SCOPERTE. Intervista con la responsabile della cooperativa archeologica che segue i ritrovamenti
Sotto la rampa una casa romana
Intervista con Carla Socrate di Paolo Mattei
Lo scavo del complesso
archeologico rinvenuto sul luogo della rampa del parcheggio del Gianicolo
è condotto dalla cooperativa Ianus, incaricata dalla Soprintendenza
archeologica di Roma nella persona del dottor Claudio Mocchegiani Carpano,
che dello scavo stesso è direttore scientifico. Per avere notizie
più dettagliate sulla natura e la cronologia dei reperti rinvenuti,
abbiamo intervistato la responsabile della cooperativa, la dottoressa Carla
Socrate.
Che cosa si può dire della cronologia delle strutture? Sono stati rinvenuti elementi che possono fornire una datazione con precisione almeno relativa?
CARLA SOCRATE: Innanzitutto vorrei sottolineare che, essendo lo scavo tuttora in corso e vista la ristrettezza e l’urgenza dei tempi, non è logicamente stato ancora possibile eseguire studi dettegliatamente approfonditi tanto sulle strutture quanto sui materiali mobili rinvenuti. In ogni caso si possono già fornire delle indicazioni generali. In base al rinvenimento di bolli lunati con orbicolo ad apertura intermedia su sei bipedali che costituivano il fondo del tratto fognario inserito nella fondazione del primo muro rinvenuto ad agosto, si può ipotizzare che l’impianto del complesso non sia anteriore al II secolo dopo Cristo; presenta poi delle fasi di riutilizzazione che probabilmente estendono la datazione fino al III secolo.
Che tipo di materiale mobile è stato rinvenuto?
SOCRATE: Oltre ai numerosi frammenti di vetro, intonaco dipinto, materiale ceramico (anfore, sigillata africana, ceramica comune, africana da cucina, lucerne e qualche frammento di sigillata italica), è importante ricordare il rinvenimento di numerose lastre di rivestimento pavimentale e parietale, e anche di molti elementi di coronamento e di incorniciatura di rivestimento parietale (cornici con modanature lisce e intagliate, e listelli di diverso spessore), in diversi marmi colorati (alabastro, pavonazzetto, giallo antico, rosso antico, cipollino, tasio dolomitico, lunense, greco scritto, africano, proconneso, palombino, ecc.) nell’ambiente al di sotto del muro affrescato emerso a settembre. Anche nell’ambiente subito ad ovest di questo (cioè quello emerso all’inizio di ottobre) si sono rinvenuti a livello pavimentale gli stessi materiali, oltre ad una trentina di elementi architettonici (capitelli e basi di lesena, capitelli e basi di semicolonnina, elementi di architrave e pilastrini quadrangolari) allineati ordinatamente; questo ci ha portati a supporre che si potesse trattare di una sorta di vero e proprio deposito di materiale marmoreo.
Per quello che riguarda gli ambienti affrescati, che tipo di particolari mostrano? Che cosa si può dire del livello di raffinatezza delle pitture, e a quale periodo possono essere datate?
SOCRATE: Sono stati complessivamente messi in luce tre ambienti che presentano intonacatura affrescata. In uno si conserva una parete che presenta una base di colore giallo ocra con bande rosse sovradipinte. Negli altri due ambienti invece tutte le pareti presentano un fondo chiaro con immagini sovradipinte di diverso tipo: motivi architettonici, floreali e vegetali, uccellini di varie specie e maschere gorgoniche nei colori giallo, rosso, verde e blu. Per queste ultime pareti si è individuato un confronto molto convincente con gli intonaci presenti nell’insula delle volte dipinte ad Ostia; anche questo elemento confermerebbe, dunque, l’ipotesi di datazione al II secolo dopo Cristo. Riguardo all’uso di tali ambienti è ancora presto per formulare ipotesi certe; l’unico elemento inconfutabile è che i pavimenti superiori messi in luce fino ad oggi sono in cocciopisto, materiale utilizzato in genere per gli ambienti cosiddetti di servizio.
Sono state rinvenute epigrafi, o comunque scritte?
SOCRATE: Purtroppo fino ad oggi non sono state ritrovate epigrafi, che sarebbero elementi di grande aiuto per formulare una ipotesi precisa di datazione. Tuttavia sull’intonaco di uno degli ambienti scavati sono stati ritrovati alcuni graffiti, uno dei quali in scrittura maiuscola greca su due righe [vedi box a p. 59], oltre a studi eseguiti con il compasso e ad altre figurazioni che sono ora in corso di studio.
Qual è lo stato degli affreschi?
SOCRATE: Le condizioni di forte umidità presenti all’interno dell’area in corso di scavo hanno contribuito a deteriorare maggiormente lo stato di conservazione degli intonaci già minati dall’azione del tempo. Per questa ragione la Soprintendenza archeologica ha ritenuto opportuno incaricare una squadra di restauratori che stanno provvedendo al consolidamento e al recupero delle parti più a rischio.
E che cosa può dirmi per la documentazione e conservazione del restante materiale archeologico?
