Rubriche
tratto dal n.09 - 1999

Lettere al direttore



LA POSTA DEL DIRETTORE


ARTE DEL MOSAICO

Sciopero in Vaticano

Caro senatore, nel pomeriggio ho atteso perché mi avevano detto che sarebbe venuto alla esposizione dei mosaici, ma era una informazione sbagliata. Si è perduto una splendida rassegna di questo genere artistico che richiede inventiva, abilità ed anche pazienza. Non voglio fare graduatorie di importanza con le altre mostre di questa ventesima edizione del Meeting di Rimini ma al massimo dovrebbero attribuire un primo premio ex aequo.
Stia bene.

Clara Timperi
Rimini, Italia

È dispiaciuto molto anche a me, ma il discorso – di grande interesse – del presidente algerino è terminato appena in tempo per trasferirmi a Castrocaro dove avevo un impegno librario.
Poiché vedo che porta interesse al settore, consiglio di andare a visitare, se verrà a Roma per il Giubileo, la Scuola del Mosaico in Vaticano. Lavorano con le tesserine minuscole (se non ricordo male hanno più di diecimila punti di colore) tanto che ci si confonde con opere pittoriche. Le racconteranno anche la divertente storia di un lungo sciopero di quei maestri d’arte che chiesero e ottennero sotto Pio VII uno stipendio minimo garantito.

G. A.


Commemorazioni

Attorno a don Sturzo

Caro senatore, ho letto il suo scritto su don Sturzo affiancato tipograficamente a quello dell’onorevole Silvio Berlusconi. Vedo che quest’ultimo non è piaciuto ad alcuni intransigenti che la considerano una invasione di campo, operata sulla scia della “popolarizzazione europea” di Forza Italia. Non condivido questo monopolismo; ma non è per questo che mi induco a scriverle. Mi è sembrata una espressione retorica la sua quando dice che non vorrebbe che la si annoverasse tra i critici di Sturzo. Di fatto emerge un dissenso con il presidente De Gasperi e lei non è certamente neutrale. Mi sembra anche riduttiva l’interpretazione delle polemiche sturziane contro l’Eni, ritenute come dettate solo dal fatto che l’ingegnere sovvenzionasse frange politiche.
Se ritiene utile la cosa ci dedichi qualche considerazione sulla rivista.
Buona estate.

Mimmo Lai

Non era agevole ridurre in una colonna e mezzo di giornale un profilo commemorativo; specie di un personaggio così importante e complesso come fu don Luigi Sturzo. Il suo ruolo storico è assicurato dalla lucidissima battaglia municipalista e dallo sdoganamento dei cattolici dalla protesta temporalistica e dalla subordinazione politica per così dire borghese. È altresì più che positivo il giudizio sul suo lungo esilio, distinto da una fierezza e una intransigenza esemplari.
Sugli anni romani dopo il ritorno in patria sono invece lecite anche alcune riserve e valutazioni critiche. Non so se abbiano fatto bene i dirigenti della Democrazia cristiana a non offrirgli – o, se vuole, a restituirgli – un posto di comando. Né è possibile dire come lo avrebbe gestito. Sta di fatto che in un isolamento quasi assoluto – dopo il breve periodo nell’Alta Corte siciliana di cui ho rammentato alcune posizioni discutibili – fu soggetto ad un’ottica comune agli altri esuli e cioè al non rendersi pienamente conto che venti anni erano trascorsi dal suo forzato espatrio. Le Partecipazioni statali non erano il frutto di un antiliberalismo concettuale, ma furono originate dalla grande crisi (Iri) o rispondevano ad un piano energetico (Eni) che l’economia suggeriva, anzi imponeva. In un ambito più ristretto la sua protesta per l’epurazione di qualche soggetto che ai suoi tempi, ma non dopo, era stato esemplare, fu ingiusta; così come ingiusta fu la sua censura per certi risvolti della riforma agraria che lo indussero ad una non benevolenza generale per Antonio Segni.
Il vecchio antagonismo con l’ormai più che defunto Giolitti lo portò a simpatizzare per il superstite Francesco Saverio Nitti pur capeggiando questi la lista dei comunisti e socialisti per il Campidoglio. Non potevo nell’articolo e neppure posso qui tracciare un profilo generale di don Sturzo, del quale ho volutamente sottolineato le eccezionali doti di intellettuale e di santo sacerdote.

G. A.


PUBBLICITÀ

Pianificazione familiare

Illustre direttore, ho visto su 30Giorni di maggio, come anche su numeri precedenti, la pubblicità di un metodo contraccettivo chiamato “Persona”, un apparecchio che rileva i giorni in cui la donna non è fertile. Vorrei sapere da lei come giustifica eticamente questo contraccettivo davanti a una persona come me che condanna qualsiasi metodo di contraccezione in quanto il risultato finale, la perdita dello spermatozoo, è sempre identico.
Grazie e cordiali saluti.

