30Giorni in breve
Comune di Roma.
Annunciata cittadinanza onoraria alla Lubich

Chiara Lubich
Bossi sul referendum.
«Bertinotti e il coraggio della fede»

Umberto Bossi
«Forse era un destino: il 18 aprile, data simbolo della grande vittoria democristiana, non poteva che finire così, con la morte della seconda Repubblica e la nascita di una terza che, a giudicare dai vagiti, somiglia tanto alla prima». Così Ugo Magri ha commentato lo stesso risultato referendario sulla prima pagina della Stampa del 19 aprile.

La prima Assemblea speciale per l’Europa del Sinodo dei vescovi nel 1991
In ottobre la seconda Assemblea speciale per l’Europa
Si terrà in Vaticano dal 1 al 23 ottobre prossimi la seconda Assemblea speciale per l’Europa del Sinodo dei vescovi (la prima venne celebrata nel ’91, dopo il fatidico ’89, col tema, a giudicare oggi, poco profetico, “Insieme testimoni di Cristo che ci ha liberato”). L’annuncio ufficiale è stato fatto il 5 aprile e contestualmente sono stati resi noti i nomi dei presuli che guideranno l’incontro. Presidenti delegati saranno il cardinale polacco Franciszek Macharski, arcivescovo di Cracovia, il porporato tedesco Joachim Meisner, arcivescovo di Colonia e quello francese Paul Poupard, presidente del Pontificio Consiglio per la cultura. Relatore generale sarà il cardinale Antonio María Rouco Varela, arcivescovo di Madrid e neopresidente della Conferenza episcopale spagnola. Segretari speciali saranno il polacco Józef Miroslaw Zycinski, arcivescovo di Lublino, e l’inglese Vincent Nichols, ausiliare di Westminster. Presidente della Commissione per il messaggio sarà il cardinale italiano Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Genova, che avrà come vice il lituano Audrys Juozas Backis, arcivescovo di Vilnius. A guidare la Commissione per l’informazione sarà, infine, l’ungherese István Seregély, arcivescovo di Eger, e suo vice sarà il tedesco Josef Homeyer, vescovo di Hildesheim.
Cardinali/1
La scomparsa del cardinale Silva Henríquez. Gli ottant’anni di Primatesta e Kuharic
Il 9 aprile è venuto meno il cardinale Raúl Silva Henríquez, salesiano, 91 anni, dal ’61 all’83 arcivescovo di Santiago del Cile, che ebbe la porpora da Giovanni XXIII nel 1962. Dopo la sua scomparsa rimane un solo membro del Sacro Collegio che deve il cardinalato a papa Roncalli: il quasi novantaquattrenne Franz König, arcivescovo emerito di Vienna. Nel Senato del Papa rimangono comunque altri due porporati cileni: Jorge Arturo Medina Estévez, 73 anni a dicembre, prefetto della Congregazione per il culto divino, e Juan Francisco Fresno Larraín, 85 anni a luglio, emerito di Santiago (di cui fu arcivescovo dall’83 al ’90).
Il 14 aprile ha compiuto ottant’anni il cardinale argentino Raúl Francisco Primatesta, arcivescovo di Cordoba dal ’65 al novembre scorso. Il giorno successivo ha raggiunto lo stesso traguardo il porporato croato Franjo Kuharic, arcivescovo di Zagabria dal ’70 al ’97.
Con la scomparsa di Silva Henríquez e gli ottant’anni di Primatesta e Kuharic, i membri del Sacro Collegio diventano 155, di cui 111 con meno di ottant’anni. Fra gli elettori non c’è attualmente nessun porporato argentino, mentre rimane un croato (Vinko Puljic, arcivescovo di Vrhbosna-Sarajevo).
Cardinali/2
Hume: «Sono malato di cancro»
Il cardinale benedettino Basil Hume, arcivescovo di Westminster, ha scritto una lettera ai sacerdoti della sua diocesi per informarli che soffre di cancro e che la sua malattia «non è nella sua fase iniziale». Il testo della lettera è stato reso noto dal portavoce dello stesso porporato. Hume ha compiuto 76 anni a marzo.
Diplomazia pontificia/1
Nuovi nunzi nelle Filippine e in Bosnia-Erzegovina
Il 5 aprile l’arcivescovo Antonio Franco è stato nominato nunzio nelle Filippine. Prende il posto di Gian Vincenzo Moreni, prematuramente scomparso il 3 marzo scorso. Franco, 62 anni, campano, entrato nel servizio diplomatico nel ’72, ha prestato servizio in Bolivia, Iran, Francia e presso l’Onu a New York. Nell’88 è stato chiamato a operare in Segreteria di Stato, dove è rimasto fino al ’92, quando è stato nominato nunzio apostolico in Ucraina.
