L’Annuario dei gesuiti del 2003
Ai quattro angoli del mondo
L’Annuario dei gesuiti del 2003
di Gianni Valente

La copertina dell’Annuario 2003 pubblicato dalla curia generalizia della Compagnia di Gesù
A scorrere le 160 pagine illustrate, si squaderna una sequenza antologica della multiforme varietà di storie, opere e iniziative che fioriscono ai quattro angoli del mondo a partire da quel «gruppo di amici nel Signore», come Ignazio e Francesco Saverio definivano la Compagnia. Si va dalla pubblicazione del dizionario sino-francese Gran Ricci, il più grande in lingua occidentale, stampato nel 2002, alla casa di frontiera tra Haiti e Repubblica Dominicana, dove i gesuiti hanno localizzato il centro di “Solidaridad Fronteriza” per aiutare gli immigrati haitiani clandestini. Ci si imbatte in padre Federico, che a Onoda, in Giappone, una volta a settimana riunisce i bambini nella parrocchia «per ascoltare la storia di Gesù», o nel dottor Dominique Peccoud, che trascorre la sua vocazione gesuita lavorando a Ginevra come consigliere speciale nella direzione dell’Ufficio internazionale del lavoro, l’istituzione delle Nazioni Unite che si occupa delle norme internazionali del lavoro e che adottò fin dalla sua istituzione i principi dell’enciclica Rerum novarum.
Numerosi articoli si soffermano sulla vocazione urbana della tradizione gesuitica. Già Ignazio di Loyola prescriveva che le case dei gesuiti fossero localizzate nel cuore delle città, dove nascono e si modificano gli stili di vita e i modelli culturali e dove oggi, come nota nell’introduzione padre de Vera, «si è estinto il suono delle campane che chiamano le persone alla preghiera». Ad esempio la Squadra di servizio urbano che opera a Camden, la seconda città più povera degli Stati Uniti, si ispira ancora con fedeltà creativa a questa indicazione ignaziana. Nelle sacche degradate dei quartieri-ghetto ispanici e afroamericani, vere isole di quarto mondo nel cuore dell’opulenza, il gruppo di gesuiti che fa capo alla parrocchia Holy Name mette in campo con fantasia realtà alternative al devastante disagio sociale, dai servizi medici e di tutela legale per i non garantiti ai corsi di computer per giovani a rischio. Come è successo tante volte nella vicenda dei gesuiti, anche lì si testimonia Gesù Cristo parlando di tutt’altro, e facendo tutt’altro.
Nelle ultime pagine, la sezione intitolata “Testimonianze” racconta la storia di padre Luis Ruiz Suárez, vulcanico “deus ex machina” della Casa Ricci a Macao, che, dopo aver passato decenni a lavorare nel soccorso dei profughi cinesi e vietnamiti, dal 1985 coordina l’apertura di centri di assistenza per lebbrosi, moltiplicatisi rapidamente per tutta la Cina continentale (vedi intervista a padre Kolvenbach). E per il prossimo futuro ha un solo cruccio: compirà presto novant’anni, e su ordine della polizia stradale dovrà lasciare in garage la vespa con cui finora si è arrampicato su per le salite erte di Macao.