L’unica Chiesa fondata sulla ricchezza del sangue dei martiri
Il messaggio di Samuel Ruiz García, vescovo di San Cristóbal de Las Casas, cuore della perseguitata regione del Chiapas, ai partecipanti alla festa dei santi Pietro e Paolo organizzata a Roma dal gruppo La Cascina
di Samuel Ruiz García
Non senza una certa tristezza parlo a tutti voi,
riuniti in questo bellissimo luogo vicino alle catacombe di San Callisto,
perché, essendo stato invitato a partecipare, sono stato impedito da
altre attività diocesane e solamente attraverso questo video posso
accompagnarvi in questa grandiosa celebrazione.
Pietro e Paolo, morti lo stesso giorno in anni diversi, fondatori di Roma quale centro della cristianità. In occasione del giorno a loro dedicato, con la presenza di tutti voi giovani cattolici, lavoratori provenienti dalla periferia della città, cittadini non solo di Roma ma di tutto il mondo, celebriamo questa grandiosa festività che ricorda i solidi fondamenti della nostra fede, la Chiesa fondata sulla ricchezza del sangue dei martiri.
Pietro e Paolo, uniti nella stessa intenzione e nello stesso impegno di diffondere il Vangelo, differenti l’uno dall’altro perché destinati a vivere in due mondi diversi, sono concordi nell’annuncio del Vangelo. Risultato: la Chiesa cattolica, la Chiesa universale, che protegge, incrementa, rafforza tutte le culture, che rende presente il Dio della vita nella storia di tutti i popoli, per convocarli a formare un grande e solo popolo, il popolo di Dio sparso in tutto il mondo.
Felici dovete essere voi per essere riusciti a far sì che questa sia una festa veramente cittadina, una festa di impegno cristiano, una festa che ci unisce senza farci perdere né la nostra individualità né la nostra diversità, nella convergenza di un mutuo arricchimento. Vi ringraziamo per averci rivolto questo invito e sentiamo l’orgoglio di essere presenti, attraverso il gruppo musicale da voi invitato, per partecipare anche noi all’allegria di questa celebrazione: le sorelle Diaz vi allieteranno con alcuni dei canti provenienti dalla lontana terra del Chiapas, presente ora in mezzo a voi. Vi ringraziamo per questo invito e chiediamo a tutti voi le vostre preghiere perché i sentieri della pace continuino ad essere fondamentalmente raggiunti dalle vie della vera giustizia. Arrivederci.
Pietro e Paolo, morti lo stesso giorno in anni diversi, fondatori di Roma quale centro della cristianità. In occasione del giorno a loro dedicato, con la presenza di tutti voi giovani cattolici, lavoratori provenienti dalla periferia della città, cittadini non solo di Roma ma di tutto il mondo, celebriamo questa grandiosa festività che ricorda i solidi fondamenti della nostra fede, la Chiesa fondata sulla ricchezza del sangue dei martiri.
Pietro e Paolo, uniti nella stessa intenzione e nello stesso impegno di diffondere il Vangelo, differenti l’uno dall’altro perché destinati a vivere in due mondi diversi, sono concordi nell’annuncio del Vangelo. Risultato: la Chiesa cattolica, la Chiesa universale, che protegge, incrementa, rafforza tutte le culture, che rende presente il Dio della vita nella storia di tutti i popoli, per convocarli a formare un grande e solo popolo, il popolo di Dio sparso in tutto il mondo.
Felici dovete essere voi per essere riusciti a far sì che questa sia una festa veramente cittadina, una festa di impegno cristiano, una festa che ci unisce senza farci perdere né la nostra individualità né la nostra diversità, nella convergenza di un mutuo arricchimento. Vi ringraziamo per averci rivolto questo invito e sentiamo l’orgoglio di essere presenti, attraverso il gruppo musicale da voi invitato, per partecipare anche noi all’allegria di questa celebrazione: le sorelle Diaz vi allieteranno con alcuni dei canti provenienti dalla lontana terra del Chiapas, presente ora in mezzo a voi. Vi ringraziamo per questo invito e chiediamo a tutti voi le vostre preghiere perché i sentieri della pace continuino ad essere fondamentalmente raggiunti dalle vie della vera giustizia. Arrivederci.