Rubriche
tratto dal n.03 - 2003

Lettere dalle missioni



Eritrea


Il 10 febbraio l’agenzia Misna ha rilanciato l’appello del vescovo di Asmara monsignor Menghisteab Tesfamariam, comboniano, sulle gravi condizioni in cui versa la popolazione del Corno d’Africa. «Un milione e 400mila eritrei hanno bisogno di soccorso immediato. I più colpiti risultano gli anziani, i bambini e le donne, che sono la maggioranza in assoluto. Siamo angosciati per i nostri fratelli». La denutrizione seguita alla carestia ha già causato le prime vittime nel Paese, dove, secondo il coordinatore delle Nazioni Unite per gli affari umanitari, un terzo della popolazione è alla fame, «oltre 10mila bimbi sono gravemente malnutriti e alcuni hanno cominciato a morire perché non hanno nulla da mangiare».





Guatemala


È stato assassinato in carcere uno dei tre militari condannati in primo grado per l’omicidio del vescovo ausiliare di Città del Guatemala, monsignor Juan Gerardi Conedera. L’ex guardaspalle presidenziale José Obdulio Villanueva è morto il 12 febbraio durante i disordini esplosi all’interno del penitenziario alla periferia nord della capitale in cui si trovava detenuto. Si tratta della seconda morte di persone coinvolte nel caso Gerardi. Il 19 dicembre del 2002 uno dei principali testimoni al processo per l’omicidio del vescovo, Noé Gómez Limón, era stato trovato ucciso con tre colpi di pistola alla testa. Quarantotto ore prima del suo omicidio, avvenuto il 26 aprile del 1998, monsignor Gerardi aveva ufficializzato il dossier Guatemala nunca más (Guatemala mai più), relativo ai crimini compiuti durante la guerra civile (1960-1996), conclusasi con 200mila vittime. Nel dossier, l’80 per cento dei crimini vengono attribuiti all’esercito.





Filippine


L’Associazione dei superiori religiosi maggiori (copresieduta da fratel Armin Luistro, della congregazione di San Giovanni Battista de La Salle, e da suor Clarita Balleque, delle Religiose della Vergine Maria) ha diffuso il 18 febbraio un documento di sostegno alla pace. Nel comunicato, inviato alla Conferenza episcopale delle Filippine, i superiori ricordano che la presidente filippina Gloria Macapagal Arroyo ha ancora 17 mesi di mandato per fare ciò che è giusto per il Paese, dichiarando guerra alla povertà piuttosto che ad un’altra nazione. Il documento ricorda pure che la Arroyo «sostenendo gli Usa nella loro guerra, sta dando vita ad una nuova isterica campagna contro il terrorismo, attraverso leggi ad hoc e crescente militarizzazione». Il riferimento è al sud delle Filippine, dove periodicamente giungono truppe statunitensi con lo scopo ufficiale di addestrare i soldati governativi alla lotta contro i guerriglieri islamici. Infine, i superiori religiosi maggiori sollecitano i fedeli a «cercare l’assistenza divina e a pregare per la pace con più intensità di prima».





Congo


Espulso per aver offerto «ospitalità clandestina agli sfollati» con l’intenzione di infangare il nome del movimento ribelle che controlla la zona di Bunja, nel nord-est della Repubblica Democratica del Congo. Con questa motivazione ufficiale, il 13 febbraio il padre bianco Marc Denecker, belga, parroco a Bunja, è stato dichiarato «persona non grata» dall’Unione dei patrioti congolesi (Upc) di Thomas Lubanga, uno dei “signori della guerra” protagonista, nella regione nordorientale dell’Ituri, dei feroci scontri armati per il controllo delle risorse minerarie. Padre Denecker aveva più volte denunciato le gravi violazioni commesse contro la popolazione. Non è il primo caso in cui ai Padri bianchi viene opposto dall’Upc un decreto di espulsione.




Uganda


Si è svolta il 16 febbraio a Gulu (nord Uganda) la celebrazione nazionale di ringraziamento per la beatificazione dei “martiri di Paimol”, Daudi Okelo e Jildo Irwa (avvenuta il 20 ottobre scorso in Vaticano). La messa è stata concelebrata da 16 vescovi, guidati dal cardinale Emmanuel Wamala, arcivescovo di Kampala, di fronte a duemila fedeli, molti dei quali giunti a piedi da zone rurali nelle quali sono frequenti le imboscate dei ribelli dell’Esercito di resistenza del Signore (Lra). Nella sua omelia, l’arcivescovo di Gulu, John Baptist Odama, ha invitato i ribelli a deporre le armi, lanciando l’ennesimo appello alla pace. «La santa messa è stata un’occasione per condividere di fronte al Signore il dramma di una guerra dimenticata» ha detto padre Carlos Rodríguez Soto, responsabile dell’ufficio diocesano Giustizia e pace. «Ogni notte almeno seimila bambini pernottano, molti all’addiaccio, nel centro urbano di Gulu e all’ospedale missionario di Lachor, per paura dei ribelli». Sempre a Gulu si erano svolti il 10 febbraio i funerali di padre Aldo Pieragostini, 75 anni, missionario comboniano in nord Uganda, da oltre quarant’anni tra le popolazioni acholi.
Intanto, il leader dell’Lra Joseph Kony ha annunciato un cessate il fuoco unilaterale a partire dal primo marzo e l’intenzione di incontrare una delegazione del governo. Lo ha riferito padre Rodríguez Soto, dopo aver parlato via radio con Kony. Il generale Salim Saleh Okumu, fratello del presidente Museveni, ha confermato l’adesione del governo al cessate il fuoco in vista delle trattative, auspicando un monitoraggio dell’Onu e dell’Unione europea.


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