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ELEZIONI DEL 18 APRILE 1948
tratto dal n. 03 - 1998

Il commento di De Gasperi all’annuncio dei risultati elettorali




Sono sempre stato molto più ottimista delle previsioni comparse sulla stampa e non ho mai perduto fiducia nella vittoria della democrazia. Fiducia che era andata sempre aumentando durante lo svolgimento della campagna elettorale con i miei incontri entusiasmanti con il popolo. Avvertivo che la mia parola trovava una pronta corrispondenza nell’animo della gente e non solo per il calore che suscitava la polemica politica, ma per l’adesione alle argomentazioni e sui termini della contesa elettorale e sui problemi concreti.
Non nascondo la meraviglia che provavo per il fatto che i frontisti, pur non potendo ignorare i consensi che andava guadagnando lo schieramento governativo, insistessero nell’assicurare in modo categorico ai loro iscritti e simpatizzanti, di esser certi di conquistare non solo la maggioranza relativa, ma addirittura quella assoluta. Non riesco a capire come si possa giungere a questi assurdi e compromettersi in questa maniera. Io ero certo di raggiungere la maggioranza relativa, ma non mi sono mai sognato di affermare, come essi facevano per il Fronte, che avremmo raggiunto la maggioranza assoluta.
La mia sicurezza veniva dalle folle, che erano attente, sensibili, convinte dei fatti e, soprattutto, comprese di un sentimento superiore di profondo attaccamento alla patria. Specialmente i ragionamenti che investivano i problemi nazionali facevano presa sul popolo superando di gran lunga gli interessi per le questioni locali. In Sicilia, ad esempio, nonostante che tanto si parlasse di federalismo, c’è un sentimento di italianità che vale ogni altro argomento locale. Dovunque, quando parlavo di Trieste, la folla scattava e, se non ne parlavo, mi veniva da presso domandandomene e si veniva intorno a me agitando bandiere e inneggiando a Trieste.
La maturità degli italiani si dimostrò l’anno scorso quando formai su una base di grande chiarezza politica il mio quarto Ministero, in una forte chiarezza di linea politica anche internazionale.
Questo è l’argomento da tener bene presente, perché nelle elezioni oggi può vincere un partito e domani un altro. Ma l’importante è che il popolo decida con piena maturità, secondo programmi, secondo fatti, secondo il suo ragionamento. Quando questo avviene, allora vuol dire che il popolo sa governarsi da sé.


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