Il 29 aprile Giuseppe Leanza è stato nominato nunzio in Bosnia-Erzegovina. Succede all’arcivescovo Francesco Monterisi che nel marzo ’98 venne nominato segretario della Congregazione per i vescovi. Leanza, 56 anni, siciliano, è nella diplomazia vaticana dal 1972, e ha lavorato in Paraguay, Uganda e Stati Uniti. Dall’84 ha svolto la sua attività in Segreteria di Stato. Nel ’90 è stato nominato nunzio ad Haiti, incarico che ha dovuto abbandonare quasi subito, dopo che, nel gennaio ’91, i seguaci del presidente eletto Bertrand Aristide avevano saccheggiato la nunziatura. Dal giugno ’91 era pronunzio in Zambia e Malawi.
Diplomazia pontificia/2
Rapporti diplomatici con le Isole Cook
Il 29 aprile è stato annunciato l’allacciamento dei rapporti diplomatici tra la Santa Sede e le Isole Cook. Si tratta di un arcipelago dell’oceano Pacifico composto da quindici isole, di cui tredici abitate, con complessivi 19mila abitanti di cui circa tremila cattolici, guidati dal vescovo di Rarotonga. Attualmente sono 172 i Paesi che hanno rapporti diplomatici con la Santa Sede (comprendendo anche le “missioni speciali” di Russia e Olp).
Istituti pontifici
Nominati i vertici dell’Accademia di San Tommaso d’Aquino e dell’Accademia Teologica Romana
Il 10 aprile sono stati nominati i vertici della Pontificia Accademia Romana di San Tommaso d’Aquino e di Religione Cattolica e della Pontificia Accademia Teologica Romana (entrambe riformate nel marzo scorso, cfr. 30Giorni, n. 3, marzo 1999, pp. 34-35). Della prima è stato nominato presidente il domenicano Abelardo Lobato; prelato segretario sarà invece monsignor Marcelo Sánchez Sorondo, argentino, cancelliere delle Pontificie Accademie delle Scienze e delle Scienze Sociali. Della seconda è stato nominato presidente monsignor Marcello Bordoni, docente della Pontificia Università Lateranense, mentre prelato segretario sarà don Angelo Amato, vicerettore e decano della facoltà di Teologia della Pontificia Università Salesiana.
Curia Romana
Un italiano segretario del Culto divino
Il 27 aprile è stato nominato il nuovo segretario della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti. È il benedettino italiano Francesco Pio Tamburrino, sessant’anni, lucano, finora vescovo di Teggiano-Policastro, provincia di Salerno. Il neosegretario era stato eletto abate ordinario di Montevergine (Av), nel novembre ’89 e confermato nel gennaio ’90. Dall’88 è stato professore nella facoltà di Teologia dell’Ateneo Pontificio di Sant’Anselmo a Roma. Il 14 febbraio ’98 era stato nominato vescovo della diocesi campana (lo stesso giorno in cui era stato elevato alla dignità episcopale il cerimoniere pontificio Piero Marini). Nel gennaio scorso a Blaj, in Romania, monsignor Tamburrino ha assistito, per conto del Vaticano, al secondo incontro delle commissioni di dialogo della Chiesa ortodossa e della Chiesa greco-cattolica del Paese.
Guatemala
Papa a presidente: fare luce sull’omicidio Gerardi Conedera
Il 22 aprile Giovanni Paolo II ha ricevuto il presidente guatemalteco Alvaro Arzú Irigoyen, con cui ha parlato del processo di pacificazione nel Paese centroamericano e della «riaffermata necessità – come ha detto il portavoce vaticano Joaquín Navarro-Valls – di far luce quanto prima sul doloroso caso dell’uccisione del vescovo ausiliare di Guatemala monsignor Juan Gerardi». Il presule venne trucidato il 26 aprile dello scorso anno, due giorni dopo che aveva presentato un rapporto di circa 1400 pagine sulle atrocità commesse durante i 36 anni della guerra civile tra le dittature di destra e la guerriglia.
Ruanda
Arrestato il vescovo accusato di genocidio. Protesta della Santa Sede
Il 14 aprile, alle porte di Kigali, capitale del Ruanda, è stato arrestato Augustin Misago, vescovo di Gikongoro. Il fatto è avvenuto una settimana dopo che il presidente del Paese africano aveva accusato la Chiesa locale, e in special modo Misago, di complicità nel genocidio consumatosi cinque anni fa. Il giorno successivo si è levata la protesta della Santa Sede. Il portavoce Joaquín Navarro-Valls ha dichiarato infatti: «L’arresto di un vescovo è un atto di estrema gravità che ferisce non solo la Chiesa in Ruanda ma l’intera Chiesa cattolica. Le relazioni fra la Repubblica del Ruanda e la Santa Sede ne sono anche profondamente turbate. Si spera che tutte le garanzie legali siano assicurate al vescovo in un clima di rispetto delle persone e dei fatti, e che la sua innocenza venga rapidamente provata». Sprezzante la reazione del governo di Kigali. Wilson Rutayisire, membro del Comitato nazionale per l’informazione, ha dichiarato alla radio: «Se la Chiesa cattolica ritiene che Misago agisse per conto della Chiesa stessa, allora essa dovrebbe rispondere delle accuse di genocidio».
