Dalla Comunità all’Unione
Le date da ricordare del processo d’integrazione europeo. La struttura istituzionale attuale
a cura di Lina Vido
L’EVOLUZIONE ISTITUZIONALE
Il 9 maggio 1950 Robert Schuman, ministro degli Affari esteri della Repubblica francese, propone di porre le condizioni di una pace duratura tra la Francia e la Germania mettendo l’insieme della produzione franco-tedesca di carbone e acciaio sotto un’Alta autorità comune, in una organizzazione aperta alla partecipazione di altri Paesi europei.
Nasce la Comunità europea del carbone e dell’acciaio (Ceca) con il Trattato di Parigi, firmato il 18 aprile 1951 tra la Francia, l’Italia, il Belgio, il Lussemburgo, i Paesi Bassi e la Repubblica Federale di Germania, ed entrato in vigore il 25 luglio 1952.

Il Trattato prevede l’Alta autorità,
incaricata dell’azione principale, l’Assemblea comune, il
Consiglio dei ministri e la Corte di giustizia. Inoltre, presso
l’Alta autorità è istituito un Comitato consultivo,
composto da rappresentanti delle parti sociali, dei consumatori e dei
commercianti.
I Trattati di Roma, sottoscritti il 25 marzo 1957 dagli stessi firmatari del Trattato di Parigi ed entrati in vigore il 1 gennaio 1958, istituiscono due altre Comunità: la Comunità economica europea (Cee), destinata a instaurare un mercato comune per tutti i prodotti, sia agricoli che industriali, e la Comunità europea dell’energia atomica (Ceea) o Euratom, destinata a promuovere la formazione e il rapido incremento dell’industria nucleare europea.
I Trattati di Roma prevedono un’unica Assemblea parlamentare, un Consiglio per la Cee e un Consiglio per la Ceea, una Commissione per la Cee e una Commissione per la Ceea, un’unica Corte di giustizia, il Comitato economico e sociale, analogo al Comitato consultivo della Ceca, e la Banca europea per gli investimenti (Bei).
Nel 1967 entra in vigore il Trattato di fusione che unifica i tre Consigli in un unico Consiglio dei ministri e i tre esecutivi – l’Alta autorità della Ceca, la Commissione della Cee e quella della Ceea – in un’unica Commissione delle Comunità europee.
Nel 1973 aderiscono alla Comunità il Regno Unito, l’Irlanda e la Danimarca.
Nel 1974 il “vertice” decide di istituzionalizzare le riunioni dei capi di Stato o di governo sotto forma di Consiglio europeo, con competenze che oltrepassano i limiti dei Trattati di Parigi e di Roma, in particolare per quanto riguarda la politica estera. Nella stessa occasione viene deciso di democratizzare la Comunità mediante l’elezione a suffragio universale diretto dei membri del Parlamento europeo.
Nel 1979, prime elezioni a suffragio universale diretto dei membri del Parlamento europeo.
Nel 1981, adesione della Grecia alla Comunità europea.
Nel 1984, seconda elezione a suffragio universale diretto dei membri del Parlamento europeo.
Dal 1 gennaio 1986, la Spagna e il Portogallo diventano membri della Comunità.
Nel 1989, terza elezione a suffragio universale diretto dei membri del Parlamento europeo.
9 novembre 1989, caduta del muro di Berlino.
Nel dicembre 1991, riunito a Maastricht, il Consiglio europeo decide di istituire un’Unione europea.
Il Trattato dell’Unione europea, firmato a Maastricht il 7 febbraio 1992, entra in vigore il 1 novembre 1993. Esso conferisce importanti poteri al Parlamento europeo, specialmente per quanto concerne la codecisione legislativa, instaura un processo in tre fasi destinato a portare all’adozione di una moneta unica non oltre il 1 gennaio 1999 e ne stabilisce le condizioni per la partecipazione.
Nel 1994, quarta elezione a suffragio universale diretto dei membri del Parlamento europeo.
Nel gennaio 1995, adesione dell’Austria, della Finlandia e della Svezia all’Unione europea.
Nel dicembre 1995, il Consiglio europeo, riunito a Madrid, decide l’avvio della Conferenza intergovernativa, a livello di capi di Stato o di governo, destinata a riformare i trattati per adattare l’Unione europea alle realtà attuali e alle esigenze future.
