30Giorni in breve
Il settimanale della diocesi di Brescia:
«Abbiamo la voce. Non più il popolo»

Un sacerdote attende i penitenti
Bobbio
Aveva ragione Hegel che vedeva la storia umana come un immenso mattatoio

Norberto Bobbio
Frutti dell’89
Ad Est un giovane su quattro non studia né lavora

Bucarest. Giovani senza lavoro in fila davanti all’ufficio di collocamento
Vescovi Usa:
McCarrick passa da Newark a Washington

Theodor Edgar McCarrick
Gregoriana:
si chiude la mostra “Scoprire il pellegrinaggio nell’islam in cammino con Abramo”

La Pontificia Università Gregoriana
Anno Santo
Giubileo ambrosiano: uniti nelle sfide
«Tante sono le sfide che dovete affrontare in questo importante passaggio epocale! La sfida del consumismo. [...] La sfida della secolarizzazione. [...] La sfida della multietnicità». Così Giovanni Paolo II nel discorso ai partecipanti al pellegrinaggio giubilare della diocesi di Milano, celebrato il 4 novembre. Precedentemente, nell’omelia tenuta durante una solenne celebrazione in rito ambrosiano sul sagrato della Basilica vaticana, il cardinale Carlo Maria Martini aveva detto: «Occorre che la gioia del Vangelo risplenda nei nostri comportamenti e nelle nostre scelte per poter affrontare le sfide della diversità con la coscienza del nostro tesoro e con la volontà di scambiarci, nel dialogo ecumenico e interreligioso, tutti quei doni che lo Spirito di Dio continuamente infonde nel cuore di ogni persona».
Papa/1
«Carissimi, anch’io sono figlio di un militare». Riaffermato il sì all’«ingerenza umanitaria»
«Carissimi, anch’io sono figlio di un militare, mi sento vicino a tutti voi. Vi ringrazio per la vostra presenza sotto questa pioggia. Sono sicuro che vi porterà copiose benedizioni». Parole pronunciate a braccio dal Papa il 19 novembre dopo la recita dell’Angelus. Giovanni Paolo II precedentemente aveva celebrato la messa per il Giubileo dei militari e delle forze di polizia, cui avevano partecipato circa 70mila fedeli (65mila italiani, 1700 spagnoli, 1500 polacchi e gruppi minori di francesi, tedeschi, croati, svizzeri, argentini, cileni, statunitensi – tra cui alcuni agenti dell’Fbi –, australiani e qualche membro della Legione straniera). Nel corso dell’omelia il Papa aveva detto: «Talora il compito di promuovere la pace, come l’esperienza anche recente ha dimostrato, comporta iniziative concrete per disarmare l’aggressore. Intendo qui riferirmi alla cosiddetta ingerenza umanitaria, che rappresenta, dopo il fallimento degli sforzi della politica e degli strumenti di difesa non violenti, l’estremo tentativo per arrestare la mano dell’ingiusto aggressore».
Papa/2
Tornare al Concilio per incendiare mondo ricco di sfide
Tornare a Concilio per incendiare mondo ricco di sfide. Con questo titolo l’agenzia Ansa ha presentato, con tre lanci, l’omelia di Giovanni Paolo II per il Congresso mondiale del laicato cattolico dell’apostolato dei laici, celebrato sul sagrato di San Pietro il 26 novembre. Ha detto il Papa: «A 35 anni dalla sua conclusione, io dico: bisogna ritornare al Concilio. Bisogna riprendere in mano i documenti del Vaticano II per riscoprirne la grande ricchezza di stimoli dottrinali e pastorali». E poi ha aggiunto: «Carissimi, non abbiate paura di accettare questa sfida: essere uomini e donne santi! [...] A voi ripeto quest’oggi, come ai giovani durante la recente Giornata mondiale della Gioventù, che se sarete quello che dovete essere – se vivrete cioè il cristianesimo senza compromessi – potrete incendiare il mondo».
Ruini/1
La sfida della Chiesa italiana
«Quel poco di esperienza internazionale che ho potuto farmi mi ha mostrato come, da una parte, l’Italia sotto il profilo politico sia considerata un Paese non propriamente di primaria importanza, ma dall’altra parte sia un vero Paese di riferimento – al quale si guarda e dal quale molto si attende – in Europa e nel mondo, dal punto di vista religioso, in concreto del cattolicesimo e in certa misura di tutto il cristianesimo. Questo apprezzamento ha la sua motivazione anzitutto nella presenza e nel ruolo del Papa, ma riguarda anche la comunità dei cattolici italiani. Proprio per questo esiste, e non può essere lasciato tranquillamente senza risposta, un impegnativo ruolo storico della Chiesa italiana. A mio parere esso si rivolge anzitutto all’Occidente, per una ragione di affinità (l’Italia è parte dell’Occidente), ma anche perché l’Occidente stesso attualmente è il luogo della sfida decisiva per il cristianesimo. Una sfida che riguarda la sua capacità non soltanto di sopravvivere in questa società e cultura che cambiano tanto rapidamente, ma anche di impregnarle e di orientare il loro divenire, sia pure in maniera parziale e in concorso con molti altri fattori». Stralcio dall’intervento pronunciato dal cardinale Camillo Ruini, vicario di Roma e presidente della Cei, nel corso dell’incontro di presentazione del volume Dopo 2000 anni di cristianesimo, edito da Mondadori, avvenuto a Roma il 15 novembre. L’intervento di Ruini è stato pubblicato su Avvenire di domenica 19 novembre (inizio in prima pagina) col titolo La via italiana della modernità. Il futuro della fede in Occidente.
Ruini/2
Soprannaturale: par condicio tra la tesi di de Lubac e la teologia tradizionale
«Alla luce dello svolgimento concreto del Concilio [Vaticano II] e del fatto che subito dopo di esso le posizioni del padre [Henri] de Lubac si sono largamente diffuse, senza più suscitare opposizioni da parte del Magistero e senza più essere dichiarate inaccettabili da parte dei più qualificati teologi, sembra potersi chiaramente concludere che l’interpretazione della gratuità sostenuta da de Lubac, e da molti altri con lui, non è da ritenersi attualmente in contrasto con il Magistero, pur restando vero che essa non è compatibile con l’insegnamento della Humani generis [enciclica di Pio XII, 1950]. Non è questo l’unico caso nel quale, alla luce del Concilio, qualche posizione teologica trova un diritto di cittadinanza che prima non aveva. Sarebbe per altro verso del tutto infondato ritenere che oggi è l’altra interpretazione della gratuità a essere, non dico censurata, ma teologicamente insostenibile. Entrambe possono liberamente confrontarsi, e anzi penso sia del tutto possibile e corretto, da parte di un teologo, continuare a pensare che vi sia una incompatibilità oggettiva tra la tesi di de Lubac e il carattere divinizzante e totalmente gratuito della salvezza cristiana, senza ritenere per questo che tale incompatibilità sia oggi da censurarsi: questa di fatto è la mia personale valutazione». Parole del cardinale Camillo Ruini, vicario di Roma e presidente della Cei, tratte dal saggio La questione del soprannaturale. Natura e Grazia pubblicato dal Nuovo Areopago, n. 2-3, 2000.
