Rubriche
tratto dal n.03 - 1998


Roma

Scoperto un affresco nei pressi delle catacombe di San Sebastiano


Gesù con Pietro e Paolo, affresco del V secolo, catacombe dell’ex Vigna Chiaraviglio, presso San Sebastiano

Gesù con Pietro e Paolo, affresco del V secolo, catacombe dell’ex Vigna Chiaraviglio, presso San Sebastiano

Il mensile di archeologia Archeo, nel numero di marzo, dà notizia di una importante scoperta avvenuta a Roma nell’ottobre ’97 nei pressi delle catacombe di San Sebastiano (una delle tappe del pellegrinaggio alle sette basiliche giubilari, tradizione iniziata da san Filippo Neri e i suoi amici nel 1552). Nell’articolo, firmato da Fabrizio Bisconti, segretario della Pontificia Commissione di archeologia sacra, si spiega che, dopo una frana verificatasi all’incrocio tra il vicolo delle Sette Chiese e la via Appia antica, i responsabili della Pontificia Commissione di archeologia sacra hanno dovuto intraprendere uno scavo di emergenza. Le indagini hanno evidenziato una serie di gallerie catacombali che, dipartendosi dal cimitero dell’ex Vigna Chiaraviglio, giungono al complesso di San Sebastiano, suggerendo così l’appartenenza degli ambulacri a queste ultime catacombe. Lungo la galleria principale è stato rinvenuto un arcosolio sulla cui lunetta è comparso un nuovo affresco che arricchisce il patrimonio pittorico delle catacombe romane (che già ammonta a oltre quattrocento unità). Scrive ancora l’autore che «la nuova pittura, eseguita unicamente con il colore rosso minio, lo stesso che viene usato per tracciare l’epigrafe relativa al defunto di nome Campanus che è sepolto nel sepolcro, rappresenta il Cristo nimbato e stante tra i principi degli apostoli Pietro e Paolo. Lo stile e l’iconografia mostrano i caratteri tipici della più tarda pittura delle catacombe romane, che si attesta tra la fine del IV secolo e gli esordi del V. La presenza dei principi degli apostoli in quest’area è molto suggestiva, se pensiamo che il complesso di San Sebastiano veniva anche definito, nell’antichità, memoria apostolorum, in ragione di un culto che veniva praticato al III miglio della via Appia sin dalla metà del III secolo d.C. in onore di Pietro e Paolo».




Arafat

istituisce il Comitato palestinese per l’accordo con il Vaticano


Yasser Arafat e Giovanni Paolo II

Yasser Arafat e Giovanni Paolo II

Il quotidiano arabo Al-Quds, edito a Gerusalemme, il 6 marzo scorso ha riferito che Yasser Arafat, presidente dell’Autorità nazionale palestinese (Anp), ha nominato i membri del Comitato incaricato di negoziare i termini di un accordo tra l’Anp e il Vaticano. Il Comitato, che ha il compito di definire con la Santa Sede lo status delle istituzioni cattoliche nei territori, è composto da: Hanna Nasser, sindaco di Betlemme, Ibrahim Qandalaft, responsabile dell’Anp per gli affari cristiani, Mitri Abu Eitah e Emil Jarjui, parlamentari, e Afif Safieh, rappresentante dell’Anp presso la Santa Sede. «L’obiettivo dell’Anp» ha detto Qandalaft «è quello di ottenere un accordo ampio con il Vaticano, in modo particolare sullo status delle istituzioni cattoliche nei territori palestinesi, sul modello degli accordi firmati dalla Santa Sede con Israele».
La Santa Sede ha accolto positivamente questa notizia. Rimane comunque ancora valido il comunicato sul progetto di costituzione di una Commissione mista tra la Santa Sede e i responsabili palestinesi diffuso dalla sala stampa vaticana lo scorso 15 gennaio. In esso si sottolineava che quando avrà luogo la prima riunione della Commissione «si dovrà stabilire insieme una agenda e una metodologia di lavoro». Ovviamente l’agenda e la metodologia dovranno essere abbozzate anteriormente alla determinazione della data del primo incontro, che non è stata ancora fissata. Nel comunicato si aggiungeva poi: «I componenti palestinesi della Commissione mista potranno rappresentare l’Olp e l’Autorità nazionale palestinese, nella misura in cui questa può operare nell’ambito internazionale [cfr. accordi di Washington, ndr]. La prevista ed essenziale partecipazione diretta della Chiesa locale [in primis del Patriarcato latino di Gerusalemme, ndr] in ogni tappa dei lavori permetterà di superare facilmente eventuali problemi».





