Rubriche
tratto dal n.03 - 1999


CHIESA CATTOLICA

Le reazioni a caldo alla guerra nei balcani


Commenti di personalità ecclesiastiche alla guerra Nato iniziata il 24 marzo


Cardinale Bevilacqua (Usa)
Attacchi aerei inaccettabili

Il 24 marzo il cardinale Anthony J.Bevilacqua, arcivescovo di Philadelphia, rilascia una dichiarazione profetica in cui afferma: «Sembra che un intervento internazionale sia necessario per ottenere la pace in Kosovo. Comunque gli attacchi aerei militari non sembrano una soluzione accettabile. Il ricorso alle armi porterà solo ad una maggiore perdita di vite umane e ad una maggiore sofferenza dei civili».


Vescovi inglesi
Angoscia e benedizioni

Il 25 marzo il cardinale Basil Hume, arcivescovo di Westminster e presidente dell’episcopato di Inghilterra e Galles, si è definito «molto angosciato» dalla situazione in Kosovo e «preoccupato della possibilità di peggiorare circostanze già difficili». «Dobbiamo riconoscere però» ha sottolineato il porporato «che le sofferenze del popolo del Kosovo non potevano essere ignorate». In linea con questa ultima considerazione il pronunciamento del vescovo di Leeds, David Every Konstant (uno dei redattori del Catechismo della Chiesa cattolica): «Nelle attuali circostanze l’uso della forza militare da parte della comunità internazionale può essere giustificato solo come l’ultima risorsa per prevenire grandi e sistematiche violazioni dei diritti umani. È chiaro che tali violazioni, inclusi i massacri, si sono verificati in Kosovo».


Presidente dei vescovi tedeschi
Favorevole ai raid Nato

Sostanzialmente a favore dei raid Nato si è dichiarato il 27 marzo Karl Lehmann, vescovo di Magonza e presidente della Conferenza episcopale tedesca. «Gli attacchi aerei della Nato contro obiettivi militari sul territorio iugoslavo sono diretti a prevenire una catastrofe umanitaria e a evitare una seria minaccia alla pace internazionale. Noi riconosciamo gli scopi umanitari di questo intervento. Speriamo comunque in una rapida fine delle operazioni militari».


Presidente dei vescovi Usa
Bombardamenti ingiustificati

Il 28 marzo Avvenire pubblica una intervista al vescovo di Galveston-Houston, Joseph Anthony Fiorenza, presidente dell’episcopato Usa: «I bombardamenti in corso mi sembrano un’iniziativa ingiustificata, poiché non sappiamo quanti morti e feriti stiano causando tra civili innocenti, senza contare che usando la forza è molto più difficile indurre Milosevic a firmare la pace».


Cardinali Usa
La lettera a Milosevic e a Clinton

Il 31 marzo tutti gli otto cardinali residenti americani hanno scritto e inviato due lettere: una al presidente della Repubblica Federale di Iugoslavia, l’altra a Bill Clinton. Primo firmatario l’arcivescovo di Boston, Bernard F. Law (sua la carta intestata della missiva) cui si sono associati gli arcivescovi John J. O’Connor di New York, James A. Hickey di Washington, Roger M. Mahony di Los Angeles, Anthony J. Bevilacqua di Philadelphia, William H. Keeler di Baltimora, Adam J. Maida di Detroit, Francis E. George di Chicago. A Slobodan Milosevic i porporati statunitensi hanno scritto «per sollecitare una immediata cessazione delle operazioni delle forze armate e della polizia serbe contro la popolazione del Kosovo, e per richiedere la cooperazione del suo governo, in accordo con le convenzioni internazionali, con quelle agenzie desiderose di portare assistenza d’emergenza alla popolazione del Kosovo».
All presidente Usa gli otto cardinali hanno scritto: «Noi abbiamo fatto appello al presidente Slobodan Milosevic affinché ordini l’immediata cessazione delle operazioni delle forze armate e della polizia serbe contro la popolazione del Kosovo e, ugualmente, facciamo appello a lei, signor presidente, per una cessazione dei bombardamenti Nato». «Noi sollecitiamo» hanno scritto poi i porporati a Clinton «la convocazione di una conferenza di pace che dovrebbe coinvolgere anche gli Stati confinanti. Le Nazioni Unite e le sue agenzie specializzate dovrebbero prendere parte al processo di pace. La pace richiederà invariabilmente la creazione di una forza internazionale efficace di mantenimento della pace».