Sant’Agostino/1
Cossiga: il mio santo preferito
«Amo in particolare sant’Agostino, forse perché sono un cattolico peccatore, mi colpisce più di san Tommaso. Poi Francesco d’Assisi, di certo il più grande rivoluzionario dopo Nostro Signore. Infine, per motivi che sono in gran parte politico-culturali, Thomas More». Così l’ex presidente della Repubblica nel libro-confessione Francesco Cossiga: la passione e la politica, di Piero Testoni, edito da Rizzoli.
Sant’Agostino/2
Le Monde: immense Augustin
Immense Augustin. Con questo titolo il supplemento letterario di Le Monde ha pubblicato una recensione, firmata dallo scrittore Philippe Sollers, della Cité de Dieu del vescovo d’Ippona, secondo tomo delle Oeuvres augustiniennes per la celebre collana La Pléiade di Gallimard.
Cardinali/1
Piovanelli: «Io papa? Mi fa sorridere...»
«Io papa? Mi fa sorridere perché la sento come una cosa talmente lontana... è come se, a chi è abituato ad andare in bicicletta, si dicesse: sali su un aereo e guidalo. Sì, è una cosa che mi fa sorridere e non so neanche spiegarmi come questo possa venire fuori. Posso capirlo per altri confratelli. Ma credo di non avere proprio nessun motivo da offrire agli altri per una designazione di questo genere. Tanto più che poi, grazie a Dio, il Papa non è solo in gamba, ma si vede, entra nel terzo millennio con un passo molto più sicuro di quanto, un anno, un anno e mezzo o due fa si potesse pensare». Battute dell’arcivescovo Silvano Piovanelli, arcivescovo di Firenze, riportate nel libro La Chiesa come la vivo io, edito da Piemme a cura di Enrico Viviano.
Cardinali/2
Gli ultraottantenni a pranzo col Papa
Come ogni 4 novembre anche quest’anno, il giorno del suo onomastico il Papa ha invitato a pranzo i cardinali ultraottentenni, ormai suoi coetanei, presenti a Roma. Questa volta hanno risposto all’appello undici dei diciannove porporati “pensionati” con residenza nell’Urbe, e cioè: Opilio Rossi (90 anni), Giuseppe Caprio (86), Giuseppe Casoria (92), Antonio Innocenti (85), Paul Augustin Mayer (89), Edouard Gagnon (82), Alfons M. Stickler (90), Giovanni Canestri (82), Fiorenzo Angelini (84), Luigi Poggi (83), Giovanni Cheli (82). Pochi giorni dopo Gagnon è tornato a stabilirsi nel suo Canada.
Cardinali/3
Gli ottanta anni di de Araújo Sales
L’8 novembre ha compiuto ottant’anni il cardinale brasiliano Eugênio de Araújo Sales. Il porporato, vescovo dal ’54, arcivescovo di São Salvador da Bahia nel 1968 e creato cardinale da Paolo VI l’anno successivo, dal 1971 guida la diocesi di São Sebastião do Rio de Janeiro.
A fine novembre quindi il numero dei cardinali elettori è di 97 (su 142), di cui cinque brasiliani, tutti molto anziani (con una età compresa tra i 75 e i 79 anni). Una curiosità: con gli ottant’anni di Sales per la prima volta in questo pontificato il numero dei cardinali elettori brasiliani di nomina wojtyliana (3) supera quello dei creati da papa Montini (2).
Patriarchi
Accolte le dimissioni di Maximos V
Il 24 novembre la sala stampa della Santa Sede ha ufficializzato la notizia che due giorni prima il Sinodo dei vescovi della Chiesa greco-melkita cattolica, riunitosi a Raboueh (Libano) «dopo aver consultato il Sommo Pontefice», ha accettato la rinuncia all’ufficio di Maximos V Hakim, 92 anni, dal ’67 patriarca di Antiochia dei greco-melkiti cattolici. Il 12 giugno scorso monsignor Jean Assad Haddad, 74 anni, arcivescovo di Tyr dei greco-melkiti dall’88, era stato nominato amministratore apostolico “sede plena” dello stesso patriarcato.
Secondo un dispaccio dell’agenzia Catholic News Service (Cns) del 30 novembre il Sinodo greco-melkita cattolico ha selezionato come nuovo patriarca l’arcivescovo Loutfi Laham, basiliano, nato in Siria 67 anni fa, dall’81 ausiliare e protosincello di Gerusalemme dei greco-melkiti.
Ecumenismo/1
Al patriarcato di Costantinopoli la chiesa di San Teodoro al Palatino a Roma. Intanto tra Alessio II e Bartolomeo...
«Con un cuore puro e libero per obbedire alla volontà dell’unico Signore noi dobbiamo dunque continuare la nostra ricerca sincera, fraterna e affettuosa della piena comunione. È in questa prospettiva che sono felice di aver potuto mettere a disposizione del patriarcato ecumenico l’antica e bella chiesa di San Teodoro al Palatino a Roma, affinché sia destinata al culto e alle attività pastorali della comunità greco-ortodossa della città, che avrà così l’assistenza spirituale necessaria alla sua crescita e al dialogo con l’insieme dei cristiani residenti a Roma». Lo ha annunciato il Papa nel suo consueto messaggio al patriarca di Costantinopoli, Bartolomeo I, in occasione della festa di sant’Andrea il 30 novembre. Cardinale diacono del titolo di San Teodoro era Vincenzo Fagiolo, scomparso lo scorso 22 settembre.
A Costantinopoli, sempre per la festa di sant’Andrea, si è recata in visita di cortesia una delegazione pontificia composta dai vertici del Pontificio Consiglio per l’unità dei cristiani. Nessuna visita di cortesia al Fanar invece da parte del patriarcato di Mosca. La decisione era stata annunciata l’8 novembre dal santo Sinodo della Chiesa ortodossa russa. Motivo: il perdurante (dal ’93) conflitto tra i due patriarcati su chi abbia giurisdizione sulla comunità ortodossa estone, aggravato da alcune dichiarazioni rilasciate da Bartolomeo I durante una visita in Estonia dal 26 ottobre al 1º novembre. Il santo Sinodo russo ha anche annunciato che non parteciperà alle festività giubilari previste a Istanbul il prossimo Natale, e neanche al simposio sull’ambiente organizzato da Bartolomeo I con una crociera nel mar Baltico il prossimo anno. Di più: Mosca ha affermato di considerare «non desiderabili» le visite a diocesi della Chiesa russa ortodossa previste durante la medesima crociera.
Ecumenismo/2
Il cardinale di Palermo ospite a Costantinopoli
«Dopo Milano, Firenze e Venezia il Patriarca ha voluto incontrare anche Palermo. È il segno che, come afferma il Papa nella Ut unum sint, col Concilio Vaticano II “la Chiesa cattolica si è impegnata in modo irreversibile a percorrere la via della ricerca ecumenica” e che bisogna conoscersi meglio per poter camminare più agevolmente insieme». Lo ha dichiarato in una intervista ad Avvenire (25 novembre) il cardinale di Palermo, Salvatore De Giorgi, al ritorno da una visita a Bartolomeo I, patriarca di Costantinopoli.
