Rubriche
tratto dal n.10 - 2004


MONTINI

Il Rosario è una preghiera semplice


Paolo VI in preghiera al Santo Sepolcro

Paolo VI in preghiera al Santo Sepolcro

«Data la definizione della preghiera (elevatiopetitio…), data la raccomandazione di Gesù Cristo (“non multiloquium…” [cfr. Mt 6,7]), data l’arte liturgica della preghiera comunemente varia e immediatamente espressiva, il Rosario riesce una preghiera strana, difficile, altrettanto capace ad essere maldetta come ostica a essere capita. Perché? Come bisogna intendere il Rosario? Il Rosario invece è una preghiera semplice: la ripetizione non è che un ritmo; un ritmo d’anime immensamente umili e intimamente semplici; ma il ritmo suppone una poesia, cioè un contenuto, e questo è l’elevatio… anche questo è facile e vario: i misteri pensati. E questo pensare ripetendo un’invocazione, fatta quasi ingenua e bambina dal continuo succedersi, è moralmente un convincersi che la biografia di Cristo è il prototipo della vita umana, che i suoi fatti, alcuni così umani e comuni, altri così grandi e divini, sono modelli ancor vivi, vicini, concreti, nostri; ed è spiritualmente un desiderio di accostarci praticamente a questi fatti come Colei che più vi si accostò, Maria. Bisogna comprendere questa orazione come una poesia, e allora si capisce perché si chiami Rosario (La quantità non è che il canovaccio, la qualità è assai tenera contemplazione)». Dal Notiziario n. 47, a cura dell’Istituto Paolo VI, del giugno 2004, nel quale sono stati pubblicati alcuni appunti inediti di Montini sul Rosario scritti negli anni 1928, 1934, 1937.




LUCIANI

Quella di Agostino è la dottrina della Bibbia, della Chiesa


Ambrogio battezza Agostino, 
 Cattedrale di San Pietro e San Paolo, Troyes, Francia

Ambrogio battezza Agostino, Cattedrale di San Pietro e San Paolo, Troyes, Francia

La rivista Humilitas, trimestrale a cura del Centro di spiritualità papa Luciani di Belluno, nel numero del luglio 2004 ha pubblicato un intervento di Luciani da cui riportiamo un breve stralcio: «Diceva Agostino: “Ti ha creato senza di te; ma non ti salverà senza il tuo concorso”. Ma poi soggiungeva: “Tu non puoi dare il tuo concorso se prima Egli non ti aiuta”. E pregava: “Concedimi, o Signore, quello che mi comandi; poi comanda quanto vuoi”. Quella di Agostino è la dottrina della Bibbia, della Chiesa».

L’urna con i resti mortali di sant’Agostino sarà trasferita dalla chiesa di San Pietro in Ciel d’Oro a Pavia alla chiesa di Sant’Agostino a Roma, dove resterà da domenica 7 a domenica 14 novembre 2004




CHIESA

Un cristianesimo senza Cristo


Sulla Repubblica del 15 ottobre è apparso un interessante editoriale, scritto da Ezio Mauro, nel quale il direttore del quotidiano romano mette a tema l’affermarsi nella Chiesa di un nuovo integralismo cristiano. Riportiamo la conclusione dell’articolo: «È un nuovo integralismo cristiano del tutto inedito, semplicemente perché è senza Dio. Si tratta infatti di una sorta di cristianesimo senza Cristo, di una conversione senza fede, della falsa adorazione di un tabernacolo che si pensa vuoto, e di cui per calcolo si cavalcano i precetti. I veri cattolici integrali, quelli per i quali il cristianesimo è un “avvenimento” che si è compiuto nel tempo e nello spazio, concretamente, hanno sempre avversato la sua riduzione a filosofia, morale, cultura e galateo pratico di precetti senz’anima. I teologi, addirittura, definirebbero questo moderno paganesimo di una religione atea come una riedizione del pelagianesimo. Ma tant’è, l’ultimo miracolo del berlusconismo è in atto, ed è questo. Manca soltanto un nuovo papa non pastore né nocchiero né profeta, bensì guerriero: il gregge è pronto».




