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MOSTRE
tratto dal n. 10 - 2001

La catalogna in vaticano

Questa è una esposizione di vita non un passato


La catalogna in vaticano


del cardinale Ricardo María Carles Gordó


Gruppo di quattro profeti, bassorilievo dell’altare maggiore della Seu Vella di Lleida (XVI secolo), Museo di Lleida

Gruppo di quattro profeti, bassorilievo dell’altare maggiore della Seu Vella di Lleida (XVI secolo), Museo di Lleida

L’obiettivo di questa esposizione, dedicata all’espressione religiosa in lingua catalana nel XX secolo, è quello di mostrare la vitalità della vita ecclesiale catalana nel corso dell’ultimo secolo e l’uso della lingua propria come veicolo d’espressione spirituale, liturgica e pastorale.
Inoltre, questa esposizione non intende dare solo uno sguardo al passato, né invitare a rievocare realtà trascorse. La nostra esposizione non desidera assolutamente essere un museo. La nostra è un’esposizione della vita, una vita che si è svolta negli ultimi cent’anni, ma anche una vita che desideriamo vedere crescere e dare nuovi frutti nel presente e nel futuro, in questo nuovo secolo appena iniziato e in quelli a venire. Ciò che ci stimola a esprimere questa fiducia, questa speranza, nonostante le vicissitudini odierne, è la fiducia nella parola di Gesù, che ci disse: «Io sarò con voi, giorno dopo giorno, fino alla fine del mondo».
Le persone che visiteranno questa esposizione e seguiranno le attività complementari che sono state allestite – soprattutto i concerti e le conferenze – non avranno difficoltà a convenire con noi quando affermiamo, con gratitudine e con legittimo orgoglio, che la Catalogna è un Paese dalle forti radici cristiane. Le radici cristiane della Catalogna (Les arrels cristianes de Catalunya) è infatti il titolo di uno dei documenti pubblicati nel 1986 dai vescovi della Catalogna. Siamo certi che queste radici non sono morte, ma sono ancora portatrici della linfa della grazia divina, che continuerà a manifestarsi con frutti ricchi di virtù umane e cristiane per il bene della Chiesa e del nostro popolo. E siccome questi frutti aiutano a innalzare il livello del nostro popolo, sono un grande tesoro che aiuta a costruire la Chiesa e a edificare il Paese. Ecco perché desideriamo che tutti – autorità civili, ministri della Chiesa e tutto il Popolo di Dio – continuino a lavorare per far sì che questo patrimonio di leggi, usanze e tradizioni non sia vittima dell’erosione e dell’oblio, ma si mantenga vivo e operoso nel nostro popolo, per potere così tramandare la fiaccola della fede alle nuove generazioni. E ci auguriamo che la sua fiamma non sia spenta o debole, ma una luce capace di resistere ai venti contrari, perché gli uomini, vedendola, «glorifichino il Padre che è nei cieli».
Grazie per essere venuti e per la vostra gentile attenzione.


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