Primate delle Gallie
Pericolo che il conflitto si estenda

Anche Louis-Marie Billé, arcivescovo di Lione e primate e presidente dei vescovi francesi, ha manifestato le sue preoccupazioni: «Nei Balcani, nel cuore dell’Europa e alle porte dell’Unione europea, è in corso una guerra. Certamente è stata voluta per togliere a dei governanti i mezzi per nuocere. Ma è pur sempre una guerra, una vera guerra. È una sconfitta per l’umanità. Quando per anni non si fa il possibile al momento giusto, arriva il peggio. L’Onu è come se fosse stata messa fuori gioco. L’esito dei bombardamenti è incerto. Potrebbero rafforzare i dirigenti contro cui sono diretti e rendere più vivo il loro desiderio di repressione o vendetta. C’è il pericolo che il conflitto si estenda. Cresce l’odio tra popolazioni che dovranno pure, un giorno, ricominciare a parlarsi».





Viaggio in Romania
Il Papa andrà solo a Bucarest

La notizia ufficiale è arrivata il 16 marzo: dal 7 al 9 maggio Giovanni Paolo II si recherà in visita in Romania. Nonostante le richieste pressanti dei fedeli locali (cfr. 30Giorni n. 2, febbraio 1999, pp. 28-30), il Papa non andrà in Transilvania (dove è presente la maggioranza dei cattolici), ma limiterà il suo viaggio a Bucarest. E questo per non urtare la suscettibilità del patriarcato ortodosso locale che aveva dato il suo “ok” al tour pontificio a patto che fosse prevalente il carattere ecumenico della visita e che si svolgesse quindi solo nella capitale. Si tratterà della prima visita del Papa in un Paese a maggioranza cristiano-ortodossa.


Diplomazia pontificia/1
Nuovi nunzi in Belgio, Cuba, ex Zaire, Cile e Siria

Il 3 marzo l’arcivescovo Pierluigi Celata, 62 anni, toscano, è stato nominato nunzio in Belgio e Lussemburgo. Nel servizio diplomatico della Santa Sede dal ’67, dal ’95 è stato nunzio in Turchia e dal ’97 in Turkmenistan. In precedenza era stato rappresentante pontificio a Malta (’85-95), San Marino (’88-95) e Slovenia (’92-95).
Il 6 marzo Luis Robles Díaz, 61 anni, messicano, è stato nominato nunzio a Cuba. Dall’85 al ’90 era stato pronunzio in Sudan e dal ’90 nunzio in Uganda.
Il 20 marzo Francisco-Javier Lozano Sebastián, 56 anni, spagnolo, è stato nominato nunzio nella Repubblica Democratica del Congo (ex Zaire). Dal ’94 era rappresentante pontificio nella vicina Tanzania.
Il 25 marzo Luigi Ventura, 55 anni, bresciano, è stato nominato nunzio in Cile. In diplomazia dal ’78 ha prestato la propria opera in Brasile, Bolivia, Gran Bretagna e in Segreteria di Stato. Dal ’95 era nunzio in Costa d’Avorio, Burkina Faso e Niger.
Il 31 marzo Diego Causero, 59 anni, friulano, è stato nominato nunzio in Siria. Entrato nella diplomazia vaticana nel ’73, ha lavorato nelle missioni di Nigeria, Spagna, Siria, Australia, Ginevra (Onu) e Albania. Dal ’92 era nunzio in Ciad e dal ’93 nella Repubblica Centrafricana. Dal ’93 al ’95 è stato anche nunzio nella Repubblica Democratica del Congo.
Il 25 marzo inoltre Luigi Bressan, dal ’93 rappresentante pontificio nel Sud-Est asiatico (nunzio in Thailandia, Cambogia, Singapore, e delegato in Laos, Brunei e Myanmar), è stato nominato arcivescovo di Trento. Bressan, 59 anni, trentino, in precedenza (’89-93), era stato pronunzio in Pakistan.


Diplomazia pontificia/2
Accordo Santa Sede-Estonia

Il 13 marzo è stata resa nota l’entrata in vigore dell’Accordo tra la Santa Sede e la Repubblica di Estonia, inteso a regolare le relazioni tra la Chiesa cattolica e lo Stato. In esso viene garantito il riconoscimento giuridico della Chiesa cattolica e delle sue istituzioni; si riconosce, inoltre, la libertà della Santa Sede nella nomina dei vescovi e sono assicurati il lavoro pastorale dei sacerdoti stranieri in Estonia, l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole e l’efficacia, nell’ambito civile, dei matrimoni canonici. È il primo accordo bilaterale tra Santa Sede ed Estonia (dove esiste una amministrazione apostolica con circa 3.500 fedeli su una popolazione di un milione e 460mila abitanti).