SERMIG

Giovani della pace


Un momento del raduno del Sermig  ad Asti il 3 ottobre scorso

Un momento del raduno del Sermig ad Asti il 3 ottobre scorso

Lo scorso 3 ottobre Asti è stata oggetto di una invasione pacifica: quella dei 20mila giovani del Sermig, il Servizio missionario giovanile, fondato e guidato da Ernesto Olivero. I ragazzi, provenienti dall’Italia e dall’estero (280 dalla diocesi di Iasi e dalla città di Baia, in Romania; ma anche dall’Uganda, dalla Georgia, dalla Giordania, dal Brasile, dall’Africa, da Beslan...), si sono ritrovati nella città piemontese per il II Appuntamento mondiale dei Giovani della pace. Hanno allestito dieci “tende del dialogo” nelle varie piazze della città (in quella “della politica” è intervenuto anche Francesco Rutelli), hanno organizzato feste per le strade, hanno ascoltato i racconti di otto giovani (l’“8G”, già “G8 alla rovescia”) con storie particolarmente significative (una quattordicenne di Beslan, scampata all’eccidio del 1˚ settembre, ha letto, senza comparire, una lettera e l’elenco dei nomi di un centinaio delle vittime della strage nella scuola). L’appello “Giustizia preventiva è pace preventivata”, firmato da “Ernesto Olivero e i suoi amici” (che comincia con queste parole: «Viviamo in un periodo tragico e crudele, caratterizzato dalle guerre preventive e dal fanatismo terrorista, dai morti per fame, per malattie, per disastri ambientali. È il nostro tempo»), è stato sottoscritto, tra gli altri, da Giulio Andreotti, Roberto Benigni, Nicoletta Braschi, Severino Poletto, Ersilio Tonini, Massimo D’Alema e Alex Zanotelli.
Al termine della giornata, conclusa dalla messa in Cattedrale celebrata dal vescovo Francesco Guido Ravinale, erano state raccolte circa sessanta tonnellate di viveri e materiale scolastico donato dai cittadini di Asti. Il materiale è stato inviato nella stessa notte in Georgia e Romania.





Papa/1
Inaugurato l’Anno dell’eucaristia

Il 17 ottobre il Papa ha presieduto la solenne liturgia in piazza San Pietro per l’inaugurazione dell’Anno dell’eucaristia. In contemporanea a Guadalajara in Messico si sono conclusi i lavori del XLVIII Congresso eucaristico internazionale. L’8 ottobre è stata pubblicata la lettera apostolica di Giovanni Paolo II Mane nobiscum Domine dedicata proprio all’Anno dell’eucaristia. Il 14 ottobre poi la Congregazione per il culto divino ha pubblicato un documento di suggerimenti e proposte per le celebrazioni dell’anno.


Papa/2
La questione della sorte dei bambini morti senza battesimo

«I temi scelti per lo studio della Commissione durante i prossimi anni sono del massimo interesse. Prima di tutto la questione della sorte dei bambini morti senza battesimo. Non si tratta semplicemente di un problema teologico isolato. Tanti altri temi fondamentali si intrecciano intimamente con questo: la volontà salvifica universale di Dio, la mediazione unica e universale di Gesù Cristo, il ruolo della Chiesa, sacramento universale di salvezza, la teologia dei sacramenti, il senso della dottrina sul peccato originale… Toccherà a voi scrutare il nexus fra tutti questi misteri, in vista di offrire una sintesi teologica che possa servire di aiuto per una prassi pastorale più coerente e illuminata». Così il Papa nel corso dell’udienza concessa alla Commissione teologica internazionale lo scorso 7 ottobre. Oltre alla questione della sorte dei bambini morti senza battesimo la Commissione tratterà anche quella della legge morale naturale. La Commissione, che ha carattere consultivo, è presieduta dal cardinale Joseph Ratzinger, e ne è segretario il gesuita spagnolo Luis Ladaria, 60 anni, dal 1979 professore alla facoltà di Teologia della Gregoriana.


