Rubriche
tratto dal n.06 - 2003


LITURGIA

Unità nella fede, libertà dei riti


Una immagine della messa “tridentina” celebrata in Santa Maria Maggiore

Una immagine della messa “tridentina” celebrata in Santa Maria Maggiore

l 24 maggio il cardinale Darío Castrillón Hoyos, prefetto della Congregazione per il clero e presidente della Pontificia Commissione Ecclesia Dei ha celebrato nella basilica romana di Santa Maria Maggiore una messa secondo il rito romano pre-conciliare. Era la prima volta dai tempi della riforma liturgica che un porporato celebrava una messa “tridentina” in una basilica patriarcale. La liturgia, preceduta dalla recita del rosario, è stata officiata, su richiesta di numerosi gruppi di fedeli legati alle cosiddetta messa di San Pio V, per onorare Giovanni Paolo II nell’approssimarsi del XXV anniversario della sua elezione a papa.
Alla celebrazione, oltre a duemila fedeli e ad un centinaio tra sacerdoti e seminaristi, hanno assistito anche cinque cardinali (gli statunitensi Bernard Francis Law e William Wakefield Baum, il cileno Jorge Arturo Medina Estévez, l’austriaco Alfons Maria Stickler e l’africano Armand Gaétan Razafindratandra), due capidicastero della Curia romana (gli arcivescovi Luigi De Magistris, propenitenziere maggiore, e Julián Herranz, dell’Opus Dei, presidente del Pontificio Consiglio per i testi legislativi), il vescovo Karl Josef Romer, segretario del Pontificio Consiglio per la famiglia. Era presente anche don Manlio Sodi, decano della facoltà di Teologia della Pontificia Università Salesiana e curatore, per la Libreria editrice vaticana, della collana “Monumenta Liturgica Concilii Tridentini”.
All’inizio della celebrazione è stato letto un messaggio che il cardinale segretario di Stato Angelo Sodano ha inviato a nome del Papa ai partecipanti. Castrillón, dopo aver ricordato la figura di Maria santissima e quella del Papa, ha dedicato la terza parte della sua omelia al “venerando rito di San Pio V”. «Una provvidenziale coincidenza» ha detto il cardinale «ci permette oggi di rendere culto a Dio, celebrando il divino Sacrificio secondo il rito romano che prese forma nel Messale detto di San Pio V, le cui spoglie mortali riposano proprio in questa basilica». «Voi stessi», ha proseguito il porporato «carissimi fedeli, particolarmente sensibili per questo rito che, per secoli, ha costituito la forma ufficiale della liturgia romana, avete preso l’iýiziativa dell’odierna celebrazione. Ed io sono stato ben lieto di poter accondiscendere alla richiesta, che va ben al di là del numero dei presenti, sia perché animata da filiale devozione al Santo Padre, in prossimità del venticinquesimo anniversario del suo pontificato, sia per il riconoscimento dei frutti di santità che il popolo cristiano ha ottenuto dalla santissima Eucarestia nell’ambito di tale rito». «Il rito cosiddetto di San Pio V», ha ricordato Castrillón, «non si può considerare come estinto e l’autorità del Santo Padre ha espresso la sua benevola accoglienza verso i fedeli che, pur riconoscendo la legittimità del rito romano rinnovato secondo le indicazioni del Concilio Vaticano II, rimangono legati al precedente rito e trovano in esso valido nutrimento spirituale nel loro cammino di santificazione». «L’antico rito romano» ha sottolineato il presidente di Ecclesia Dei «conserva, quindi, nella Chiesa il suo diritto di cittadinanza nella multiformità dei riti cattolici, sia latini che orientali. Ciò che unisce la diversità di questi riti è la stessa fede nel mistero eucaristico, la cui professione ha sempre assicurato l’unità della Chiesa, santa, cattolica ed apostolica». «So» ha infine concluso Castrillón «che siete immensamente grati al Santo Padre per l’invito da lui rivolto ai vescovi di tutto il mondo “ad avere una comprensione e un’attenzione pastorale rinnovata per i fedeli legati all’antico rito e, alle soglie del terzo millennio, ad aiutare tutti i cattolici a vivere la celebrazione dei santi misteri con una devozione che sia un vero alimento per la loro vita spirituale e che sia fonte di pace” (L’Osservatore Romano, 26-27 ottobre 1998, p. 8). Devozione che, come insegnava l’Aquinate, deve essere somma, “propter hoc quod in hoc sacramento totus Christus continetur” (Summa Theologica III q. 83 a. 4 ad 5). Siamo tutti chiamati all’unità nella Verità, con rispetto vicendevole per la diversità di opinioni, sulla base della stessa fede, procedendo “in eodem sensu” e memori del detto agostiniano: “in necessariis unitas, in dubiis libertas, in omnibus caritas”».
La notizia della messa del 24 maggio è stata riportata con ampio risalto dal quotidiano Avvenire e dalla Radio Vaticana. L’Osservatore Romano da parte sua non ha pubblicato nulla sull’avvenimento, né la Sala Stampa della Santa Sede ha pubblicato sul suo bollettino il testo del messaggio del cardinale Sodano.