Vaticano
Accademia delle Scienze: Ratzinger e Martini membri onorari
Il 22 novembre i cardinali Carlo Maria Martini e Joseph Ratzinger sono stati nominati membri onorari della Pontificia Accademia delle Scienze. Attualmente sono gli unici porporati presenti nell’Accademia fondata nel 1603.
Sodano
Il popolo cristiano sa che solo in Cristo c’è salvezza... anche senza leggere la Dominus Iesus
«A tutti gli uomini di buona volontà la Chiesa continuerà a riproporre il Vangelo di Cristo, in cui solo c’è salvezza. È questo, del resto, il significato della Porta Santa, attraverso la quale sono già passati milioni di credenti. Questi volevano passare per la Porta della salvezza che è Cristo. Ed il nostro popolo cristiano lo ha ben presente, anche senza aver letto la recente dichiarazione Dominus Iesus su Cristo nostro unico salvatore. In realtà, come recentemente annotava con arguzia un prete romano, tutti sanno bene che il Colosseo ha mille porte, ma che per entrare in Paradiso vi è una porta sola, è quella di Gesù Cristo». Finale della prolusione tenuta dal cardinale Angelo Sodano, segretario di Stato vaticano, l’8 novembre in occasione della cerimonia di apertura dell’anno accademico 2000-2001 della Pontificia Università Lateranense. Presente anche il cardinale Camillo Ruini. La prolusione (iniziata con una citazione dantesca: «Vassene ’l tempo e l’uom non se ne avvede», Purgatorio, IV, 9) è stata pubblicata dall’Osservatore Romano del 9 novembre col titolo Il Grande Giubileo: prospettive per l’avvenire.
Ratzinger
Il razionalismo neoscolastico è fallito
«Ritengo che il razionalismo neoscolastico sia fallito nel suo tentativo di voler ricostruire i Praeambula fidei con una ragione del tutto indipendente dalla fede, con una certezza puramente razionale; tutti gli altri tentativi, che procedono su questa medesima strada, otterranno alla fine gli stessi risultati. Su questo punto aveva ragione Karl Barth, nel rifiutare la filosofia come fondamento della fede, indipendentemente da quest’ultima: la nostra fede si fonderebbe allora, in fondo, su mutevoli teorie filosofiche». Frasi del cardinale Ratzinger, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, citate da Dario Antiseri in un articolo sul Corriere della Sera (2 novembre), titolato L’angoscia, una dimensione dell’anima che aiuta a vivere meglio.
Ortega y Alamino
A Cuba sembrerebbe che si vada verso l’abolizione della pena di morte
In base ad indiscrezioni di funzionari cubani, «sembrerebbe che la pena di morte non sarà una cosa che durerà ancora per molto sull’isola». Lo ha affermato, secondo un dispaccio Ansa del 25 novembre, il cardinale dell’Avana Jaime Lucas Ortega y Alamino durante una visita nel Salvador, dove era stato inviato dal Papa come suo rappresentante in occasione del Congresso eucaristico nazionale.
Santa Sede/1
Emanata istruzione sulle preghiere di guarigione
Il 23 novembre è stata resa nota, senza alcun preavviso che la annunciasse, una Istruzione circa le preghiere per ottenere da Dio la guarigione della Congregazione per la dottrina della fede. Il documento, che è stato approvato dal Papa, si conclude con dieci disposizioni disciplinari in cui si impongono regole e limiti alle riunioni dedicate alle preghiere per ottenere la guarigione. La stampa ha visto in questo documento un altolà ad alcune pratiche rituali tipiche di gruppi carismatici e soprattutto alle cerimonie dell’arcivescovo Emmanuel Milingo; nella quarta disposizione disciplinare infatti si legge: «Il permesso per ottenere tali celebrazioni [liturgiche di guarigione] deve essere esplicito, anche se le organizzano o vi partecipano vescovi o cardinali. Stante una giusta e proporzionata causa, il vescovo diocesano ha il diritto di porre il divieto ad un altro vescovo».
Santa Sede/2
Un siriano, Moussa Daoud, al posto di Silvestrini
Il 25 novembre sono state accettate le dimissioni del cardinale Achille Silvestrini, 77 anni compiuti il 25 ottobre, da prefetto della Congregazione per le Chiese orientali, dicastero che guidava dal ’91. Al suo posto è stato nominato Ignace Moussa I Daoud, 70 anni compiuti il 18 settembre, patriarca dei siro-cattolici dall’ottobre ’98. La nomina ha destato sorpresa tra i vaticanisti che non si aspettavano l’arrivo di un orientale per succedere ad un veterano della curia (anche se in passato altri due esponenti dell’Oriente cattolico – il patriarca armeno Pietro Gregorio Agagianian e l’arcivescovo melkita Gabriel Acacio Coussa – erano approdati ad incarichi romani).
Solo due giorni prima della prestigiosa nomina Moussa Daoud era stato ricevuto in udienza dal Papa in occasione del pellegrinaggio giubilare della sua Chiesa. Silvestrini era stato ricevuto in udienza privata il 20 novembre e due giorni prima era stato salutato «con affetto» dal Papa, insieme a monsignor Claudio Celli, suo vecchio collaboratore e ora segretario dell’Apsa, in occasione del pellegrinaggio giubilare del gruppo dell’associazione “Comunità Domenico Tardini”.
Moussa Daoud, nato in Siria, ordinato sacerdote nel ’54, si è licenziato in diritto canonico alla Lateranense nel ’64 e parla arabo, francese e italiano. Nel ’77 è vescovo del Cairo, arcivescovo di Homs (Siria) nel ’94, quattro anni dopo è stato eletto patriarca di Antiochia dei siri con residenza in Libano. È già conosciuto nella curia romana perché per 15 anni ha lavorato alla revisione dei canoni del Codice di diritto canonico delle Chiese orientali e dal ’95 è membro della Congregazione per la dottrina della fede. È presumibile che nel prossimo concistoro verrà creato cardinale, ma non sarà il primo siro-cattolico a ricevere questo onore: nel ’35 infatti toccò a al patriarca Ignace Gabriel Tappouni (scomparso nel ’68).
La Chiesa siro-cattolica conta circa 150mila fedeli, di cui 100mila in Medio Oriente (principalmente in Iraq, Siria e Libano) e il resto perlopiù negli Stati Uniti. L’esigua consistenza di questa Chiesa diminuisce il rischio di invidie e risentimenti da parte di altre comunità cattoliche orientali, le quali d’altra parte vedono aprirsi la possibilità di avere a Roma un interlocutore che comprenda meglio alcuni desideri che da anni rimangono inevasi, e cioè: la richiesta di avere piena giurisdizione sulle comunità del proprio rito che si trovano fuori dei territori storici dei patriarcati (in NordAmerica, ad esempio), e la richiesta che in questi territori non storici possano svolgere attività pastorale anche sacerdoti sposati.
Santa Sede/3
Ausiliari in curia: il record di De Angelis
Il 21 ottobre Nicola De Angelis, concezionista, 61 anni, ausiliare di Toronto dal ’92, è stato nominato membro del Pontificio Consiglio per i migranti. Il presule italiano trapiantato in Canada raggiunge così un piccolo record: è il vescovo ausiliare con più incarichi nella curia romana. De Angelis infatti è membro della Congregazione per i religiosi dal ’94 e del Consiglio per il dialogo inter-religioso dal ’96.
