30Giorni in breve
- Ecclesia de Eucharistia
- «Mai più la guerra»
- Monsignor Warduni: misericordia per i nostri bambini
- Jimmy Carter e la guerra escatologica
- La scomparsa del cardinale Groër
- La Chiesa sotto le bombe angloamericane
- Il Trittico Romano
- Tettamanzi: o il negoziato o la violenza
- Chirac al Papa
- D’Ambrosio arcivescovo di Manfredonia, Beschi ausiliare a Brescia
- Périsset nunzio anche in Moldova
- Baghdad come Montecassino
- L’iperpotenza americana e la realtà virtuale
- Hebda sottosegretario ai testi legislativi
- Primo summit Vaticano-Rabbinato d’Israele
- Mitzna: la pace e la Grande Israele
ENCICLICA
Ecclesia de Eucharistia
Il 31 marzo, in occasione dell’Angelus, il Papa ha annunciato che il giovedì santo 17 aprile firmerà la sua quattordicesima enciclica. Tema del nuovo documento pontificio è il sacramento dell’eucarestia. Titolo previsto: Ecclesia de Eucharistia.
Papa Wojtyla /I
«Mai più la guerra»

Giovanni Paolo II durante l’Angelus del 16 marzo
Papa Wojtyla /2
Il giovane Karol
sotto il nazismo
La Stampa di lunedì 17 marzo, nel riportare le parole pronunciate dal Papa all’Angelus del giorno precedente, dedicava un ampio articolo, a firma di Marco Tosatti, alla giovinezza di Karol Wojtyla, dal tentativo di fuga, a seguito dell’invasione nazista, fino alla decisione di entrare nel seminario clandestino retto dal cardinale Sapieha, dopo esser fortunosamente scampato, il 6 agosto del 1944, all’ultimo grande rastrellamento nazista. Particolarmente toccante la parte in cui l’articolo ripercorre il massacrante lavoro del giovane Karol nel periodo dell’occupazione nazista. Così Tosatti: «Il giovane Karol lavorava in una cava che forniva sodio alla fabbrica Solvay; un espediente per evitare la deportazione verso Est, nei campi di lavoro forzati. Ogni giorno doveva percorrere a piedi sette chilometri all’andata e sette al ritorno. Il suo compito era quello di caricare pesanti pietre, ricavate da grandi blocchi di roccia che altri spaccavano, sui carrelli a rotaia. Dopo la morte del padre, riuscì a farsi trasferire dalla cava alla fabbrica. Doveva trasportare su due secchi, tenuti sulle spalle da un bilancere, il materiale fino al “bollitore” collocato in cima a una rampa di scale…».
Chiesa irachena
Monsignor Warduni: misericordia per i nostri bambini
Tra i tanti appelli per scongiurare la guerra in Iraq, particolarmente toccante quello apparso sulle pagine di Avvenire del 18 marzo. Lo ha lanciato monsignor Shlemon Warduni, vescovo ausiliare di Baghdad dei Caldei: «Abbiate misericordia dei bambini iracheni, abbiate pietà dei giovani iracheni, dei vecchi e delle donne, che sono proprio disperati».
GUERRA
Jimmy Carter e la guerra escatologica

Jimmy Carter
«Da cristiano e da presidente che ha affrontato difficili crisi internazionali, ho acquisito grande dimestichezza con i princìpi della guerra giusta ed è chiaro che un attacco sostanzialmente unilaterale contro l’Iraq non rientra in questi parametri. È un’opinione condivisa pressoché universalmente dai leader religiosi, spiccano tra le eccezioni alcuni portavoce della Congregazione battista su cui pesa l’impegno nei confronti di Israele fondato su una teologia escatologica o dell’ultimo giorno». Così l’ex presidente degli Stati Uniti Jimmy Carter in un articolo per il New York Times, apparso in Italia, sullaRepubblica, il 10 marzo.