Santa Sede
Un militare nuovo ambasciatore di Corea

Il 27 marzo ha presentato le lettere credenziali il nuovo ambasciatore della Corea del Sud presso la Santa Sede. Si tratta di Bae Yang-il, 58 anni, militare di carriera fino al 1997 (è stato anche vicecapo di stato maggiore) e da quell’anno consulente della Overseas Koreans Foundation.


Iran
Khatami in Vaticano

L’11 marzo scorso Seyyed Mohammad Khatami, presidente della Repubblica Islamica dell’Iran, è stato ricevuto da Giovanni Paolo II in Vaticano. Era la prima visita di un capo di Stato di Teheran dall’epoca della rivoluzione khomeinista del ’79. Alla fine del colloquio il Papa ha ringraziato Khatami «per questa visita che considero importante e promettente». Successivamente il presidente iraniano, che è considerato un moderato, ha incontrato il segretario di Stato, cardinale Angelo Sodano, con cui ha parlato anche della situazione della comunità cattolica presente in Iran (13mila fedeli su circa 120mila cristiani). Comunità cattolica che ha patito, lo scorso 7 febbraio, la scomparsa dell’arcivescovo di Teheran dei Caldei, Youhannan Semaan Issayi, 85 anni, unico vescovo cattolico nativo dell’Iran.


Cina-Vaticano/1
Quando il portavoce vaticano smentisce l’agenzia stampa di Propaganda Fide

Non succede spesso (anzi) che un organismo vaticano ne smentisca ufficialmente un altro. Durante la visita in Italia (21-25 marzo) del presidente cinese Jiang Zemin è successo anche questo. È accaduto che il 20 marzo l’Ansa ha rilanciato un duro editoriale di Fides, l’agenzia stampa di Propaganda Fide, in cui si chiedeva a brutto muso al presidente cinese la liberazione di due vescovi cattolici «sequestrati dalla polizia» tre anni fa e «mai rilasciati, né processati, né condannati». Titolo dell’Ansa: Zemin in Italia: il Vaticano gli chiede di liberare due vescovi. Lo stesso editoriale è stato pubblicato per intero a p. 2 di Avvenire, quotidiano della Cei, del 21 marzo. La “sparata” non è piaciuta ai vertici della Segreteria di Stato vaticana. Il giorno dopo il Corriere della Sera ha pubblicato una lunga intervista all’arcivescovo Jean-Louis Tauran, “ministro degli Esteri” vaticano, tutta dedicata ai rapporti con la Cina. I toni sono morbidi, e il presule francese dichiara: «La Santa Sede è consapevole che esistono delle difficoltà, però ritiene che i vari problemi possano trovare opportune soluzioni di mutuo gradimento, per mezzo di un proficuo dialogo diretto fra le parti». La mattina del 22 marzo è arrivata poi la smentita, di inusitata durezza, del direttore della sala stampa della Santa Sede, Joaquín Navarro-Valls: «La Segreteria di Stato non ha compiuto finora nessun passo per la liberazione dei due vescovi di Baoding. La diffusione di tale notizia è un’iniziativa personale di padre Bernardo Cervellera (direttore di Fides e firmatario dell’editoriale, ndr), non concordata con i responsabili della Segreteria di Stato. Riguardo ai rapporti con la Cina, l’intervista di S. E. monsignor Jean-Louis Tauran sul Corriere della Sera di oggi risponde autorevolmente su questo punto. Ovviamente, solo la Segreteria di Stato è abilitata a dire ciò che piace o non piace alla Santa Sede. Quindi le idee esposte nel servizio dell’agenzia Fides sono opinioni personali di padre Cervellera e se ne assume lui tutta la responsabilità».