Complessivamente sono circa una dozzina i vescovi ausiliari presenti nei dicasteri romani. Non molti quindi. Perlopiù distribuiti nei Pontifici Consigli. Nelle Congregazioni, oltre a De Angelis, c’è solo un altro ausiliare: Salvatore Fisichella, 49 anni, ausiliare di Roma dal ’98, alle Cause dei santi dallo scorso ottobre.
Vescovi italiani
Un conventuale a Tursi e un lombardo a Lanciano
Il 6 novembre Francescantonio Nolè, conventuale, è stato nominato vescovo della diocesi lucana di Tursi-Lagonegro. Subentra a Rocco Talucci, che a febbraio era stato promosso arcivescovo di Brindisi. Nolè, 52 anni, nel ’92-94 è stato direttore del Centro missionario nazionale dei Frati minori conventuali, e dal ’94 era ministro della provincia napoletana dell’Ordine.
Il 25 novembre Carlo Ghidelli, 66 anni, lombardo della diocesi di Crema, è stato nominato arcivescovo di Lanciano-Ortona. Prende il posto del lancianese Enzio d’Antonio, 75 anni, alla guida della diocesi abruzzese dall’82. Ghidelli è stato segretario particolare di monsignor Carlo Manziana (vescovo di Crema, uno dei teorici della riforma liturgica postconciliare), sottosegretario della Cei nel triennio ’83-86, e dall’86 assistente centrale dell’Università Cattolica.
Diplomazia/1
Nuovi ambasciatori di Portogallo e Venezuela
Il 6 novembre il Papa ha ricevuto le lettere credenziali del nuovo ambasciatore del Venezuela, Ignacio Quintana, 51 anni, candidato presidenziale nel ’98. Nel suo indirizzo d’omaggio Quintana ha affermato di rappresentare «un presidente che vive la fede in Cristo: Hugo Chávez Frías» e ha riferito che lo stesso Chávez gli «ha raccomandato di sottolineare la sua adesione alla dottrina sociale della Chiesa». Negli ultimi tempi i rapporti tra il presidente (definito «un Castro venezuelano» dal Washington Post) e la gerarchia cattolica erano piuttosto turbolenti (un governatore appartenente al partito di Chávez è arrivato ad accusare di corruzione il presidente della Conferenza episcopale), tanto che a fine ottobre è stata annunciata la creazione di una commissione bilaterale per ricomporre i dissidi ed evitare future controversie.
Il 13 novembre è stata la volta del nuovo rappresentante portoghese, Pedro José Ribeiro de Menezes, 61 anni, diplomatico di carriera, ex ambasciatore in Brasile (’93-97) ed ex segretario generale del Ministero degli Esteri (’97-2000).
Diplomazia/2
Lazzarotto nunzio in Irlanda
L’11 novembre Giuseppe Lazzarotto, 58 anni, è stato nominato nunzio in Irlanda. Nato a Carpené (Vi) e incardinato sacerdote nella diocesi di Padova, Lazzarotto era dal ’94 arcivescovo e nunzio in Giordania e Iraq. Entrato nella diplomazia pontificia nel ’71 ha lavorato, prima di diventare nunzio, in Zambia Belgio, Cuba, Gerusalemme e nella seconda sezione della Segreteria di Stato.
Diplomazia/3
Accordi della Santa Sede con Lettonia e Slovacchia
L’8 novembre è stato firmato a Riga un accordo tra Santa Sede e Lettonia. Le firme sono state apposte dal nunzio pontificio Erwin Josef Ender e dal ministro della Giustizia lettone. L’accordo definisce lo status giuridico della Chiesa e riguarda materie come il matrimonio canonico, l’assistenza religiosa in ospedali, carceri e nelle forze armate (è prevista la costituzione di un ordinariato), le scuole cattoliche, l’insegnamento della religione nelle scuole pubbliche.
Il 24 settembre è stato firmato a Roma l’accordo-base tra Santa Sede e Repubblica Slovacca. Le firme sono del cardinale segretario di Stato Angelo Sodano e del primo ministro Mikulas Dzurinda. L’accordo-base regola lo status giuridico della Chiesa e riguarda materie come il matrimonio canonico, l’assistenza religiosa in ospedali, carceri, le scuole cattoliche, l’insegnamento della religione nelle scuole pubbliche. Sono previsti futuri accordi circa l’assistenza spirituale nelle forze armate e circa questioni economiche.
Italia
I Benedettini tornano a Norcia
I primi di dicembre tornano a Norcia, patria di san Benedetto e santa Scolastica, i Benedettini. Su invito dell’arcivescovo del luogo Riccardo Fontana, il priorato di Maria Sedes Sapientiae, canonicamente eretto lo scorso anno, occuperà il monastero di San Benedetto in Norcia, che venne soppresso in epoca napoleonica e che tra il 1821 e il 1986 è stato sede della curia episcopale (in quella data infatti Norcia fu unita a Spoleto). Caratteristiche del nuovo monastero saranno la preghiera (con messa in latino, secondo il Novus Ordo, e canto gregoriano) e il lavoro. Priore sarà padre Cassian Folsom, fino a poco tempo fa propreside del Pontificio Istituto liturgico presso l’Ateneo Sant’Anselmo a Roma.
Tragedie
Improvvisa scomparsa del vescovo Tramma
Monsignor Umberto Tramma, segretario aggiunto del Pontificio Consiglio per i testi legislativi, è venuto meno la mattina del 1º novembre poco dopo essere stato colto da malore sul sagrato di San Pietro mentre assisteva alla messa celebrata dal Papa per Ognissanti. Napoletano, 69 anni, Tramma era stato vescovo di Nola dal ’90 allo scorso anno, quando è stato chiamato nella curia romana.
Contro il razzismo
Il manifesto di Manconi
Numerose firme hanno corredato l’appello antirazzista lanciato dal senatore verde Luigi Manconi sulle colonne della Repubblica (15 novembre) col titolo Sì alla convivenza tra culture diverse. Tra i sottoscrittori: i vescovi Alberto Ablondi e Luigi Bettazzi, l’intellettuale islamico Khaled Fouad Allam, Mariangela Falà, presidente dei buddisti italiani, Giovanni Genre, moderatore della Tavola valdese, Amos Luzzatto, presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane, monsignor Francesco Ventorino, Tullia Zevi.
Libri
Pubblicata in Italia, dai Carismatici, l’autobiografia del cardinale López Trujillo
Le edizioni Rinnovamento nello Spirito Santo, dei Carismatici cattolici italiani, hanno pubblicato il volume Testimonianze, una autobiografia, in forma di intervista, del cardinale colombiano Alfonso López Trujillo, 65 anni, dal ’90 presidente del Pontificio Consiglio per la famiglia. Il volume, curato dallo spagnolo José Luis Gutiérrez García, era uscito in lingua spagnola (Testimonios) nel ’97.