Sacro Collegio
La scomparsa del cardinale Groër
Il 24 marzo è venuto meno il cardinale benedettino Hans Hermann Groër, 84 anni, dal 1986 al 1995 arcivescovo di Vienna.
Il Sacro Collegio risulta ora composto da 170 cardinali, di cui 112 elettori in un eventuale conclave. I porporati austriaci rimangono tre, di cui solo uno elettore (l’arcivescovo di Vienna Christoph Schönborn). Il cardinale ultranovantenne Paul Augustin Mayer è attualmente l’unico porporato benedettino nel Sacro Collegio.
Il Sacro Collegio risulta ora composto da 170 cardinali, di cui 112 elettori in un eventuale conclave. I porporati austriaci rimangono tre, di cui solo uno elettore (l’arcivescovo di Vienna Christoph Schönborn). Il cardinale ultranovantenne Paul Augustin Mayer è attualmente l’unico porporato benedettino nel Sacro Collegio.
IRAQ
La Chiesa sotto le bombe angloamericane
Monsignor Shlemon Warduni, vescovo ausiliare di Baghdad dei Caldei, il 27 marzo ha lanciato un appello, a nome delle Chiese cristiane in Iraq, per la cessazione della guerra (mentre era in corso l’ennesimo bombardamento su Baghdad) tramite una comunicazione telefonica a Teleradiopace, emittente della diocesi di Chiavari. Nel corso della telefonata Warduni ha confermato che il patriarcato caldeo di Baghdad è stato chiuso, perché danneggiato dai bombardamenti del 21 marzo. Sotto i bombardamenti è rimasto ferito monsignor Emmanuel-Karim Dally, già vescovo ausiliare del patriarcato caldeo di Baghdad. A riferire tali fatti è stata l’agenzia Misna che, in questi giorni, ha dato anche notizia di altre chiese cattoliche colpite e danneggiate dai bombardamenti angloamericani. Ma, ovviamente, non sono solo le chiese ad essere colpite. L’arcivescovo latino di Baghdad, monsignor Jean Benjamin Sleiman, in una dichiarazione riportata dal National Catholic Reporter, del 28 marzo, ha riferito che la prima vittima dei bombardamenti angloamericani è stato un giovane cattolico caldeo.
Papa Wojtyla /3
di Giovanni Paolo II
Il Trittico Romano
Il 6 marzo nell’aula “Giovanni Paolo II” della Sala Stampa della Santa Sede ha avuto luogo la presentazione del nuovo libro di poesie del Papa, dal titolo, in italiano, Trittico romano - Meditazioni. La prolusione è stata tenuta dal cardinale Joseph Ratzinger, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, mentre un commento critico dei testi è stato letto del professor Giovanni Reale. Nel corso della presentazione l’attore Nando Gazzolo ha letto alcune delle nuove poesie di Giovanni Paolo II. Oltre ad un buon numero di giornalisti, hanno partecipato all’evento sette cardinali, sette arcivescovi e tre vescovi della Curia romana.
Verso la fine del suo commento critico, il professor Reale ha detto: «Wojtyla riunisce in sé – in differente misura – le tre grandi forze spirituali mediante le quali l’uomo da sempre ha ricercato la verità: “arte”, “filosofia”, “fede e religione”. Il nesso di queste tre forze, nell’unità in cui si trovano in Wojtyla, costituisce quello che Platone chiamava il “dèmone” con cui l’uomo nasce e da cui viene accompagnato per tutta la vita, e che certi psicologi moderni chiamano “codice dell’anima”. È appunto questo il dèmone che accompagna Wojtyla, e che costantemente è presente in tutto ciò che fa e che dice».
