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SPIONAGGIO
tratto dal n. 07/08 - 2001

SPIONAGGIO. I risultati della commissione d’inchiesta del Parlamento europeo

Echelon. Quoque tu… alleato mio


La rete spionistica elettronica realizzata da Inghilterra e Usa è in grado da molti anni di controllare le comunicazioni nel mondo. Ma perché è stata usata verso Paesi con cui ci sono anche trattati di difesa comune?


di Davide Malacaria


Quello che per anni è stato solo un soggetto per scoop giornalistici o di varia letteratura è ora accertato: il “grande orecchio”, nome in codice Echelon, esiste e spia tutto il mondo. Ad accertare l’esistenza della rete di spionaggio messa a punto da Inghilterra e Usa è stata una commissione temporanea del Parlamento europeo (una commissione d’inchiesta con poteri più ampi) che, a maggio 2001, ha prodotto un provvisorio ma dettagliato “progetto di relazione” su questo sistema di intercettazione globale.
In sostanza Echelon è un sistema di spionaggio costruito nell’ambito di un accordo tra servizi di informazione aderenti al patto Ukusa (United Kingdom-Usa), ovvero Stati Uniti, Gran Bretagna, Canada, Nuova Zelanda, Australia, ma si avvale di strutture situate in diversi Paesi, come ad esempio la Germania. Tale sistema, sfruttando le varie zone del mondo in cui sono dislocate basi militari di queste nazioni, riesce ad intercettare più o meno tutte le telecomunicazioni del mondo. Questo almeno in teoria, perché vi sono limitazioni dovute a tanti fattori. Pur servendosi dell’ausilio di potenti computer in grado di riconoscere i toni vocali e alcune parole chiave, risulta difficile intercettare in zone ad alta densità di comunicazioni, né è possibile avere un numero di operatori tale da poterle analizzare tutte. Comunque chi lavora nel settore fa del suo meglio… Ma che i servizi segreti intercettino le comunicazioni non è certo una novità. Le guerre fredde e calde si sono sempre avvalse di spie e spioni. Quello che invece ha destato la preoccupazione dei Paesi europei è il fatto di subire questa particolare attenzione da parte di un Paese alleato, che, nel caso degli Usa, oltre a storici legami di “amicizia”, condivide con l’Europa l’Alleanza atlantica. Ancora più singolare è che a spiare sistematicamente gli altri Paesi europei sia la Gran Bretagna, la quale, tra l’altro, aderisce alla Ue. A complicare la questione e a renderla ancora più imbarazzante è la quasi certezza (non è stato provato dalla commissione d’inchiesta, ma molto, molto fortemente ipotizzato) che tale sistema di spionaggio sia utilizzato non solo per motivi riconosciuti come legittimi (sicurezza nazionale, lotta alla criminalità organizzata, lotta al terrorismo, vigilanza sul rispetto di sanzioni internazionali quali embargo ecc.), ma anche in ambito economico, ovvero per favorire le imprese dei Paesi aderenti ad Echelon in danno ad altre.
Insomma, già è difficile competere con alcune multinazionali angloamericane, ma se queste poi hanno l’appoggio della Nsa (National Security Agency, il servizio d’informazione esteri degli Usa), della Cia, dei servizi segreti inglesi, canadesi, neozelandesi, australiani…

