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CHIESA USA
tratto dal n. 09 - 2002

Il cardinale latinoamericano Obando Bravo difende la Chiesa Usa

«La pepita d’oro risplende anche nel fango»


Intervista con l’arcivescovo di Managua: «Sant’Agostino dice che ci sono due cose che commuovono il cuore di Dio: “La voce dell’innocente e le lacrime del pentimento”»


di Gianni Cardinale


Il cardinale Miguel Obando Bravo tra i fedeli di El Vejo, nei pressi di Managua

Il cardinale Miguel Obando Bravo tra i fedeli di El Vejo, nei pressi di Managua

La Chiesa cattolica statunitense è sempre sotto pressione a causa dello scandalo dei sacerdoti accusati di abusi sessuali. Aumenta comunque il numero di autorevoli ecclesiastici sudamericani che esprimono parole di solidarietà ai propri confratelli del nord sottoposti ad una martellante campagna stampa incentrata sull’accusa di aver sistematicamente “coperto” i “preti pedofili”. Dopo aver ascoltato a riguardo i cardinali di Tegucigalpa (Honduras), Città del Messico e Guadalajara (Messico), 30Giorni ha posto alcune domande sull’argomento ad un altro porporato latinoamericano, il nicaraguense Miguel Obando Bravo. Il presule salesiano, 76 anni, è tra i “veterani” dell’episcopato latinoamericano. Eletto ausiliare di Matagalpa nel ’68 e promosso arcivescovo di Managua nel ’70 da Paolo VI, è stato creato cardinale da Giovanni Paolo II nel concistoro dell’85. È membro di tre Congregazioni (culto, clero, religiosi) e della Pontificia Commissione per l’America Latina. Inoltre è presidente della Conferenza episcopale nicaraguense, incarico che ricopre quasi ininterrottamente dal ’71.
Obando Bravo, prima di rispondere alle questioni, fa una premessa. «Oggi» ci dice «la Chiesa ha una moltitudine di uomini e donne che vivono lietamente il celibato o la verginità per il regno di Dio. Certamente tutti noi, i sacerdoti, i religiosi e le religiose consacrati a Dio, nonostante le nostre mancanze e i nostri limiti, dobbiamo ringraziare Dio e dobbiamo sentirci contenti della testimonianza che offriamo alla Chiesa e al mondo. E la prova che la gran parte di noi vive fedelmente la propria vocazione è proprio questa: lo scandalo prodotto dalla mancanza di alcuni negli obblighi del celibato e della verginità. Mi viene in mente il noto detto: “Fa più rumore un albero che cade che migliaia di alberi che stanno crescendo”. D’altra parte dobbiamo tenere presente che anche coloro che sono chiamati a vivere il celibato sono esseri umani, feriti dal peccato originale. Certo ci sono coloro che mancano in modo grave e questo provoca un gran rumore. Ma spesso non si vede il pentimento e il pianto occulto di questi che mancano. Sant’Agostino dice che ci sono due cose che commuovono il cuore di Dio: “La voce dell’innocente e le lacrime del pentimento”». «Noi esortiamo sempre», continua il cardinale, «a pregare e ad offrire sacrifici per la santificazione dei sacerdoti e delle persone consacrate. Così come preghiamo per i peccatori, per le famiglie, per la Chiesa e per la giustizia sociale. Il Signore non ha voluto lasciare la Sua Chiesa nelle mani degli angeli, ma in quelle degli uomini, che hanno le stesse debolezze dei loro simili, esigendo però da essi una maggiore fedeltà e responsabilità per restare a capo della Chiesa. Mi viene in mente un brano della Lettera agli Ebrei (5,2-3) che può riferirsi al sacerdote: “Possa (egli) mostrarsi indulgente verso gli ignoranti e i traviati, essendo anch’egli circondato di debolezza. A motivo di essa, egli deve offrire sacrifici tanto per i peccati propri quanto per quelli del popolo”».