Verso la fine del suo commento critico, il professor Reale ha detto: «Wojtyla riunisce in sé – in differente misura – le tre grandi forze spirituali mediante le quali l’uomo da sempre ha ricercato la verità: “arte”, “filosofia”, “fede e religione”. Il nesso di queste tre forze, nell’unità in cui si trovano in Wojtyla, costituisce quello che Platone chiamava il “dèmone” con cui l’uomo nasce e da cui viene accompagnato per tutta la vita, e che certi psicologi moderni chiamano “codice dell’anima”. È appunto questo il dèmone che accompagna Wojtyla, e che costantemente è presente in tutto ciò che fa e che dice».
Cardinali /I
Tettamanzi: o il negoziato o la violenza
«Due prospettive si affrontano nel mondo: la prima sostiene che i conflitti possono essere risolti attraverso i negoziati e le vie del diritto, l’altra ritiene che sia più efficace e diretta la strada della violenza». Così il cardinale Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Milano, in occasione di un convegno in San Giovanni Laterano. A riferire le parole del porporato ambrosiano è Marco Politi, in un articolo dal titolo Prudenti e schierati, i vescovi si dividono, apparso sulla Repubblica del 26 marzo.
Cardinali /2
Etsou: recitare
il rosario in casa
per chiedere la pace
Tra i vari interventi a favore della pace, spicca quello dell’arcivescovo di Kinshasa, e presidente della Conferenza episcopale della Repubblica Democratica del Congo, monsignor Frédéric Etsou-Nzabi-Bamungwabi, il quale, al termine di un messaggio che si concludeva invitando i fedeli ad una messa da lui celebrata presso il santuario di Nostra Signora della pace di Fatima, ha detto: «Chiedo alle famiglie cristiane di recitare il rosario la sera nelle loro case, per ottenere dalla Santa Vergine Maria, Regina della pace, la sua intercessione per la fine rapida della guerra in Iraq».
Cardinali /2
Etsou: recitare
il rosario in casa
per chiedere la pace
Tra i vari interventi a favore della pace, spicca quello dell’arcivescovo di Kinshasa, e presidente della Conferenza episcopale della Repubblica Democratica del Congo, monsignor Frédéric Etsou-Nzabi-Bamungwabi, il quale, al termine di un messaggio che si concludeva invitando i fedeli ad una messa da lui celebrata presso il santuario di Nostra Signora della pace di Fatima, ha detto: «Chiedo alle famiglie cristiane di recitare il rosario la sera nelle loro case, per ottenere dalla Santa Vergine Maria, Regina della pace, la sua intercessione per la fine rapida della guerra in Iraq».
Lettere di pace /1
Chirac al Papa

Jacques Chirac
Lettere di pace /2
Lula al Papa
«In questo momento tanto grave per il futuro del mondo, scrivo per manifestare il riconoscimento e l’apprezzamento di tutto il nostro popolo per le parole pronunciate e i gesti operati da Sua Santità in favore della pace». Questo un passaggio della lettera inviata al Papa da Luiz Ignácio Lula da Silva, il neopresidente brasiliano, che ha voluto che a consegnare la missiva, direttamente nelle mani del Pontefice, fosse il suo ministro degli Esteri, Celso Luiz Nunez Amorim, ricevuto dal Pontefice il 31 marzo.
Italia
D’Ambrosio arcivescovo di Manfredonia, Beschi ausiliare a Brescia
L’8 marzo Domenico Umberto D’Ambrosio è stato nominato arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo e delegato della Santa Sede per le Opere di san Pio da Pietrelcina. D’Ambrosio, 62 anni, originario della sua nuova diocesi, dal 1999 era arcivescovo di Foggia-Bovino e in precedenza (1990-1999) aveva guidato la diocesi di Termoli-Larino.
Il 25 marzo è stato nominato vescovo ausiliare di Brescia monsignor Francesco Beschi, 52 anni, originario della città lombarda. Prende il posto di Virgilio Mario Olmi, che aveva compiuto 75 anni lo scorso agosto
Il 25 marzo è stato nominato vescovo ausiliare di Brescia monsignor Francesco Beschi, 52 anni, originario della città lombarda. Prende il posto di Virgilio Mario Olmi, che aveva compiuto 75 anni lo scorso agosto
Diplomazia
Périsset nunzio anche in Moldova
Il 22 marzo l’arcivescovo svizzero Jean-Claude Périsset, 64 anni, dal 1998 nunzio apostolico in Romania, è stato nominato anche rappresentante pontificio in Moldova. Finora la rappresentanza a Chisinau era svolta dal nunzio in Ungheria.