Carmelo Bene
Volgare attacco a Wojtyla
«“Guy Debord profetizzava già negli anni Sessanta il ritorno al cattolicesimo, che sarebbe più adatto alla società dello spettacolo”. “O alla società dell’avanspettacolo, com’è questa. Negli ultimi trent’anni sulla scena della storia ci sono soltanto attorucoli. Questo Papa non era forse da giovane un mediocre attore polacco?”». Botta e risposta tra il critico televisivo Curzio Maltese e l’attore Carmelo Bene su la Repubblica del 20 novembre.
Giubileo ambrosiano: uniti nelle sfide
«Tante sono le sfide che dovete affrontare in questo importante passaggio epocale! La sfida del consumismo. [...] La sfida della secolarizzazione. [...] La sfida della multietnicità». Così Giovanni Paolo II nel discorso ai partecipanti al pellegrinaggio giubilare della diocesi di Milano, celebrato il 4 novembre. Precedentemente, nell’omelia tenuta durante una solenne celebrazione in rito ambrosiano sul sagrato della Basilica vaticana, il cardinale Carlo Maria Martini aveva detto: «Occorre che la gioia del Vangelo risplenda nei nostri comportamenti e nelle nostre scelte per poter affrontare le sfide della diversità con la coscienza del nostro tesoro e con la volontà di scambiarci, nel dialogo ecumenico e interreligioso, tutti quei doni che lo Spirito di Dio continuamente infonde nel cuore di ogni persona».
Papa/1
«Carissimi, anch’io sono figlio di un militare». Riaffermato il sì all’«ingerenza umanitaria»
«Carissimi, anch’io sono figlio di un militare, mi sento vicino a tutti voi. Vi ringrazio per la vostra presenza sotto questa pioggia. Sono sicuro che vi porterà copiose benedizioni». Parole pronunciate a braccio dal Papa il 19 novembre dopo la recita dell’Angelus. Giovanni Paolo II precedentemente aveva celebrato la messa per il Giubileo dei militari e delle forze di polizia, cui avevano partecipato circa 70mila fedeli (65mila italiani, 1700 spagnoli, 1500 polacchi e gruppi minori di francesi, tedeschi, croati, svizzeri, argentini, cileni, statunitensi – tra cui alcuni agenti dell’Fbi –, australiani e qualche membro della Legione straniera). Nel corso dell’omelia il Papa aveva detto: «Talora il compito di promuovere la pace, come l’esperienza anche recente ha dimostrato, comporta iniziative concrete per disarmare l’aggressore. Intendo qui riferirmi alla cosiddetta ingerenza umanitaria, che rappresenta, dopo il fallimento degli sforzi della politica e degli strumenti di difesa non violenti, l’estremo tentativo per arrestare la mano dell’ingiusto aggressore».
Papa/2
Tornare al Concilio per incendiare mondo ricco di sfide
Tornare a Concilio per incendiare mondo ricco di sfide. Con questo titolo l’agenzia Ansa ha presentato, con tre lanci, l’omelia di Giovanni Paolo II per il Congresso mondiale del laicato cattolico dell’apostolato dei laici, celebrato sul sagrato di San Pietro il 26 novembre. Ha detto il Papa: «A 35 anni dalla sua conclusione, io dico: bisogna ritornare al Concilio. Bisogna riprendere in mano i documenti del Vaticano II per riscoprirne la grande ricchezza di stimoli dottrinali e pastorali». E poi ha aggiunto: «Carissimi, non abbiate paura di accettare questa sfida: essere uomini e donne santi! [...] A voi ripeto quest’oggi, come ai giovani durante la recente Giornata mondiale della Gioventù, che se sarete quello che dovete essere – se vivrete cioè il cristianesimo senza compromessi – potrete incendiare il mondo».
Ruini/1
La sfida della Chiesa italiana
«Quel poco di esperienza internazionale che ho potuto farmi mi ha mostrato come, da una parte, l’Italia sotto il profilo politico sia considerata un Paese non propriamente di primaria importanza, ma dall’altra parte sia un vero Paese di riferimento – al quale si guarda e dal quale molto si attende – in Europa e nel mondo, dal punto di vista religioso, in concreto del cattolicesimo e in certa misura di tutto il cristianesimo. Questo apprezzamento ha la sua motivazione anzitutto nella presenza e nel ruolo del Papa, ma riguarda anche la comunità dei cattolici italiani. Proprio per questo esiste, e non può essere lasciato tranquillamente senza risposta, un impegnativo ruolo storico della Chiesa italiana. A mio parere esso si rivolge anzitutto all’Occidente, per una ragione di affinità (l’Italia è parte dell’Occidente), ma anche perché l’Occidente stesso attualmente è il luogo della sfida decisiva per il cristianesimo. Una sfida che riguarda la sua capacità non soltanto di sopravvivere in questa società e cultura che cambiano tanto rapidamente, ma anche di impregnarle e di orientare il loro divenire, sia pure in maniera parziale e in concorso con molti altri fattori». Stralcio dall’intervento pronunciato dal cardinale Camillo Ruini, vicario di Roma e presidente della Cei, nel corso dell’incontro di presentazione del volume Dopo 2000 anni di cristianesimo, edito da Mondadori, avvenuto a Roma il 15 novembre. L’intervento di Ruini è stato pubblicato su Avvenire di domenica 19 novembre (inizio in prima pagina) col titolo La via italiana della modernità. Il futuro della fede in Occidente.
Ruini/2
Soprannaturale: par condicio tra la tesi di de Lubac e la teologia tradizionale
«Alla luce dello svolgimento concreto del Concilio [Vaticano II] e del fatto che subito dopo di esso le posizioni del padre [Henri] de Lubac si sono largamente diffuse, senza più suscitare opposizioni da parte del Magistero e senza più essere dichiarate inaccettabili da parte dei più qualificati teologi, sembra potersi chiaramente concludere che l’interpretazione della gratuità sostenuta da de Lubac, e da molti altri con lui, non è da ritenersi attualmente in contrasto con il Magistero, pur restando vero che essa non è compatibile con l’insegnamento della Humani generis [enciclica di Pio XII, 1950]. Non è questo l’unico caso nel quale, alla luce del Concilio, qualche posizione teologica trova un diritto di cittadinanza che prima non aveva. Sarebbe per altro verso del tutto infondato ritenere che oggi è l’altra interpretazione della gratuità a essere, non dico censurata, ma teologicamente insostenibile. Entrambe possono liberamente confrontarsi, e anzi penso sia del tutto possibile e corretto, da parte di un teologo, continuare a pensare che vi sia una incompatibilità oggettiva tra la tesi di de Lubac e il carattere divinizzante e totalmente gratuito della salvezza cristiana, senza ritenere per questo che tale incompatibilità sia oggi da censurarsi: questa di fatto è la mia personale valutazione». Parole del cardinale Camillo Ruini, vicario di Roma e presidente della Cei, tratte dal saggio La questione del soprannaturale. Natura e Grazia pubblicato dal Nuovo Areopago, n. 2-3, 2000.
Sant’Agostino/1
Cossiga: il mio santo preferito
«Amo in particolare sant’Agostino, forse perché sono un cattolico peccatore, mi colpisce più di san Tommaso. Poi Francesco d’Assisi, di certo il più grande rivoluzionario dopo Nostro Signore. Infine, per motivi che sono in gran parte politico-culturali, Thomas More». Così l’ex presidente della Repubblica nel libro-confessione Francesco Cossiga: la passione e la politica, di Piero Testoni, edito da Rizzoli.
