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MUSICA POPOLARE
tratto dal n. 12 - 2008

Il disco La Chiara Stella

Sedici canti della tradizione popolare sul Natale



di Tommaso Ricci


La copertina del cd <I>La Chiara Stella</I>

La copertina del cd La Chiara Stella

«Esentite chesta nova che è venuta da lontano / nu bambino oggi è nato a ’na grotta abbandonata» (da un canto di novena natalizia del basso Lazio) è un verso del brano di chiusura del disco La Chiara Stella, resoconto discografico del meglio del concerto dell’Epifania del 2008. Una tre giorni di canti natalizi italiani in cui a fianco dell’Orchestra popolare italiana di Ambrogio Sparagna si sono alternati sul palco ospiti come Simone Cristicchi, Lucio Dalla, Peppe Servillo, Alessia Tondo, Gianni Aversano e altri. Un’autentica atmosfera di festa di popolo promana da questi 16 brani della tradizione di varie regioni d’Italia. Tutti annunciano la buona, e segretamente attesa dal cuore di ciascuno, notizia dell’Incarnazione di Dio che ha cambiato la storia dell’umanità e la faccia della terra: «Quanno nascesti tu, Gesù bambino, la terra circondata fu di fiori» (da Venite alla capanna, canto dell’Appennino centrale). Anche i brani esclusivamente strumentali esprimono la medesima devota commozione. Che sia l’assolo di launeddas, lo strumento più antico della civiltà sonora mediterranea, suonate dal massimo virtuoso sardo, Orlando Mascia, o la pastorale di zampogne guidata da Marco Tomassi. Sant’Alfonso è presente nell’album con più brani, tutti cantati con intensità e trasporto da Peppe Servillo degli Avion Travel (Quanno nascette ninno, cioè Tu scendi dalle stelle, Fermarono i cieli, Bambino mio bellissimo e la delicata Viene suonno da lu cielo). Se a Napoli passa davvero il meridiano della tenerezza, la focosa Sicilia, con le due potenti voci di Massimo La Guardia e Mario Incudine, ci fa conoscere un san Giuseppe furioso di gelosia per la gravidanza di Maria («Ah Diu, s’avissi na spata ’nmaculata, a mmenzzanotti la vurria ammazzari!», grida, ma poi gli angeli lo fermano: «Chi fai Giuseppe, chi ti voi dannari? Te la voi pigghiare cu Diu celestiali?»). E ancora le incalzanti Rallegratevi pasturi e Quannu Diu s’havia incarnari. Ci pensa Luce alla strada (una novena di Maranola), interpretata da Gianni Aversano, a rendere grazie a Colei che prestando il Suo grembo a Dio ha reso possibile la salvezza: «Voglio cantare la mamma di Dio, Maria bellezza che in cielo ci sta, / Stella regina di grande splendore che porta agliu munnu la felicità».
Un verso bello per la sua semplicità e pregnanza sta nel brano conclusivo: «E la luce che abbagliava i pastori e gli animali / agliu munno raccontava l’avvenuta profezia». Cos’altro è il Natale se non la festa per l’avvenuta profezia, l’attesa che diventa avvenimento?


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