Papa/3
Putin manda l’Armata russa in Vaticano

Con questo titolo La Stampa del 16 ottobre ha dato notizia dell’esibizione del Coro dell’Armata russa in Vaticano, nell’ambito dei festeggiamenti per i ventisei anni di pontificato di papa Wojtyla. Questo il resoconto del quotidiano torinese: «Nell’aula delle udienze è risuonato il Va’ pensiero. Ma anche qualche brano decisamente meno in sintonia con il luogo e il festeggiato, tra cui La guerra sacra. Si tratta di un canto popolare che Stalin apprezzava particolarmente. Queste le parole: “Svegliati grande Paese, alzati e combatti all’ultimo sangue l’oscura forza fascista e la sua orda maledetta, ecco la guerra del popolo, la guerra sacra. Ricacciamo gli oppressori, assassini e ladri di ardenti ideali. Gli aguzzini del popolo” […]. Il Papa si è divertito: con grande attenzione e manifestando con sorrisi e gesti il proprio apprezzamento, ha seguito anche il ballo dei cosacchi, che hanno rappresentato il loro tradizionale duello con le spade. “Spasibo, spasibo”, grazie, grazie, ha ripetuto varie volte papa Wojtyla che ha implorato sul Coro e “sull’amato popolo russo” la benedizione della Madonna di Kazan».


Santa Sede/1
Lajolo: la guerra in Iraq non porta a un mondo più sicuro

«V’è poi il conflitto iracheno. La posizione della Santa Sede circa l’azione militare del 2002-2003 è ben nota. È sotto gli occhi di tutti che essa non ha portato ad un mondo più sicuro né dentro né fuori l’Iraq. La Santa Sede ritiene che ora si debba sostenere l’attuale governo nel suo sforzo di riportare il Paese a normali condizioni di vita e ad un sistema politico sostanzialmente democratico e conforme ai valori delle sue tradizioni storiche». Lo ha affermato l’arcivescovo Giovanni Lajolo, “ministro degli Esteri” vaticano, nel suo discorso ufficiale alla LIX sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, tenutasi il 30 settembre a New York.


Santa Sede/2
Reso pubblico il tema della Giornata mondiale della pace 2005

«Non lasciarti vincere dal male, ma vinci con il bene il male» (Rm 12,21): è questo il tema della XXXVIII Giornata mondiale della pace che si celebrerà il 1° gennaio 2005. Lo ha reso noto la Sala stampa vaticana il 28 settembre.


Santa Sede/3
Saraiva Martins: non autentici gli scritti attribuiti alla Emmerick

«La beata [Anna Katharina Emmerick, 1774-1824] ci ha lasciato di sicuro solo tre lettere. Gli altri scritti, che le vengono erroneamente attribuiti, hanno diversa origine: Le “visioni’” della Passione di Cristo furono annotate, rielaborate con grande libertà e senza alcun controllo, dallo scrittore tedesco Clemens Brentano (1778-1842) e vennero pubblicate nel 1833 con il titolo L’acerba passione di nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo. […] Pertanto, le opere in discussione non possono considerarsi né scritte né dettate dalla Emmerick e neppure autentiche trascrizioni delle sue affermazioni e delle sue narrazioni, ma un’opera letteraria del Brentano e con tali ampliamenti e manipolazioni che è impossibile stabilire quale sia il nucleo vero e proprio da potersi attribuire alla beata. Ne consegue che gli scritti in questione non sono lo specchio verace del pensiero e delle esperienze mistiche della monaca agostiniana. Le singole affermazioni, sia quelle che esprimono una sana religiosità, sia quelle che presentano stranezze e sentimenti antisemiti, sono scaturite dalla creatività e dalla fantasia artistica del Brentano». Lo ha ribadito il cardinale José Saraiva Martins, prefetto della Congregazione delle cause dei santi, in un articolo pubblicato dall’Osservatore Romano del 7 ottobre. La beatificazione della Emmerick, avvenuta il 3 ottobre, aveva suscitato alcune polemiche nella comunità ebraica internazionale. Una curiosità: tra gli scritti ufficialmente giudicati spuri dal Vaticano, ci sono anche quelli – come L’acerba passione di nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo – che hanno ispirato alcune scene del celebre film The Passion di Mel Gibson.