Sant’Agostino/2
Le Monde: immense Augustin
Immense Augustin. Con questo titolo il supplemento letterario di Le Monde ha pubblicato una recensione, firmata dallo scrittore Philippe Sollers, della Cité de Dieu del vescovo d’Ippona, secondo tomo delle Oeuvres augustiniennes per la celebre collana La Pléiade di Gallimard.
Cardinali/1
Piovanelli: «Io papa? Mi fa sorridere...»
«Io papa? Mi fa sorridere perché la sento come una cosa talmente lontana... è come se, a chi è abituato ad andare in bicicletta, si dicesse: sali su un aereo e guidalo. Sì, è una cosa che mi fa sorridere e non so neanche spiegarmi come questo possa venire fuori. Posso capirlo per altri confratelli. Ma credo di non avere proprio nessun motivo da offrire agli altri per una designazione di questo genere. Tanto più che poi, grazie a Dio, il Papa non è solo in gamba, ma si vede, entra nel terzo millennio con un passo molto più sicuro di quanto, un anno, un anno e mezzo o due fa si potesse pensare». Battute dell’arcivescovo Silvano Piovanelli, arcivescovo di Firenze, riportate nel libro La Chiesa come la vivo io, edito da Piemme a cura di Enrico Viviano.
Cardinali/2
Gli ultraottantenni a pranzo col Papa
Come ogni 4 novembre anche quest’anno, il giorno del suo onomastico il Papa ha invitato a pranzo i cardinali ultraottentenni, ormai suoi coetanei, presenti a Roma. Questa volta hanno risposto all’appello undici dei diciannove porporati “pensionati” con residenza nell’Urbe, e cioè: Opilio Rossi (90 anni), Giuseppe Caprio (86), Giuseppe Casoria (92), Antonio Innocenti (85), Paul Augustin Mayer (89), Edouard Gagnon (82), Alfons M. Stickler (90), Giovanni Canestri (82), Fiorenzo Angelini (84), Luigi Poggi (83), Giovanni Cheli (82). Pochi giorni dopo Gagnon è tornato a stabilirsi nel suo Canada.
Cardinali/3
Gli ottanta anni di de Araújo Sales
L’8 novembre ha compiuto ottant’anni il cardinale brasiliano Eugênio de Araújo Sales. Il porporato, vescovo dal ’54, arcivescovo di São Salvador da Bahia nel 1968 e creato cardinale da Paolo VI l’anno successivo, dal 1971 guida la diocesi di São Sebastião do Rio de Janeiro.
A fine novembre quindi il numero dei cardinali elettori è di 97 (su 142), di cui cinque brasiliani, tutti molto anziani (con una età compresa tra i 75 e i 79 anni). Una curiosità: con gli ottant’anni di Sales per la prima volta in questo pontificato il numero dei cardinali elettori brasiliani di nomina wojtyliana (3) supera quello dei creati da papa Montini (2).
Patriarchi
Accolte le dimissioni di Maximos V
Il 24 novembre la sala stampa della Santa Sede ha ufficializzato la notizia che due giorni prima il Sinodo dei vescovi della Chiesa greco-melkita cattolica, riunitosi a Raboueh (Libano) «dopo aver consultato il Sommo Pontefice», ha accettato la rinuncia all’ufficio di Maximos V Hakim, 92 anni, dal ’67 patriarca di Antiochia dei greco-melkiti cattolici. Il 12 giugno scorso monsignor Jean Assad Haddad, 74 anni, arcivescovo di Tyr dei greco-melkiti dall’88, era stato nominato amministratore apostolico “sede plena” dello stesso patriarcato.
Secondo un dispaccio dell’agenzia Catholic News Service (Cns) del 30 novembre il Sinodo greco-melkita cattolico ha selezionato come nuovo patriarca l’arcivescovo Loutfi Laham, basiliano, nato in Siria 67 anni fa, dall’81 ausiliare e protosincello di Gerusalemme dei greco-melkiti.
Ecumenismo/1
Al patriarcato di Costantinopoli la chiesa di San Teodoro al Palatino a Roma. Intanto tra Alessio II e Bartolomeo...
«Con un cuore puro e libero per obbedire alla volontà dell’unico Signore noi dobbiamo dunque continuare la nostra ricerca sincera, fraterna e affettuosa della piena comunione. È in questa prospettiva che sono felice di aver potuto mettere a disposizione del patriarcato ecumenico l’antica e bella chiesa di San Teodoro al Palatino a Roma, affinché sia destinata al culto e alle attività pastorali della comunità greco-ortodossa della città, che avrà così l’assistenza spirituale necessaria alla sua crescita e al dialogo con l’insieme dei cristiani residenti a Roma». Lo ha annunciato il Papa nel suo consueto messaggio al patriarca di Costantinopoli, Bartolomeo I, in occasione della festa di sant’Andrea il 30 novembre. Cardinale diacono del titolo di San Teodoro era Vincenzo Fagiolo, scomparso lo scorso 22 settembre.
A Costantinopoli, sempre per la festa di sant’Andrea, si è recata in visita di cortesia una delegazione pontificia composta dai vertici del Pontificio Consiglio per l’unità dei cristiani. Nessuna visita di cortesia al Fanar invece da parte del patriarcato di Mosca. La decisione era stata annunciata l’8 novembre dal santo Sinodo della Chiesa ortodossa russa. Motivo: il perdurante (dal ’93) conflitto tra i due patriarcati su chi abbia giurisdizione sulla comunità ortodossa estone, aggravato da alcune dichiarazioni rilasciate da Bartolomeo I durante una visita in Estonia dal 26 ottobre al 1º novembre. Il santo Sinodo russo ha anche annunciato che non parteciperà alle festività giubilari previste a Istanbul il prossimo Natale, e neanche al simposio sull’ambiente organizzato da Bartolomeo I con una crociera nel mar Baltico il prossimo anno. Di più: Mosca ha affermato di considerare «non desiderabili» le visite a diocesi della Chiesa russa ortodossa previste durante la medesima crociera.
Ecumenismo/2
Il cardinale di Palermo ospite a Costantinopoli
«Dopo Milano, Firenze e Venezia il Patriarca ha voluto incontrare anche Palermo. È il segno che, come afferma il Papa nella Ut unum sint, col Concilio Vaticano II “la Chiesa cattolica si è impegnata in modo irreversibile a percorrere la via della ricerca ecumenica” e che bisogna conoscersi meglio per poter camminare più agevolmente insieme». Lo ha dichiarato in una intervista ad Avvenire (25 novembre) il cardinale di Palermo, Salvatore De Giorgi, al ritorno da una visita a Bartolomeo I, patriarca di Costantinopoli.
Vaticano
Accademia delle Scienze: Ratzinger e Martini membri onorari
Il 22 novembre i cardinali Carlo Maria Martini e Joseph Ratzinger sono stati nominati membri onorari della Pontificia Accademia delle Scienze. Attualmente sono gli unici porporati presenti nell’Accademia fondata nel 1603.