Cina-Vaticano/2
La visita del Papa a Hong Kong va concordata con Pechino

Durante una conferenza stampa tenuta lo scorso 8 marzo Michele Fu Tieshan, vescovo di Pechino riconosciuto dal governo e presidente dell’Associazione patriottica dei cattolici cinesi, ha ribadito che un’eventuale visita del Papa a Hong Kong, in occasione del viaggio previsto entro la fine del ’99 per presentare al continente asiatico l’esortazione postsinodale, chiamerebbe in causa le relazioni tra Cina e Vaticano. Secondo quanto riportato da Églises d’Asie, l’agenzia stampa delle Missions étrangères de Paris, monsignor Fu ha sottolineato che la realizzazione di una “tappa” papale nell’ex colonia britannica richiede ben più che una decisione unilaterale della Chiesa. L’ipotetico viaggio papale esige «un accordo tra il governo centrale cinese e il Vaticano», poiché gli affari esteri di Hong Kong, che dal giugno ’97 è una regione amministrativa speciale della Cina, sono sottoposti «alla responsabilità del governo centrale cinese». Il vescovo Fu, solitamente considerato portavoce ufficioso degli orientamenti del governo cinese, ha ribadito nella conferenza stampa che «il mantenimento delle relazioni diplomatiche tra Taiwan e il Vaticano resta il principale ostacolo al miglioramento delle relazioni sino-vaticane». Tali relazioni, che la Chiesa di Cina attende «con impazienza», implicano secondo Fu «allo stesso tempo dei legami tra Stato e Stato e dei legami tra Chiesa e Chiesa. Solo dopo il miglioramento delle relazioni a livello degli Stati i rapporti potranno entrare in una nuova fase anche a livello ecclesiale».


Curia romana
Arrivano Kasper e Tramma

Il 16 marzo il vescovo-teologo tedesco Walter Kasper è stato nominato segretario del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani. Prende il posto del francese Pierre Duprey, 76 anni lo scorso novembre. Kasper, già professore di teologia dogmatica a Münster e Tubinga, dall’89 era vescovo di Rottenburg-Stuttgart. Attualmente è membro della Congregazione per la dottrina della fede e del Pontificio Consiglio della cultura.
Il 25 marzo il vescovo napoletano Umberto Tramma, 68 anni, è stato nominato segretario aggiunto del Pontificio Consiglio per l’interpretazione dei testi legislativi. Tramma, che dal ’90 era vescovo di Nola, il 20 marzo era stato nominato anche membro della Congregazione per il clero.


Cardinali/1
Le dimissioni del portoricano Aponte

Il 26 marzo il Papa ha accolto le dimissioni di Luis Aponte Martínez, 77 anni ad agosto, dal ’64 arcivescovo di San Juan de Puerto Rico e dal ’73 cardinale. Al suo posto è stato nominato il francescano Roberto Octavio González, nato nel ’50 nell’arcidiocesi di Newark (Usa), ausiliare del cardinale Bernard Francis Law di Boston dall’88 al ’95, quando è stato promosso coadiutore di Corpus Christi (Texas) di cui è divenuto ordinario nel ’97.
Con le dimissioni di Aponte rimangono in attività in America Latina solo due cardinali creati da Paolo VI: i brasiliani Eugênio de Araújo Sales (79 anni a novembre) e Aloísio Lorscheider (75 anni ad ottobre).


Cardinali/2
Il venezuelano Lebrún compie ottanta anni

Il 19 marzo il cardinale venezuelano José Alí Lebrún Moratinos, dall’80 al ’95 arcivescovo di Caracas, ha compiuto 80 anni. Il numero dei porporati elettori scende quindi a 113 su 156 (nei prossimi mesi compiranno ottanta anni altri sei cardinali: due, rispettivamente, ad aprile e giugno, e uno, rispettivamente, a luglio e a ottobre).
Tra gli elettori del Sacro Collegio rimane un altro porporato venezuelano, il salesiano Rosalio José Castillo Lara (77 anni).


Statistiche
Papi santi e beati

Complessivamente i papi venerati come santi dalla Chiesa sono ottanta, di questi solo tre sono stati canonizzati dopo un processo, e cioè Celestino V (venerato però come san Pietro del Morrone), Pio V e Pio X. Gli altri settantasette sono stati canonizzati con una procedura diversa da quella che poi è stata codificata. I papi beati sono invece otto.
La grandissima parte dei papi santi e beati appartengono al primo millennio dell’era cristiana. Dei cinquanta pontefici dell’epoca moderna (dal 1492), solo tre sono arrivati agli onori degli altari: san Pio V (Antonio Michele Ghislieri, piemontese, pontefice dal 1566 al 1572, beatificato nel 1672, canonizzato nel 1712); beato Innocenzo XI (Benedetto Odescalchi, comasco, 1676-1689, beatificato nel 1956); san Pio X (Giuseppe Sarto, veneto, 1903-1914, beatificato nel 1951, canonizzato nel 1954).