SOCRATE: Provvediamo alla redazione quotidiana di un giornale di scavo corredato di tutta la documentazione grafica e fotografica necessaria per elaborare relazioni periodiche. Tutti i reperti che giorno per giorno sono recuperati vengono regolarmente depositati e custoditi in un magazzino presso lo scavo. Inoltre, nel caso di rinvenimenti particolari, come ad esempio i marmi, è stata prevista una sistemazione alternativa, per ovvi motivi di sicurezza, in appositi locali messi a disposizione dalla Soprintendenza.
Che cosa si può dire della cronologia delle strutture? Sono stati rinvenuti elementi che possono fornire una datazione con precisione almeno relativa?
CARLA SOCRATE: Innanzitutto vorrei sottolineare che, essendo lo scavo tuttora in corso e vista la ristrettezza e l’urgenza dei tempi, non è logicamente stato ancora possibile eseguire studi dettegliatamente approfonditi tanto sulle strutture quanto sui materiali mobili rinvenuti. In ogni caso si possono già fornire delle indicazioni generali. In base al rinvenimento di bolli lunati con orbicolo ad apertura intermedia su sei bipedali che costituivano il fondo del tratto fognario inserito nella fondazione del primo muro rinvenuto ad agosto, si può ipotizzare che l’impianto del complesso non sia anteriore al II secolo dopo Cristo; presenta poi delle fasi di riutilizzazione che probabilmente estendono la datazione fino al III secolo.
Che tipo di materiale mobile è stato rinvenuto?
SOCRATE: Oltre ai numerosi frammenti di vetro, intonaco dipinto, materiale ceramico (anfore, sigillata africana, ceramica comune, africana da cucina, lucerne e qualche frammento di sigillata italica), è importante ricordare il rinvenimento di numerose lastre di rivestimento pavimentale e parietale, e anche di molti elementi di coronamento e di incorniciatura di rivestimento parietale (cornici con modanature lisce e intagliate, e listelli di diverso spessore), in diversi marmi colorati (alabastro, pavonazzetto, giallo antico, rosso antico, cipollino, tasio dolomitico, lunense, greco scritto, africano, proconneso, palombino, ecc.) nell’ambiente al di sotto del muro affrescato emerso a settembre. Anche nell’ambiente subito ad ovest di questo (cioè quello emerso all’inizio di ottobre) si sono rinvenuti a livello pavimentale gli stessi materiali, oltre ad una trentina di elementi architettonici (capitelli e basi di lesena, capitelli e basi di semicolonnina, elementi di architrave e pilastrini quadrangolari) allineati ordinatamente; questo ci ha portati a supporre che si potesse trattare di una sorta di vero e proprio deposito di materiale marmoreo.
Per quello che riguarda gli ambienti affrescati, che tipo di particolari mostrano? Che cosa si può dire del livello di raffinatezza delle pitture, e a quale periodo possono essere datate?
SOCRATE: Sono stati complessivamente messi in luce tre ambienti che presentano intonacatura affrescata. In uno si conserva una parete che presenta una base di colore giallo ocra con bande rosse sovradipinte. Negli altri due ambienti invece tutte le pareti presentano un fondo chiaro con immagini sovradipinte di diverso tipo: motivi architettonici, floreali e vegetali, uccellini di varie specie e maschere gorgoniche nei colori giallo, rosso, verde e blu. Per queste ultime pareti si è individuato un confronto molto convincente con gli intonaci presenti nell’insula delle volte dipinte ad Ostia; anche questo elemento confermerebbe, dunque, l’ipotesi di datazione al II secolo dopo Cristo. Riguardo all’uso di tali ambienti è ancora presto per formulare ipotesi certe; l’unico elemento inconfutabile è che i pavimenti superiori messi in luce fino ad oggi sono in cocciopisto, materiale utilizzato in genere per gli ambienti cosiddetti di servizio.
Sono state rinvenute epigrafi, o comunque scritte?
SOCRATE: Purtroppo fino ad oggi non sono state ritrovate epigrafi, che sarebbero elementi di grande aiuto per formulare una ipotesi precisa di datazione. Tuttavia sull’intonaco di uno degli ambienti scavati sono stati ritrovati alcuni graffiti, uno dei quali in scrittura maiuscola greca su due righe [vedi box a p. 59], oltre a studi eseguiti con il compasso e ad altre figurazioni che sono ora in corso di studio.
Qual è lo stato degli affreschi?
SOCRATE: Le condizioni di forte umidità presenti all’interno dell’area in corso di scavo hanno contribuito a deteriorare maggiormente lo stato di conservazione degli intonaci già minati dall’azione del tempo. Per questa ragione la Soprintendenza archeologica ha ritenuto opportuno incaricare una squadra di restauratori che stanno provvedendo al consolidamento e al recupero delle parti più a rischio.
E che cosa può dirmi per la documentazione e conservazione del restante materiale archeologico?
SOCRATE: Provvediamo alla redazione quotidiana di un giornale di scavo corredato di tutta la documentazione grafica e fotografica necessaria per elaborare relazioni periodiche. Tutti i reperti che giorno per giorno sono recuperati vengono regolarmente depositati e custoditi in un magazzino presso lo scavo. Inoltre, nel caso di rinvenimenti particolari, come ad esempio i marmi, è stata prevista una sistemazione alternativa, per ovvi motivi di sicurezza, in appositi locali messi a disposizione dalla Soprintendenza.