Fabrizio Berruti
Roma, Italia

Si tratta delle regole morali del rapporto tra gli sposi. Sulla linea del fine concorrente del “rimedio alla concupiscenza” si colloca la liceità dell’atto anche durante i giorni di ritenuta non fertilità femminile. Del resto se esistesse solo il bonum prolis dovrebbe escludersi l’atto stesso quando la donna attende un figlio. Il calendario della fertilità non ha tuttavia un rigido valore scientifico. Ricordo un mio vecchio professore del Laterano che riferendosi ai teorizzatori del ciclo stesso diceva che esistono molti figli di Ogino-Knaus, concepiti cioè a sorpresa.

G. A.


Vangeli

Storicità e non credenti

Illustre direttore, ho letto adesso l’articolo di 30Giorni di maggio sul Vangelo di Marco.Io sono cattolico e credo in modo assoluto alla fondatezza dei Vangeli.Davanti all’articolo mi è venuto in mente di chiedere a lei in che modo spiega la fondatezza dei Vangeli a un non credente o non cristiano che le pone la domanda.
Grazie e cordiali saluti.

Fabrizio Berruti
Roma, Italia

La tradizione storica sulla autenticità dei quattro Vangeli è un patrimonio consolidato della Chiesa fin dai primi secoli. Certamente la fede (che è un dono, del quale non possiamo pertanto farci merito) aiuta a leggere questi testi con uno spirito che non può provare il critico asettico o, peggio, vittima di un pregiudizialismo negatore.

G. A.


società

Droga libera?

Cari amici, la proposta di liberalizzazione della droga torna di nuovo nelle cronache dei giornali. Le tesi, a favore e contro, risentono di un massimalismo che non orienta. Immagino che voi abbiate approfondito il problema e sarei lieto di leggervi.
Tanti auguri.

Clelio Vannucchi
Milano, Italia

Alla recente proposta di un magistrato hanno replicato due fonti cattoliche, alle quali è congruo fare riferimento. Rifiuto netto. Don Antonio Mazzi (Avvenire del 4 settembre) rifiuta la tesi della irrecuperabilità dei tossicodipendenti ed aggiunge che occorre dar tempo alla sperimentazione della legge italiana sulla cura del metadone. A sua volta, l’agenzia Sir in una articolata intervista con un sociologo definisce l’eroina controllata una «scelta disastrosa».
Certamente l’obiettivo della dissoluzione del narcotraffico è suggestivo. Ma che si direbbe se per sconfiggere i ladri si proponesse di cancellare il furto dal Codice penale? Comunque, non sono temi da approfondire per sintesi. Ci torneremo.

G. A.


DIBATTITI

Parità scolastica

Esimio direttore, ho letto nella posta del numero 7/8 di 30Giorni le sue risposte a due lettere riguardanti l’approvazione della legge sulla parità scolastica e debbo confessarle che mi hanno stupito.
La sua esperienza umana e politica la rendono capace di leggere ed intendere anche le virgole di un dettato legislativo, il suo realismo è fuor di dubbio una virtù da acquisire, visto che la politica è arte di mediazione e compromesso, ma anche le parole che formano una legge o che la spiegano sono importanti, e le parole non vogliono dire tante cose; salvo che come è scritto in Alice nello specchio: «“Quando io uso una parola” disse Humpty Dumpty con scherno “essa significa esattamente ciò che desidero, né più né meno”. “Il punto è” disse Alice “se lei può far sì che le parole significhino tante cose diverse”. “Il punto è” disse Humpty Dumpty “chi è che deve comandare, e questo è tutto”». Per chi da anni aspetta una legge seria e un riconoscimento del proprio impegno in campo educativo sia come gestore sia come genitore, questa legge sul diritto allo studio, in cui continua ad esserci contrapposizione tra scuola così detta statale e scuola così detta privata, sembra essere ancora una volta frutto di un compromesso che schiaccia chi ha a cuore la libertà. Lei afferma che non si poteva ottenere di più ed è in ogni caso un primo passo, temo invece che possa essere l’ultimo passo e in ogni caso bastava chiamarla per quello che effettivamente è.
Ringraziandola in ogni modo per la sua cortesia, la saluto cordialmente

Maddalena Visigalli Moltrasio
Cernobbio, Italia

Ho gia espresso il mio avviso in proposito. La scrivente sembra preferire l’ipotesi di una prorogatio dei rinvii. Non ritengo che si sarebbe servita così la causa della parità. La questione di principio riconosciuta sconfessando la insuperabilità del «senza oneri dello Stato» è importantissima.

G. A.




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