Nel giugno 1997, a conclusione dei lavori della Conferenza intergovernativa, il Consiglio europeo approva il testo del nuovo Trattato sull’Unione europea, che viene firmato ad Amsterdam il 2 ottobre 1997. Entra in vigore il 1 maggio 1999. I poteri di codecisione del Parlamento europeo in materia legislativa sono aumentati.
Il 2 maggio 1998 il Consiglio europeo di Bruxelles introduce l’euro e designa il Comitato direttivo della Banca centrale europea.
31 dicembre 1998, fissazione del tasso di conversione tra l’euro e le monete degli undici Stati membri che hanno soddisfatto le condizioni richieste per partecipare alla moneta unica (Patto di stabilità e di crescita).
1 gennaio 1999, entrata in vigore dell’euro, senza obbligo di usarlo. Le banconote e le monete saranno in circolazione nel 2002.
LA STRUTTURA ISTITUZIONALE DELL’UNIONE EUROPEA
Disposizioni del Trattato di Amsterdam
Le istituzioni
Il Parlamento europeo – Ha poteri legislativi e di controllo.
Il Consiglio – Ha il compito di provvedere al coordinamento delle politiche degli Stati membri e dispone del potere legislativo.
La Commissione – Dispone del potere di iniziativa legislativa, è competente per l’applicazione del Trattato e delle disposizioni adottate dalle istituzioni in virtù del Trattato stesso, formula raccomandazioni o pareri nei settori definiti dal Trattato, partecipa alla formazione degli atti del Consiglio e del Parlamento ed esercita le competenze che le sono conferite dal Consiglio per l’attuazione delle norme da esso stabilite.
La Corte di giustizia – Assicura il rispetto dei diritti nell’interpretazione e nell’applicazione del Trattato. Tribunale di primo grado.
La Corte dei conti – Assicura il controllo dei conti.
Gli organi
Il Comitato economico e sociale – Ha carattere consultivo. È composto di rappresentanti delle varie categorie della vita economica e sociale.
Il Comitato delle regioni – Ha carattere consultivo. È composto di rappresentanti delle collettività regionali e locali.
La Banca europea per gli investimenti – È dotata di personalità giuridica. Facilita il finanziamento di programmi di investimento congiuntamente con gli interventi dei fondi strutturali e degli altri strumenti finanziati dalla Comunità.
La Banca centrale europea – È responsabile della politica monetaria ed è incaricata del coordinamento delle banche nazionali.
Il 9 maggio 1950 Robert Schuman, ministro degli Affari esteri della Repubblica francese, propone di porre le condizioni di una pace duratura tra la Francia e la Germania mettendo l’insieme della produzione franco-tedesca di carbone e acciaio sotto un’Alta autorità comune, in una organizzazione aperta alla partecipazione di altri Paesi europei.
Nasce la Comunità europea del carbone e dell’acciaio (Ceca) con il Trattato di Parigi, firmato il 18 aprile 1951 tra la Francia, l’Italia, il Belgio, il Lussemburgo, i Paesi Bassi e la Repubblica Federale di Germania, ed entrato in vigore il 25 luglio 1952.

Roma, 25 marzo 1957. La firma per l’istituzione della Comunità economica europea
I Trattati di Roma, sottoscritti il 25 marzo 1957 dagli stessi firmatari del Trattato di Parigi ed entrati in vigore il 1 gennaio 1958, istituiscono due altre Comunità: la Comunità economica europea (Cee), destinata a instaurare un mercato comune per tutti i prodotti, sia agricoli che industriali, e la Comunità europea dell’energia atomica (Ceea) o Euratom, destinata a promuovere la formazione e il rapido incremento dell’industria nucleare europea.
I Trattati di Roma prevedono un’unica Assemblea parlamentare, un Consiglio per la Cee e un Consiglio per la Ceea, una Commissione per la Cee e una Commissione per la Ceea, un’unica Corte di giustizia, il Comitato economico e sociale, analogo al Comitato consultivo della Ceca, e la Banca europea per gli investimenti (Bei).
Nel 1967 entra in vigore il Trattato di fusione che unifica i tre Consigli in un unico Consiglio dei ministri e i tre esecutivi – l’Alta autorità della Ceca, la Commissione della Cee e quella della Ceea – in un’unica Commissione delle Comunità europee.
Nel 1973 aderiscono alla Comunità il Regno Unito, l’Irlanda e la Danimarca.