Chiesa
Ratzinger: «Spero che papa Luciani sia presto beato»

Così Avvenire del 19 ottobre ha titolato l’articolo che riporta le dichiarazioni del cardinale Ratzinger al Centro papa Luciani di Col Cumano a Belluno, a un anno dall’avvio della causa di beatificazione di Giovanni Paolo I.


Terrorismo/ 1
L’oppio afghano finanzia Al Qaeda

«La vera lotta al terrorismo si combatte là dove i terroristi si finanziano. In Afghanistan, tagliando i fondi della droga si prosciugano le casse di Al Qaeda». Così l’ex pubblico ministero Stefano Dambruoso, per anni impegnato a contrastare il terrorismo in Italia e ora consigliere diplomatico presso le Nazioni Unite a Vienna, in un’intervista concessa al Tempo il 2 ottobre 2004. In particolare, nel corso dell’intervista, Dambruoso ha affermato: «Per quanto concerne l’Afghanistan, Al Qaeda si fa pagare il pizzo dai trafficanti delle zone da essa controllate. Secondo le stime Onu parliamo di decine di miliardi di dollari che passano di mano in quella zona».


Terrorismo/2
Delly: chiedo solo di pregare

Nella notte tra sabato 16 e domenica 17 ottobre alcuni colpi di mortaio hanno devastato cinque chiese irachene. L’attacco non ha causato vittime. Contattato da Avvenire, il patriarca di Babilonia dei Caldei, Emmanuel Delly, ha detto: «Perché dovremmo andarcene? Questa è la nostra terra; in questo momento è attraversata da nuvole nere, ma passeranno sicuramente. La pace tornerà in questa terra martoriata». E ha aggiunto: «Voglio fare un appello: vi chiedo di pregare per l’Iraq. L’unica cosa che chiedo è la preghiera, perché nient’altro può evitare che in futuro si ripetano atti del genere».


Sacro Collegio
La scomparsa dei cardinali Fresno e Hickey, gli ottant’anni di Lorscheider

Il 14 ottobre è venuto meno il porporato cileno Juan Francisco Fresno Larraín, novant’anni, dal 1983 al 1990 arcivescovo di Santiago, cardinale dal 1985.
Il 24 ottobre è scomparso il cardinale statunitense James A. Hickey, 84 anni, arcivescovo di Washington dal 1980 al 2000.
L’8 ottobre ha poi compiuto ottant’anni il porporato brasiliano Aloísio Lorscheider, francescano, arcivescovo di Fortaleza dal 1973 al 1995, cardinale dal 1976. Dal 1995 allo scorso gennaio era stato arcivescovo di Aparecida.
Il Sacro Collegio risulta composto quindi da 187 cardinali, di cui 122 elettori in un eventuale conclave.


Francia
Settimane sociali elogiate dall’inglese The Independent

La centesima edizione delle Settimane sociali di Francia si è tenuta a Lille dal 23 al 26 settembre, e vi ha partecipato come inviato speciale del Papa il cardinale Roger Etchegaray, presidente emerito del Pontificio Consiglio della giustizia e della pace e del Pontificio Consiglio «Cor Unum». Di questo importante appuntamento dei cattolici transalpini ha dato un giudizio estremamente lusinghiero il quotidiano inglese The Independent con un commento del 27 settembre firmato da Andreas Whittam Smith. L’articolo in questione è stato ripreso dal Courier International del 7-13 ottobre col titolo: La Francia, studiosa figlia primogenita della Chiesa; e col sommario: «I cattolici francesi non partecipano apertamente alla vita politica, ma conducono delle riflessioni approfondite sulle questioni della società. Una attività che sorprende The Independent».


Scristianizzazione
Più di metà dei milanesi sceglie la cremazione

Questo il titolo del Corriere della Sera del 3 ottobre, in prima pagina. Così inizia l’articolo: «Per la prima volta, nei primi otto mesi dell’anno, il numero delle cremazioni a Milano supera quello delle sepolture. Un’avanguardia. In Italia solo il 7% chiede di farsi cremare».