Edith Stein

Edith Stein

Edith Stein
L’11 ottobre la canonizzazione

L’11 ottobre prossimo ci sarà a Roma la solenne cerimonia di canonizzazione di Edith Stein, la suora carmelitana, ebrea convertita al cristianesimo, morta in un campo di sterminio nazista e proclamata beata nel maggio 1987.


Russia
L’Aiuto alla Chiesa che soffre a sostegno degli ortodossi

Un “battello-chiesa” percorrerà centinaia di chilometri sul Volga, sul Don e su altri grandi affluenti per facilitare la pastorale nell’enorme eparchia di Volgograd (due milioni di battezzati su quattro milioni di abitanti) permettendo di celebrare la liturgia e di tenere incontri di catechesi. L’originale idea e il finanziamento per realizzarla sono dovuti all’iniziativa dell’opera internazionale Aiuto alla Chiesa che soffre, che sostiene la Chiesa ortodossa nell’evangelizzazione della Russia postcomunista.
Intanto le Edizioni San Paolo hanno mandato in libreria una biografia aggiornata del fondatore dell’Aiuto alla Chiesa che soffre, il premostratense olandese Werenfried van Straaten, universalmente conosciuto come padre Lardo. Il volume, intitolato Padre Werenfried, un gigante della carità, è opera del giornalista francese Jean Bourdarias.


Brasile
Primo vescovo nero a São Salvador da Bahia

Gílio Felício, già vicario generale della diocesi di Santa Cruz do Sul, nel Rio Grande do Sul, è stato nominato dal Papa vescovo ausiliare dell’arcidiocesi di São Salvador da Bahia, in Brasile. Ne ha dato l’annuncio il 23 gennaio scorso il cardinale Luca Moreira Neves, presidente della Conferenza episcopale brasiliana. Felício è il quinto vescovo nero del Brasile e il primo dell’arcidiocesi di São Salvador.


Torino
Prima visita di Saldarini alla sinagoga

Lo scorso 4 marzo, l’arcivescovo di Torino Giovanni Saldarini ha visitato la comunità ebraica del capoluogo piemontese. È la prima volta che questo accade, ed è anche la prima volta, a detta dei responsabili della comunità, che un capo della Chiesa cattolica torinese fa visita alla sinagoga e ai luoghi di culto ebraici. La comunità ebraica ha voluto anticipare al 4 marzo la festa per l’anniversario dell’emancipazione degli ebrei, concessa dal re Carlo Alberto il 29 marzo 1848. Questa celebrazione è stata l’occasione per la visita dell’arcivescovo, il quale è giunto nei locali seminterrati del centro ebraico senza indossare lo zucchetto rosso da cardinale. Lo ha però rimesso sul capo quando ha capito che il rabbino capo, Alberto Somekh, avrebbe gradito i segni dell’autorità cattolica.


Caso Lockerbie
La Corte dell’Aja dà ragione alla Libia

Dallo scorso 27 febbraio il giudizio sull’annosa controversia sul caso Lockerbie tra la Libia da un lato e gli Usa e la Gran Bretagna dall’altro, sarà di competenza della Corte internazionale di giustizia delle Nazioni Unite. Lo ha stabilito una sentenza della Corte, con sede all’Aja, che ha dichiarato “ammissibile” il ricorso presentato dal governo libico contro quelli di Washington e Londra. La decisione è stata presa con 13 voti a favore e due contrari: quelli del presidente Stephen Schwebel, cittadino americano, e di un giudice britannico. Per una decisione sul merito della consegna da parte di Tripoli dei due cittadini libici sospettati di essere i responsabili dell’abbattimento, dieci anni fa, del jumbo della Pan Am a Lockerbie, in Scozia (in cui morirono 270 persone), bisognerà attendere ancora mesi, se non anni.