Sodano
Il popolo cristiano sa che solo in Cristo c’è salvezza... anche senza leggere la Dominus Iesus
«A tutti gli uomini di buona volontà la Chiesa continuerà a riproporre il Vangelo di Cristo, in cui solo c’è salvezza. È questo, del resto, il significato della Porta Santa, attraverso la quale sono già passati milioni di credenti. Questi volevano passare per la Porta della salvezza che è Cristo. Ed il nostro popolo cristiano lo ha ben presente, anche senza aver letto la recente dichiarazione Dominus Iesus su Cristo nostro unico salvatore. In realtà, come recentemente annotava con arguzia un prete romano, tutti sanno bene che il Colosseo ha mille porte, ma che per entrare in Paradiso vi è una porta sola, è quella di Gesù Cristo». Finale della prolusione tenuta dal cardinale Angelo Sodano, segretario di Stato vaticano, l’8 novembre in occasione della cerimonia di apertura dell’anno accademico 2000-2001 della Pontificia Università Lateranense. Presente anche il cardinale Camillo Ruini. La prolusione (iniziata con una citazione dantesca: «Vassene ’l tempo e l’uom non se ne avvede», Purgatorio, IV, 9) è stata pubblicata dall’Osservatore Romano del 9 novembre col titolo Il Grande Giubileo: prospettive per l’avvenire.
Ratzinger
Il razionalismo neoscolastico è fallito
«Ritengo che il razionalismo neoscolastico sia fallito nel suo tentativo di voler ricostruire i Praeambula fidei con una ragione del tutto indipendente dalla fede, con una certezza puramente razionale; tutti gli altri tentativi, che procedono su questa medesima strada, otterranno alla fine gli stessi risultati. Su questo punto aveva ragione Karl Barth, nel rifiutare la filosofia come fondamento della fede, indipendentemente da quest’ultima: la nostra fede si fonderebbe allora, in fondo, su mutevoli teorie filosofiche». Frasi del cardinale Ratzinger, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, citate da Dario Antiseri in un articolo sul Corriere della Sera (2 novembre), titolato L’angoscia, una dimensione dell’anima che aiuta a vivere meglio.
Ortega y Alamino
A Cuba sembrerebbe che si vada verso l’abolizione della pena di morte
In base ad indiscrezioni di funzionari cubani, «sembrerebbe che la pena di morte non sarà una cosa che durerà ancora per molto sull’isola». Lo ha affermato, secondo un dispaccio Ansa del 25 novembre, il cardinale dell’Avana Jaime Lucas Ortega y Alamino durante una visita nel Salvador, dove era stato inviato dal Papa come suo rappresentante in occasione del Congresso eucaristico nazionale.
Santa Sede/1
Emanata istruzione sulle preghiere di guarigione
Il 23 novembre è stata resa nota, senza alcun preavviso che la annunciasse, una Istruzione circa le preghiere per ottenere da Dio la guarigione della Congregazione per la dottrina della fede. Il documento, che è stato approvato dal Papa, si conclude con dieci disposizioni disciplinari in cui si impongono regole e limiti alle riunioni dedicate alle preghiere per ottenere la guarigione. La stampa ha visto in questo documento un altolà ad alcune pratiche rituali tipiche di gruppi carismatici e soprattutto alle cerimonie dell’arcivescovo Emmanuel Milingo; nella quarta disposizione disciplinare infatti si legge: «Il permesso per ottenere tali celebrazioni [liturgiche di guarigione] deve essere esplicito, anche se le organizzano o vi partecipano vescovi o cardinali. Stante una giusta e proporzionata causa, il vescovo diocesano ha il diritto di porre il divieto ad un altro vescovo».
Santa Sede/2
Un siriano, Moussa Daoud, al posto di Silvestrini
Il 25 novembre sono state accettate le dimissioni del cardinale Achille Silvestrini, 77 anni compiuti il 25 ottobre, da prefetto della Congregazione per le Chiese orientali, dicastero che guidava dal ’91. Al suo posto è stato nominato Ignace Moussa I Daoud, 70 anni compiuti il 18 settembre, patriarca dei siro-cattolici dall’ottobre ’98. La nomina ha destato sorpresa tra i vaticanisti che non si aspettavano l’arrivo di un orientale per succedere ad un veterano della curia (anche se in passato altri due esponenti dell’Oriente cattolico – il patriarca armeno Pietro Gregorio Agagianian e l’arcivescovo melkita Gabriel Acacio Coussa – erano approdati ad incarichi romani).
Solo due giorni prima della prestigiosa nomina Moussa Daoud era stato ricevuto in udienza dal Papa in occasione del pellegrinaggio giubilare della sua Chiesa. Silvestrini era stato ricevuto in udienza privata il 20 novembre e due giorni prima era stato salutato «con affetto» dal Papa, insieme a monsignor Claudio Celli, suo vecchio collaboratore e ora segretario dell’Apsa, in occasione del pellegrinaggio giubilare del gruppo dell’associazione “Comunità Domenico Tardini”.
Moussa Daoud, nato in Siria, ordinato sacerdote nel ’54, si è licenziato in diritto canonico alla Lateranense nel ’64 e parla arabo, francese e italiano. Nel ’77 è vescovo del Cairo, arcivescovo di Homs (Siria) nel ’94, quattro anni dopo è stato eletto patriarca di Antiochia dei siri con residenza in Libano. È già conosciuto nella curia romana perché per 15 anni ha lavorato alla revisione dei canoni del Codice di diritto canonico delle Chiese orientali e dal ’95 è membro della Congregazione per la dottrina della fede. È presumibile che nel prossimo concistoro verrà creato cardinale, ma non sarà il primo siro-cattolico a ricevere questo onore: nel ’35 infatti toccò a al patriarca Ignace Gabriel Tappouni (scomparso nel ’68).
La Chiesa siro-cattolica conta circa 150mila fedeli, di cui 100mila in Medio Oriente (principalmente in Iraq, Siria e Libano) e il resto perlopiù negli Stati Uniti. L’esigua consistenza di questa Chiesa diminuisce il rischio di invidie e risentimenti da parte di altre comunità cattoliche orientali, le quali d’altra parte vedono aprirsi la possibilità di avere a Roma un interlocutore che comprenda meglio alcuni desideri che da anni rimangono inevasi, e cioè: la richiesta di avere piena giurisdizione sulle comunità del proprio rito che si trovano fuori dei territori storici dei patriarcati (in NordAmerica, ad esempio), e la richiesta che in questi territori non storici possano svolgere attività pastorale anche sacerdoti sposati.
Santa Sede/3
Ausiliari in curia: il record di De Angelis
Il 21 ottobre Nicola De Angelis, concezionista, 61 anni, ausiliare di Toronto dal ’92, è stato nominato membro del Pontificio Consiglio per i migranti. Il presule italiano trapiantato in Canada raggiunge così un piccolo record: è il vescovo ausiliare con più incarichi nella curia romana. De Angelis infatti è membro della Congregazione per i religiosi dal ’94 e del Consiglio per il dialogo inter-religioso dal ’96.
Complessivamente sono circa una dozzina i vescovi ausiliari presenti nei dicasteri romani. Non molti quindi. Perlopiù distribuiti nei Pontifici Consigli. Nelle Congregazioni, oltre a De Angelis, c’è solo un altro ausiliare: Salvatore Fisichella, 49 anni, ausiliare di Roma dal ’98, alle Cause dei santi dallo scorso ottobre.
