UNA PICCOLA, IMPORTANTE CONTRORIFORMA
Santità, le Ave Maria
30Giorni
Le celebrazioni per i venticinque anni di pontificato di Giovanni Paolo II hanno avuto una intensità straordinaria ovunque e a tutti i livelli. Di grande significato, come ulteriore conferma del superamento definitivo delle controversie postrisorgimentali, è stata la partecipazione del presidente della Repubblica, sia con la presenza alla solenne cerimonia in piazza San Pietro, sia con un messaggio di augurio pronunziato la sera precedente a reti unificate in televisione.

Del resto, il presidente Ciampi, quando, dopo la sua nomina, fece la visita ufficiale in Vaticano, pronunciò un discorso di grandissimo rilievo: «L’Italia, di cui ella ha sottolineato il contributo all’edificazione di un’Europa dello spirito, sa bene che i valori cristiani sono indissolubilmente intrecciati alla crescita dell’Europa, alla fondazione stessa dell’Unione europea e al nuovo impegnativo disegno di rafforzarne l’identità e l’autorevolezza».
Del Papa sono stati rievocati nei giorni scorsi viaggi, gesti, udienze, documenti, sofferenze, aperture: una serie ininterrotta di atti e di eventi straordinariamente incisivi. Anche sul piano strettamente religioso ha portato novità – dalle innovazioni nelle cerimonie dell’Anno Santo al ministero delle confessioni il venerdì santo nella Basilica vaticana. Ma forse il punto più toccante lo si è avuto nella proclamazione del 2003 come anno del Rosario sottolineata con l’introduzione dei Misteri della luce e con il pellegrinaggio a Pompei il 7 ottobre, snodando il Papa la corona insieme alla folla, nella quale erano straordinariamente anche un gruppo di carcerati.
Sotto la protezione della Vergine il Papa ha del resto posto fin dall’inizio il suo pontificato, con il segno mariano nello stemma e il cartiglio “Totus tuus”.
Santità, faccia ancora un passo. Ripristini le tre Ave Maria alla fine della messa. La riforma liturgica, in un desiderio di semplificazione che rischia di produrre aridità, le ha abolite. Nessuno dovrà criticare il Papa del Rosario per questa piccola, ma importante controriforma.

Giovanni Paolo II in preghiera nella grotta dell’Annunciazione a Nazareth il 25 marzo 2000
Del Papa sono stati rievocati nei giorni scorsi viaggi, gesti, udienze, documenti, sofferenze, aperture: una serie ininterrotta di atti e di eventi straordinariamente incisivi. Anche sul piano strettamente religioso ha portato novità – dalle innovazioni nelle cerimonie dell’Anno Santo al ministero delle confessioni il venerdì santo nella Basilica vaticana. Ma forse il punto più toccante lo si è avuto nella proclamazione del 2003 come anno del Rosario sottolineata con l’introduzione dei Misteri della luce e con il pellegrinaggio a Pompei il 7 ottobre, snodando il Papa la corona insieme alla folla, nella quale erano straordinariamente anche un gruppo di carcerati.
Sotto la protezione della Vergine il Papa ha del resto posto fin dall’inizio il suo pontificato, con il segno mariano nello stemma e il cartiglio “Totus tuus”.
Santità, faccia ancora un passo. Ripristini le tre Ave Maria alla fine della messa. La riforma liturgica, in un desiderio di semplificazione che rischia di produrre aridità, le ha abolite. Nessuno dovrà criticare il Papa del Rosario per questa piccola, ma importante controriforma.