Un segreto svelato
Il segreto di Echelon è stato gelosamente custodito per decenni. Tanto gelosamente che il lavoro della commissione d’inchiesta ha le caratteristiche di un’indagine di polizia, costruita con indiscrezioni, indizi, deduzioni e prove.
Anzitutto la relazione spiega dettagliatamente come nel tempo si sia sviluppato il sistema di comunicazioni satellitari, attraverso le varie generazioni di satelliti Intelsat. Per intercettare tali segnali occorrevano antenne di circa trenta metri di diametro. Ed ecco che, parallelamente alla messa in orbita dei vari satelliti, spuntano come funghi antenne di questo tipo in basi militari di Paesi aderenti al sistema Echelon. Diverso il discorso per i satelliti di nuova generazione, con caratteristiche dýfferenti e, per lo più, a copertura di rete più localizzata. Per intercettare i segnali di questi ultimi occorrono parabole più piccole e meno individuabili. Ma la relazione sottolinea come basi militari di Stati aderenti all’Ukusa siano localizzate in luoghi adatti all’intercettazione anche dei segnali dei nuovi satelliti.
Il testo analizza poi le varie pubblicazioni giornalistiche e specialistiche sull’argomento. Anzitutto il libro di Nicky Hager che per primo, nel 1996, aveva descritto in dettaglio Echelon, spiegando, tra l’altro, come tale sistema non si limiti ad intercettare i dati trasmessi dai satelliti, ma anche quelli dei grandi cavi di comunicazione che, attraverso gli oceani, collegano i vari continenti. In effetti anche il documento della commissione d’inchiesta si sofferma su questa ipotesi. L’intercettazione dei cavi si può svolgere, viene precisato, in particolare alle estremità, quando questi emergono dai fondali oceanici. Nella relazione si dà conto come in passato «sia i cavi telegrafici sottomarini, sia i primi cavi coassiali telefonici sottomarini tra l’Europa e l’America emergevano in superficie a Terranova (territorio canadese) ed i collegamenti con l’Asia attraversavano l’Australia, poiché erano necessari ripetitori intermedi». Comunque l’ipotesi che anche i cavi possano essere intercettati, pur molto credibile, anzi probabile, rimane di difficile dimostrazione.
Oltre alle rivelazioni contenute nel libro di Hager, la relazione riporta le dichiarazioni di altri autori ed agenti dei servizi di sicurezza di vari Paesi dalle quali è stato possibile ricavare ulteriori informazioni sull’esistenza di Echelon.
Si cita ad esempio Margaret Newsham, ex collaboratrice della Nsa, che aveva avuto modo di constatare come dalla base di Menwith Hill in Inghilterra venisse «intercettata una conversazione del senatore Usa Sthrom Thurmond. Già nel 1978» conclude la relazione «Echelon poteva intercettare le telecomunicazioni di una determinata persona, trasportate via satellite». Si riportano anche le parole di Wayne Madsen, pure lui un ex agente della Nsa, il quale afferma che «la Nsa ha dovuto ammettere di disporre di oltre mille pagine d’informazioni sulla principessa Diana che, con la sua campagna sulle mine antiuomo, aveva assunto posizioni contrarie alla politica americana». E ancora, Mike Frost, ex membro dei servizi segreti canadesi, spiega come «i servizi segreti degli “Stati Echelon” si aiutino reciprocamente spiando l’uno per l’altro, in modo perlomeno da non poter rimproverare nulla al servizio interno. Ad esempio il Gchq [servizio segreto inglese] ha incaricato il Cse [servizio segreto canadese] di spiare per suo conto due ministri britannici, in quanto il primo ministro Thatcher voleva sapere se essi condividevano la sua linea politica».
Ma gli elementi più significativi sono stati acquisiti grazie alla derubricazione di 16 documenti segreti della National Security Agency, resi pubblici e accessibili su internet da Jeffrey Richelson, ex membro del National Security Archive. L’analisi di ýali documenti fa concludere alla commissione come «già cinquant’anni fa l’interesse [dei servizi segreti americani] era volto ad informazioni non solo nell’ambito della politica e della sicurezza, ma anche della scienza e dell’economia. I documenti provano che la Nsa collabora con altri servizi nel Comint [intelligence delle comunicazioni]. I cavi possono essere intercettati. La sigla Echelon appare in diversi contesti». Alcune basi americane «vengono denominate stazioni Sigint [Signal Intelligence]».

Affari e servizi
Benché la commissione d’inchiesta non sia riuscita ad appurare con assoluta certezza che Echelon serva a supporto di imprese “amiche”, tuttavia nella relazione vengono raccolti in maniera dettagliata vari casi documentati da giornali e pubblicazioni specializzate in cui aziende europee, sotto sorveglianza di servizi segreti di “Paesi Echelon”, hanno perso appalti multimiliardari. Appalti poi vinti da imprese di Paesi aderenti ad Echelon.
Sempre in merito allo spionaggio economico, la commissione non è riuscita a chiarire ad esempio il ruolo dell’Advocacy Center. Tale organo del «Ministero per il Commercio degli Stati Uniti è il fulcro della strategia nazionale per le esportazioni iniziata dal presidente Clinton». Attivato nel 1993, ha «aiutato centinaia di imprese americane ad aggiudicarsi appalti pubblici all’estero». «Tra le informazioni messe a disposizione su internet, il Centro dichiara di raggruppare le risorse di 19 “U.S. Government agencies”. In un altro punto vengono tuttavia indicati i nomi di sole 14 agenzie. Ci si domanda pertanto il motivo per cui 5 agenzie non vengano espressamente nominate». Questo come altri aspetti del funzionamento del Centro non sono stati chiariti perché il governo americano non ha autorizzato la commissione d’inchiesta a svolgere un incontro con i membri di questo organo.
Una lunga parte della relazione è dedicata all’analisi dei vari sistemi di crittografia esistenti. Un mezzo per “nascondere” le informazioni che viaggiano attraverso i vari canali di comunicazione. Le ripetute raccomandazioni alle imprese europee di usare tali sistemi di copertura, chiariscono molto più di altre argomentazioni che, pur non essendo stato ancora provato, lo spionaggio economico è ben più di una mera ipotesi.
Indirettamente la circostanza è stata anche ammessa dall’ex direttore della Cia James Woolsey che, in un articolo per il Wall Street Journal Europe, ha ribadito che gli Usa spiano l’Europa, ma soltanto per scoprire i casi di corruzione. Tale giustificazione è stata addotta anche altre volte da parte americana. Nel testo della Commissione d’inchiesta si obietta: «Occorre ricordare agli Stati Uniti che tutti gli Stati dell’Ue dispongono di sistemi penali funzionanti. In caso di circostanze sospette, gli Usa devono lasciare che gli Stati interessati si occupino del procedimento penale. In assenza di tali circostanze, la sorveglianza risulta sproporzionata e pertanto lesiva dei diritti umani e come tale inammissibile». E conclude chiedendo agli Usa di astenersi «dall’intervenire a fini di giustizia penale».
Per quanto riguarda invece i Paesi membri della Ue aderenti ad Echelon, il documento ammonisce che se un sistema di raccolta di informazioni in campo economico è «abusivo, quest’ultimo è in contrasto con l’obbligo di lealtà degli Stati membri e con il concetto di un mercato comune caratterizzato dalla libera concorrenza, e quindi uno Stato membro che vi partecipi agisce in violazione del diritto dell’Unione europea».

