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ITALIA
tratto dal n. 05 - 1999

QUIRINALE. Parla il segretario della Congregazione per la dottrina della fede

«Sono sempre stato devoto di don Bosco»


Così Carlo Azeglio Ciampi a monsignor Tarcisio Bertone, salesiano, che in questa intervista spiega perché dal nuovo presidente della Repubblica non ci si possono aspettare interferenze negli atti che sono propri della Chiesa


di Gianni Cardinale


1989. Carlo Azeglio Ciampi, allora governatore della Banca d’Italia, riceve la laurea honoris causa in Scienze politiche all’Università di Macerata

1989. Carlo Azeglio Ciampi, allora governatore della Banca d’Italia, riceve la laurea honoris causa in Scienze politiche all’Università di Macerata

«Cambio della guardia al Quirinale, tra Salesiani e Gesuiti. I primi se ne sono andati con Oscar Luigi Scalfaro. I secondi si affacciano con Carlo Azeglio Ciampi». Così Panorama in edicola il 28 maggio. Il tutto per la frequentazione dell’ex presidente con alcuni figli di don Bosco, mentre il neoinquilino del Colle è stato educato dai Gesuiti di Livorno. L’affermazione del settimanale milanese è certamente avventata. I Salesiani non si sentono affatto out con la nuova presidenza. Anzi. Sono sicuri di avere al Quirinale un fedele devoto di don Bosco. Parola del salesiano Tarcisio Bertone, arcivescovo emerito di Vercelli e segretario della Congregazione per la dottrina della fede. Che a 30Giorni racconta un particolare inedito della figura di Ciampi. «Il 29 e 30 novembre dell’89» rammenta Bertone «sono stato a Macerata per i settecento anni dalla fondazione di quella Università. Da poco ero stato nominato rettore della Pontificia Università Salesiana ed ero stato incaricato di rappresentare in quell’avvenimento i rettori delle università pontificie di Roma». Il presule salesiano sfoglia il suo diario di quei giorni e legge: «Degno di nota un particolare. C’è stato un grande atto accademico nell’aula magna dell’Università con la partecipazione di alcune decine di rettori magnifici di università italiane ed europee. Nel corso di questa celebrazione viene data la laurea honoris causa in Scienze politiche a Carlo Azeglio Ciampi, governatore della Banca d’Italia. Ciampi fa il suo discorso e alla fine, prima del pranzo, tutti i rettori sono passati a congratularsi col neodottore. Ciampi è accompagnato dalla signora Franca e quando è arrivato il mio turno mi sono presentato come salesiano. Ciampi si è dimostrato molto lieto. “Sono contento che lei sia un salesiano”, ha detto. “Mia moglie è testimone che io sono sempre stato devoto di don Bosco e con mia moglie lo abbiamo invocato soprattutto nelle difficoltà familiari ed educative. E don Bosco non ci ha mai abbandonati”». Aggiunge Bertone: «Mi ricordo poi che venni ammesso, per il pranzo solenne, al tavolo del governatore. Ero, forse, l’unico ecclesiastico presente».
Questo il ricordo della cerimonia di Macerata. Bertone non si esime dal dare un suo giudizio sulla figura del nuovo presidente della Repubblica. «Anche la battuta appena ricordata su don Bosco» afferma «mi convince che il neopresidente è una persona estremamente libera, estremamente autonoma, indipendente, e capace quindi di favorire una sana collaborazione tra Stato e Chiesa, e nello stesso tempo di rispettare scrupolosamente la legittima indipendenza della Chiesa. Per cui credo che da parte dell’attuale presidente non ci si possano aspettare interferenze negli atti che sono propri della Chiesa. D’altra parte la sua competenza in campo economico e il suo riconosciuto senso morale mi sembra che depongano a favore di una adeguata comprensione dei problemi che sono oggi in discussione riguardo ai rapporti tra Chiesa e Stato in vista di un intervento teso a realizzare il bene comune».


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