Cina popolare
Per il neocardinale di Taiwan ci sono «progressi» per i cattolici

Ci sono stati dei «progressi» nella situazione in cui vivono i cattolici cinesi. È quanto ha affermato il 19 febbraio scorso il nuovo cardinale di Taiwan, Paul Shan Kuo-hsi, che non ha escluso di poter tornare nel continente in cui nacque 74 anni or sono. Nella condizione dei cattolici nella Cina popolare «vi sono stati progressi da quando non viene più chiesto loro di rompere con il Papa» ha detto il porporato cinese, aggiungendo che «ora è consentito pregare per il Santo Padre» pur essendoci «ancora alcune restrizioni» come, ad esempio, nel libero svolgimento dell’apostolato, nel pieno mantenimento dei rapporti con Roma o nella gestione di scuole e ospedali.


Ortodossi
Alessio II: difficile incontro con il Papa

«Continueremo a preparare un incontro fra i capi delle Chiese ortodossa russa e cattolica. Tuttavia è necessario che da entrambe le parti in questo incontro vi sia una condanna del proselitismo o della conversione di persone che appartengono, o che sono tradizionalmente legate, ad altra confessione». Lo ha dichiarato il patriarca di tutte le Russie Alessio II lo scorso 9 marzo in occasione di una cerimonia per la festa del Trionfo della fede ortodossa. Alessio II – riprendendo le posizioni che all’interno della gerarchia ortodossa hanno impedito l’incontro con il Papa a Graz, in Austria, che era stato preparato per il 21 giugno dello scorso anno – ha poi deplorato che i cattolici facciano proselitismo in Ucraina, Bielorussia «e perfino in Russia». Il leader degli ortodossi russi si è poi detto sicuro che il presidente Boris Eltsin, nella sua visita a febbraio in Vaticano, non abbia invitato Giovanni Paolo II in Russia.


Viaggi del Papa
Giovanni Paolo II andrà in Messico per la quarta volta all’inizio del 1999

Il cardinale messicano Juan Sandoval Íñiguez ha annunciato, lo scorso 26 febbraio, che, contrariamente a quanto ufficiosamente anticipato dalla Chiesa locale nei mesi passati, il Papa non effettuerà quest’anno il suo quarto viaggio in Messico.
Il Papa, ha dichiarato il porporato alla catena televisiva Televisa, tra novembre e dicembre, arco di tempo in cui sarebbe dovuta avvenire la visita, sarà impegnato nei lavori di un sinodo a Roma. Il viaggio, ha concluso Sandoval Íñiguez, dovrà essere rimandato a gennaio o febbraio del 1999.


Salesiani
Laurea honoris causa al vescovo premio Nobel

La Pontificia Università Salesiana ha concesso il dottorato honoris causa in Teologia a un proprio ex allievo diventato famoso per aver ricevuto nel ’96 il premio Nobel per la pace: il vescovo Carlos Filipe Ximenes Belo, amministratore diocesano di Díli (Timor Est). La cerimonia si è svolta il 19 febbraio alla presenza dei cardinali salesiani Antonio María Javierre Ortas e Alfons Maria Stickler, del porporato Roger Etchegaray, presidente del Pontificio Consiglio della giustizia e della pace e del Comitato del Grande Giubileo, e del segretario della Congregazione per la dottrina della fede Tarcisio Bertone, anche lui salesiano.
Nel corso della “lezione dottorale”, Belo ha recuperato la categoria dell’«opzione preferenziale per i poveri»: «La solidarietà costituisce un elemento forte e costante per assicurare a tutti la prosperità (Sollicitudo rei socialis 38): essa sottolinea il bonum commune sul piano della creazione. Questo esige una maturazione sociale graduale in termini di iniziative, di cooperazione, di coscienza etica, di sensibilità politica, di responsabile prassi democratica; una forte visione economica e una opzione preferenziale per i poveri (optio praeferentialis pro pauperibus)».