Diritti violati
Le intercettazioni indiscriminate, ovvero svolte senza controllo e autorizzazione, così come di fatto si configurano quelle che avvengono in ambito Echelon, costituiscono una violazione dei diritti civili, tanto che la relazione ricorda come «solo in uno Stato di polizia è consentita l’intercettazione senza restrizioni da parte dello Stato».
In effetti la tutela della vita privata dei cittadini in genere è un elemento richiesto ai servizi di sicurezza, soprattutto in ambito occidentale. Ma se tale salvaguardia vale per i cittadini dello Stato cui appartengono i servizi di informazione, non vale per attività in cui sono coinvolti stranieri. È il caso, si afferma nella relazione, dell’attività dell’intelligence Usa: mentre la vita privata delle “U.S. Persons” è tutelata da norme specifiche, tale salvaguardia non si estende automaticamente a cittadini di nazionalità straniera.
A livello internazionale il documento europeo rammenta l’esistenza del «Patto internazionale sui diritti civili e politici delle Nazioni unite del 1966 che garantisce, all’articolo 17, la tutela della vita privata. Tutti gli “Stati Echelon” accettano l’arbitrato della Commissione dei diritti umani istituita a norma dell’articolo 41 per statuire sulle violazioni del patto a norma del diritto internazionale, ove si tratti di querele presentate da altri Stati». Ma il protocollo addizionale, che permette anche ai privati, in caso di violazioni di tale diritto, di ricorrere alla commissione, non è stato firmato dagli Stati Uniti. Anche per questo gli estensori del documento invitano gli Usa a sottoscrivere tale protocollo.
Diverso il discorso per i Paesi dell’Unione europea. Infatti tutti gli Stati Ue hanno ratificato la Convenzione europea dei diritti dell’uomo (Cedu). E tutti hanno accettato di «sottostare alle decisioni della Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo». L’articolo 8, paragrafo 1, della Cedu stabilisce che «ogni persona ha diritto al rispetto della sua vita privata e familiare, del suo domicilio e della sua corrispondenza». La Corte europea dei diritti dell’uomo ha specificato come tale tutela debba essere estesa anche alla telefonia e alle telecomunicazioni in genere. Ciò vale anche per quanto riguarda la rilevazione di dati minimi, come quelli relativi all’ora in cui viene effettuata una comunicazione e la sua durata. Ovviamente sono ammesse restrizioni, ad esempio per motivi di sicurezza nazionale o di ordine pubblico. In ogni caso tali limitazioni non possono essere arbitrarie, ma «in ciascun caso occorre utilizzare il mezzo più moderato possibile adatto al raggiungimento dello scopo e devono essere costituite garanzie sufficienti contro gli abusi». La relazione rammenta che tutti gli Stati sottoscrittori hanno l’obbligo di vigilare affinché i loro servizi di informazione non agiscano in violazione dei diritti sanciti dalla Cedu. Questo obbligo si estende anche nei confronti delle attività svolte da servizi segreti stranieri che operino in uno Stato Ue. In particolare nella relazione si legge: «Appare quindi opportuno fare appello alla Germania e al Regno Unito affinché prendano sul serio gli obblighi derivanti dalla Cedu e subordinino l’autorizzazione di ulteriori attività di servizio d’informazione della Nsa sui loro territori alla loro compatibilità alla Cedu».
In futuro? La relazione cita un documento dell’ottobre 2000, redatto dalla Commissione per la difesa nazionale dell’Assemblea nazionale francese, che mette in guardia: «È erroneo supporre che gli Stati membri Echelon cessino le proprie attività; vari indizi sembrano piuttosto indicare che è stato costituito un nuovo sistema, con nuovi partner, per spingersi oltre i confini di Echelon, con l’ausilio di nuovi mezzi».
Dopo l’89 e la caduta del muro di Berlino si poteva supporre che il lavoro delle agenzie di spionaggio subisse una flessione. Si constata il contrario.


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