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ITALIA, SCUOLA
tratto dal n. 06 - 2001

La posizione della Cei. Parla monsignor Cesare Nosiglia

Ben venga una pausa di riflessione




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La posizione della Cei. Parla monsignor Cesare Nosiglia

Ben venga una pausa di riflessione

Monsignor Cesare Nosiglia, vicegerente della diocesi di Roma, è anche presidente della Commissione episcopale per l'educazione cattolica, la scuola e l’università della Conferenza episcopale italiana. A lui abbiamo rivolto alcune domande sul tema del riordino dei cicli.

Il governo ha sospeso in fase di attuazione la legge sul riordino dei cicli scolastici. Qual è a riguardo la posizione della Cei?
CESARE NOSIGLIA: Noi avevamo manifestato perplessità sui tempi di attuazione di questa riforma.Con una lettera aperta al ministro De Mauro avevamo chiesto uno slittamento di uno o due anni,per poterci meglio preparare, come scuola cattolica, al passaggio. Ma il problema, credo, non riguarda solo la scuola non statale. Crediamo di interpretare un’esigenza diffusa.Dunque, se si tratta di fare una pausa di riflessione, ben venga.
La legge così com’è andrebbe abrogata, o il suo impianto generale,con il ciclo di base unificato,può andar bene?
NOSIGLIA: Ho parlato di una pausa di riflessione, non di una abrogazione. Se siano meglio due o tre cicli, e sui tempi della scansione del percorso scolastico, lascio agli esperti la decisione tecnica.Quello che ci sta più a cuore sono i contenuti. Certo, molte scuole cattoliche andranno incontro a gravi problemi organizzativi e gestionali in un ciclo di base unificato. Ma, già in questi mesi, si stava cercando di ovviare a questo problema creando delle "reti" di collaborazione tra scuole. Mi pare però che una situazione di prolungata incertezza legislativa oggi creerebbe problemi anche maggiori.
Molti però, anche in ambito cattolico, sostengono che la fusione dei due cicli iniziali non rispetti il naturale sviluppo della personalità, "cancellando" la fase della preadolescenza, che corrisponde alla scuola media.
NOSIGLIA: Il rischio esiste, ma credo che una soluzione si possa trovare anche all’interno di un ciclo unificato.Il vero problema sono i contenuti,i nuovi "curricoli", in cui occorre mettere al centro lo sviluppo integrale della persona umana, evitando eccessi"tecnicistici". Mi sembra invece che a volte si insista troppo sul "saper fare", sulle "abilità", che sono importanti,ma non esauriscono le esigenze formative dell’uomo.
Lo slogan delle tre "i" (internet,inglese, impresa) con cui il nuovo governo ha annunciato di voler cambiare la scuola va proprio in questa direzione.
NOSIGLIA: Se si tratta di accentuare in modo unilaterale questo aspetto, certamente direi che è uno slogan preoccupante. Ma a me pare che queste tre componenti, in particolare l'informatica e le lingue straniere,godano già oggi di piena cittadinanza nella scuola italiana.


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