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GESUITI
tratto dal n. 03 - 2003

Chi è Peter- Hans Kolvenbach

Un generale asceta


Chi è Peter- Hans Kolvenbach


di Gianni Valente


Padre Peter-Hans Kolvenbach 
in visita alla missione di Nagaland, in India, nel 1995

Padre Peter-Hans Kolvenbach in visita alla missione di Nagaland, in India, nel 1995

Un padre commerciante di Nimega e una madre dalle antiche origini italiane (si chiamava Jacoba Johanna Petronella Domesino) sono stati i genitori di Peter-Hans Kolvenbach, che nasce a Druten, nei Paesi Bassi, il 30 novembre del 1928. La formazione giovanile, al collegio Pietro Canisio di Nimega, si svolge negli anni terribili della guerra mondiale, con il Paese sotto occupazione nazista. L’entrata nella Compagnia di Gesù avviene nel ’48. Dieci anni dopo, nel settembre del ’58, Peter-Hans lascia la sua terra col primo gruppo di gesuiti olandesi assegnati al Libano, dove studia teologia all’Università Saint-Joseph di Beirut e viene ordinato sacerdote nel ’61. Nel Paese levantino il gesuita venuto dal nord passa gli anni centrali della sua vita imbevendosi delle lingue e delle tradizioni ecclesiali e liturgiche del Vicino Oriente. I suoi studi si concentrano sull’armeno. Insegna prima filosofia, poi linguistica generale e armeno presso l’Università Saint-Joseph di Beirut. Nel ’74 è eletto provinciale della viceprovincia del Vicino Oriente, che include le comunità gesuite di Libano, Siria ed Egitto. Sono gli anni in cui il Paese dei cedri inizia ad essere dilaniato dalla guerra civile. Kolvenbach vi rimane fino all’81, quando padre Arrupe lo chiama a Roma come rettore del Pontificio Istituto Orientale. Dopo la tormentata fase finale del ministero di padre Arrupe, colpito da ictus nell’agosto del 1981, il Pontefice affida in via straordinaria la guida della Compagnia ai gesuiti italiani Paolo Dezza e Giuseppe Pittau. I due delegati pontifici “traghettano” la Compagnia fino allo svolgimento della trentatreesima Congregazione generale, che il 13 settembre ’83 elegge Kolvenbach preposito generale.
Pur essendo chiamato a gestire la delicata fase successiva alla gestione “carismatica” di Arrupe, che con le sue scelte aveva finito per polarizzare anche all’interno della Compagnia entusiasmi e insofferenze, non si può dire che il suo mandato abbia avuto l’impronta della “normalizzazione”. Di indole ascetica e spirituale, padre Kolvenbach ha mantenuto anche nella guida dell’Ordine un profilo riservato e dialogante, cercando soluzioni non traumatiche alle controversie, come si è visto nel ruolo assunto nel “caso Dupuis”, scoppiato per le riserve manifestate nel ’98 dalla Congregazione per la dottrina della fede nei confronti delle opere teologiche del gesuita professore alla Pontificia Università Gregoriana.
Padre Kolvenbach è membro di due Congregazioni vaticane (Evangelizzazione dei popoli e Istituti di vita consacrata) e consultore della Congregazione per le Chiese orientali.


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