidit&amp;agrave;. Quando ho iniziato a scrivere, questo tipo di ideologia capitalistica era in ascesa, si pensava davvero che il mercato fosse dio. E mi stupiva che nessuno vedesse che il primo terreno di prova per i fautori del libero scambio &amp;egrave; stato il mercato dell&amp;rsquo;oppio&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;span style=&quot;color: rgb(255, 0, 0);&quot;&gt;&lt;strong&gt;Storia/3&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;strong&gt;La Cina, gli Usa e la tentazione di una nuova Guerra fredda&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;laquo;Il Pacifico occidentale sta affrontando un problema difficile: conciliare le crescenti aspirazioni della Cina in una regione dove gli Stati Uniti hanno mantenuto il primato dalla fine della Guerra fredda. Gli Usa sono intenzionati a mantenere il dominio nella regione? O sono disposti a operare attraverso i forum multilaterali per reimpostare le regole? La decisione sar&amp;agrave; determinante per capire se la pace continuer&amp;agrave; a regnare nel Pacifico&amp;raquo;. &amp;Egrave; l&amp;rsquo;&lt;em&gt;incipit&lt;/em&gt; di un intervento dall&amp;rsquo;ex primo ministro australiano Malcolm Fraser pubblicato sulla &lt;em&gt;Stampa&lt;/em&gt; del 20 dicembre, a commento della decisione degli Stati Uniti di potenziare la presenza militare nell&amp;rsquo;oceano Pacifico. Cos&amp;igrave; nell&amp;rsquo;articolo: &amp;laquo;Dall&amp;rsquo;altra parte della regione Asia-Pacifico, l&amp;rsquo;ascesa della Cina &amp;egrave; vista come positiva, ma tale da richiedere che Pechino operi nell&amp;rsquo;ambito di regole condivise a livello internazionale. Cosa che, naturalmente, dovrebbe valere per tutti. Ma le tensioni saranno inevitabili se la Cina non partecipa alla creazione di queste regole [...]. La Cina non ha dimostrato alcun interesse a emulare le potenze imperialistiche europee del XIX secolo o gli sforzi imperialistici del Giappone nella prima met&amp;agrave; del XX secolo. La storia della Cina ignora l&amp;rsquo;ansia per tali ambizioni&amp;raquo;. Cos&amp;igrave; conclude Fraser: &amp;laquo;Oggi l&amp;rsquo;Asia presenta una serie completamente nuova e unica di circostanze. I dilemmi derivanti da tali circostanze richiedono nuove soluzioni, non concetti obsoleti da Guerra fredda&amp;raquo;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;span style=&quot;color: rgb(255, 0, 0);&quot;&gt;&lt;strong&gt;Medio Oriente&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;strong&gt;Il capo del Mossad: l&amp;rsquo;arma nucleare iraniana non minaccia l&amp;rsquo;esistenza d&amp;rsquo;Israele&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;laquo;Un Iran in possesso dell&amp;rsquo;arma nucleare non costituirebbe necessariamente una minaccia per l&amp;rsquo;esistenza d&amp;rsquo;Israele. Ad affermarlo &amp;egrave; stato il capo del Mossad, Tamir Pardo, intervenendo di fronte ad una platea di un centinaio di ambasciatori israeliani. Ne riferisce oggi il quotidiano &lt;em&gt;Ha&amp;rsquo;aretz&lt;/em&gt; citando tre diplomatici presenti&amp;raquo;. Notizia riportata dall&amp;rsquo;agenzia &lt;em&gt;Adnkronos&lt;/em&gt; il 29 dicembre.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;span style=&quot;color: rgb(255, 0, 0);&quot;&gt;&lt;strong&gt;America Latina&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;strong&gt;Accordo di libero scambio tra i Paesi del Mercosur e la Palestina&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	Il 20 dicembre a Montevideo, in Uruguay, i Paesi del Mercosur (Mercato comune dell&amp;rsquo;America meridionale) hanno firmato un accordo di libero scambio con i rappresentanti dell&amp;rsquo;Autorit&amp;agrave; nazionale palestinese. La notizia &amp;egrave; stata riportata dall&amp;rsquo;agenzia internazionale &lt;em&gt;France Press&lt;/em&gt;. Gi&amp;agrave; durante i negoziati precedenti alla firma, spiega l&amp;rsquo;agenzia, i quattro Paesi dell&amp;rsquo;organizzazione (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay) hanno indicato che l&amp;rsquo;accordo punta anche a rafforzare la richiesta del governo palestinese di ottenere il riconoscimento come Stato membro delle Nazioni Unite. Nel 2007 il Mercosur ha siglato un analogo accordo con lo Stato d&amp;rsquo;Israele.