Austria
Accolte le dimissioni di Krenn

Il 7 ottobre il Papa ha accettato la rinuncia presentata da Kurt Krenn, 68 anni, dal 1991 vescovo di Sankt Pölten. La diocesi in questione – ha ricordato la Radio Vaticana – «è stata scossa, nei mesi scorsi, da uno scandalo a sfondo sessuale, che ha colpito il seminario diocesano. Scandalo in cui sono rimasti coinvolti il rettore e il vicerettore dell’istituto e alcuni seminaristi. In alcuni computer del seminario è stato trovato anche del materiale pedopornografico. L’istituto è stato chiuso lo scorso 12 agosto, dopo un’inchiesta condotta dal visitatore apostolico, nominato dal Papa, monsignor Klaus Küng». Ed è stato proprio quest’ultimo a essere scelto come successore di Krenn. Küng, 64 anni, del clero dell’Opus Dei, dal 1989 era vescovo di Feldkirch. Sempre il 7 ottobre è stata accettata la rinuncia di Heinrich Fasching, 75 anni compiuti a maggio, ausiliare di Sankt Pölten dal 1993.


Italia
Semeraro vescovo di Albano, Rabitti a Ferrara

Il 1° ottobre Marcello Semeraro, 57 anni, è stato nominato vescovo della diocesi suburbicaria di Albano. Originario della provincia di Lecce, sacerdote dal 1971, Semeraro ha insegnato teologia in diversi istituti e facoltà fino ad occupare la cattedra di Ecclesiologia nella Pontificia Università Lateranense. Dal 1998 era vescovo di Oria (Brindisi) e nel 2001 è stato nominato dal Papa segretario speciale della decima Assemblea generale del Sinodo dei vescovi.
Il 2 ottobre Paolo Rabitti, 68 anni, è stato nominato arcivescovo di Ferrara-Comacchio. Originario della diocesi di Reggio Emilia, sacerdote dal 1960, Rabitti è stato tra il 1984 e il 1988 viceassistente ecclesiastico generale dell’Azione cattolica e successivamente ha svolto l’ufficio prima di sottosegretario e poi di segretario della Pontificia Commissione per i beni culturali della Chiesa. Dal 1995 era vescovo di San Marino-Montefeltro.


Diplomazia/1
Nuovi nunzi nelle Antille e in Scandinavia

Il 2 ottobre lo statunitense Thomas E. Gullickson, 54 anni, è stato nominato arcivescovo e nunzio apostolico in Trinidad e Tobago, Bahamas, Dominica, Saint Kitts e Nevis, Santa Lucia, San Vincenzo e Grenadine. Gullickson, sacerdote dal 1976, è entrato nel servizio diplomatico nel 1985 e ha prestato servizio in Ruanda, Austria, Cecoslovacchia, Gerusalemme e Germania, dove ha lavorato a fianco dell’attuale “ministro degli Esteri” vaticano Giovanni Lajolo.
Il 16 ottobre l’arcivescovo marchigiano Giovanni Tonucci, 63 anni, è stato nominato nunzio apostolico nei Paesi scandinavi (Svezia, Danimarca, Finlandia, Islanda e Norvegia). Prende il posto dell’arcivescovo Piero Biggio, sardo, 67 anni, dimessosi “per ragioni di salute”. Tonucci dal 1996 era nunzio in Kenya e in precedenza, dal 1989, era stato rappresentante pontificio in Bolivia.


Diplomazia/2
I trentacinque anni delle relazioni Santa Sede-Canada

Il “ministro degli Esteri” vaticano, l’arcivescovo Giovanni Lajolo, ha partecipato al ricevimento offerto dal neoambasciatore canadese Donald Smith per festeggiare il 35° anniversario dell’allacciamento dei rapporti diplomatici tra Santa Sede e Canada. La cerimonia si è svolta la sera del 13 ottobre nella bella residenza dell’ambasciatore. Nell’occasione sia Smith che Lajolo hanno tenuto un breve discorso. Il responsabile della diplomazia vaticana, tra l’altro, ha detto: «Come segnala Raymond Lemieux dell’Università di Laval, nel suo studio Le catholicisme blessé, il cattolicesimo in Canada è stato uno degli attori di spicco della civilizzazione franco-canadese, attraverso le istituzioni che esso ha creato e l’armature morale e intellettuale che ha promosso, ma dopo la cosiddetta “Révolution tranquille” [periodo in cui si realizzò un profondo cambiamento socio-culturale nell’ambito della francofonia canadese all’inizio degli anni Sessanta, ndr], a causa della secolarizzazione, molti sono stati i cambiamenti socioculturali che si sono prodotti, e non mancano ora – come del resto in diversi Paesi del mondo occidentale – rilevanti difficoltà nel vivere e diffondere la fede».


