Home > Archivio > 06 - 2000 > Per un nuovo inizio
DOSSIER EMERGENZA CARCERI
tratto dal n. 06 - 2000

Per un nuovo inizio


La senatrice Francesca Scopelliti da anni è impegnata per il miglioramento delle condizioni di vita nelle carceri e per la riforma del sistema penitenziario. Ha coordinato la realizzazione di questo dossier. E qui spiega che l’amnistia e l’indulto non bastano senza un cambiamento radicale nella giustizia penale


Francesca Scopelliti


Anche nella città di Acchiappa-citrulli, dove fu incarcerato il povero Pinocchio, il giovane Imperatore, «dopo aver riportato una grandissima vittoria contro i suoi nemici», concesse l’amnistia. Ed infatti la concessione di un’amnistia ha sempre coinciso, almeno nell’immaginario collettivo, con un evento di grande rilevanza in grado di segnare un “nuovo inizio”.
Per quanto il Giubileo segni una data storica, esso, in uno Stato laico, non è in grado di giustificare a pieno un provvedimento di clemenza collettiva: una cosa è il perdono dei peccati, altra e ben diversa cosa, invece, è il condono dei reati.
Non vi è dubbio, però, che per l’Italia e gli italiani un momento di tale intensità spirituale possa creare un terreno favorevole per un gesto che la crisi del sistema giudiziario e carcerario rende non più rinviabile.
Tuttavia neanche la degenerazione di un sistema giudiziario congestionato e prossimo alla paralisi o il “sovraffollamento” di quello carcerario, non più in grado di garantire la legalità e il rispetto dei diritti umani, sono motivi sufficienti a dare conto di un’ampia amnistia come quella da me auspicata.
Un’amnistia che portasse soltanto questo segno servirebbe esclusivamente a “narcotizzare” le sofferenze della giustizia rinviando la prossima emergenza ad un futuro prossimo.
E invece questa pur necessaria sospensione momentanea del dolore deve servire per intervenire sulle cause attraverso processi di riforma. Processi di una portata tale da segnare un “nuovo inizio” per il sistema giudiziario e carcerario italiano.
Soltanto in questo modo si può vincere la fondata obiezione di chi sostiene che attraverso i provvedimenti “eccezionali” come l’amnistia e l’indulto non si dà alcuna soluzione ai problemi critici del sistema penale-penitenziario italiano, e nel contempo si sospende la tensione verso una soluzione strutturale e “fisiologica” ai problemi della crisi della giustizia penale.
Ed è proprio una radicale riforma del sistema penale il primo punto da cui partire anche per evitare che lo stesso sistema della giustizia penale “naturalmente” adotti soluzioni di compensazione “interne”, come la prescrizione, con un esito pericolosamente delegittimante per il sistema della giustizia.
La riforma deve partire innanzitutto da un allargamento della “negoziabilità” della pena e del processo attraverso l’introduzione della valvola di sicurezza data dalla facoltatività dell’azione penale, passando poi per un allargamento delle ipotesi di patteggiamento ed una virtuosa economizzazione delle risorse, e finendo con la scelta in favore di pene sostitutive edittalmente diverse da quella privativa della libertà, e con una drastica riduzione dell’area della criminalizzazione primaria.
A questo deve aggiungersi un maggiore investimento nei circuiti alternativi alla detenzione – favorendo un allargamento dei termini oggettivi per fruire della liberazione condizionale – e nelle strutture carcerarie.
Investire nel carcere, però, sia chiaro, non significa aumentare i posti disponibili. Al contrario significa dare effettività al dettato costituzionale della funzione rieducativa e risocializzante della pena. Eliminando una volta per tutte un trattamento penitenziario che troppo spesso è di fatto «contrario al senso di umanità».
Nuovi istituti differenziati, circuiti carcerari destinati esclusivamente alle persone in attesa di giudizio, forti investimenti per operatori carcerari, psicologi, educatori, effettività del lavoro carcerario come strumento principale per il reinserimento del condannato. Queste sono le condizioni per fare di un gesto di perdono un “nuovo inizio”.


Español English Français Deutsch Português