SODANO

La pace in Terra Santa e la salute del Papa


Giovanni Paolo II

Giovanni Paolo II



Il segretario di Stato vaticano, Angelo Sodano, durante il viaggio del Papa in Croazia, ha risposto ad alcune domande rivoltegli dai giornalisti. Riportiamo di seguito ampi stralci delle sue dichiarazioni riprese dalla Stampa del 6 giugno. Parlando del Medio Oriente, ha affermato: «Ci sono tre grandi problemi. Il primo è quello dei confini; poi c’è quello del ritorno dei profughi e quello di Gerusalemme. Cominciamo a parlare dei confini, che è più facile: non può esistere uno Stato come il formaggio groviera, con tanti buchi. Quindi è logico che uno Stato debba avere confini chiari, da che mondo è mondo. E poi c’è il problema del ritorno dei profughi. La giustizia esiste in tutto il mondo: se uno è stato cacciato dalla sua casa... anche io, se fossi stato cacciato da casa mia desidererei ritornare; o almeno direi: datemi qualcosa. È accaduto anche in passato: i polacchi cacciati dall’Ucraina, i tedeschi cacciati dalla Polonia, gli italiani cacciati da Fiume. La giustizia esige qualche forma di compensazione. Infine, il problema di Gerusalemme, che va risolto. E senza entrare nel merito, la Santa Sede vede la questione della protezione dei Luoghi Santi; quindi questo status internazionalmente garantito». Il porporato inoltre ha anche fatto cenno al prossimo viaggio del Papa in Mongolia, dicendo: «Siamo nelle mani di Dio. C’è il proposito di andare […] la decisione si prenderà entro giugno o luglio». Infine ha dato rassicurazioni sulla salute del Pontefice spiegando che «il Papa fa un check-up ogni due o tre mesi, un normale controllo come lo facciamo anche noi. E sta meglio anche senza papaia».