Diplomazia/3
Nuovi ambasciatori di Egitto, Portogallo e Brasile

Il 18 settembre ha consegnato le lettere credenziali il nuovo ambasciatore di Egitto presso la Santa Sede. Si tratta della signora Nevine Simaika Halim Abdalla, 56 anni, in carriera diplomatica dal 1971, già console generale a Parigi e negli ultimi due anni assistente del ministro degli Esteri per gli affari culturali, scientifici e la cooperazione tecnica. Il discorso del Papa al nuovo rappresentante del Cairo è stato molto enfatizzato dall’Osservatore Roma­no, che proprio a questo testo ha dedicato il titolo principale di prima pagina della sua edizione del 19 settembre: Iraq e Terra Santa: favorire il ritorno alla ragione e al negoziato, unica via di uscita possibile ai conflitti fra gli uomini. Il nuovo ambasciatore da parte sua ha affermato che la sua nomina è «una prova dell’evoluzione dell’Egitto. La promozione della donna e il rifiuto di tutte le discriminazioni di carriera sono due aspetti della modernizzazione nel rispetto della tradizione…».
Il 21 settembre è toccato al nuovo ambasciatore di Portogallo. Si tratta di João Alberto Bacelar da Rocha Paris, 59 anni, in carriera diplomatica dal 1968, già ambasciatore in Angola, a Bruxelles e negli Stati Uniti, e da ultimo segretario generale del Ministero degli Affari esteri. Il Papa nel suo discorso, tra l’altro, ha detto: «Le autorità del governo portoghese non hanno esitato a riconoscere e a diffondere le proprie convinzioni cristiane al momento di collaborare alla preparazione di una Costituzione europea. Desidero approfittare di questa situazione per esprimere la mia riconoscenza per l’azione svolta dal suo governo nel sottolineare l’identità cristiana dell’Europa…». Il nuovo ambasciatore da parte sua ha ricordato i rapporti plurisecolari tra Roma e Lisbona che risalgono al 1179, quando Alessandro III con la Bolla Manifestis probatum riconobbe l’indipendenza del Portogallo. E ha rammentato di aver avuto «l’onore di baciare la mano di Vostra Santità» nel corso della visita pastorale a Luanda del 1992, dove si trovava nella sua prima missione come ambasciatore.
L’11 ottobre è stata poi la volta del nuovo rappresentante brasiliano presso la Santa Sede. Si tratta della signora Vera Barrouin Machado, 58 anni, in carriera diplomatica dal 1968, negli ultimi cinque anni ambasciatore in India. Nel suo discorso il Papa ha, tra l’altro, ribadito «l’appoggio incondizionato della Santa Sede» alla recente iniziativa lanciata dal presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva per l’eliminazione della fame e della povertà nel mondo. Il Papa ha inoltre detto: «Mi piace sottolineare la convergenza di principi tra la Santa Sede e il suo governo su ciò che si dice riguardo alle minacce alla pace mondiale… Prego affinché i brasiliani continuino a fomentare e a diffondere i valori della fede, soprattutto quando si tratta di riconoscere in maniera esplicita la santità della vita famigliare e la salvaguardia del nascituro, dal momento del suo concepimento». La signora Barrouin Machado, da parte sua, ha ricordato di essere la prima donna a ricoprire questo incarico in più di un secolo e mezzo di rapporti diplomatici tra Roma e il Brasile, ed ha chiesto al Papa «il favore speciale di una benedizione ai membri della mia famiglia che, obbedienti ai precetti della fede cattolica, mi accompagnano in questo giorno tanto speciale anche per loro».


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