Motu proprio
Giovanni Paolo II rinnova l’Accademia di San Tommaso e l’Accademia Teologica Romana

Il 24 marzo è stato reso noto il motu proprio Inter munera academiarum con cui si precisano l’impostazione e la missione della Pontificia Accademia Romana di San Tommaso d’Aquino e di Religione cattolica (fondata da Leone XIII nel 1879) e della Pontificia Accademia Teologica Romana (fondata da Clemente XI nel 1718) e che ne approva i nuovi statuti. Il motu proprio porta la data del 28 gennaio, memoria di san Tommaso d’Aquino. All’Accademia di San Tommaso studiarono e ottennero la laurea in filosofia tomistica Pio XI e Paolo VI quando erano giovani sacerdoti.


Fides et ratio
Le critiche del preside della Facoltà teologica dell’Italia settentrionale

L’ultima enciclica papale, Fides et ratio, non ha suscitato solo “osanna” nel mondo ecclesiastico ufficiale. «L’intento del Papa di affermare la qualità originariamente religiosa della conoscenza mi trova del tutto d’accordo. È un tema cruciale. Però mi pare che questo obiettivo sia perseguito con una lingua e un dispositivo concettuale inadeguato. È qui che l’enciclica apre il fianco alle critiche». Così don Giuseppe Angelini, preside della Facoltà teologica dell’Italia settentrionale, durante una tavola rotonda organizzata dal vicariato per la cultura dell’arcidiocesi di Milano.


Madre Teresa
Comincia il processo di beatificazione, nonostante non siano passati cinque anni dalla morte

Il 1 marzo la sala stampa vaticana ha reso noto che Giovanni Paolo II «ha concesso, su istanza dell’arcivescovo di Calcutta, S. E. monsignor Henry Sebastian D’Souza e di numerosi altri presuli, di poter avviare l’inchiesta di beatificazione di Madre Teresa di Calcutta dispensando dalla norma che stabilisce di iniziare l’inchiesta dopo cinque anni dalla morte della serva di Dio». La decisione risale al 12 dicembre dello scorso anno. Madre Teresa era morta nel settembre del ’97. È la prima volta che Giovanni Paolo II concede questo tipo di dispensa.


Provocazioni
Bossi: «Sono secoli che la Chiesa indietreggia, lasciando sempre più spazio ai massoni»

«Davanti all’illuminismo i cattolici si sono chiusi in se stessi anziché confrontarsi e combattere coi vari razionalismi più o meno scientifici. Purtroppo, a partire da Pio IX e fino al patto Gentiloni, i cattolici si sono ritirati dalla politica, lasciando spazio ai frammassoni dai quali si sono pure fatti infiltrare. Poi, durante il fascismo, con i Patti Lateranensi, il cardinale Gasparri ottenne che il regime sopportasse l’associazionismo cattolico, che non era antifascista ma quantomeno afascista, dove si sono radunati coloro che non ci stavano. Tuttavia la Chiesa non ha saputo resistere alla massoneria, che così ha finito per inquinarla: basti pensare alla P2 e al vescovo Marcinkus. Massoneria, per intenderci, vuol dire capitalismo delle grandi famiglie che conduce direttamente all’America» (intervista alla Padania, 19 marzo 1999).
«...sono secoli che [la Chiesa] indietreggia, lasciando sempre più spazio ai massoni» (intervista alla Padania, 21-22 marzo 1999).
Spicchi del pensiero di Bossi sulla storia, recente, della Chiesa.


Italia/1
Lambiasi vescovo di Anagni

Il 6 marzo monsignor Francesco Lambiasi, nato a Bassiano (Latina) nel ’47, è stato nominato vescovo della diocesi di Anagni-Alatri. Prende il posto del lombardo Luigi Belloli, che aveva compiuto 75 anni nel ’98. Lambiasi, ordinato sacerdote nel ’71, dal ’93 era rettore del Pontificio Collegio Leoniano di Anagni.


Italia/2
Circa 3800 parrocchie senza parroco residente

Circa 3800 parrocchie italiane sono senza parroco residente. E non si tratta solo di piccole parrocchie sotto i cinquecento o mille abitanti, ma anche di media grandezza, tra i mille e i tremila abitanti. Sono questi alcuni dati contenuti in un sondaggio tra le diocesi d’Italia promosso dal Centro orientamento pastorale (Cop) a cui hanno risposto 99 diocesi (su oltre duecento). I dati sono stati ripresi anche dall’agenzia Sir, della Conferenza episcopale italiana.


