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CINEMA
tratto dal n. 11 - 2005

Per saperne di più sul cinema di Hong Kong

Film alla cantonese



di Antonio Terminini


Giona A. Nazzaro e Andrea Tagliacozzo, 
Il dizionario dei film di Hong Kong, Universitaria Editrice, Chieti 2005, 463 pp. euro 39,90

Giona A. Nazzaro e Andrea Tagliacozzo, Il dizionario dei film di Hong Kong, Universitaria Editrice, Chieti 2005, 463 pp. euro 39,90

Il Dizionario del cinema di Hong Kong edito da Libreria Universitaria è un volume fondamentale che non può non appagare non solo i cinefili appassionati di cinema asiatico, ma tutti coloro che nutrono interesse per l’ex colonia inglese tornata alla Cina nel 1997. Attraverso 850 schede di altrettanti film usciti tra il 1977 e il 2005, il lettore non avrà, infatti, solo la possibilità di ritrovare, analizzati in una luce critica, i capolavori di John Woo, A better tomorrow, Bullet in the head e The killer, o quelli di Ringo Lam come City on fire, ma anche di vivere le ansie e le preoccupazioni legate al ritorno alla Cina che ha segnato un momento storico, politicamente, economicamente e socialmente. Dietro la violenza parossistica di alcuni thriller, il cupo pessimismo di molti horror, il tono sofisticato delle migliori commedie, si cela, infatti, la morfologia di un’isola che ha conosciuto uno straordinario sviluppo economico – grazie anche alla sua posizione strategica, vero avamposto dell’estremo Oriente, crogiolo di razze e culture differenti – ma che spesso, nei suoi spazi angusti, ha maturato un diffuso senso di claustrofobia esistenziale. I due autori, Andrea Tagliacozzo e Giona A. Nazzaro (veri esperti del genere, dal momento che, nel 1996, per l’editrice Le Mani avevano curato il volume Spade, kung fu) sono bravi sia nel sottolineare la capacità del cinema di Hong Kong di esprimersi ai massimi livelli come cinema di genere, sia nel proporre figure autoriali di altissimo livello, capaci di imporsi nei maggiori festival internazionali. Fra questi, naturalmente, Fruit Chan, regista di Little Chan, Made in Hong Kong e Durian Durian, e, soprattutto, Wong Kar-way, autore di culto dopo il capolavoro In the mood for love, ma, come ci segnalano i due autori, straordinario già ai tempi di Days of being wild, Ashes of time, Hong Kong express, Angeli perduti e Happy togheter. Ora che molti film dell’Estremo Oriente vengono distribuiti con regolarità anche dal circuito commerciale europeo e italiano, è naturalmente più facile parlare a tutti anche di cinema di Hong Kong, ma Tagliacozzo e Nazzaro ci segnalano che dalla cultura spuria di quest’isola provengono anche generi come il wuxiapian, ovvero le storie di combattimenti con spade e pugnali, che poi hanno trovato fortuna anche a Taiwan e a livello internazionale (si pensi al successo mondiale di La tigre e il dragone). Ora che molti di questi cineasti, su tutti John Woo, si sono trasferiti a Hollywood, alcune regole dell’action e del thriller made in Hong Kong, fatto di ritmi elevatissimi, di violenza parossistica, si sono trasferite anche nella mecca del cinema.
Il volume contiene tutti i titoli dei film nella loro versione originale cantonese e riporta il loro incasso in dollari hongkonghesi al box office.


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