Riviste
Uscito il n. 7 di Nuntium
A marzo è uscito il numero 7 di Nuntium, rivista ufficiale della Pontificia Università Lateranense. Nata nel novembre ’96, è pubblicata a cadenza quadrimestrale. Il fascicolo è principalmente dedicato al tema “L’uomo e il denaro” e ospita interventi del cardinale polacco-americano Edmund Casimir Szoka, del vescovo ausiliare di Roma Rino Fisichella, di Michael Novak e di Rocco Buttiglione. Nei numeri precedenti la rivista ha ospitato scritti di varie personalità ecclesiastiche (come i cardinali Giacomo Biffi – che è intervenuto due volte –, Alexandre do Nascimento, Miguel Obando Bravo, Miloslav Vlk, Cahal Brendan Daly, Christoph Schönborn, Francis Arinze) e laiche (come Helmut Kohl, Antonio Fazio, Romano Prodi, Madeleine K. Albright, Cesare Romiti, Michel Camdessus).
Panorama
Battuta di Scalfaro sulla Albright
«Speriamo un giorno di poter dare il premio Nobel a Madeleine Albright». È una battuta, riportata da Panorama in edicola il 30 aprile, del presidente Oscar Luigi Scalfaro, pronunciata quando ha ricevuto al Quirinale i sei premi Nobel per la pace riuniti a Roma per un Summit sul tema “La nuova politica del XXI secolo”.
Parcheggi giubilari/1
Forte tensione cristiano-musulmana a Nazareth
Venti feriti a Pasqua, negozi distrutti, macchine bruciate. Un clima di diffidenza e di paura tra cristiani e musulmani. È questo il clima che si respira da settimane a Nazareth. Oggetto del contendere: una spianata di circa 1800 metri quadri, di proprietà demaniale, antistante la Basilica dell’Annunciazione, che nelle intenzioni del sindaco (cristiano) della cittadina dovrebbe essere risistemata, con tanto di parcheggio, per ospitare i numerosi pellegrini previsti per il grande Giubileo del 2000. In favore del progetto giubilare si è espresso il Patriarcato latino di Gerusalemme e anche la Santa Sede attraverso il nunzio apostolico in Israele.
«Si tratta di un terreno contestato: c’era una scuola comunale che è stata smantellata dal comune per poterci costruire un parcheggio; dei musulmani, tra i quali alcuni che non sono nemmeno di Nazareth, hanno affermato che in quel luogo si trovava una tomba musulmana e che quindi ci si voleva costruire una moschea, dopodiché si sono installati lì». Così ha spiegato gli antefatti a Radio Vaticana (15 aprile) il padre Frans Bouwen, presidente della Commissione “Giustizia e pace” di Gerusalemme.
La controversia, che è nata nel dicembre 1997, potrebbe essere risolta dopo le elezioni del 17 maggio (essendo il terreno in questione di proprietà demaniale, la decisione definitiva sulla sua utilizzazione spetta alle autorità israeliane, che finora hanno mantenuto, anche per motivi elettorali, una certa equidistanza tra le parti).
Parcheggi giubilari/2
Bloccati i lavori sotto la Cattedrale di Massa Marittima
Il 20 aprile il ministro dei Beni culturali ha bloccato i lavori per la costruzione di un parcheggio (una settantina di box) e di un centro commerciale (800 metri quadri) che dovrebbe bucare il dosso su cui poggia la Cattedrale di Massa Marittima, in provincia di Grosseto. C’è infatti il fondato pericolo che i lavori, ironia della sorte finanziati con i fondi del Giubileo, possano danneggiare seriamente le fondamenta del Duomo, un gioiello dell’arte medievale. Contro l’ipotesi del parcheggio giubilare si era espresso anche Pietro Citati su la Repubblica del 18 aprile.
Roma cristiana
Le catacombe di Tor Vergata
«In questa parte di Roma, sulla antica via Labicana che attraversa Tor Vergata, a qualche centinaio di metri dal confine orientale dell’Università, si trova l’antichissima catacomba cristiana dedicata ai santi martiri Zotico, Ireneo e Amanzio. Le iscrizioni, le pitture, i rilievi che vi si conservano ci parlano della fede dei primi cristiani che abitavano questo suburbio e della loro venerazione per quei tre eroici testimoni della fede». Così il rettore della seconda Università di Roma in occasione della visita del Papa all’Ateneo che si è svolta il 29 aprile.