«Un avvenimento che precedeva il loro pensare e volere»
L’introduzione del prefetto della Congregazione per la dotttrina della fede alla nuova edizione del piccolo libro di Heinrich Schlier sulla risurrezione di Gesù Cristo. Il libro, che 30Giorni ha curato insieme alla Morcelliana, sarà allegato alla rivista dopo l’estate
del cardinale Joseph Ratzinger

La copertina del libro di Heinrich Schlier
Potrebbe rivelarsi utile al lettore odierno cominciare la lettura del libro dalle ultime due pagine, nelle quali la consapevolezza metodica dell’autore emerge in modo molto conciso ma proprio per questo anche in modo molto preciso. Schlier si rendeva perfettamente conto che la risurrezione di Gesù dai morti rappresenta un problema-limite per l’esegesi; ma in esso diventa particolarmente chiaro che l’interpretazione del Nuovo Testamento, se vuole arrivare al cuore della questione, ha sempre a che fare con problemi-limite. La fede nella risurrezione degli Scritti neotestamentari pone l’esegeta davanti ad un’alternativa che esige da lui una decisione. L’esegeta può certo condividere l’opinione (diventata visione del mondo in storiografia) dell’omogeneità di tutta la storia, secondo la quale può essere accaduto realmente solo ciò che potrebbe accadere sempre. Ma allora è costretto a negare la risurrezione come evento e deve cercare di chiarire che cosa ci sia dietro, come possano nascere idee del genere. Oppure può farsi travolgere dall’evidenza di un fenomeno che interrompe la serie concatenata degli eventi per poi cercare di capire che cosa esso significhi. Il piccolo libro di Schlier, in fin dei conti, mostra semplicemente questo: che i discepoli si lasciarono travolgere da un fenomeno che si palesava loro, da una realtà inaspettata, inizialmente pure incomprensibile, e che la fede nella risurrezione è scaturita da questo travolgimento e cioè da un avvenimento che precedeva il loro pensare e volere, che anzi lo rovesciava.

Il cardinale Joseph Ratzinger
Siccome le tentazioni del 1968 sono oggi non meno attuali di allora, anche oggi questo è un libro che risulta assai utile e spero che abbia molti lettori.
(Traduzione di Lorenzo Cappelletti e di Silvia Kritzenberger)