Home > Archivio > 06 - 2000 > Il nostro caro angelo
MOSTRE
tratto dal n. 06 - 2000

Il nostro caro angelo


A “messaggeri e guerrieri alati” è dedicata un’esposizione di opere d’arte a Bari: dall’arcangelo Michele della cacciata dal Paradiso, al Gabriele dell’Annunciazione, fino alla rappresentazione popolare dell’angelo custode nei santini


di Serena Ravaglioli


Angelo del presepe (XVI secolo), Stefano da Putignano, ex Cattedrale di Polignano a mare (Bari)

Angelo del presepe (XVI secolo), Stefano da Putignano, ex Cattedrale di Polignano a mare (Bari)

Ormai da diversi anni si assiste, a vari livelli, a un risveglio di interesse per la figura degli angeli: non solo oggetto di numerosissime pubblicazioni di carattere religioso, ma anche protagonisti di film e di programmi televisivi e persino personaggi di fortunati sketch pubblicitari. Forse è una moda, forse, invece, una delle tante espressioni dell’indubitabile ritorno a un desiderio di spiritualità che pervade i nostri giorni. Agli angeli “messaggeri e guerrieri alati” è dedicata ora una mostra, che, attraverso l’esposizione di 237 opere d’arte, si propone di ripercorrere le tappe della rappresentazione della figura angelica attraverso i secoli, e di tracciare allo stesso tempo un profilo di come sia mutato nelle varie epoche il modo stesso di concepire e di interpretare il ruolo di questi intermediari, comuni alle religiosità cristiana, ebraica e islamica, fra la sfera divina e quella terrena.
La mostra, curata da Marco Bussagli e Mario D’Onofrio, è intitolata “Le ali di Dio. Messaggeri e guerrieri alati fra Oriente e Occidente” ed è stata inaugurata a Bari, al Castello Svevo, il 6 maggio scorso. Rimarrà aperta fino al 31 agosto e si trasferirà poi, dal 29 settembre al 31 dicembre, all’Abbaye-aux-Dames di Caen. Due città, Bari e Caen, accomunate dalla vicinanza a due illustri luoghi di culto dedicati al principe degli angeli, l’arcangelo Michele: Monte Sant’Angelo sul Gargano e Le Mont-Saint-Michel in Normandia, che secondo la tradizione fu fondato proprio da monaci provenienti dal monastero pugliese.
Le varie sezioni in cui la mostra si articola consentono di seguire l’intera “storia” degli angeli, già a partire dai loro “progenitori”: da una parte alcune figure di mediazione fra cielo e terra, come per esempio Bes od Osiri, proprie delle religioni mediorientali ed egizia, che ebbero influenza sull’ebraismo nascente; dall’altra, gli eroti, i geni, le vittorie alate della civiltà greco-romana.
Ma naturalmente il ruolo principale è riservato all’angelologia cristiana a cominciare dall’età paleocristiana per arrivare fino ai nostri giorni. Ed ecco profilarsi varie tipologie di figure angeliche: gli esecutori della volontà di Dio, come l’angelo salvatore dei tre fanciulli ebrei nella fornace, raffigurato in una lucerna del IV-V secolo, o l’angelo che ferma la mano di Abramo in procinto di sacrificare Isacco, che compare su un vetro paleocristiano e su un quadro di provenienza veneta del XVI secolo, o ancora il liberatore di san Pietro, rappresentato in una tela di Giacomo Cavedoni; i testimoni dei momenti salienti della vita di Cristo (per esempio il battesimo, su un cristallo di rocca intagliato del IX secolo), della Vergine (capitello di anonimo maestro padano; terracotta di Bernini con l’Assunta) o di santi (san Francesco, in una matrice bronzea del XV secolo; san Gaetano, in una tela di Carlo Rosa; santa Cecilia, in un’incisione di Domenico Cunego); gli annunciatori, che portano il “messaggio” divino a Elia, a Giuseppe, o all’umanità intera come gli angeli del presepio. E ancora gli angeli musicanti, interpreti della celeste armonia e perciò capaci di consolare e lenire le pene umane a cominciare da quelle di san Francesco, oppure gli angeli docenti, immagine della sapienza divina, come quello che compare su un rilievo medioevale in marmo di area pugliese.
Vi sono poi categorie speciali di angeli, come per esempio i cherubini e i serafini, che si distinguono per le loro sei ali, e naturalmente gli arcangeli: tutti e sette gli arcangeli descritti dall’Apocalisse (Gabriele, Raffaele, Michele, Jeudiele, Sealtiele, Barachiele, Uriele, ma il culto ufficiale si è poi limitato ai primi tre) sono il soggetto di un quadro di un pittore di origine siciliana del XVII secolo, Michele Ragolia. Ma vi sono pure gli angeli ribelli, di cui parla san Giovanni (vedi la grande tela di Giovan Battista Merano, intitolata San Giovanni a Patmos scrive il capitolo sulla caduta degli angeli ribelli), allontanati dal Paradiso da san Michele armato.
A quest’ultimo è dedicata un’attenzione particolare nella mostra, certamente per la vicinanza delle sedi espositive ai due grandi santuari a lui intitolati, ma anche e soprattutto per il ruolo di protagonista svolto da san Michele nella rappresentazione artistica degli angeli, ove compare nelle vesti di guerriero armato di spada impegnato nella lotta al demonio e alla morte, talvolta raffigurati utilizzando la simbologia del drago: da segnalare il fascino particolare di una serie di statue sia lignee sia bronzee. Accanto a san Michele, gli altri due arcangeli: san Gabriele, l’angelo dell’annunciazione a Maria, messaggero per eccellenza, e san Raffaele, che dall’episodio biblico dell’affidamento di Tobiolo deriva il ruolo di vigile protettore, da cui discende infine l’immagine dell’angelo custode, tanto cara alla devozione popolare. Al ruolo che gli angeli svolgono in questo campo della religiosità quotidiana è riservata una gustosa rassegna di arte popolare, che comprende immaginette, libretti devozionali, ricordini di prime comunioni e funebri, quadretti, acquasantiere. Da qui all’utilizzo di paffute figure di angioletti al di fuori dell’ambito religioso il passo è breve: ed ecco quindi gli amorini raffigurati sulle cartoline destinate a un romantico scambio fra innamorati e su una variopinta casistica di oggetti più o meno kitsch.
L’ultima sezione della mostra è dedicata alla rappresentazione degli angeli nell’arte contemporanea che ha visto cimentarsi con il tema angelico artisti come Manzù, Schifano, Chagall. Alcune delle opere esposte in questa parte finale sono state eseguite appositamente per questa occasione.


Español English Français Deutsch Português