ANNIVERSARI

Tutti i cardinali in ottobre a Roma per il XXV del Papa


Anniversari/1
Tutti i cardinali in ottobre a Roma per il XXV del Papa

Dal 15 al 19 ottobre, nell’ambito delle celebrazioni per il XXV anno di pontificato di Giovanni Paolo II, è prevista una riunione di tutti i cardinali del Sacro Collegio. Come ha spiegato Joaquín Navarro-Valls in un’intervista alla Stampa (17 maggio), "sarà una riunione di cardinali ai quali è stato rivolto un invito dal loro decano, il cardinale Ratzinger". "Riunione", ha specificato il portavoce vaticano, "che però non prenderà la forma di un concistoro".
Le celebrazioni partiranno il mercoledì 15 sera con la recita dei vespri. Il giovedì 16, anniversario dell’elezione a papa di Karol Wojtytla, ci sarà una messa in San Pietro con il Te Deum di ringraziamento. Il 17 e 18 ci sarà un convegno con cinque interventi su "Ministero petrino e comunione nell’episcopato" (relatore il cardinale Bernardin Gantin, decano emerito), su "Sacerdoti, vita consacrata e vocazioni" (Jean-Marie Lustiger, arcivescovo di Parigi), Famiglia (Alfonso López Trujillo, presidente del Pontificio Consiglio competente), "Ecumenismo" (Nasrallah Pierre Sfeir, patriarca maronita), "Missioni" (Ivan Dias, arcivescovo di Bombay). Il sabato 18 è infine previsto un messaggio al Santo Padre. In quei giorni è poi previsto che il Papa consegni l’esortazione postsinodale dell’ultimo sinodo generale, celebrato nel 2001, sul tema "Il vescovo: servitore del Vangelo di Gesù Cristo per la speranza del mondo".

Anniversari/2
Convegno a Perugia in onore di Leone XIII

Dal 29 maggio al 1� giugno si è svolto a Perugia il convegno internazionale "La filosofia cristiana tra Ottocento e Novecento e il magistero di Leone XIII". L’iniziativa si inserisce nel quadro delle celebrazioni per il centenario della scomparsa del Pontefice, avvenuta il 20 luglio 1903. Papa Pecci, prima di essere eletto al soglio di Pietro nel 1878, era stato arcivescovo di Perugia.





BREVI DAL MONDO


Sacro Collegio
La morte del cardinale Colasuonno

Il 31 maggio è venuto meno il cardinale Francesco Colasuonno, 78 anni, da tempo malato. Creato cardinale nel 1998, in precedenza era stato nunzio in Italia e primo rappresentante pontificio a Mosca. Con la sua scomparsa il Sacro Collegio comprende 167 porporati, di cui 111 elettori (110 il 17 giugno, quando il cardinale statunitense Anthony Joseph Bevilacqua compie 80 anni).

Celam
Errázuriz Ossa
ai vertici dell’episcopato latinoamericano

Dal 13 al 16 maggio si è tenuta in Paraguay la XXIX assemblea ordinaria del Consiglio episcopale latinoamericano (Celam). Nell’occasione sono stati eletti i nuovi vertici di questo organismo ecclesiale. Per il quadriennio 2003-2007 sarà presidente del Celam il cardinale Francisco Javier Errázuriz Ossa, dei padri di Schönstatt, 70 anni, dal 1998 arcivescovo di Santiago del Cile. Primo vicepresidente è stato nominato il messicano Carlos Aguiar Retes, 53 anni, vescovo di Texcoco, secondo vice, il brasiliano Geraldo Lyrio Rocha, 61 anni, arcivescovo di Vitória da Conquista. Segretario generale il dominicano Ramón de La Rosa y Carpio, 64 anni, vescovo a Higüey. Presidente del Consiglio economico, il cardinale colombiano Pedro Rubiano Sáenz, 71 anni, arcivescovo di Bogotá.

Religiosi
Uno spagnolo alla guida dei frati minori

Il 5 giugno i frati minori hanno eletto il nuovo ministro generale al posto dell’italiano Giacomo Bini. Come 119� successore di san Francesco è stato scelto lo spagnolo José Rodríguez Carballo, 50 anni, finora definitore generale e segretario generale per la formazione e gli studi.

Cei
Montenegro nuovo presidente Caritas

Nel corso della cinquantunesima assemblea generale dell’episcopato italiano, che si è tenuta in Vaticano dal 19 al 23 maggio, il vescovo siciliano Francesco Montenegro, 57 anni, dal 2000 ausiliare di Messina, è stato nominato nuovo presidente della Commissione episcopale della Cei per il servizio della carità e della salute, e quindi anche capo della Caritas italiana. Montenegro è stato eletto al ballottaggio prendendo più voti del vescovo di Alessandria, Fernando Charrier, 72 anni.