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;span style=&quot;color: rgb(255, 0, 0);&quot;&gt;&lt;strong&gt;Finanza/1&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;strong&gt;La vera agenzia di rating &amp;egrave; la Cina&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;laquo;Probabilmente in tempi brevi tutte le grandi economie del mondo (meno il Canada) avranno perso la &amp;ldquo;tripla A&amp;rdquo;. Londra inclusa. Il termine di paragone per il mercato non sar&amp;agrave; pi&amp;ugrave; quella formuletta di per s&amp;eacute; stupida del &amp;ldquo;10 e lode&amp;rdquo;, ma un&amp;rsquo;analisi pi&amp;ugrave; complessiva di ogni Paese. Forse sar&amp;agrave; un bene. Di certo ci&amp;ograve; che conta, cio&amp;egrave; i tassi d&amp;rsquo;interesse sul debito, saranno determinati da un fattore diverso: la disponibilit&amp;agrave; dei grandi creditori asiatici a finanziare i debiti dell&amp;rsquo;Occidente. La vera agenzia di &lt;em&gt;rating&lt;/em&gt; non &amp;egrave; S&amp;amp;P, ma la Cina&amp;raquo;. Cos&amp;igrave; un articolo del &lt;em&gt;Corriere della Sera&lt;/em&gt; del 16 dicembre dal titolo: &lt;em&gt;Ma la vera agenzia di &lt;/em&gt; rating&lt;em&gt; &amp;egrave; la Cina.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;img alt=&quot;Tendopoli di senzatetto a Sacramento dopo la crisi finanziaria dei &amp;lt;I&amp;gt;subprime&amp;lt;/I&amp;gt; &amp;lt;BR&amp;gt;[© Associated Press/LaPresse]&quot; src=&quot;http://www.30giorni.it/upload/articoli_immagini_interne/66-12-012.jpg&quot; style=&quot;float: right; margin-top: 3px; margin-bottom: 3px; width: 250px; height: 179px;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;color: rgb(255, 0, 0);&quot;&gt;&lt;strong&gt;Finanza/2&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&lt;strong&gt;Robert Fisk e i crimini della finanza internazionale&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;
	L&amp;rsquo;11 dicembre &lt;em&gt;il Fatto Quotidiano&lt;/em&gt; ha tradotto un articolo, tratto dall&amp;rsquo;&lt;em&gt;Independent&lt;/em&gt;, di Robert Fisk, uno dei pi&amp;ugrave; autorevoli giornalisti britannici. Cos&amp;igrave; nell&amp;rsquo;articolo: &amp;laquo;Banche e agenzie di &lt;em&gt;rating&lt;/em&gt; sono diventati i dittatori dell&amp;rsquo;Occidente non diversamente dai Mubarak e dai Ben Ali [...]. Non ci vuole un genio per capire che agenzie di &lt;em&gt;rating&lt;/em&gt; e banche americane sono intercambiabili tanto che i dirigenti fanno la spola da un&amp;rsquo;agenzia all&amp;rsquo;altra, da una banca all&amp;rsquo;altra e spesso finiscono nei ranghi del governo degli Stati Uniti. Quegli stessi truffatori che davano &amp;ldquo;la tripla A&amp;rdquo; ai prestiti &lt;em&gt;subprime&lt;/em&gt; e ai derivati americani prima del 2008, ora stanno ripetendo lo sporco giochetto in Europa minacciando il declassamento dei governi e delle banche. Perch&amp;eacute; i giornalisti finanziari che stazionano in permanenza a Wall Street non ci illuminano? Come mai la &lt;em&gt;Bbc&lt;/em&gt;, la &lt;em&gt;Cnn&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;al-Jazeera&lt;/em&gt; trattano queste combriccole di criminali come rispettabili istituzioni? Come mai non si aprono indagini sui loro scandalosi comportamenti?&amp;raquo;. Titolo dell&amp;rsquo;articolo: &lt;em&gt;I nuovi dittatori dell&amp;rsquo;Occidente&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
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