Vescovi italiani
Un conventuale a Tursi e un lombardo a Lanciano
Il 6 novembre Francescantonio Nolè, conventuale, è stato nominato vescovo della diocesi lucana di Tursi-Lagonegro. Subentra a Rocco Talucci, che a febbraio era stato promosso arcivescovo di Brindisi. Nolè, 52 anni, nel ’92-94 è stato direttore del Centro missionario nazionale dei Frati minori conventuali, e dal ’94 era ministro della provincia napoletana dell’Ordine.
Il 25 novembre Carlo Ghidelli, 66 anni, lombardo della diocesi di Crema, è stato nominato arcivescovo di Lanciano-Ortona. Prende il posto del lancianese Enzio d’Antonio, 75 anni, alla guida della diocesi abruzzese dall’82. Ghidelli è stato segretario particolare di monsignor Carlo Manziana (vescovo di Crema, uno dei teorici della riforma liturgica postconciliare), sottosegretario della Cei nel triennio ’83-86, e dall’86 assistente centrale dell’Università Cattolica.
Diplomazia/1
Nuovi ambasciatori di Portogallo e Venezuela
Il 6 novembre il Papa ha ricevuto le lettere credenziali del nuovo ambasciatore del Venezuela, Ignacio Quintana, 51 anni, candidato presidenziale nel ’98. Nel suo indirizzo d’omaggio Quintana ha affermato di rappresentare «un presidente che vive la fede in Cristo: Hugo Chávez Frías» e ha riferito che lo stesso Chávez gli «ha raccomandato di sottolineare la sua adesione alla dottrina sociale della Chiesa». Negli ultimi tempi i rapporti tra il presidente (definito «un Castro venezuelano» dal Washington Post) e la gerarchia cattolica erano piuttosto turbolenti (un governatore appartenente al partito di Chávez è arrivato ad accusare di corruzione il presidente della Conferenza episcopale), tanto che a fine ottobre è stata annunciata la creazione di una commissione bilaterale per ricomporre i dissidi ed evitare future controversie.
Il 13 novembre è stata la volta del nuovo rappresentante portoghese, Pedro José Ribeiro de Menezes, 61 anni, diplomatico di carriera, ex ambasciatore in Brasile (’93-97) ed ex segretario generale del Ministero degli Esteri (’97-2000).
Diplomazia/2
Lazzarotto nunzio in Irlanda
L’11 novembre Giuseppe Lazzarotto, 58 anni, è stato nominato nunzio in Irlanda. Nato a Carpené (Vi) e incardinato sacerdote nella diocesi di Padova, Lazzarotto era dal ’94 arcivescovo e nunzio in Giordania e Iraq. Entrato nella diplomazia pontificia nel ’71 ha lavorato, prima di diventare nunzio, in Zambia Belgio, Cuba, Gerusalemme e nella seconda sezione della Segreteria di Stato.
Diplomazia/3
Accordi della Santa Sede con Lettonia e Slovacchia
L’8 novembre è stato firmato a Riga un accordo tra Santa Sede e Lettonia. Le firme sono state apposte dal nunzio pontificio Erwin Josef Ender e dal ministro della Giustizia lettone. L’accordo definisce lo status giuridico della Chiesa e riguarda materie come il matrimonio canonico, l’assistenza religiosa in ospedali, carceri e nelle forze armate (è prevista la costituzione di un ordinariato), le scuole cattoliche, l’insegnamento della religione nelle scuole pubbliche.
Il 24 settembre è stato firmato a Roma l’accordo-base tra Santa Sede e Repubblica Slovacca. Le firme sono del cardinale segretario di Stato Angelo Sodano e del primo ministro Mikulas Dzurinda. L’accordo-base regola lo status giuridico della Chiesa e riguarda materie come il matrimonio canonico, l’assistenza religiosa in ospedali, carceri, le scuole cattoliche, l’insegnamento della religione nelle scuole pubbliche. Sono previsti futuri accordi circa l’assistenza spirituale nelle forze armate e circa questioni economiche.
Italia
I Benedettini tornano a Norcia
I primi di dicembre tornano a Norcia, patria di san Benedetto e santa Scolastica, i Benedettini. Su invito dell’arcivescovo del luogo Riccardo Fontana, il priorato di Maria Sedes Sapientiae, canonicamente eretto lo scorso anno, occuperà il monastero di San Benedetto in Norcia, che venne soppresso in epoca napoleonica e che tra il 1821 e il 1986 è stato sede della curia episcopale (in quella data infatti Norcia fu unita a Spoleto). Caratteristiche del nuovo monastero saranno la preghiera (con messa in latino, secondo il Novus Ordo, e canto gregoriano) e il lavoro. Priore sarà padre Cassian Folsom, fino a poco tempo fa propreside del Pontificio Istituto liturgico presso l’Ateneo Sant’Anselmo a Roma.
Tragedie
Improvvisa scomparsa del vescovo Tramma
Monsignor Umberto Tramma, segretario aggiunto del Pontificio Consiglio per i testi legislativi, è venuto meno la mattina del 1º novembre poco dopo essere stato colto da malore sul sagrato di San Pietro mentre assisteva alla messa celebrata dal Papa per Ognissanti. Napoletano, 69 anni, Tramma era stato vescovo di Nola dal ’90 allo scorso anno, quando è stato chiamato nella curia romana.
Contro il razzismo
Il manifesto di Manconi
Numerose firme hanno corredato l’appello antirazzista lanciato dal senatore verde Luigi Manconi sulle colonne della Repubblica (15 novembre) col titolo Sì alla convivenza tra culture diverse. Tra i sottoscrittori: i vescovi Alberto Ablondi e Luigi Bettazzi, l’intellettuale islamico Khaled Fouad Allam, Mariangela Falà, presidente dei buddisti italiani, Giovanni Genre, moderatore della Tavola valdese, Amos Luzzatto, presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane, monsignor Francesco Ventorino, Tullia Zevi.
Libri
Pubblicata in Italia, dai Carismatici, l’autobiografia del cardinale López Trujillo
Le edizioni Rinnovamento nello Spirito Santo, dei Carismatici cattolici italiani, hanno pubblicato il volume Testimonianze, una autobiografia, in forma di intervista, del cardinale colombiano Alfonso López Trujillo, 65 anni, dal ’90 presidente del Pontificio Consiglio per la famiglia. Il volume, curato dallo spagnolo José Luis Gutiérrez García, era uscito in lingua spagnola (Testimonios) nel ’97.
Carmelo Bene
Volgare attacco a Wojtyla
«“Guy Debord profetizzava già negli anni Sessanta il ritorno al cattolicesimo, che sarebbe più adatto alla società dello spettacolo”. “O alla società dell’avanspettacolo, com’è questa. Negli ultimi trent’anni sulla scena della storia ci sono soltanto attorucoli. Questo Papa non era forse da giovane un mediocre attore polacco?”». Botta e risposta tra il critico televisivo Curzio Maltese e l’attore Carmelo Bene su la Repubblica del 20 novembre.