Nel 1974 il “vertice” decide di istituzionalizzare le riunioni dei capi di Stato o di governo sotto forma di Consiglio europeo, con competenze che oltrepassano i limiti dei Trattati di Parigi e di Roma, in particolare per quanto riguarda la politica estera. Nella stessa occasione viene deciso di democratizzare la Comunità mediante l’elezione a suffragio universale diretto dei membri del Parlamento europeo.
Nel 1979, prime elezioni a suffragio universale diretto dei membri del Parlamento europeo.
Nel 1981, adesione della Grecia alla Comunità europea.
Nel 1984, seconda elezione a suffragio universale diretto dei membri del Parlamento europeo.
Dal 1 gennaio 1986, la Spagna e il Portogallo diventano membri della Comunità.
Nel 1989, terza elezione a suffragio universale diretto dei membri del Parlamento europeo.
9 novembre 1989, caduta del muro di Berlino.
Nel dicembre 1991, riunito a Maastricht, il Consiglio europeo decide di istituire un’Unione europea.
Il Trattato dell’Unione europea, firmato a Maastricht il 7 febbraio 1992, entra in vigore il 1 novembre 1993. Esso conferisce importanti poteri al Parlamento europeo, specialmente per quanto concerne la codecisione legislativa, instaura un processo in tre fasi destinato a portare all’adozione di una moneta unica non oltre il 1 gennaio 1999 e ne stabilisce le condizioni per la partecipazione.
Nel 1994, quarta elezione a suffragio universale diretto dei membri del Parlamento europeo.
Nel gennaio 1995, adesione dell’Austria, della Finlandia e della Svezia all’Unione europea.
Nel dicembre 1995, il Consiglio europeo, riunito a Madrid, decide l’avvio della Conferenza intergovernativa, a livello di capi di Stato o di governo, destinata a riformare i trattati per adattare l’Unione europea alle realtà attuali e alle esigenze future.
Nel giugno 1997, a conclusione dei lavori della Conferenza intergovernativa, il Consiglio europeo approva il testo del nuovo Trattato sull’Unione europea, che viene firmato ad Amsterdam il 2 ottobre 1997. Entra in vigore il 1 maggio 1999. I poteri di codecisione del Parlamento europeo in materia legislativa sono aumentati.
Il 2 maggio 1998 il Consiglio europeo di Bruxelles introduce l’euro e designa il Comitato direttivo della Banca centrale europea.
31 dicembre 1998, fissazione del tasso di conversione tra l’euro e le monete degli undici Stati membri che hanno soddisfatto le condizioni richieste per partecipare alla moneta unica (Patto di stabilità e di crescita).
1 gennaio 1999, entrata in vigore dell’euro, senza obbligo di usarlo. Le banconote e le monete saranno in circolazione nel 2002.
LA STRUTTURA ISTITUZIONALE DELL’UNIONE EUROPEA
Disposizioni del Trattato di Amsterdam
Le istituzioni
Il Parlamento europeo – Ha poteri legislativi e di controllo.
Il Consiglio – Ha il compito di provvedere al coordinamento delle politiche degli Stati membri e dispone del potere legislativo.
La Commissione – Dispone del potere di iniziativa legislativa, è competente per l’applicazione del Trattato e delle disposizioni adottate dalle istituzioni in virtù del Trattato stesso, formula raccomandazioni o pareri nei settori definiti dal Trattato, partecipa alla formazione degli atti del Consiglio e del Parlamento ed esercita le competenze che le sono conferite dal Consiglio per l’attuazione delle norme da esso stabilite.
La Corte di giustizia – Assicura il rispetto dei diritti nell’interpretazione e nell’applicazione del Trattato. Tribunale di primo grado.
La Corte dei conti – Assicura il controllo dei conti.
Gli organi
Il Comitato economico e sociale – Ha carattere consultivo. È composto di rappresentanti delle varie categorie della vita economica e sociale.
Il Comitato delle regioni – Ha carattere consultivo. È composto di rappresentanti delle collettività regionali e locali.
La Banca europea per gli investimenti – È dotata di personalità giuridica. Facilita il finanziamento di programmi di investimento congiuntamente con gli interventi dei fondi strutturali e degli altri strumenti finanziati dalla Comunità.
La Banca centrale europea – È responsabile della politica monetaria ed è incaricata del coordinamento delle banche nazionali.