Italia
Castellani coadiutore a Lucca

Il 31 maggio Benvenuto Italo Castellani, 60 anni, di Cortona (Ar), è stato nominato coadiutore dell’arcivescovo di Lucca. Ordinato sacerdote nel 1973, laureato in Sociologia all’Università di Trento, dal 1997 era vescovo di Faenza-Modigliana.

Ex Urss
Riorganizzazione ecclesiastica
in Kazakistan

Dal 16 al 19 maggio il cardinale segretario di Stato Angelo Sodano si è recato in Kazakistan, dove, il 17, ha annunciato la riorganizzazione delle giurisdizioni ecclesiastiche della Repubblica ex sovietica, con la creazione dell’arcidiocesi metropolitana di Maria Santissima di Astana, avente come suffraganee la diocesi della Santissima Trinità in Almaty, di Karaganda e l’amministrazione apostolica di Atyrau. Questi provvedimenti hanno provocato una dura reazione negativa del Patriarcato di Mosca.




CALCIO

Dziwisz e la Lazio; il Papa e l’estinto Cracovia


«“Un grande cuore, biancoceleste nell’animo”. Così è stato definito il vescovo Stanislao Dziwisz, segretario personale di Karol Wojtyla da ben 36 anni e fresco socio onorario del “Lazio club easy rider”». In questo modo, il Messaggero del 9 maggio dava notizia delle simpatie calcistiche del segretario del Papa. Il curioso articolo proseguiva notando come «la sua capacità di “godere con chi gioisce e di soffrire con chi soffre” esercitata sacerdotalmente anche verso i romanisti, aveva indotto a ritenere che egli fosse di simpatie giallorosse. Lo stesso monsignor Dziwisz tenne a precisare che il nostro scoop era fuori bersaglio». L’articolo si concludeva accennando alla passione calcistica di Karol Wojtyla, tifoso del «“Cracovia”, glorioso club che ha cessato di esistere alcuni anni fa. Il “Wisla Cracovia” era “supportato” dai cracoviensi dei dintorni».





GORBACIOV

Una candela in chiesa per Raissa


«Lei crede?». «No. Eppure anche la mia famiglia era contadina, come la sua e, come la sua, era abituata a pregare. In tutta la vita io non ho mai pronunciato un’orazione rivolgendomi a Dio. Da quando ho perso Raissa mi accade, però, una cosa strana: a volte entro in una chiesa e accendo una candela in suo ricordo, come si fa dalle nostre parti. Un gesto irrazionale, lo so, ma dettato da qualche istinto». Così l’ex presidente dell’Urss Michail Gorbaciov, intervistato dal cantante Bono Vox, leader degli U2, in occasione della presentazione del Forum internazionale da lui presieduto. L’intervista è stata ripresa dalla Stampa del 21 maggio.




MASS MEDIA


Corriere della Sera
’68, trent’anni di follia
e il ritorno
della Tradizione

«Sta terminando un’epoca iniziata nel ’68. Trent’anni di follia. Noi prepariamo con tutta la nostra forza il ritorno della Tradizione dei valori della famiglia». Così il ministro per le riforme, Umberto Bossi, sul Corriere della Sera dell’11 maggio. Il leader leghista è tornato sul tema nel corso di un’intervista televisiva rilasciata il 20 maggio a Telepadania, spiegando: «Oggi la Chiesa parla un linguaggio troppo diverso da quello della Tradizione. Anche da questo fattore deriva la grande confusione della gente che persino a messa ascolta cose molto, troppo, diverse da quelle che si sentiva dire nello stesso posto solo pochi anni fa. Ma la Tradizione sta tornando. Forse è presto perché questo cambiamento sia percepibile a tutti. Ma il mondo sta cambiando. Anzi, forse, è già cambiato».


L’Avvenire
Venticinque anni
di follia

Venticinque anni di solitudine per la follia: questo il titolo dell’editoriale di Avvenire del 14 maggio, redatto nella ricorrenza del venticinquesimo anno dell’approvazione della cosiddetta “legge Bisaglia”, che aboliva i manicomi. Una legge che, secondo l’editorialista, dovrebbe essere cambiata.