Eminenza, la Chiesa cattolica degli Stati Uniti è ferita dal drammatico problema dei preti accusati di pedofilia. Qual è la sua impressione?
MIGUEL OBANDO BRAVO: È come se la Chiesa statunitense fosse stata scossa da un impetuoso uragano. I venti hanno fatto cadere le mele marce, ma hanno fatto precipitare anche i buoni frutti. I miei confratelli nell’episcopato degli Stati Uniti sono stati additati come coloro che hanno coperto le presunte malefatte di sacerdoti accusati di delitti sessuali. La loro prudenza comunque affonda le radici in casi esemplari che sono raccontati nella stessa Bibbia. Prendiamo l’episodio della moglie di Putifarre raccontato nel capitolo 39 della Genesi, quando Giuseppe viene incarcerato dagli egiziani perché ingiustamente accusato dalla donna di averla insidiata. Le ragioni che spingono la moglie di Putifarre a mentire sono: il piacere, il dispetto, l’amore non corrisposto. Non voglio negare il dramma delle autentiche vittime degli abusi sessuali, e in questo caso gli ecclesiastici che si sono macchiati di questi orrendi delitto devono subire le dovute censure canoniche e, se è il caso, devono affrontare la giustizia civile. Ma non si può nascondere che in alcuni casi si tratta di presunte vittime che vogliono lucrare cospicui risarcimenti in denaro con accuse calunniose.
I cardinali Oscar Andrés Rodríguez Maradiaga di Tegucigalpa, Norberto Rivera Carrera di Città del Messico e Juan Sandoval Íñiguez di Guadalajara, riferendosi al caso dei preti pedofili e più specificatamente al processo massmediatico che lo ha accompagnato, hanno usato parole molto chiare. In interviste pubblicate negli scorsi numeri di 30Giorni hanno parlato apertamente di «persecuzione», censurando il modo «scandaloso» in cui certi mass media statunitensi hanno seguito la vicenda…
OBANDO BRAVO: Mi sembra che in questo momento la Chiesa statunitense stia attraversando un momento eroico, di martirio incruento. Di persecuzione. La Chiesa nuota contro corrente in materia di protezione della vita, di morale sessuale, di morale coniugale, di bioetica. Tutti ambiti in cui il magistero della Chiesa risulta impopolare in certi ambienti. Ciò non vuol dire che in questi campi la Chiesa stia sbagliando. Vuol dire invece che nel suo annuncio si scontra con l’ostilità di corposi interessi economici che vedono in essa un nemico mortale. Il cardinale di Washington, Theodore Edgar McCarrick, ha fatto recentemente un’analisi del perché il tema degli abusi sessuali dei sacerdoti ha occupato per molto tempo le prime pagine dei giornali ed avuto un impatto così notevole nella società. Per McCarrick ci sono due motivi, uno buono, l’altro cattivo. «Il buono» ha spiegato «è che la gente si aspetta molto dai sacerdoti». «Il cattivo» ha aggiunto «è che molti, nella nostra società, e alcuni tra loro molto potenti, vedono nella Chiesa cattolica un nemico in questioni collegate alla vita, come l’aborto, l’eutanasia e il suicidio assistito. Pensano che attaccando la Chiesa, ridurranno la sua credibilità e, in questo modo, le parole dei vescovi saranno ignorate».
Tra i presuli statunitensi maggiormente bersagliati dai media c’è l’arcivescovo di Boston, il cardinale Bernard Francis Law…
OBANDO BRAVO: Il cardinale Law è un pastore che partecipa sicuramente al dolore delle vittime degli abusi sessuali. Noi in Nicaragua gli vogliamo molto bene. Conosciamo bene la sua generosità. È anche grazie ai suoi aiuti che abbiamo potuto costruire la úattedrale di Managua dove poter glorificare il Creatore. E quando l’uragano Mitch ha devastato le nostre terre, venne personalmente a visitare le famiglie colpite e contribuì ampiamente a sfamare la popolazione e a ricostruire delle zone sinistrate. Chi oggi lo attacca non riconosce il valore del suo impegno, il peso del suo ministero e la coerenza della sua vita. Malgrado tutto credo che i cattolici di Boston sappiano che per quanto una pepita d’oro possa essere immersa nel fango, lavando il fango, l’oro continua a risplendere.


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