Islam
Un teologo cattolico ospite in Iran

Ai primi di febbraio monsignor Piero Coda, teologo focolarino e docente alla Pontificia Università Lateranense, ha visitato per una settimana l’Iran su invito del Segretariato del dialogo interreligioso di Teheran. Nell’occasione ha fatto una puntata a Qom, il “Vaticano” dell’islam sciita, dove, al Centro femminile di studi teologici, ha svolto – primo cristiano invitato a farlo – una lezione sulla odierna mistica cristiana.


Vaticano
Le nomine arrivano sempre di sabato

Nelle ultime settimane le nomine più importanti nella Curia romana vengono sempre annunciate di sabato. Era già avvenuto per la designazione del nuovo prefetto della Casa pontificia e per l’elevazione alla dignità episcopale del segretario personale del Papa e del cerimoniere. È avvenuto anche per la nomina del nuovo segretario della Congregazione dei vescovi e del nuovo nunzio in Italia. Vice del cardinale Bernardin Gantin alla “fabbrica dei vescovi” sarà il pugliese Francesco Monterisi, 64 anni, finora nunzio apostolico in Bosnia Erzegovina e delegato per le rappresentanze pontificie in Segreteria di Stato. Monterisi prende il posto dell’argentino Jorge María Mejía, 75 anni compiuti il 31 gennaio, che Giovanni Paolo II ha nominato archivista e bibliotecario di Santa Romana Chiesa in sostituzione dell’ultraottantenne Luigi Poggi. Mejía non è stato nominato pro-archivista e pro-bibliotecario come capitò ad esempio nell’83 al salesiano Alfons Maria Stickler, che due anni dopo venne creato cardinale. Una cosa simile è avvenuta lo scorso autunno quando l’arcivescovo Sergio Sebastiani è stato nominato presidente, e non pro-presidente, della Prefettura degli affari economici della Santa Sede. Questo vuol dire che c’è la tendenza a “decardinalizzare”, di fatto, alcuni incarichi della Curia romana per cui è prevista ancora la porpora o di diritto (è il caso della Prefettura) o per tradizione ecclesiastica (il primo cardinale bibliotecario risale al XVI secolo).
Cambio della guardia anche nella nunziatura italiana. Al posto del neocardinale Francesco Colasuonno è stato nominato il piemontese Andrea Cordero Lanza di Montezemolo, 73 anni, finora nunzio apostolico a Cipro e Israele e delegato a Gerusalemme e in Palestina.


Televisione
Il film sulla vita di madre Teresa

A pochi mesi dalla sua scomparsa la figura di madre Teresa arriva sugli schermi televisivi. Il prossimo 10 aprile, infatti, Canale 5 manderà in onda il film per la tv Madre Teresa, liberamente ispirato alla vita di madre Teresa di Calcutta. Interprete principale sarà Geraldine Chaplin, regista Kevin Connor.


Quaresima
Gli esercizi spirituali della Curia e le meditazioni per la Via Crucis del Papa

È stato il cardinale gesuita Ján Chryzostom Korec a predicare quest’anno gli esercizi spirituali al Papa e alla Curia romana. È la prima volta che uno slovacco predica questi esercizi, lo ha sottolineato lo stesso Giovanni Paolo II.
Il testo delle meditazioni che accompagnerà la Via Crucis papale del Venerdì santo è stato commissionato al teologo ortodosso Olivier Clément.