Italia /3
La prima volta di Tettamanzi in sinagoga

L’11 marzo il cardinale Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Genova, ha fatto visita alla sinagoga della città ligure. Si è trattato della prima visita ufficiale di un arcivescovo di Genova nella sinagoga degli ebrei liguri, sorta nel 1935 nel centro cittadino. Hanno accolto il porporato il rabbino capo della regione, Giuseppe Momigliano, e il presidente della comunità ebraica Piero Dello Strologo.


Ricerche storiche
Appello per un archivio del “dissenso cattolico”

Un gruppo di ricercatori lancia un appello a tutti coloro che conservano documentazione attinente alle vicende del cosiddetto “dissenso cattolico”, affinché mettano a disposizione della ricerca storica tale materiale relativo al periodo 1967-1978. La Fondazione Romolo Murri, istituita con il concorso, tra gli altri, dello storico Lorenzo Bedeschi, nell’ambito dell’Università di Urbino ha costituito un archivio nel quale è possibile far confluire, con le opportune garanzie, opuscoli, volantini, periodici, testimonianze scritte e registrate, manifesti e foto che possano aiutare le ricerche storiche sulle manifestazioni e i movimenti di dissenso che segnarono la stagione ecclesiale negli anni Sessanta e Settanta. Per informazioni e offerte di collaborazione occorre rivolgersi a Alfonso Botti, Fondazione Romolo Murri c/o Istituto di studi storici, via Sassi 15 Urbino (Pesaro). Telefono e fax: 0722327042. E-mail: Fond.Murri@uniurb.it.




CHIESA

«Promozioni e trasferimenti episcopali andrebbero, se non eliminati, resi rari»


Monsignor Giovanni Battista Montini bacia la terra al momento del suo ingresso nella diocesi ambrosiana, il 6 gennaio 1955

Monsignor Giovanni Battista Montini bacia la terra al momento del suo ingresso nella diocesi ambrosiana, il 6 gennaio 1955

«Nella semplicità – che gli diverrà consueta – S. E. Roncalli esprimeva in quegli anni un’ecclesiologia, i cui contenuti restano immutabili. Con la visione apostolica e gerarchica della Chiesa riteneva sempre degno di sincera adesione ogni mandato episcopale decretato dal Papa. Ricordarlo oggi non sembri superfluo. La dignità dell’episcopato sta nel munus che comporta ed è tale che per sé prescinde da ogni ipotesi di promozioni e di trasferimenti, che andrebbero, se non eliminati, resi rari. Il vescovo non è un funzionario, un avventizio, un burocrate di passaggio, che si prepara per altri più prestigiosi incarichi». Notazioni di V.C. F. (Vincenzo cardinal Fagiolo) in un articolo apparso sull’Osservatore Romano del 27 marzo, dal titolo Come giudicare “le cose disposte” dalla Santa Sede. Le considerazioni del porporato prendevano spunto da una lettera del 1928 che monsignor Angelo Roncalli, quando era delegato apostolico in Bulgaria, inviò ad Alfonso Maria De Sanctis, parroco di San Giovanni Battista dei Fiorentini nominato vescovo di Segni. Roncalli nella missiva si congratulava della nomina e riprovava i commenti che la nomina del De Sanctis avevano suscitato a Roma («Povero mons. De Sanctis! Lo mandano vescovo a Segni. Poteva capitargli di peggio!»; oppure: «Lo mandano colà solo per poco tempo, e in vista di un posto migliore»).




Santa Sede-Vietnam

Migliorano i rapporti


Una delegazione della Santa Sede, guidata da monsignor Celestino Migliore, “viceministro degli Esteri” vaticano, si è recata in Vietnam per una visita di cinque giorni che si è tenuta dal 15 al 19 marzo. Nei colloqui avuti con il viceministro degli Affari Esteri e con il presidente dell’Ufficio per gli affari religiosi, si legge in una dichiarazione del portavoce vaticano Joaquín Navarro-Valls, «si è parlato di nomine di vescovi, per le quali si attende una risposta positiva da parte vietnamita nel prossimo futuro» e «si è toccato anche il tema delle relazioni diplomatiche fra il Vietnam e la Santa Sede, stabilendo alcune basi per un futuro negoziato al riguardo». Lo stesso Migliore alla Radio Vaticana ha detto: «Diciamo che è stata, anche da parte del governo, manifestata la disponibilità a migliorare i rapporti con la Santa Sede. Questo, ovviamente, è un primo passo; importante, perché la manifestazione di volontà è la condicio sine qua non per procedere».


Español English Français Deutsch Português