Recensioni
Gesù di Nazareth nella settima arte

P. Dalla Torre – C. Siniscalchi, IGesù di Nazareth nella settima arte/I, Studium, Roma 2008, 136 pp., euro 13,50
Oltre al ritratto edulcorato della figura di Cristo del Gesù di Nazareth di Franco Zeffirelli, il film sicuramente più importante e discusso sul tema rimane La passione di Cristo di Mel Gibson, che iperrealisticamente, con un’opera figlia della cultura postmoderna di questi anni, mette in evidenza la sofferenza, la crudeltà e la violenza del percorso della Passione.
I due autori del volume Gesù di Nazareth nella settima arte, Claudio Siniscalchi e Paola Dalla Torre, percorrono questo secolo di cinema in cui non solo la figura di Cristo, ma tutto ciò che viene narrato nei Vangeli hanno esercitato e continueranno a esercitare grande fascino attraverso le opere di cineasti molto differenti tra di loro.
La deportazione dei carabinieri di Roma nei lager nazisti

Anna Maria Casavola, I7 Ottobre 1943. Deportazione dei Carabinieri romani nei lager nazisti/I, Studium, Roma 2008, pp. 200, euro 16,00
Ci troviamo di fronte a una pagina oscura della storia del nostro Paese rappresentata dall’occupazione tedesca.
L’ordine di disarmo, prologo alla successiva deportazione dei carabinieri, porta la firma di Rodolfo Graziani, ministro della Difesa nazionale della Rsi e maresciallo d’Italia. Questi, per costringere gli stessi ufficiali a disarmare i propri uomini e i colleghi di grado inferiore, aveva minacciato di passare per le armi i disobbedienti e di effettuare rappresaglie sulle loro famiglie. E poiché Graziani era un uomo conosciuto per le sue repressioni, l’ordine fu eseguito. Così i carabinieri, ignari di tutto, furono presi in trappola e credettero di essere traditi. «Il giorno della cattura fummo fatti cadere in un tranello tesoci dai tedeschi e dai non meno crudeli repubblichini. Eravamo un ingombro, un ostacolo per i nazifascisti, eravamo testimoni da eliminare, eravamo l’unica protezione per le popolazioni avvilite e stanche e decisero di disfarsi di noi», ricorda il maggiore Alfredo Vestiti, deportato.
Il libro della Casavola mette in evidenza, sulla scorta dei documenti consultati, il contributo spontaneo dei carabinieri romani alla resistenza, sia nel periodo 8 settembre-7 ottobre 1943, sia successivamente, fino alla liberazione della città, da parte dei carabinieri che erano sfuggiti alla deportazione e che, sotto la guida del generale Filippo Caruso, avevano dato vita a un Fronte militare clandestino. La parte più inedita della ricerca riguarda la ricostruzione, passo passo, della persecuzione che l’Arma subì da parte della Repubblica sociale sia sul territorio nazionale (culminata in una successiva e definitiva deportazione nell’agosto 1944) sia nei lager in Germania e Polonia, dove i carabinieri entrarono a far parte della massa degli Imi dei 600-700 mila militari italiani catturati dopo l’8 settembre su tutti i fronti di guerra che misero in atto nei campi una resistenza disarmata, ma non inerme. Una spina nel fianco, in particolare per la Rsi, che avrebbe voluto creare grazie agli internati il nuovo esercito di Mussolini.
Emerge dunque, nel volume della Casavola, una lettura diversa della tragedia dell’8 settembre, basata sulle testimonianze degli eventi che non devono restare confinate negli archivi e nelle biblioteche militari.
L’azione internazionale dei cattolici nel mondo rurale

