DE CIVITATE DEI
tratto dal n. 08/09 - 2003

Convegni sull’attualità di sant’Agostino

Introduzione


Il saluto del rettore ai partecipanti al convegno


di Vincenzo Milanesi


Da destra, il dottor Pietro Calogero, procuratore capo della Repubblica presso il Tribunale di Padova, don Giacomo Tantardini e, alle spalle di Calogero, il professor Vincenzo Milanesi, rettore dell’Università di Padova, il 20 maggio 2003

Da destra, il dottor Pietro Calogero, procuratore capo della Repubblica presso il Tribunale di Padova, don Giacomo Tantardini e, alle spalle di Calogero, il professor Vincenzo Milanesi, rettore dell’Università di Padova, il 20 maggio 2003

Buonasera e benvenuti a tutti.
Credo che per introdurre l’incontro di questa sera non sarà necessario usare formule di rito. Mi permetto di parlarvi così direttamente dal momento che i convegni sull’attualità di sant’Agostino sono un appuntamento ormai di casa nell’Università di Padova: lo dico con cognizione di causa, avendovi partecipato più volte in questi anni, fin dall’inizio di questi incontri.
Dicevo nello scorso gennaio, introducendo la prima lezione, che questo ciclo rappresenta ormai una tradizione per la nostra Università. Se continua ad essere seguito con attenzione e costanza da parte di studenti e docenti, credo che ciò dipenda dal fatto che esso risponde ad un’esigenza sempre più diffusa nel nostro Ateneo, anzi in tutta l’università italiana.
In un mondo del sapere sempre più parcellizzato, un incontro come il vostro, che si pone trasversalmente ai vari saperi, risponde a un’esigenza ben precisa: essere un luogo, in senso figurato, in cui ognuno, con il proprio patrimonio di competenze, di carattere, di sensibilità, di opinioni, possa trovare un momento di confronto con altre persone a partire dal testo di una auctoritas non accettata acriticamente, ma messa in relazione alle esigenze e alle domande dell’oggi. L’università, come luogo di sintesi tra i vari saperi, non può che incoraggiare e favorire simili iniziative.
Ecco perché condivido la scelta di affidare l’introduzione dei singoli convegni non a specialisti del pensiero agostiniano, ma a docenti e presidi delle varie facoltà, umanistiche e scientifiche. Ecco anche la ragione di un ospite autorevole come il procuratore capo della Repubblica presso il Tribunale di Padova, dottor Pietro Calogero, che più volte è stato tra il pubblico di questi convegni.
Trovo apprezzabile, inoltre, il fatto che i convegni si esprimano in letture, in lectiones. È la formula didattica più antica della nostra tradizione universitaria, e ancor oggi non perde la sua attualità, specie se si prende le mosse dalle pagine dei grandi classici – e Agostino lo è a pieno diritto – cioè di quegli autori che a distanza di secoli continuano ad affascinare l’intelligenza e l’animo umano.
Le lezioni di don Tantardini, che a partire da Agostino rileggono snodi fondamentali della storia della Chiesa e del mondo moderno, ne sono una dimostrazione. Ad un bresciano come me, poi, non può che far piacere sapere che uno degli autori più citati è quel Giovanni Battista Montini che con il passare degli anni emerge sempre più come figura centrale, una delle presenze più autorevoli della storia del secolo appena concluso.
Trovo infine importante che attorno a iniziative come questa ci sia un concorso di realtà studentesche e culturali diverse, anche di divergente ispirazione. È un dialogo che come Università non possiamo che favorire, fuori e dentro le aule di studio. Ed è quindi con l’augurio di un felice proseguimento che lascio la parola al dottor Calogero, assicurando la massima simpatia e attenzione dell’Università, oltre che mia personale, per le future edizioni dei convegni.


Español English Français Deutsch Português