La Stampa /1
I gesuiti e il potere

Sulla Civiltà Cattolica del 17 maggio (quaderno n. 3670), padre Michele Simone, notista di politica interna della rivista dei gesuiti, firma un articolo critico su alcune rigidità del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nei confronti della magistratura italiana. Al di là dei contenuti della nota, è interessante il commento, a firma di Filippo Ceccarelli, apparso sulla Stampa del 16 maggio. Ne riportiamo un passaggio: «Consiglieri del principe per vocazione e tradizione, i gesuiti conoscono il potere come pochi altri al mondo. Sbaglierebbero, Berlusconi e i suoi, a sottovalutarli. Per restare all’Italia e al suo passato prossimo, converrà ricordare che fu un ardente predicatore gesuita, padre Lombardi, non per caso allora detto “il microfono di Dio”, a inventarsi la “mobilitazione” anticomunista che, tramite i Comitati civici di Gedda, portò alla vittoria del 18 aprile 1948. Anzi, per l’esattezza quel “piano” era stato sottoposto a monsignor Montini dal direttore della Civiltà Cattolica, padre Giacomo Martegani, quando De Gasperi “sbarcò” il Pci dal Governo».


La Stampa /2
D’Alema, Lula
e i massimalisti

Il 5 giugno, nel corso di un convegno, Massimo D’Alema, presidente dei Democratici di sinistra, ha elogiato la moderazione e il realismo del nuovo presidente brasiliano Lula, concludendo: «Così ha vinto le elezioni. Con le ricette dei lulisti italiani avrebbe dovuto aspettare un altro quarto di secolo per vincere un’elezione». In un articolo apparso sulla Stampa il giorno successivo, Filippo Ceccarelli, dopo aver spiegato che i «i Lula de noantri», ovvero i “lulisti” italiani, si trovano sia tra i no-global, sia nel variegato mondo della sinistra, fino ai cattolici, conclude consigliando «di leggere la polemica dalemiana come una variante aggiornata e globalizzata dell’antica disputa tra riformisti e massimalisti».





DIPLOMAZIA

Nuovi nunzi e nuovi ambasciatori della Santa Sede


Diplomazia /1
Nuovo nunzio a Malta

Il 5 giugno l’arcivescovo spagnolo Félix del Blanco Prieto, 66 anni, è stato nominato nunzio apostolico a Malta. Prende il posto di Luigi Conti, 74 anni, che ha rinunciato all’incarico «per raggiunti limiti di età». Il nuovo rappresentante a La Valletta è entrato nella diplomazia vaticana nel 1968 e ha lavorato nelle legazioni pontificie di Spagna, Messico, Argentina, Austria. Dal 1988 al 1991 ha prestato la sua opera in Segreteria di Stato, come secondo segretario del cardinale Agostino Casaroli. Nel 1991 è stato nominato arcivescovo e nunzio apostolico in São Tomé e Príncipe e delegato apostolico in Angola. Dal 1996 era nunzio in Camerun e Guinea equatoriale.


Diplomazia /2
Nuovi ambasciatori del Giappone e
di Israele

Il 30 maggio ha consegnato le lettere credenziali il nuovo ambasciatore del Giappone presso la Santa Sede. Si tratta di Gunkatsu Kano, 61 anni, diplomatico di professione, dal 1999 ambasciatore in Colombia.
Il 2 giugno ha consegnato le lettere credenziali il nuovo ambasciatore di Israele, Oded Ben-Hur, 52 anni, diplomatico di carriera, dal 1989 al 1994 addetto culturale e scientifico dell’ambasciata d’Israele presso il Quirinale.


Diplomazia / 3
Dodici nuovi ambasciatori
non residenti

Il 15 maggio hanno presentato le lettere credenziali 12 nuovi ambasciatori che non risiederanno nell’Urbe. Si tratta dei rappresentanti di Australia, Zimbabwe, Siria, Trinidad e Tobago, Etiopia, Lettonia, Isole Figi, Burundi, Georgia, Vanuatu, Moldova, Pakistan.


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