Home > Archivio > 02 - 2000 > Venti anni dopo
EDITORIALE
tratto dal n. 02 - 2000

Venti anni dopo



Giulio Andreotti


La lettera autografa di Vittorio Bachelet  (nella foto) indirizzata a Giulio Andreotti presidente del Consiglio, 
il 5 agosto 1979: «Caro Giulio, nel momento in cui lasci la presidenza del Consiglio desidero farti giungere il mio saluto e dirti il mio grazie per quanto hai sempre fatto per facilitare il mio lavoro. Con ogni augurio ti abbraccio. Tuo, Vittorio Bachelet». Sotto la lettera, il tagliandino elettorale di Bachelet per le elezioni per il Comune di Roma del 1976

La lettera autografa di Vittorio Bachelet (nella foto) indirizzata a Giulio Andreotti presidente del Consiglio, il 5 agosto 1979: «Caro Giulio, nel momento in cui lasci la presidenza del Consiglio desidero farti giungere il mio saluto e dirti il mio grazie per quanto hai sempre fatto per facilitare il mio lavoro. Con ogni augurio ti abbraccio. Tuo, Vittorio Bachelet». Sotto la lettera, il tagliandino elettorale di Bachelet per le elezioni per il Comune di Roma del 1976

A venti anni dal tragico assassinio di Vittorio Bachelet l’Azione cattolica ha indetto due giornate di studio, molto ben riuscite. Era naturale, dati i promotori, che dell’amico commemorato fossero messi particolarmente in luce gli anni della sua presidenza nazionale con il delicato compito di informare l’organizzazione alle linee del Concilio. Forse parlare di scelta religiosa non è esatto, lasciando stare il giudizio sul collateralismo di altri momenti. Come pure mi sembra che si sia omesso il ricordo di un impegno politico positivo che Vittorio ebbe. Solo un cenno ne ha fatto Rosy Bindi citando la sua partecipazione alle elezioni comunali romane del 1976. Una tantum ero anche io in quella lista. Me lo aveva pressoché imposto monsignor Benelli, sostenendo che noi deputati mettevamo a rischio il Campidoglio concentrandoci solo sulla competizione parlamentare. Immagino che la stessa pressione fosse stata esercitata su Bachelet. Il risultato non fu cattivo, ma per i comunisti andò meglio ancora senza però che conquistassero il seggio di primo cittadino (il Consiglio elesse Franco Carraro, socialista).
Ma – e qui l’omissione è stata più rilevante – di Bachelet non può dimenticarsi l’impegno nella rivista di Paolo Emilio Taviani, Civitas. Lo stesso Taviani scriverà al riguardo.
Un’altra lacuna (non sembrino questi rilievi in contrasto con il giudizio positivo che ho dato del seminario rievocativo) mi è sembrata nei confronti di una analisi della azione direttiva di Bachelet come vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, carica tra l’altro squisitamente politica. Per quel che so fu rispettoso della professionalità, dei giudici ma attento, nei limiti del possibile ad impedire non tanto lo spirito di corpo quanto la rigidità delle divisioni organizzative interne dei togati.
La sua designazione era stata fortemente ostacolata dalle sinistre che gli votarono contro compatte. Riuscì eletto con grande fatica e soltanto perché in via eccezionale andò a votare (per lui) il presidente della Repubblica Leone. Il tempo e le circostanze non sono passati invano. L’altro giorno alla Cancelleria tra gli oratori vi era proprio il professor Conso, l’antagonista di quella difficile elezione.
Una analisi attenta e laudativa dell’attività scientifica ed accademica di Vittorio è stata fatta da professori già suoi allievi o suoi colleghi di Università. Il tutto riassunto molto bene nel profilo globale tracciato dal presidente Casavola.
Mi piace concludere questo ricordo con un passo di Bachelet che, alcuni anni fa, L’Osservatore Romano pubblicò nella rubrica dei pensieri spirituali: «I tempi attorno a noi non sono facili: le difficoltà politiche, le incertezze, le contraddizioni ci ammoniscono che sarà un cammino non privo di rischi che chiederà tutto il nostro senso di responsabilità, soprattutto tutta la nostra semplice fede, tutta la nostra vivace speranza, tutta la nostra più vera carità».
A nessuno sfugge la perdurante attualità di questa riflessione.


Español English Français Deutsch Português