Vescovi
Ad aprile in Vaticano il Sinodo per l’Asia

Dal 19 aprile al 14 maggio si celebrerà in Vaticano l’Assemblea speciale per l’Asia del Sinodo dei vescovi. Il 26 febbraio sono stati resi noti i nominativi di chi guiderà il Sinodo. Giovanni Paolo II ha nominato presidenti delegati i seguenti cardinali: Jozef Tomko, prefetto della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli; Stephen Kim Sou Hwan, arcivescovo di Seoul (Corea); Julius Riyadi Darmaatmadja, gesuita, arcivescovo di Jakarta (Indonesia). Relatore generale sarà il neocardinale cinese Paul Shan Kuo-hsi, gesuita, vescovo di Kaohsiung (Taiwan), mentre segretario speciale sarà l’arcivescovo di Guwahati (India) Thomas Menamparampil, salesiano.


Joachim Meisner
Luce dall’Europa del Sud

«Credo che il cielo dell’Europa del Sud sia più limpido e più alto di quello dell’Europa occidentale e orientale», lo ha detto il cardinale Joachim Meisner, arcivescovo di Colonia, nel corso di una meditazione pronunciata a Catania in occasione della festa di sant’Agata. Ha detto il porporato tedesco: «“Ex Oriente Lux”, “La luce viene dall’Oriente”, dice un antico detto. Ma che tipo di illuminazione è stata, fino a oggi? “Ex Occidente Luxus”, si aggiunge ironicamente oggi: “Il lusso viene dall’Occidente”. Forse dobbiamo guardare verso Sud, dove in sant’Agata ci è apparsa una stella che può dare a tutta l’Europa il giusto orientamento verso Dio». «Credo» ha aggiunto quindi Meisner «che il cielo della Sicilia e dell’Europa del Sud sia più limpido e più alto di quello dell’Europa occidentale e orientale, e che in questa terra si veda nonostante tutto più chiaramente chi è Dio e che cosa Egli vuole da noi. Abbiamo bisogno del Sud del nostro continente, abbiamo bisogno dei vostri santi».




Tonini:

ecco perché Pio XII tacque sull’Olocausto...


In più di una intervista il cardinale Ersilio Tonini, arcivescovo emerito di Ravenna, ha offerto la sua testimonianza diretta sul perché papa Pio XII non parlò pubblicamente del genocidio ebraico perpetrato dai nazisti. Eccola nella versione riportata dal quotidiano La Stampa: «Fu mio compagno di studi un sacerdote, piacentino come me, monsignor Quirino Paganuzzi, addetto alla Segreteria di Stato e poi alla Prefettura Apostolica. Durante gli ultimi anni di guerra Pio XII lo nominò cappellano del Sovrano militare ordine di Malta. E accompagnò i treni dello Smom con aiuti sanitari in Polonia. Monsignor Paganuzzi mi raccontava di aver avuto, un giorno, l’ordine del Papa di consegnare un messaggio a monsignor Sapieha, cardinale di Cracovia e Primate [sic!] di Polonia. La questione era: il Papa intende fare un gesto di severa denuncia dei crimini che si stavano compiendo. Prima però voleva avere un parere dell’episcopato polacco. Monsignor Paganuzzi mi raccontò che il cardinale Sapieha rispose: riferite al Santo Padre che lo scongiuriamo a non fare nulla; il popolo polacco, ebrei e cattolici insieme, avrebbero pagato il prezzo della denuncia».




Martini:

«Non mi piace parlare di Giubileo»


Carlo Maria Martini

Carlo Maria Martini

«Le celebrazioni per il duemillesimo anniversario della nascita di Cristo dovrebbero essere un fatto eminentemente privato, piuttosto che un grande evento planetario. Non mi piace parlare di Giubileo, piuttosto preferisco ringraziare il Signore per questi duemila anni che abbiamo potuto vivere nella fede». Così si è espresso il cardinale Carlo Maria Martini durante una visita fatta a fine febbraio alla sede ginevrina del Consiglio ecumenico delle Chiese. L’affermazione, riferita dall’agenzia ecumenica Eni, è stata rilanciata dall’agenzia Nev, degli evangelici italiani.


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