Bertone
Baghdad come Montecassino
«Baghdad come Monte Cassino. L’arcivescovo di Genova, Tarcisio Bertone, ieri mattina ospite del convegno annuale della Caritas, usa parole durissime quando si parla di guerra. “Inglesi e americani non hanno alcun rispetto per il patrimonio artistico e culturale. Lo hanno dimostrato nel Secondo conflitto mondiale, bombardando siti di enorme interesse e lo stanno dimostrando ora. Questo è l’aspetto meno importante della guerra se paragonato alla perdita di vite – aggiunge – ma rappresenta comunque una sconfitta per l’umanità”». Dalla cronaca genovese della Repubblica del 30 marzo.
“Falchi”
L’iperpotenza americana e la realtà virtuale

Soldati polacchi marciano durante una parata prima di raggiungere le truppe angloamericane per la guerra in Iraq, marzo 2003
Curia /1
Hebda sottosegretario ai testi legislativi
Il 1 marzo il monsignore statunitense Bernard A. Hebda, è stato nominato sottosegretario del Pontificio Consiglio per i testi legislativi. Finora era addetto di segreteria dello stesso dicastero.
Curia /2
Marchisano anche presidente della Commissione
per la tutela dei monumenti della Santa Sede
L8 marzo larcivescovo Francesco Marchisano è stato nominato presidente della Commissione permanente per la tutela dei monumenti storici e artistici della Santa Sede. Il presule piemontese, 74 anni a giugno, ricopre attualmente anche gli incarichi di: arciprete della basilica vaticana, vicario generale del Papa per la Città del Vaticano, presidente della Fabbrica di San Pietro, presidente della Pontificia Commissione per i beni culturali della Chiesa e di quella di archeologia sacra.
Dialogo
Primo summit Vaticano-Rabbinato d’Israele
Il 3 marzo la Sala Stampa della Santa Sede ha diffuso un comunicato congiunto della Commissione mista per il dialogo cattolico-ebraico, riunitasi dal 23 al 27 febbraio a Grottaferrata. All’incontro, il primo di questo genere, hanno partecipato una delegazione del Gran Rabbinato d’Israele (presieduta dal rabbino Shar Yishuv Cohen) e una delegazione della Commisione della Santa Sede per i rapporti religiosi con l’ebraismo (presieduta dal cardinale Jorge María Mejía). Il comunicato mostra «un’ampia convergenza su molti punti dei due temi fondamentali trattati: la santità della vita e i valori della famiglia».
MEDIO ORIENTE
Mitzna: la pace e la Grande Israele
Dopo l’attentato ad Haifa (del 5 marzo, che ha causato15 morti e 50 feriti) il leader laburista Amram Mitzna, già sindaco di Haifa per circa un decennio, ha concesso un’intervista all’Unità di cui riportiamo due passaggi: «Occorre spezzare questa spirale di sangue con scelte nette sia in campo politico che sul piano operativo, altrimenti resteremo prigionieri di un circolo vizioso che ad un attentato terroristico fa seguire una risposta sanguinosa che a sua volta innesca altre azioni terroristiche […]. È una illusione, una tragica illusione, pensare di continuare a voler pretendere una vita normale e al tempo stesso ritenere di poter realizzare il disegno della Grande Israele. Questo disegno, che porta necessariamente con sé il controllo di 3 milioni e mezzo di palestinesi, è inconciliabile con l’obiettivo, che fu dei pionieri sionisti, di fare di Israele un Paese normale, sicuro, pienamente integrato nella realtà mediorientale».