Vincenzo Conso, IL’azione internazionale dei cattolici nel mondo rurale. L’esperienza dell’Icra/I, Agrilavoro, Roma 2008, 170 pp., euro 11,00
All’inizio del XX secolo, di fronte ai problemi posti dall’aggravarsi della questione sociale, il mondo del lavoro e della politica cercarono di elaborare nuove risposte.
Il secondo capitolo del libro di Vincenzo Conso, L’azione internazionale dei cattolici nel mondo rurale, è dedicato alla struttura dell’Icra; particolarmente interessante il paragrafo 3 sulle relazioni dell’Associazione con la Fao e con le altre Agenzie dell’Onu. Oggi si parla molto di sviluppo sostenibile, concetto entrato nel linguaggio internazionale a partire dal 1987 – nel Rapporto della Commissione mondiale per l’ambiente e lo sviluppo – e comunemente usato e definito come «uno sviluppo che soddisfi i bisogni del presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri». Conso ne fa una trattazione esaustiva, trasformando a tratti il suo lavoro in un utile e prezioso strumento didattico per chi si avvicina o si interessa a temi relativi alla difesa dell’ambiente. Ampi, naturalmente, sono i riferimenti al magistero della Chiesa cattolica, che, sull’argomento non è certamente secondo a nessuno: dall’enciclica Mater et magistra di Giovanni XXIII – degli inizi degli anni Sessanta, che accorda ampio spazio al problema agricolo rurale – alla Populorum progressio di Paolo VI, alla Gaudium et spes, al più recente Compendio della dottrina sociale della Chiesa, passando attraverso una folta serie di interventi e di iniziative promosse dal mondo cattolico (il Primo congresso sul mondo rurale risale al 1951). Non manca, nell’interessante volume, uno sguardo internazionale ai temi che l’autore affronta nei ultimi capitoli, dedicati alla solidarietà nel mondo, alla globalizzazione e alla nuova opportunità che l’agricoltura può costituire per i Paesi in via di sviluppo.
Le conclusioni di Conso sintetizzano bene l’impegno, la mission si direbbe oggi, dell’Icra: «Di fronte alle sfide poste dall’economia e dalla politica, dai conflitti etnici e religiosi, dalla globalizzazione e dalla modernità, l’Icra è impegnata come forza sociale che promuove una rinnovata idea dello sviluppo, centrata sul valore dell’essere umano, sul riconoscimento dei suoi diritti umani inalienabili, sulla necessità di costruire un sistema internazionale fondato sulla giustizia e sulla pace. Particolarmente impegnativa è la possibilità di aprire l’Icra al dialogo con realtà non cristiane, particolarmente del mondo arabo e dell’estremo Oriente». Beh, non è poco.
I miracoli di Gesù

Gianmario Pagano, II miracoli di Gesù. Dramma e rivelazione/I, Paoline, Milano 2008, 144 pp., euro 11,00
Giovanni Cubeddu
Meridionalisti cattolici

Diomede Ivone (a cura di), IMeridionalisti cattolici. Antologia di scritti (1946-1960)/I, Studium, Roma 2008, 296 pp., euro 25,50
Il meridionalismo cattolico nasce tra il 1946 e il 1948, con schemi istituzionali-giuridici (si pensi alla Cassa per il Mezzogiorno), economici e politici diversi rispetto alla vecchia impostazione. C’era l’anelito a riscattare il Mezzogiorno dalla sua secolare arretratezza. Lo scenario oggi è completamente diverso; il dibattito intorno al meridionalismo, se c’è, presenta dei connotati differenti, nel momento in cui si dibatte intorno all’istituzione di un federalismo fiscale che comunque costringerà le regioni del sud d’Italia a confrontarsi con una nuova realtà giuridica ed economica, oltre che politica. Per la verità in questa fase del dibattito, come ha osservato sul Corriere della Sera del 3 agosto 2008 Angelo Panebianco, «sembra che la sola preoccupazione della classe politica meridionale sia quella di assicurarsi “compensazioni” adeguate (la quota del gettito fiscale che le Regioni più ricche dovranno trasferire, tramite lo Stato centrale, alle Regioni più povere). Tutto qui?», si chiede Panebianco: «Il Sud non ha altro da dire? Solo garantirsi di essere sussidiato per l’eternità?». In epoche intellettualmente più felici per il Mezzogiorno è esistito un pensiero meridionalista di grande qualità e spessore che ha guardato anche al federalismo come a un possibile motore di sviluppo, a un mezzo di emancipazione economica e sociale. Oggi non sembra arrivare alcun contributo di idee e di proposte all’“impresa federalista” dal Mezzogiorno d’Italia. Il libro curato da Diomede Ivone può essere un’occasione e uno stimolo per riprendere il dibattito interrotto: sarebbe interessante, ad esempio, condurre un’analisi comparata sui risultati raggiunti e sulla prospettiva storica a breve e medio termine, ma questo è compito degli economisti e dei sociologi.
Il cinema europeo nell’epoca della secolarizzazione

Claudio Siniscalchi, IIl cinema europeo nell’epoca della secolarizzazione (1945-1968)/I, Studium, Roma 2008, 140 pp., euro 13,00
Al contrario, il maestro russo Andrej Tarkovskij, con uno sguardo nuovo e tradizionale allo stesso tempo, si fa interprete di una profonda spiritualità cristiano-ortodossa con capolavori come Andrei Rublëv e L’infanzia di Ivan.
All’interno della Nouvelle Vague, sottolinea Siniscalchi, ci sono registi, Jean-Luc Godard in particolare, che vedono nella religione un’insopportabile zavorra per l’evoluzione dei popoli, dei loro costumi, della loro cultura, nel solco della lezione illuminista del XVIII secolo. Voci contrastanti, quindi, che hanno influenzato e continuano a influenzare anche altri settori dell’espressione artistica e che rappresentano, spesso, poli contrapposti nei confronti della fede, della spiritualità e dei suoi significati più profondi.